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S. Pietro: pacifica incursione dei volontari per Emanuela Orlandi

2xxxx013-07-14 10.43.28Stamani a Roma, alle ore 10.30, alcuni volontari del gruppo facebook dedicato a Emanuela Orlandi, fondato dal fratello Pietro, si sono dati appuntamento davanti Piazza San Pietro per entrare nella basilica e scattare una foto di gruppo davanti la statua della Pietà di Michelangelo.

 “Questa scultura – spiega A.D. promotrice dell'iniziativa – è il simbolo del dolore di una Madre, a cui ingiustamente è stato strappato il Figlio. Noi riteniamo che lo stesso dolore, senza alcun motivo, lo viva da trent'anni sulla propria pelle Maria, mamma di Emanuela Orlandi e per questo cerchiamo in tutti i modi di risvegliare le coscienze di chi sa e non parla. Nelle ultime settimane se ne sono sentite tante, sia dalla parte italiana, sia dalla parte vaticana, ma nessuno mai che dica cose certe e provate. A volte sembra quasi si voglia prendere in giro l'opinione pubblica. Noi vogliamo semplicemente ribadire che non molliamo.” 

turiste 1I volontari, con indosso le magliette con la foto di Emanuela Orlandi la 15enne scomparsa misteriosamente il 22 giugno 1983, sono riusciti a entrare senza alcun problema all'interno della Basilica e a fare la foto. 

Successivamente, però, mentre visitavano la Chiesa come dei normali turisti, sono stati avvicinati dalla polizia vaticana.

Racconta una partecipante, S.B.: “Il gendarme è stato molto gentile: ci ha spiegato che solitamente non fanno entrare nessuno in quel luogo che indossi qualcosa con slogan. Il loro “problema” pertanto non era la foto di emanuela2Emanuela, ma il fatto che fosse accompagnata da una scritta, che in alcuni casi era “la verità vi rende liberi”, in altri “chi cancella dimentica, noi non dimentichiamo”. Si sono voluti assicurare che non avessimo intenzione di manifestare e, una volta spiegata la nostra idea, ci hanno tranquillamente salutati e lasciati liberi di visitare la Chiesa.”. 

DSC07073Successivamente, all'uscita della Basilica, un agente in borghese ha bloccato il piccolo e pacifico gruppo che voleva realizzare una foto ricordo sul sagrato di San Pietro. 

Dal momento che lo scopo dell'iniziativa era ormai raggiunto, i volontati senza voler creare alcuna polemica hanno lasciato la Piazza. 

Tornati in territorio italiano, abbiamo rivolto un paio di domande a G.S., una delle ragazze più giovani e sempre presenti del gruppo. 

D: Bilancio di questa mattinata? 

R: E’ stata un'esperienza positiva: non solo siamo riusciti nel nostro intento di fare la foto davanti la statua della Pietà, ma siamo riusciti comunque in silenzio a richiamare l'attenzione degli altri visitatori, che sia dentro sia fuori la Basilica, ci hanno avvicinato per chiederci informazioni su Emanuela e per incoraggiarci ad andare avanti. Per una famiglia a cui scompare un caro e che vive un'attesa priva di certezze, la condanna all'oblio è un peso che rende il tutto ancor più difficile, ancor più insopportabile. Se noi nel nostro piccolo possiamo continuare emanuela3ad alimentare un ricordo, coltivare la speranza, andando semplicemente in giro con una maglietta con la foto di Emanuela, allora noi la indossiamo con fierezza. Tre settimane fa eravamo proprio qui accanto alla famiglia Orlandi per ricordare Emanuela a 30 anni dalla sua scomparsa. C'era anche la madre Maria, che ha riservato parole molto dolci per noi presenti. Noi, oggi, con questo piccolo gesto simbolico, abbiamo voluto dimostrarle ancora una volta che abbiamo profondo rispetto per il suo dolore, profonda stima per la sua umiltà e che non ci arrendiamo nel continuare a chiedere la Verità per Emanuela.”. 

D: Cosa vi aspettate dopo questo gesto? 

R: Nulla di preciso. Sapevamo bene che oggi il Papa non sarebbe stato presente a San Pietro. Anche se semplicemente qualcuno gli riferisse ciò che è accaduto stamattina, per noi sarebbe un successo.

Papa Francesco deve sapere che noi siamo sempre in attesa di notizie riguardo nostra Sorella Emanuela.

Ultima modifica ilDomenica, 12 Ottobre 2014 15:24

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