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updated 10:57 PM CEST, Aug 13, 2019

Lo dimettono dall’ospedale e muore

images 1 2Quante volte c’è capitato di leggere titoli come questo? O di sentire al telegiornale notizie del tipo: “Esce dal pronto soccorso e si accascia a terra. Per lui non c’era più nulla da fare se non costatarne il decesso”.

E’ capitato nuovamente il 24 marzo. Apprezzato pittore e poeta Meneghin è morto stroncato da un infarto, dopo essere stato dimesso dall’ospedale. Firmava le sue opere con lo pseudonimo "El Nero", che lo ha reso celebre nelle numerose mostre d'arte che ha tenuto a Treviso, Mogliano e in diverse gallerie d'arte in tutta Italia.

Aveva accusato dei forti dolori alla schiena ed era andato al pronto soccorso del Ca’ Foncello, dove era giunto alle 22:00. Era, però, stato dimesso alle 4 del mattino del giorno successivo. Il malessere non passava e la figlia Emanuela si recò dal medico di famiglia che aveva prescritto delle medicine. Nello specifico, antidolorifici. Nella tarda mattina di giovedì era stato lo stesso "El Nero" a recarsi in farmacia, accompagnato dal suo fedele cane "Spillo". Erano le sue ultime ore di vita.

Verso le 5:00 del pomeriggio - racconta la moglie, con la voce rotta dal dolore - ha trovato mio marito in bagno in stato confusionale. I sanitari hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma era tardi”. Poco dopo le 19:00 ne è stato dichiarato il decesso.images 15

Un altro caso è accaduto qualche giorno prima a un bambino di soli sette mesi. I genitori l’hanno portato al pronto soccorso dell’ospedale di Chivasso, perché il piccolo aveva febbre alta e gola arrossata; qui è stato visitato e dimesso con una terapia antibiotica e antipiretica.

Tornato a casa, però le condizioni si sono aggravate e allora i genitori sono tornati a pronto soccorso, dove il bambino è arrivato in stato di shock. A quel punto viene  disposto il trasferimento al Regina Margherita di Torino dove, però, il bambino è morto poco dopo l’arrivo.

A gennaio una donna eritrea incinta al quarto mese, muore dopo le dimissioni dall’ospedale. Teksa Abraha, di 28 anni, è morta dopo essere stata dimessa da un ospedale di Catania. La donna era ospite del Centro accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo (Cara) di Mineo, dove si trovava dall'agosto del 2012 insieme al marito.

Si era sentita male ed era stata portata in ambulanza nell'ospedale di Caltagirone, dove le sarebbero stati diagnosticati problemi cardiaci. Per questi motivi venne trasferita a Catania, al Ferrarotto, dove sarebbe emerso che Teksa Abraha era affetta da un aneurisma all'aorta. Visto il suo stato di gravidanza, le era stata chiesta l'autorizzazione per sottoporla a una Tac. L'indomani però fu dimessa. Nella serata la donna sarebbe stata colta da malore e condotta d'urgenza nell'ospedale di Caltagirone, dove però, non giunse viva.

Come vedete ho voluto di proposito citare 3 casi in luoghi differenti d’Italia, per far vedere che non ha alcuna rilevanza l’ubicazione dell’ospedale; non si può più parlare di nord e sud.

images 4Mi domando com’è possibile nel 2013 commettere errori d’incompetenza, di negligenza, d’imperizia tali da far morire le persone in questo modo, persone che, con un po’ più di attenzione si sarebbero potute salvare.

Continuano i tagli alla Sanità e non si pensa alla salute della gente. Mancano gli infermieri, i medici, i posti letto a volte anche i medicinali.

La situazione è critica, ma ci si accorge di questo solo quando si legge la notizia di cronaca sul giornale, ma a quel punto è troppo tardi.

Una persona a me molto cara diceva: “Occorre prevenire” e lo penso anch’io. Fino a quando siamo in tempo.

Ultima modifica ilGiovedì, 04 Aprile 2013 13:59
Dora Millaci

Poetessa e scrittrice, prolifica in modo particolare di racconti brevi. Grazie alla sua innata sensibilità e amore per il prossimo, riesce a scuotere la coscienza del lettore sui temi della sofferenza, della morte, della comprensione, della tolleranza e dell'amicizia. Ogni sua opera è unica e la sua “impronta” la si ritrova e la si riconosce anche nelle favole, poiché in ogni racconto c'è sempre una profonda morale. Col suo modo di scrivere semplice riesce a raggiungere il cuore del lettore, lasciandone alla fine un segno profondo.

Attualmente collabora con diverse riviste on-line e cartacee, oltre che condurre una piccola trasmissione radio sul web: Una voce per un aiuto.

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