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updated 10:57 PM CEST, Aug 13, 2019

Il caffè nel mondo

TOTO CAFFEL’arte del caffè nel mondo. L’aroma del caffè ci accompagna da sempre. La mattina a colazione, dopo pranzo quando si cercano le necessarie energie per ricominciare l’attività pomeridiana, o quando, perché no, siamo un po’ giù e cerchiamo conforto nelle nostre certezze più profonde, nei ricordi della nostra infanzia, in un caldo abbraccio che solo”na tazzulella e cafè” ci sa dare.

E’ in realtà una droga non solo perché dalla sua pianta deriva la famosa bevanda, ma perché il principio attivo che la caratterizza, la caffeina, è presente in prodotti d'interesse erboristico, dietetico, farmaceutico e cosmetico. Ma a parte le disquisizioni di carattere scientifico, esistono in natura differenti tipi di caffè, che si differenziano prevalentemente in Coffa arabica e Coffa canephora o robusta, anche se ne esistono altri tipi meno diffusi e conosciuti come per esempio la coffea liberica e la coffea excelsa, considerata quest’ultima da molti solo una variante della liberica. La combinazione in differenti quantità dei semi di queste piante dà origine a una molteplice quantità di miscele. La pianta di arabica è comunque la più pregiata e la più difficile da reperire poiché si coltiva solo a quote abbastanza elevate (tra i 1000 e i 2000 metri ) e questo riduce il numero dei paesi produttori e le piantagioni disponibili. Il mercato offre un’infinita varietà di miscele di tutti i prezzi e per tutte le tasche ma alla fine l’ultimo giudice è lo stesso consumatore. Il metodo migliore per scegliere la miscela di caffè preferita è provarne diverse qualità e soffermarci su quella che risulta la più gradevole al nostro palato.

La storia, le leggende e le tradizioni, ci insegnano che in Occidente il caffè si diffuse a Venezia, dove, si pensa, sia stata aperta la prima "Bottega del Caffè " nel 1640, anche se alcuni ritengono che ne sia stata aperta una in precedenza a Livorno. Una cosa è certa, il successo fu immediato e da quel momento la bevanda si diffuse in tutta Italia. Offrire un caffè è diventato nel tempo un momento di socializzazione, d’incontro, un modo per alleggerire un po’ l’atmosfera prima di trattare affari e la giusta pausa durante le interminabili riunioni di lavoro. Ma come si fa un buon caffè?  State certi, un’enciclopedia non basterebbe a spiegare le varie tecniche soprattutto quando il caffè è fatto con la moka. caffettiera mokaScoprirete che in ogni famiglia ognuno segue le proprie regole: macinato grosso, fine, medio o un po’ di tutti e tre. E che dire dell’acqua? Quale usare? Anche qui fiumi di consigli diversi. E quanto stringere la moka? Tanto o poco?  Insomma non troverete mai una regola che vale per tutti. Così come non troverete la bevanda uguale in tutto il mondo. Caffettiera americanaAndiamo per esempio in America. Qui dimenticatevi tazzine di ceramica e cucchiaini di metallo. A New York il caffè si beve in grandi contenitori di cartone o di polistirolo, realizzati in tre diverse misure (small, medium o large). E’ a tutti gli effetti una bevanda che viene preparata per infusione della polvere di caffè in acqua bollente. Si utilizzano generalmente dei filtri, per lo più di carta ma anche in metallo o in plastica, in modo da separare la polvere dal caffè, trattenendo le particelle e facendo passare solo l'acqua. Vediamo spesso nei film d’oltreoceano queste caffettiere fornite di caraffa in vetro sempre piene di caffè pronto all’uso nell’arco della giornata. Il caffè filtro così chiamato non è però da confondere con il caffè Americano che beviamo anche in Italia e che è semplicemente un espresso diluito in acqua bollente. Scendiamo giù e andiamo in Brasile. L'arrivo del caffè in Brasile ha un'origine romantica, ed è collegato alla storia d'amore tra un sergente brasiliano, in missione in Guyana nel 1727, e la moglie del governatore che regalò all'innamorato un mazzolino di fiori contenente una piantina di caffè. Un regalo che ha fatto del Brasile oggi il più grande produttore mondiale di caffè. A parte la bevanda di base esistono diversi cocktail al caffè. Iniziamo proprio dal Brasile per conoscere il caffè brasiliano, molto gustoso e sicuramente da provare anche se non proprio ipocalorico: nel fondo di una bella tazzina poniamo un cucchiaino di zucchero, un po’ di Baileys, (la crema di whiskey irlandese), un po’ di spuma di latte, una tazzina di caffè aggiunta delicatamente in modo che spuma di latte e caffè rimangano ben separati e infine aggiungiamo un po’ di cacao spolverato. Provatelo è una vera delizia.

Voliamo in Europa, e la nostra prima tappa è a Parigi, la “Ville Lumiére (la città delle luci), famosa per la bellezza della sua architettura, i suoi viali e i suoi scorci, oltre che per l'abbondanza dei suoi musei. Qui seduti in uno dei tanti bistrò potrete gustare il caffè alla parigina. Preparate un caffè forte. Quando è ancora caldo aggiungete del cacao bollente (in porzioni di due parti di caffè e una di cacao); integrate con cognac (due cucchiaini per ogni tazza da servire), mescolate e servire in un bricco caldo. La bevanda va servita con panna e zucchero.

