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Rina Pennetti: un caso ancora irrisolto

418261 2729556122655 1266785358 nRina Pennetti è scomparsa il 6 Ottobre 2009 da Rende, in provincia di Cosenza.

Stava dormendo in auto, quando Fabio, con il quale aveva una relazione e che era alla guida, è sceso per fare acquisti in un negozio.

Quando è tornato, Rina Pennetti non c'era più.

Lo stesso giorno, il padre della donna, riceve una telefonata che lo avverte del ritrovamento della borsa e del cellulare della figlia.

La borsa presenta uno strappo, visibilmente provocato tirando entrambe le estremità dei manici. Albanascente Pennetti, la sorella di Rina, ha raccontato che la donna acquistava sempre una copia degli oggetti e dei capi d'abbigliamento che le piacevano. Il secondo modello della borsetta è ancora nell'armadio di Rina e Albanascente ha spiegato che sua sorella mai sarebbe uscita di casa con qualcosa di rovinato o strappato. Avrebbe senz'altro sostituito la borsa con quella nuova, identica. É dunque probabile che lo strappo sia stato provocato nei momenti della scomparsa.

Le indagini non sono state in grado di far emergere la verità e sono state archiviate nonostante non sia stato effettuato alcun controllo dell'automobile nella quale si trovava Rina prima che si perdessero le sue tracce.

Intervista ad Albanscente Pennetti

Rina Pennetti è scomparsa il 6 Ottobre 2009, mentre si trovava a fare acquisti con Fabio, con il quale aveva intrapreso una relazione. Cos'è accaduto quella mattina?

Rina era a casa, appena rientrata da Rende, era andata a salutare il papà e doveva venire con me a fare la spesa. É però passato Fabio che ha insistito talmente tanto affinché lo seguisse, che si è trovata praticamente costretta a tornare di nuovo a Rende con lui. Quindi è salita sulla macchina di Fabio, la sua è rimasta parcheggiata qui a casa. Fabio ha raccontato che Rina in auto dormiva, che lui è sceso un attimo e da lì è partito tutto, nel senso che non l'ha più trovata nella macchina e noi non ne abbiamo più avuto notizie.

Un'infermiera che conosceva Rina Pennetti afferma di averla incontrata qualche giorno dopo la scomparsa: che cosa vi ha raccontato la donna?

Ha detto di avere incontrato Rina, cinque giorni dopo la scomparsa, a una Fiera a Paola (Cosenza). Mia sorella l'avrebbe fermata e le avrebbe chiesto come stava, dicendo che era anche lei andata a vedere l’evento. Poi le avrebbe detto che si sarebbero riviste in seguito, per una cena o una pizza.

Nel primo periodo avete ricevuto alcune segnalazioni d'avvistamento: erano attendibili?

No, un uomo mi diede appuntamento a Paola e io sono andata, ma non si è fatto trovare nessuno. Un altro, extracomunitario, invece continuava a ripetere il nome di Rina al telefono: penso che abbia visto un manifesto di quelli che avevamo diffuso con sotto il recapito e probabilmente non ha capito che si trattava di una persona scomparsa. É possibile che abbia frainteso la cosa. Comunque, queste persone sono state sentite dai Carabinieri e in realtà nessuno dei due aveva visto Rina.

Secondo lei Rina Pennetti potrebbe essersi allontanata volontariamente?

