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updated 3:56 PM CEST, May 24, 2019

Anziani terremotati dell'Aquila dimenticati da tutti

hqdefaultDal 2009 anno del catastrofico evento, la situazione è ancora drammatica.

Sono trascorsi ben 6 anni da quella fatidica data, che ha lasciato nel ricordo di tutti, oltre 300 vittime, 1.600 feriti e 80 mila sfollati. Il terremoto di quel 6 aprile ha distrutto un'intera città, ma non solo, anche tanti sogni, sudore e fatica delle persone che vi abitavano.

Nel centro storico le macerie sono ancora lì a testimonianza di una catastrofe, per ricordare quanto è stato alto il prezzo che si è pagato.

La dignità degli aquilani non smette di stupire, anche quando i riflettori si sono spenti e le istituzioni se ne sono andate via, lasciandoli soli con il loro dolore ma soprattutto in balia di tante parole e pochi fatti.

containerL'Aquila di un tempo non esiste più; restano tanti progetti, idee e discorsi ma il cammino per la ricostruzione è così lento, che alcuni giovani hanno pensato di abbandonare questi luoghi.

Una domanda viene spontanea. Dove sono finiti tutti i soldi per la ricostruzione? È inutile continuare a fare progetti urbanistici, quando alla fine non si concretizza niente.

Un'altra incognita è il nuovo piano regolatore, che non contempla nuove espansioni della città né consumo di altro suolo. Dunque che cosa devono fare gli abitanti? Ci sono molte, troppe incognite su questo post-terremoto e purtroppo le risposte non giungono.

I commercianti sono disperati, perché vogliono tornare a lavorare e far quindi rivivere la città. C'è chi è riuscito tra mille difficoltà a riaprire la sua bottega, dando quindi uno spiraglio di luce nell'oscurità e cercando di infondere speranza nei cuori della gente.

Il vero problema è che la “Grande” Aquila, ora pare un paesino. Di giorno per lo meno, ci sono gli operai addetti alla ricostruzione, ma al calar della sera, diviene una città fantasma, dove la luce dei lampioni illumina serrande rotte che sbattono a ogni folata di vento. Solo la domenica c'è un po' più di movimento.

LAquila eathquake prefetturaInoltre, quelle che dovevano essere sistemazioni provvisorie sono ancora usate. Tanti quindi i disagi e i disservizi. Basta pensare che sono 6mila i bambini che ogni giorno, fanno lezione nei container costruiti per permettere loro il rientro all’attività scolastica. Almeno fossero in buone condizioni, invece ci sono segni inequivocabili di usura. Purtroppo però non solo i bambini si ritrovano a fare lezioni in quelle precarie condizioni, perché ci sono intere famiglie che vi abitano e come si è potuto costatare, non sono più agibili.

Tra le tante persone che hanno dovuto abbandonare la loro abitazione perché distrutta, troviamo anche alcuni anziani, che sono stati letteralmente dimenticati in un albergo a Rocca di Mezzo. Sono 6 anni che quattro sfollati alloggiano all'hotel Vitalbae per ciascuno di loro lo Stato paga 55€ al giorno.

Il più “giovane” ha 79 anni, mentre il “grande” ben 92; nella mente una sola parola: “casa”, quella che con la fatica di tutta una vita hanno costruito e nel giro di pochi minuti, perso. Lo dicono con voce tremante e gli occhi lucidi di chi è conscio del fatto che, non potrà mai più averla. La ristrutturazione delle loro case non è mai stata cominciata e forse non lo sarà mai.

Questa situazione è a dir poco assurda, inammissibile. Le Istituzioni non possono voltarsi dall'altra parte, quando ci sono persone in condizioni precarie come queste. I più deboli, gli indifesi andrebbero salvaguardati e non lasciati al loro destino, come invece pare stia accadendo.

In fin dei conti queste persone non chiedono nulla, se non il loro diritto di riavere una casa, ma soprattutto la dignità di essere trattati come uomini.

Ultima modifica ilMercoledì, 20 Maggio 2015 19:27
Dora Millaci

Poetessa e scrittrice, prolifica in modo particolare di racconti brevi. Grazie alla sua innata sensibilità e amore per il prossimo, riesce a scuotere la coscienza del lettore sui temi della sofferenza, della morte, della comprensione, della tolleranza e dell'amicizia. Ogni sua opera è unica e la sua “impronta” la si ritrova e la si riconosce anche nelle favole, poiché in ogni racconto c'è sempre una profonda morale. Col suo modo di scrivere semplice riesce a raggiungere il cuore del lettore, lasciandone alla fine un segno profondo.

Attualmente collabora con diverse riviste on-line e cartacee, oltre che condurre una piccola trasmissione radio sul web: Una voce per un aiuto.

Commenti   

+3 #2 Gabrylorusso 2015-05-21 20:23
Conosco bene sentimenti e le impressioni di chi vive certe situazioni. Io stessa ho vissuto il terremoto, in un'epoca forse leggermente diversa. Era il 1980. Tuttavia ancora oggi ne mio paese ed i tutta la zona ci sono ancora persone che hanno fatto dei container la propria nuova abitazione. Anche qui, dunque molti sono stati "dimenticati", soprattutto gli umili, la gente comune. Mentre chi ha potuto ha usufruito del denaro stanziato per fare lavori che non avevano alcuna attinenza con l'accaduto. Credo sia tipico del nostro paese. Ci si dimentica spesso di chi è povero, ma non di chi ha conoscenze e può farsi avanti, senza scrupoli. Si, è davvero inammissibile. Gabry
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+3 #1 mariela daniele 2015-05-21 17:21
Che tristezza scoprire un'Italia che se ne frega degli italiani di chi ha subito cataclismi di chi ha bisogno. Siamo lasciati soli con i nostri problemi ci propinano tante parole ma fatti zero.
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