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2013-06-26 3La plasticità elegante del movimento riporta l’osservatore delle opere scultoree di Alba Gonzales ad archetipi rinascimentali femminili ed è anche con lo scalpello e la fusione del bronzo che si scrive la storia dell’umanità.

Il concetto di archetipo femminile, ovvero l’eterno femminino riferito al Rinascimento è sintesi dell'eredità petrarchesca del dolce stilnovo e michelangiolesca commista all’eredità araba, normanna, etrusca e celtica.

Il desiderio non appagato, l'amore come insoddisfazione e mancanza, è tema centrale della trasfigurazione scultorea della genialità di Alba Gonzales alla ricerca delle forme sensuali.

Le sue opere rifuggono da ogni descrizione oggettiva della realtà,

2013-06-26 2dando così spazio alla fantasia mitologica filtrata dagli occhi del presente.

È in questo concetto che fin dagli inizi degli anni ’70 si sviluppa e si consolida il segno del suo stile scultoreo, riconoscibile e individuabile sia nelle opere in bronzo sia nel marmo di Carrara.

È attraverso queste due forme di materia che Alba Gonzales concretizza i sogni originali fantastici e le sue visioni surreali.

Apprezzo l’opera di Alba Gonzales fin dal 1997, a Fregene, quando la incontrai personalmente nel luogo magico della sua arte, il Museo di scultura all'aperto e sale interne “Pianeta Azzurro”, Centro Internazionale di Scultura Contemporanea.

2013-06-26Questa estate 2013, in occasione dell’ormai tradizionale evento “L’Isola del Cinema” curato da Giorgio Ginori e dalla fidata equipe culturale, alcune sue opere in bronzo sono esposte sulla riva destra del Tevere e sono facilmente raggiungibili dalla scalinata di ponte Cestio, all’isola tiberina: la “Centaura di Ares”, nella totale drammaticità della guerra offre l’elmetto di spine; “Chira, Centaura di Enea”, che ama la musica e la danza nella sua bellezza muliebre; “l’Amore mette le ali” è l’accostamento stilnovista tra l’essere e l’angelo, pur se il riferimento è all’Ars Amandi di Ovidio e all’Amore e Psiche di mitologica memoria dalla quale si è ispirato anche Antonio Canova; “Chimera e le maschere” nella dualità tra il bene e il male, lato oscuro e il lato solare; “Lei vede e non vede o altrove guarda” dove la più grande bugia propinata è: la legge è uguale per tutti e guai a colui che si incapriccia a voler giusta la giustizia!

Alcune opere di Alba Gonzales riportano l'immagine della donna all’orientamento e guida dell’essere solare e angelico.

Ricordo l’opera in bronzo, l’albero della vita del 2006 denominato “Oh, felix culpa” dove è evidente il riferimento all’Antico Testamento dell’albero di melo (malus) le cui radici sono nel ventre della donna che ha da poco partorito il figlio dei tempi, riconducibile alla piccola clessidra.

D –  Bronzo o marmo, quale materia è più consona alla tua comunicazione?

R – Sono le forme, i messaggi che desidero comunicare e i fattori tecnici che mi fanno scegliere tra queste due materie che amo nella stessa misura.

2013-06-26 1D – Alba Gonzales nella sua continua ricerca dell’espressione scultorea evidenzia i disagi esistenziali; una personale riflessione?

R – Penso che un’artista deve dare testimonianza del tempo che il destino o forse Dio gli ha concesso di vivere.

D – La tua ricerca attuale su quale rappresentazione simbolica è incentrata?

R – Io credo di avere un temperamento con molte sfaccettature. Sin da giovinetta ero un’appassionata lettrice del grande Pirandello. Penso che il suo osservare le varie realtà da innumerevoli lati, abbia contribuito a formarmi l’idea che tutto sia relativo e legato alle emozioni del momento che si sta vivendo.

Sicuramente avverto la contaminazione della bestia che alberga in ogni essere umano e sono portata a sottolinearla in tutte le sue peculiarità attraverso varie metamorfosi. Contrariamente a ciò  spesso sottolineo con ironia alcune debolezze di cui l’uomo è ricco, intendo naturalmente, anche la donna.

Insomma, “vado dove mi porta il cuore” ma di più sicuramente è il mio inconscio che mi tira per mano anche dalla parte opposta.

ChimeraAlba Gonzales è nata a Roma da madre siciliana e da padre spagnolo. Abita a Roma, a Monteverde, il quartiere della Cultura dove Marco Valerio Marziale aveva un possedimento agreste appena sopra il fontanone del Gianicolo così come è citato nel libro pubblicato recentemente “Da Monteverde al mare”.

Nelle opere di Alba Gonzales confluiscono echi dell’antica Grecia e umori calienti della Spagna con un abbraccio coraggioso a Michelangelo Buonarroti nel suo “Omaggio ad Antinoo” del 2002.

D – La danza, il teatro e la musica, si rispecchiano nelle tue opere scultoree; quali oblique armonie confluiscono nella completezza della tua realizzazione artistica?

R – Nella Scultura e nella Musica ci sono dei comuni denominatori: il ritmo, il volume e il colore, e ambedue amano invadere lo spazio.

La donna in Alba Gonzales è una donna concreta che si trasforma in un ideale di sogno.

Le sue opere si trovano presso musei, enti e collezionisti privati e ben figurerebbero a ornamento delle città.

Alba Gonzales, la Michelangelo del terzo millennio, a suo modo è un don Quijote che si muove in una Mancha a lei consona, amatoria e femminile, alla ricerca di un contenuto che colmi l'archetipo dell'eterno femminino.

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