A distanza di quattro anni, non credo proprio. Forse l'ho pensato per un attimo il primo giorno, perché c'erano stati degli episodi diciamo “brutti” nella sua vita. Una cosa importante, che ci tengo a sottolineare è che mia sorella ha due bambine, era sposata e con il marito erano in fase di separazione. Una mamma, i figli non li lascia, non li abbandona mai. É impossibile che se ne sia andata volontariamente. Il giudice aveva affidato le bambine in modo congiunto sia a lei, sia al padre e di questa cosa non è stato tenuto affatto conto, nel senso che il papà ha preso le bimbe mentre mia sorella era ricoverata in una clinica perché stava malissimo. Il padre le ha portate a casa sua e successivamente è stato praticamente impossibile per Rina rivedere le figlie. Ogni volta era una tragedia, anche se andavamo a prenderle a scuola, eravamo costrette prima a chiamare l'avvocato, che doveva inviare un fax alla direzione scolastica, dimostrando l'affidamento congiunto, poi finalmente poteva prendere le bambine. Non so per quale strano motivo, il papà aveva iniziato a non volergliele più far vedere, dicendo che mia sorella stava male. Rina effettivamente non stava bene, ma ribadisco che il giudice le bimbe le aveva affidate a entrambi, perché avere una depressione non significa essere matti. Esserlo è una cosa totalmente diversa.

Il fascicolo sulla scomparsa è stato chiuso, ritiene che debba essere riaperto?

Ritengo che debba essere riaperto perché in quasi quattro anni l'unica segnalazione di avvistamento presa in considerazione dalle autorità è quella dell'infermiera che sostiene di averla incontrata. Quel giorno, a quella Fiera, c'erano molte persone del paese, che conoscevano benissimo mia sorella, con le quali ho parlato. Ma non hanno visto Rina lì, Paola è un paesino, l'avrebbe notata qualcun altro, non solo l'infermiera. Il fascicolo è stato quindi archiviato in base alle parole di quest'unica persona, in quattro anni di assoluto silenzio.

Che persona è Rina Pennetti caratterialmente?

Finché stava bene era una persona solare, allegra, forse aveva il vizio di fidarsi troppo delle persone, e per questo l'ho sempre ripresa. Si fidava tantissimo, dopo mezz'ora di conversazione con qualcuno, per lei diventavano già i suoi migliori amici, quasi fratelli.

La famiglia che idea si è fatta sulla scomparsa?

Noi pensiamo che a Rina sia successo qualcosa, perché era legatissima al papà e a me. Poi, consideriamo il fatto che era comunque una mamma e che voleva bene alle sue bambine. Mia sorella, nel periodo in cui non le facevano vedere le figlie, che talvolta erano affidate alle zie del marito, andava al mare solo per vederle. Glielo negavano, andava allora dai Carabinieri, con i documenti dell'affidamento congiunto e le forze dell'ordine la accompagnavano dalle bambine. Una persona così determinata nel vedere le figlie, non le abbandona all'improvviso.

Vuole lanciare un appello per smuovere le coscienze di coloro che sanno qualcosa e continuano a tacere?

Sì, penso che, come nel caso di Elisa Claps, purtroppo, ci sia parecchia gente che è a conoscenza della fine che ha fatto mia sorella. Io non voglio parlare con loro a quattr'occhi. Ovviamente tutti possono comunicare con me anche in forma anonima, tramite e-mail, o con un messaggio, o una telefonata, affinché possano dirmi dove posso trovare mia sorella. Non voglio sapere più nulla, nemmeno cosa è successo, voglio solo sapere dov'è, dove sono i resti, perché a questo punto sono convinta che Rina non ci sia più. Non avrebbe mai fatto una cosa del genere.

Come possono aiutare lei e la sua famiglia i lettori?

Ci sono le schede di “Chi l'ha visto?” che possono essere consultate e un gruppo su Facebook che si chiama “Cerchiamo Rina Pennetti”. Magari visualizzando le foto di mia sorella potrebbero ricordare di averla incontrata, anche se mi sembra una cosa stranissima da pensare, ma la speranza c'è sempre. É importante continuare a parlarne per far riaprire questo caso, una risposta dobbiamo ottenerla, non può finire così, siamo in costante attesa, non sappiamo neanche di che cosa. Quando sono di buon umore penso che Rina possa tornare, mentre quando sono realista so che non tornerà, ma in qualche modo, deve far ritorno a casa, anche solo i suoi resti.

Ultima modifica ilVenerdì, 19 Aprile 2013 20:16
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