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Potendo essere nudi e crudi

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V’è un metodo di cura, quello bioenergetico, che si basa su varie discipline, che si fonda sulla percezione dell’energia altrui.

Si può avere quindi a che fare con la reciprocità, che dipende dalla cura dello stile di vita, con una filosofia da incarnare per un benessere condivisibile.

La cura oggigiorno deve consistere nella continua ricerca delle proprie meccaniche allo scopo di sentirsi degni e consigliare di muoversi per il bene comune, di compiere un percorso dimensionale raccontando storie salutari; dato che ci preoccupiamo di soffrire piuttosto che di non soffrire, e quindi della morte, di un’emozione variegata tenendo conto della solitudine, ovvero della messa in ballo della materialità.

La paura ha a che vedere con l’angoscia; principalmente col mal di stomaco che poi si rapporta al cuore, alla condizione affettiva da prendere per buona o da rimettere in forma specie se bisogna fare attenzione ai figli, a delle vere e proprie malattie dello spirito che implicano un futuro per forza come un atto di prevenzione da tenere presente, tendenziale.

Una parte di noi sente che i figli non ci appartengono, e lo stesso vale per le malattie, però tutti i saggi sostengono che il futuro è già scritto, e che perciò ci riguarda completamente, facendoci preoccupare.

Pertanto, occorre differenziarci tra il dentro e il fuori per comprendere solo e semplicemente delle ragioni, ma l’uomo si preoccupa delle malattie pensando di riuscire a risolvere ogni cosa.

Invece gli animali non si ammalano praticamente, tranne quegli domestici (…), semmai prima di morire.

L’animale più simile all’uomo è… il virus!

Bisogna riscoprire assolutamente i bisogni primari, a partire dalle nostre possibilità che dipendono da un sistema connettivale, dalla carne morbida o dura, da masticare o lasciar perdere, per stare in sintonia con l’ambiente e fare prodezze straordinarie, armoniose.

Non riusciamo a essere quello che siamo perché vogliamo fare il passo più lungo della nostra gamba, eccedendo dunque in energia fino a causare tumori celabili maturando, fino a esprimere funzioni sin troppo discutibili.

Quando abbiamo cominciato ad ammalarci?

Proprio quando abbiamo iniziato a comprendere, a complicarci la vita desiderando sempre più cose, guardando nel profondo a tal punto da scorgere un vuoto incolmabile e ingestibile!

Il primo mestiere remunerato della storia dell’umanità consisteva nel… seppellire i propri figli, in effetti, disperatamente, a differenza degli animali stiamo sempre appresso ai figli fino a lasciar perdere un regime alimentare che poi è stato manipolato per interessi innaturali.

Roba che conviene riprendere a mangiare carne cruda, erbe e fiori; e addirittura annusare feci e urine per riscoprirsi all’istante!

A tal proposito, lo sapevate che i cinesi individuano una qualsiasi malattia annusando il polso, ossia la parte del corpo dove il sudore maggiormente ristagna?

Odorando il malato come un vegetale, costoro si rapportano a una frequenza basilare risaltando una questione di puro intuito.

E’ come se si tornasse neonati, alla magia dell’istinto materno; per riassestare un aspetto spirituale al fine di vivere.

Per medicina si deve intendere quel bersaglio da centrare tra spirito e corpo, senza che questi due elementi vengano complessati, perché si rischia così di perdere la parte animale, ch’è essenziale, ed essendo impossibile curare l’uno a scapito dell’altro.

La Chiesa per esempio, e in modo esemplare, ha scisso il corpo dallo spirito, mandando perfino al rogo degl’individui ch’erano in grado di coniugare i siffatti elementi…!

Certamente è strano a dirlo, ma più s’è sensibili e più ci si ammala.

Mangiare, bere, urinare e defecare dovrebbero essere i nostri unici pensieri.

I grandi fanno vivere ai piccoli le malattie come un problema, in effetti i secondi gridano e si lamentano quando vedono i primi disperarsi, ma… dobbiamo ammalarci per reintegrare l’anima e andare al cuore delle cose.

La mente, quante cose disperde rispetto a ciò che succede in essa stessa?

Dentro di noi accadono infiniti microeventi per un espediente immenso per non dire miracoloso, “vedi” la funzione della vista.

Bastava agli albori dell’esistenza un grado in più di temperatura per… non esistere, ma disponiamo semmai di un menù, ch’è solo l’indicazione di quello che mangiamo!

In pratica, dobbiamo ascoltare quello che succede nel nostro corpo in primis, prima di vantarci di sapere tutto, perché solo così potremo fare cose inimmaginabili.

Ci vuole una dote emozionale prima o poi da sfruttare per capire alla fine che quello che pensiamo non è sempre vero, ossia la messa in gioco dei sentimenti, bilanciando la valutazione e il desiderio di un determinato peso, cioè la tenerezza (il rispetto dell’altrui, potenziale entità) e la dolcezza (la penetrazione dell’altrui, potenziale entità: l’amore).

Il punto di snodo sta nel fermare un eccesso d’emozione per conoscerne altre, e mediamente raggiunta la mezz’età siamo più propensi alla tenerezza, ma… generalmente si possono curare coloro che curano?

In tal caso, occorrerebbe rivestire un ruolo, come quello del consulente, per un impianto complesso a dir poco ma semplice d’applicare giacché basterebbe essere spontanei, sentendo prima e codificando poi, cioè senza smettere d’osservare gli animali e cercare magari di vivere come loro per sognare di stare insieme appassionatamente.

I più grandi terapeuti, comunque, sono coloro che hanno sofferto… difatti i veri consulenti sono coloro che captano l’esigenza di stare bene con se stessi, relazionandosi principalmente coi propri simili, allo scopo di curare, cioè di acculturarsi in fondo, ripristinando concetti puramente terreni per il bene degli altri. 

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