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Mozione per Alitalia e AMS

Officine AMSIII Municipio. Il problema degli esuberi Alitalia e del rilancio di Alitalia Maintenance Systems approda anche al III Municipio: il 5 novembre due consiglieri, Filippo Maria Laguzzi e Valeria Milita, hanno presentato una mozione in cui sollevano alcune questioni sul futuro del trasporto aereo italiano e si pongono alcuni interrogativi sulle numerose incongruenze che hanno caratterizzato queste vicende almeno dal 2008 a oggi.

Secondo stime dell’Unione Europea e d’importanti operatori economici, nonostante la crisi, il settore del trasporto aereo è in crescita, ma l’Italia deve saper essere pronta a godere dei benefici di questo trend mondiale, pena il definitivo declassamento del nostro Paese anche da questo comparto economico.

Fin dal 2008, invece, nel trasporto aereo del nostro Paese non ci sono stati altro che tagli, cassaintegrazione, fallimenti come quello di Groundcare, concordati preventivi come quello di AMS, con perdita di posti di lavoro e di competitività del nostro sistema.

In particolare la situazione di AMS è paradossale: è in concordato, ed ha le capacità tecniche, la volontà e i mezzi necessari per risollevare la propria sorte, ma proprio per essere in concordato non può accedere alle commesse pubbliche e a importanti contratti che potrebbero fare affluire le risorse necessarie per garantire la continuità aziendale.

Per questo, anche dopo la brutale vicenda dei dipendenti Alitalia messi alla porta dall’oggi al domani, senza alcun avvertimento, il III Municipio chiede al Presidente di Regione e al Sindaco di Roma di farsi parte diligente per l’apertura di un tavolo di trattativa sul trasporto aereo per rilanciare il settore, sia per quanto riguarda Alitalia, sia per importanti aziende del settore come AMS, anche per cogliere i segnali di ripresa che si stanno profilando a livello mondiale.

E in effetti, riguardo al rilancio di AMS già il mese scorso la FIT Cisl e l’UGL Trasporto Aereo affermavano: ” Una soluzione che venisse da Alitalia attraverso Etihad sarebbe indubbiamente la benvenuta e anche la più logica in un’ottica di sistema. È chiaro che, alla base di tutto, ci dovrà essere un piano concreto e duraturo che tenga conto di tutti i livelli occupazionali, sul quale confrontarci per evitare altre situazioni di precarietà come quelle vissute in questi anni e la speranza che la nuova compagine, qualunque sia, porti un valore aggiunto e nuovi investimenti, non più procrastinabili”.

La voce del III Municipio si aggiunge, quindi, alle tante che abbiamo ascoltato in quest’ultimo anno, specialmente quelle dei sindacati del settore, che finora non hanno avuto significativo riscontro da parte della Regione Lazio.

Ultima modifica ilLunedì, 10 Novembre 2014 18:07

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