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updated 2:03 PM CEST, Oct 13, 2019

Nel ricordo di "Vittorio Arrigoni"

vittorio-arrigoniA due anni dalla morte del giornalista del Manifesto Vittorio Arrigoni, si celebra oggi a Bulciago, suo paese natale, una giornata del “ricordo”.

L’evento, è iniziato alle 16:00 con la proiezione del video “Le parole di Vik”, successivamente la madre di Vittorio, Egidia Arrigoni, ha accolto i partecipanti con parole già usate in passato “Non era un eroe, né un martire, solo un ragazzo che credeva nei diritti umani”.

Il dibattito è proseguito con l’intervento dell’ex parlamentare Prc Luisa Morgantini e Iyas Askhar, sulla resistenza non violenta dei comitati popolari; a seguire una pièce teatrale e il concerto del Luf, autori di “Una ballata per Vik”. 

Vittorio Arrigoni era un pacifista radicale e attivista che aveva deciso di svolgere la sua “missione” a Gaza, dove attualmente la cosiddetta “questione palestinese” non solo è rimasta irrisolta, ma non è minimamente contemplata nell’ordine del giorno dei potenti del pianeta. 

Venne rapito, in circostanze e soprattutto con un movente ancora tutto da chiarire, all’uscita di una palestra di Gaza da tre palestinesi, tuttora detenuti nel carcere della città. 

 Tamar Hasasnah e Mahmud Salfiti, erano stati condannati in primo grado all’ergastolo, ma in appello la pena è stata ridotta a 15 anni. Al terzo imputato, Khader Jram, la pena è stata ridotta da 15 a 5 anni. 

Dopo il rapimento venne diffuso via YouTube un video in cui si vedeva il giovane bendato e legato. 

I rapitori accusavano in generale l’Italia di essere uno “Stato infedele” e in particolare Vittorio di essere entrato a Gaza “per diffondere la corruzione”, intesa come violazione dei principi del corano. 

Dopo poche ore venne lanciato un ultimatum in cui si chiedeva di liberare lo sceicco Abu al Walid al Maqdisi e alcuni militanti jihadisti detenuti nelle carceri palestinesi, altrimenti il giornalista sarebbe stato ucciso, ma nella notte tra il 14 e il 15 aprile, in un’abitazione presa in affitto proprio per portare a termine l’esecuzione, venne ritrovato il corpo senza vita di Arrigoni, deceduto per strangolamento. 

Il 19 aprile 2011 le forze armate di Gaza riuscirono a penetrare nel campo profughi di Nuseirast e catturarono i rapitori. Nel corso dell’incursione, due terroristi, Abdel Rahman Breizat (capo del gruppo dei rapitori) e il suo braccio destro Bilal Omari, vennero uccisi, mentre un terzo venne fermato. 

Oggi i detenuti dichiarano di aver ucciso Vittorio “per errore” e che il loro obiettivo era solo quello di intimorirlo a causa del suo modo di vivere dissoluto, ma in realtà la teoria fa acqua da tutte le parti. Sembra, infatti, improbabile che Breizat si sia recato a Gaza solo per punire la condotta lasciva di un italiano e che per di più abbia affittato una casa per “pestare ”il giovane. 

L’ipotesi più accreditata sembrerebbe quella della collusione con la cellula salafista di Tawhid wal Jihad, intenzionata a rapire Vik per scambiarlo con lo sceicco al Maqdisi, ( prigioniero a Gaza), ma oggi i detenuti negano tale circostanza, per altro verbalizzata nei primi interrogatori. 

Vittorio Arrigoni sarà ricordato a Roma il 15 Aprile, nel contesto dell Campagna per la liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri palestinesi, che si terrà nella Sala delle Bandiere del Parlamento Europeo, dalle 15:00 alle 18:00.

Il 16 Aprile sarà ricordato presso il centro sociale Occupato autogestito Acrobax, dalle 16:00 alle 21:30.

Fonti: Il manifesto, Il fatto

Ultima modifica ilLunedì, 15 Aprile 2013 02:48

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