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updated 9:58 AM CET, Dec 8, 2019

Il campidoglio trema ancora. Arrestato Mancini

Avancity S   - interno 1 L'ex amministratore delegato di Eur Spa (società partecipata da Roma Capitale) Riccardo Mancini è stato arrestato dagli uomini del Nucleo polizia tributaria della Guardia di Finanza di Roma, nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta tangente da 800 mila euro che l’azienda bolognese di forniture filobus Bredamenarinibus Spa avrebbe pagato a Roma metropolitane, per essere favorita nella fornitura di 45 veicoli.

Nell’ambito dell’inchiesta, condotta dal Pm Paolo Ielo, Mancini è stato accusato di concussione e corruzione, ma tra i quattro capi d’imputazione, il più pesante è quello di essere stato nel 2009 il terminale di una mazzetta da 500, dei 600 mila euro di tangente, pagata dall’ex ad di Bredamenarinibus, Roberto Ceraudo, arrestato lo scorso 23 gennaio. Il Pm Paolo Ielo ha aggiunto che gli altri 100 mila euro, sarebbero stati destinati a Marco Iannilli, il commercialista amico dell’ex consulente esterno di Finmeccanica, Lorenzo Cola.

L’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Stefano Aprile si è resa necessaria, sia perché s’ipotizza il pericolo di reiterazione del reato, sia per “le modalità violente che hanno caratterizzato la sua storia personale, eloquentemente evidenziate dal certificato penale che segna precedenti per porto illegale d’armi e ricettazione” .

Il Gip scrive che “ è un uomo di Alemanno, al quale risponde direttamente e nei confronti del quale è in totale soggezione: nella telefonata intercettata, il sindaco chiede conto a Mancini dei suoi comportamenti tenuti nella gestione dell’ente eur e lo rimprovera in maniera aspra e decisa, dimostrando la subordinazione dell’interlocutore”.

A prova di ciò, ci sono le intercettazioni telefoniche tra i due uomini, anche se mancano le prove “ per dimostrare una diretta partecipazione di Alemanno all’azione illecita”.

Sempre nell’ordinanza di custodia cautelare si legge: “Se si esamina l’appalto dal punto di vista della pubblica amministrazione, si scopre che l’intera procedura, costata ai contribuenti diverse decine di milioni di euro, non ha ancora prodotto alcun lecito risultato: i filobus, per i quali è stata pagata la mazzetta, collaudati in un’altra città per consentire di procedere agli “urgenti” pagamenti dei fornitori che hanno versato la tangente, non sono ancora in servizio a distanza di 5 anni dal bando della gara”. Poi prosegue “ a tutt’oggi non esistono, né sono in corso di realizzazione, le opere infrastrutturali ed elettriche necessarie alla loro circolazione: i veicoli, costati 40 milioni di euro, sono parcheggiati del tutto inutilizzati e abbandonati”.

Nell’inchiesta sono state fondamentali le rivelazioni dell’imprenditore Edoardo D’Incà Levis, coinvolto nel giro di false fatturazioni, che ha sempre sostenuto il diretto coinvolgimento della “segreteria di Alemanno”.

Intanto ieri gli uomini della Gdf e Ros hanno effettuato una serie di perquisizioni finalizzate all'acquisizione di documenti, anche nella sede della fondazione “Nuova Italia”, presieduta da Alemanno, il quale si è dichiarato totalmente estraneo ai fatti e fiducioso nel lavoro della magistratura. Precisiamo che Mancini si era presentato spontaneamente al pm il 3 febbraio scorso, in qualità d’indagato e aveva ammesso di aver ricevuto 60 mila euro, ma solo dopo che l'appalto per la fornitura dei bus era stato assegnato.

Adesso lo scandalo che investe il governo capitolino di centrodestra, rischia di inficiare la campagna elettorale del 26 e 27 maggio, del sindaco Alemanno, di cui Mancini è fedele amico.

Ricordiamo che Mancini si dimise dalla carica di amministratore delegato dell'ente Eur in concomitanza con la diffusione di notizie relative al suo coinvolgimento nell’inchiesta sull'appalto dei bus destinati a circolare nel cosiddetto 'corridoio Laurentina' ma mai entrati in servizio.

Il segretario Pd Marco Miccoli afferma "L'arresto di Riccardo Mancini, ex Ad Eur spa, e fedelissimo di Gianni Alemanno, è l'ennesimo colpo al cerchio magico del sindaco. Dopo Franco Panzironi, ex presidente Ama, coinvolto nello scandalo e nell'inchiesta Parentopoli, ora è il turno di Mancini".

Nell'inchiesta del pm Paolo Ielo sono indagate almeno otto persone: oltre a Mancini, sono Roberto Ceraudo (ex Ad di Breda Menarini, colui che per l'accusa avrebbe versato la mazzetta); l'imprenditore Edoardo D'Incà Levis, il quale ha sostenuto di aver predisposto il ’fondo nero' per la tangente; Lorenzo Borgogni, ex responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica; Lorenzo Cola, ex consulente esterno del colosso della difesa; Marco Iannilli, commercialista di Cola; due dirigenti di Breda Menarini, una delle aziende fornitrici dei bus, in carica nel 2009. Fonti huffpost,ansa

Ultima modifica ilMercoledì, 27 Marzo 2013 18:11

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