Facciamo un salto in Irlanda e qui gustiamo l’Irish Coffe. Caffè caldo, zuccherato, corretto con whiskey e con uno strato di panna sulla superficie. Viene servito pre-riscaldando il bicchiere, mettendoci il caffè corretto e zuccherato e aggiungendovi per ultima la panna, leggermente montata. A volte vengono aggiunte spezie quali la noce moscata o la cannella. Una vera delizia! In Olanda sostituendo al whiskey l’acquavite gustiamo un caffè danese. A Vienna si gusta ancora oggi il caffè alla viennese una ricetta molto antica risalente al periodo imperiale austriaco e per questo considerato un caffè “aristocratico”.Si prepara una buona tazza di caffè, con l’aggiunta di un cucchiaio di panna montata e uno di panna liquida.  

Approdiamo in Italia e andiamo a Torino e riviviamo nel famoso locale Caffè Al Bicerin un pezzo di storia risorgimentale. BicerinQui il tempo si è fermato, seduti ai tavoli originali del 1763 potrete degustare un bicerin fatto di cioccolato, caffè e crema di latte. Cavour e i politici dell’epoca erano di casa in questo storico locale  ed è quindi una tappa obbligatoria per chi visita questa bellissima città. Scendiamo ora a Napoli. Non me ne vogliano le altre regioni ma non c’è caffè che possa eguagliare il gusto, la cremosità di quello napoletano. Sarà per la miscela, l’acqua, la cortesia usata nell’offrire sempre un bicchiere d’acqua prima della degustazione, quel ”core napoletano”che si percepisce in ogni luogo.”A Napoli il caffè non è amato perché è buono: è buono perchéè amato”. Sinceramente ne sono stata stregata! A Napoli  in  ogni bar il caffè è speciale, ma se capitate alla stazione ferroviaria di Napoli Centrale, nella adiacente piazza troverete il bar Mexico, che funge anche da torrefazione del caffè Passalacqua , una qualità eccellente di caffè locale. Degusterete un espresso straordinario, preparato con le macchine tradizionali di una volta (quelle con leve e manopole da manovrare), zuccherato direttamente dal barman come la tradizione vuole e pregustato previo omaggio  di un bicchiere di acqua minerale alla spina che aiuta a sciacquare la bocca  e a rendere la degustazione perfetta. Per fare invece il vero, classico caffè napoletano in casa si deve avere "la caffettiera  napoletana" rigorosamente di alluminio; è solo così, infatti, che il caffè mantiene tutto il suo aroma. Caffettiera napoletanaAlcune istruzioni basilari: una volta aperta e riempito il filtro, la polvere di caffè va appiattita con un cucchiaino e vanno praticati alcuni piccoli solchi nella miscela. Quando l’acqua inizia a bollire (si vedono le prime gocce fuoriuscire) si effettua la rotazione della caffettiera e si chiude il beccuccio con il “coppetiello” cioèunpiccolo cono di carta di giornale che impedisce la fuoriuscita dell’aroma del caffè durante il filtraggio. Proseguiamo nel nostro viaggio e andiamo in Turchia. Il caffè turco si consuma in tutto il Medio Oriente. Si prepara nel cezve, un tipico bricco di rame e ottone con un lungo manico.
Per ottenere un perfetto caffè alla turca è necessario procurarsi del caffè macinato molto fine, quasi impalpabile come lo zucchero a velo. Si prepara inserendo l’acqua e lo zucchero nel bricco e ponendo la miscela sul fuoco in attesa che raggiunga la temperatura di ebollizione. Solo a questo punto, lontano dal fuoco si aggiunge il caffè. Il caffè va poi fatto bollire per altre due volte consecutive, avendo cura, tra un’ebollizione e l’altra, di togliere il cezve dal fuoco, ed eliminare la schiuma che si forma. La tradizione vuole che dopo aver consumato il caffè, si volta la tazzina e la si lascia raffreddare. Il sedimento del caffè si deposita sul fondo e sulle pareti della tazzina, assumendo dopo pochi minuti forme particolari, queste vengono interpretate nella pratica della caffeomanzia, pratica mantica tipicamente turca della lettura dei fondi di caffè.

Finisco qui questo breve viaggio del caffè nel mondo con la consapevolezza di avervi dato solo pochi scorci e che tanto altro ci sarebbe da scrivere e descrivere considerata, ad esempio, anche la versatilità della bevanda in cucina. Ma questa è tutta un’altra storia. Sabrina Del Bugaro

Bibliografia

My-personaltrainer.it Caffè

De Domenico Coffee Machines srl Tradizione del caffè 10 modi per fare il caffè

EspressoCoffee.it  Storia del caffè  Credenze e Leggende

http://america24.com/news/fenomenologia-del-caff-americano

www.nescafe.it/

www.parigionline.com/ Parigi Mon Amour

Caffè.it Ricettario - Ricette dal Mondo

Caffènapoletano.it  Storia del caffè napoletano

www.bella.napoli.it Il vero caffè napoletano: a’ tazzulell’ è cafè!

www.portanapoli.com › HomeCucina napoletana

www.inturchia.com/caffeturco.html

Caffè al Bicerin Torino   bicerin.it

 

 

Ultima modifica ilVenerdì, 15 Febbraio 2013 14:29

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