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updated 8:25 AM CEST, May 21, 2019

Stupri in India, allarme nazionale

pict18 44373582 300La violenza sessuale sulle donne in India è diventata emergenza.

Dal 2012 se ne parla tutti i giorni, esattamente da quando una studentessa di 23 anni salita su un autobus dopo essere stata al cinema, era stata brutalmente violentata da un gruppo di uomini.

La ragazza alla fine morì due settimane dopo, a Singapore per le complicazioni dell'abuso subito.

Da allora tantissime sono state le proteste, quasi tutte cadute nel vuoto dato che il fenomeno non è cessato, anzi pare addirittura aumentato.

Basta vedere che solo nel 2014, in India si sono registrati oltre 25.000 casi di violenza sessuale nei confronti di donne e bambine, fatto che costituisce "una vergogna nazionale".

Eppure l’India èstata definita la più grande democrazia del mondo difatti è considerata come la terra del nuovo fasto economico e del progresso, entrata a far parte del BRICS che ormai detiene il controllo dell’intero Pianeta. Possibile allora che accadano tutte queste atrocità?

Malgrado l'irrigidimento di leggi e pene, creazione di tribunali ad hoc con processi quotidiani, maggiore rigidità della polizia nei confronti dei presunti colpevoli, campagne stampa continue: nulla sembra, però essere servito a ridimensionare il fenomeno e allentare le tensioni di comunità di cittadini che sempre più spesso vogliono farsi giustizia da sé con gli stupratori.

india-stupri-di-gruppo-640La situazione è sfuggita dalle mani di chi dovrebbe controllarla. Non è possibile che ogni giorno quasi due donne per lo più bambine, vengano violentate e molte volte, trovate impiccate per strada.

L'ultimo caso che è arrivato alle nostre orecchie è di un tassista del servizio Uber, accusato di aver violentato a Nuova Delhi, una ragazza di 26 anni, che si è addormentata nel sedile posteriore del mezzo.

Dopo l'arresto dell'autista, le autorità della città hanno messo al bando Uber, che è stata accusata dalla polizia di New Delhi di "tanta negligenza" proprio sul tema della sicurezza.

Basterebbe questo per fermare il problema, l'India avrebbe trovato la soluzione. Purtroppo sappiamo bene che così non è.

Difatti nonostante le cronache e le polemiche negative sul servizio, non hanno impedito alla compagnia di San Francisco di raccogliere investimenti per 40 miliardi di dollari, riflesso del potenziale successo della sua espansione percepito dagli investitori.

In un intervento al Rajya Sabha (Camera alta) del Parlamento, il ministro dell'interno indiano (Rajnath Singh), ha assicurato che "il governo è deciso ad assumere tutte le iniziative necessarie per tutelare la sicurezza delle donne e dei bambini indiani".

Tutti noi lo auspichiamo, ma è lecito domandarsi che cosa accadrà nell'attesa che le proposte vengano messe in atto? Quante altre donne e bambine saranno violentate? Quante altre notizie terrificanti dovremmo leggere?

Personalmente mi auguro il meno possibile!

Ultima modifica ilVenerdì, 12 Dicembre 2014 15:36
Dora Millaci

Poetessa e scrittrice, prolifica in modo particolare di racconti brevi. Grazie alla sua innata sensibilità e amore per il prossimo, riesce a scuotere la coscienza del lettore sui temi della sofferenza, della morte, della comprensione, della tolleranza e dell'amicizia. Ogni sua opera è unica e la sua “impronta” la si ritrova e la si riconosce anche nelle favole, poiché in ogni racconto c'è sempre una profonda morale. Col suo modo di scrivere semplice riesce a raggiungere il cuore del lettore, lasciandone alla fine un segno profondo.

Attualmente collabora con diverse riviste on-line e cartacee, oltre che condurre una piccola trasmissione radio sul web: Una voce per un aiuto.

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