logorcb

updated 10:57 PM CEST, Aug 13, 2019

Un cero per le “Vittime di Stato”

ceri accesiTutta Italia si mobilita per ricordare chi non ha resistito alla crisi. 

Ieri, domenica 5 gennaio da Nord a Sud l’Italia intera ha ricordato le “Vittime di Stato”.

È stato organizzato tutto tramite internet,  con uno dei Social Network più usati: Facebook e poi, con i passaparola.

Non c’è voluto poi molto per far accorrere le persone a questa lodevole iniziativa.

Vi chiederete chi sono le “Vittime di Stato”?

Sono tutte quelle persone schiacciate dalla crisi, da uno Stato assente che non ha aperto le porte ai suoi cittadini ma anzi, ha sbarrato loro ogni via d’uscita costringendole a una soluzione estrema.

Sono il ritratto della disperazione dell’Italia, adesso il paese però, dice “Basta!”.

Fiaccolate in varie piazze e presidi, ceri accesi sui davanzali per sostenere le famiglie di chi, strangolato dai debiti non ha retto, e ricordare quindi tutti gli imprenditori che si sono tolti la vita per la disperazione.

Reggio EmiliaPer lo stato sono solo dei numeri da aggiungere alle casistiche, ma per le famiglie e per tutti noi, no!

Non sono numeri, ma persone con nomi e cognomi, con storie e mogli, madri, figli che adesso li piangono disperati.

Fiaccolate silenziose, composte per le vie delle città con i cuori pieni di angoscia, ma anche di speranza che qualcosa possa cambiare.

Erano per esempio a Carrara, a Reggio Emilia, a Termoli nel presidio al casello dell’A14 dove un corteo dinamico pronunciava le parole: “Ci hanno portati alla fame, hanno distrutto l’identità di un paese, hanno annientato il futuro di intere generazioni”.

Oppure ad Alessandria, davanti al Duomo, dov’è partita una marcia raccolta che, diretta verso il centro della città, portava davanti un crocefisso sanguinante a simboleggiare un’Italia piegata e piagata.

Un altro corteo c’è stato anche a Udine, partito da piazzale Osoppo per arrivare pochi minuti dopo sul colle del castello; qui è stato esposto un unico cartello che recitava: «Morti di Stato».

foto di CarraraLungo le strade invece la gente teneva in mano solo un lumino.

E’ stata un’iniziativa discreta sorvegliata per tutto il tragitto dagli agenti della Digos e della polizia locale.

Questi sono solo alcuni esempi di quello che è accaduto ieri per ricordare le “Vittime di Stato”.

La popolazione è stanca, avvilita, abbattuta dalle tante, troppe promesse non mantenute e con questo piccolo, ma importante segnale, si è voluto stare vicini alle famiglie delle quali nessuno parla mai.

Ultima modifica ilLunedì, 06 Gennaio 2014 15:56
Dora Millaci

Poetessa e scrittrice, prolifica in modo particolare di racconti brevi. Grazie alla sua innata sensibilità e amore per il prossimo, riesce a scuotere la coscienza del lettore sui temi della sofferenza, della morte, della comprensione, della tolleranza e dell'amicizia. Ogni sua opera è unica e la sua “impronta” la si ritrova e la si riconosce anche nelle favole, poiché in ogni racconto c'è sempre una profonda morale. Col suo modo di scrivere semplice riesce a raggiungere il cuore del lettore, lasciandone alla fine un segno profondo.

Attualmente collabora con diverse riviste on-line e cartacee, oltre che condurre una piccola trasmissione radio sul web: Una voce per un aiuto.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Roma

Massimo Lo Monaco
Editore CEO IT
Manuela Rella
Direttore Responsabile
Emiliano Frattaroli
Direttore Editoriale
Alessandro Ranieri
Giornalista
Silvana Lazzarino
Giornalista
Lorenzo Sambucci
Collaboratore
Vincenzo Calò
Collaboratore