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updated 2:03 PM CEST, Oct 13, 2019

Il nobel per l'economia Krugman critica l'austerity e i suoi effetti sull'Italia

Paul-KrugmanIl premio Nobel per l’economia Paul Krugman ha pubblicato qualche giorno fa sul New York Times un asciutto editoriale nel quale punta il dito contro “L’Europa sanguinante”. l’Italia dopo un anno di cura Monti è la dimostrazione che le politiche di austerità sono fallimentari, portano solo alla recessione, mentre gli interventi decisivi sono quelli della Bce e la direzione di marcia da seguire è l’opposto del combinato di tagli e tasse in cui l’Europa sta perseverando, costringendo gli Stati più indebitati (come Italia, Grecia, Spagna, Portogallo) a sopportare inutili sacrifici”.

Krugman si dice sorpreso sia per la “resilienza” dell’Europa, capace di piegarsi senza spezzarsi mai nonostante i continui traumi, sia per la “disponibilità dei Paesi più indebitati a sopportare delle sofferenze che sembrano senza fine, dall’abilità della Bce di fare quel poco che basta, sempre all’ultimo minuto, per calmare i mercati finanziari che appaiono sempre pronti a esplodere”.

Eppure “le politiche di austerità hanno fatto andare le cose esattamente secondo copione – un copione keynesiano, che è cosa ben diversa dal copione che aveva immaginato chi sostiene l’austerity”.

austeritySuccessivamente l’economista ha analizzato l’Italia “dove Mario Monti – un bravo ragazzo, profondamente sincero – ha dovuto lasciare il suo posto prima del tempo perché, in ultima analisi, le sue politiche hanno mandato l’Italia in depressione (economica)”.

Paul Krugman esprime opinioni negative riguardo alla tanto declamata austerità ( imposta dalla Germania ignorando anche la revisione del Fmi ), che in Italia ha generato il populismo di Berlusconi e Grillo . “L’austerità? È come quella cura medievale con la quale si dissanguavano i malati per farli guarire dai loro mali, e quando la perdita di sangue li faceva stare ancora peggio, li si dissanguava ancora di più”.

In quest’ottica, Berlusconi e Grillo hanno buone possibilità, se non di vincere, almeno di conquistare un folto numero di parlamentari con i quali tuttavia potrebbero rendere il paese ingovernabile.

Ha pure previsto che Monti sarà surclassato da Berlusconi e Grillo : “ E’ probabile che il partito di Mr. Monti arrivi quarto. Non solo ben dietro l’essenzialmente comico Silvio Berlusconi; Monti è dietro a un comico vero, Beppe Grillo, che, pur senza una piattaforma coerente, è diventato una forza politica importante”. E gli lancia una dura critica : Monti è  “il proconsole messo dalla Germania per imporre l’austerità fiscale su un’economia già in difficoltà”; poi aggiunge  “ la volontà di perseguire l’austerità senza limiti è ciò che definisce la rispettabilità nei circoli politici europei. Questo andrebbe bene se le politiche di austerità effettivamente funzionassero – ma non è così”.

A dire il vero, i risultati di questa nefasta politica di austerità sono sotto gli occhi di tutti:  ovunque si assiste al naufragio di interi Paesi e nonostante sia arrivata un nota dal Fondo Monetario Internazionale( che ha avvisato sulla pericolosità dell’austerità) alcuni politici, che Krugman definisce “ deludenti e petulanti” continuano a perseguire obiettivi sconsiderati.

Uno su tutti il Vicepresidente della Commissione Europea Olli Rehn che nel gennaio 2011 ha elogiato i programmi di austerità di Grecia, Spagna e Portogallo. Rehn ha previsto che il programma greco, in particolare, avrebbe prodotto “ritorni duraturi”.

Contrariamente alle sue affermazioni tuttavia la disoccupazione è salita in tutti e tre i paesi, ciononostante nel dicembre 2012, Rehn ha pubblicato un editoriale dal titolo “L’Europa deve mantenere la rotta dell’austerità “e continua a promuovere il proseguimento dell’austerity, forte del fatto che le borse hanno concluso in positivo il 2012 e che gli attacchi speculativi ai debiti europei sono calati sensibilmente.

Peccato che nessuno dica che tale risultato sia frutto del continuo acquisto, da parte della Bce, dei titoli di Stato dei paesi deboli, decisi a intervenire e comprare il debito pubblico in caso di necessità, ed è solo grazie a questo che si è evitato un crollo finanziario che avrebbe potuto distruggere l’euro.

Occorre tuttavia fare un passo indietro e capire chi è perché ha deciso di attuare il piano di austerità in Europa.  Ebbene, l’iniziativa è partita dagli alti funzionari europei i quali avevano sempre respinto le preoccupazioni che il taglio della spesa e l’aumento delle tasse nelle economie depresse fossero in grado di approfondirne la depressione. Anzi, secondo gli esperti, tali politiche avrebbero dato impulso all’economia inspirando fiducia.

Purtroppo la fiducia non è mai arrivata e le nazioni in cui è stata imposta l’austerità sono entrate in crisi senza che sia stato raggiunto neppure l’obiettivo di riduzione del debito. Addirittura in questi paesi il rapporto tra debito pubblico e Pil è aumentato perché la contrazione dell’economia  ha superato qualsiasi riduzione del tasso di indebitamento.

La conseguenza più tangibile è che l’economia è in costante recessione e che la disoccupazione sta dilagando ovunque, avviando l’intera Europa a un “suicidio” economico e amministrativo senza precedenti.

Krugman, alla fine dell’articolo torna a parlare dell’Italia “ una nazione che in ragione di tutte le sue disfunzioni ha imposto con deferenza un’austerità sostanziale – e ha visto in conseguenza la sua economia contrarsi rapidamente”.

L’economista afferma che gli osservatori esterni sono terrorizzati dalle elezioni del Belpaese perché, anche se l’inventore del Bunga bunga o l’ex comico genovese non riusciranno ad ottenere la maggioranza in Parlamento, la loro forza potrebbe essere sufficiente a destabilizzare l’Europa nel suo insieme.

Ultima modifica ilGiovedì, 28 Febbraio 2013 10:06

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