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updated 8:25 AM CEST, May 21, 2019

Condominio “La dogana”: benvenuti all'inferno

monterotondocorr(Pubblicazione integrale della lettera giunta in redazione all'indirizzo del direttore)

Caro Direttore, sono Armando romano di 38 anni, la seguo da tempo e quando ho saputo che Fabrizio Cascapera, un mio caro amico, collabora con lei, ho pensato che forse avevamo ancora una speranza di amplificare la nostra voce per  un problema che ci assilla da più di un anno.  Io sono romano del Quadraro e ora mi sono trasferito a Monterotondo.

Il fatto che le vado a descrivere si svolge nel condominio “La dogana” di Via salaria n.123 Monterotondo scalo Roma.

Il 12 febbraio 2012 con la neve a Roma un gruppo di  persone, rumene, ha forzato la serratura di un locale commerciale di 600 mq della mia palazzina, proprio al di sotto della mia abitazione e sono entrati, cambiando immediatamente la serratura, e affermando che l’avevano trovato aperto.

Dopo poco vedendo le serrande chiuse ci siamo incuriositi, e con gli altri condomini,  sbirciando all’interno, abbiamo visto delle croci e dei lumini tipo quelli del cimitero. Parlando con questi rumeni, rappresentati da una donna della stessa nazionalità, ci hanno detto che stavano lì per fare del bene, e che erano sostenuti da un’associazione. Abbiamo fatto intervenire i carabinieri, e la polizia locale che hanno constatato l’infrazione, e hanno preso le generalità degli occupanti abusivi, e abbiamo scoperto che ognuno di loro possiede una residenza, chi a Mentana, Guidonia, Tivoli, Passo Corese, Roma, Fara Sabina etc. etc. Il locale preso in considerazione è posto sotto sequestro come bene di mafia e affidato alla custodia di un curatore fallimentare.

Ci siamo accorti di questi intrusi a causa del grade rumore che hanno fatto. In seguito abbiamo visto che molto probabilmente hanno spostato dei tramezzi, e che hanno installato un gruppo elettrogeno per la fornitura di energia elettrica. Si sono allacciati abusivamente agli scarichi delle acque chiare del nostro discendente. Abbiamo richiamato e sollecitato tutte le autorità competenti, che sono intervenute per la prima volta, chiudendo delle aree all’interno del locale con il divieto di accesso, lasciandogli solo una piccola area calpestabile, dove  tuttora ci fanno i banchetti. Né gli interventi successivi delle forze dell’ordine sono riusciti a risolvere il problema, come già pensavamo sia noi condomini, sia l’amministratore della GE.DA.CO. S.r.l., avendo le testimonianze scritte, del mancato provvedimento di sgombero, con nomi e cognomi e il numero associato agli operatori che ci hanno risposto dai call center, date e orari, di quando abbiamo chiesto gli interventi delle forze dell’ordine.

Ma la cosa che più ci ha inorridito è che, nonostante le lettere cartacee ed email mandate sia dall’amministratore, sia da noi condomini al sindaco di Monterotondo, abbiamo ricevuto solo promesse e una nessuna risposta. Nessuno ci da retta, a partire dai carabinieri di Monterotondo,  alla polizia locale, e per finire i pompieri, che non intervengono senza l’autorizzazione delle forze dell’ordine, perché è un bene confiscato alla mafia e quindi del demanio.

Un altro episodio clamoroso che ricordo, con tanto di testimonianze scritte a casa, è quando questi abusivi grazie all’aiuto di non so chi, sono riusciti a far intervenire un collaboratore esterno della società per la fornitura elettrica con tanto di tesserino e contratto dell’utenza per farsi allacciare la corrente elettrica. Quest’ultimo si è trovato con il contatore della luce che si trova all’interno di un locale posto sotto chiave, quindi ha chiamato il capo scala della palazzina dove abito per farsi aprire, mostrandogli il tesserino aziendale, il capo scala in buona fede ha aperto il locale, ma quando ha visto che stava collegando i cavi del locale posto sotto sequestro ha chiamato l’amministratore, ma ormai il lavoro lo aveva eseguito, addirittura ripiombando il contatore contro eventuali manomissioni. Dopo quest’episodio è stata cambiata la serratura del locale. Questa volta è la rappresentante degli abusivi a richiedere l’intervento dei carabinieri, perché se l’interruttore magnetotermico non è alzato non hanno fornitura elettrica. Quest’ultimi  prontamente sono intervenuti, ma non hanno potuto fare nulla perché non era in loro potere. Dopo pochi giorni gli abusivi si sono recati dai carabinieri per effettuare una denuncia all’amministratore e al capo scala, per il comportamento di quest’ultimi, che avevano difeso il condominio.monterotondocorr8

Quindi non potendo fruire dell’energia elettrica, se non con l’utilizzo del gruppo elettrogeno, hanno trovato un cavo che alimenta le pompe sommerse del condominio, utilizzate per far defluire le acque piovane. Si sono attaccati a questo cavo sottraendo la corrente elettrica al condominio e creando un mal funzionamento delle pompe, con il rischio allagamento dell’area sottostante alle palazzine.  Noi condomini ci siamo accorti dell’accaduto e abbiamo disalimentato le pompe, e le riattivavamo solo nelle giornate di pioggia. La domenica successiva alle ore 15 l’amministratore e i carabinieri sono sul posto perché gli abusivi senza corrente elettrica chiedevano il riallaccio e quale fosse il motivo di tale disservizio.

L’amministratore spiegava ai carabinieri, l'accaduto facendo notare l’allacciamento abusivo al cavo d’alimentazione delle pompe.  Il giorno successivo è scattata la denuncia ai carabinieri per sottrazione di energia elettrica.

Da ciò abbiamo dovuto far intervenire l’elettricista dell’amministratore per disalimentare il cavo e passarne uno nuovo con una nuova traccia, il tutto a nostre spese.

Arriviamo a domenica 13 gennaio 2013 quando per l’ennesima volta intorno alle ore 13 mi sono accorto che stavano riutilizzando il gruppo elettrogeno, io personalmente assieme al capo scala ho chiamato sia i vigili urbani, che mi rispondevano che avevano solo una pattuglia a disposizione, ed era impegnata a fare un sequestro, sia i carabinieri, alla sala operativa del 112, (saltando quelli di Monterotondo perché non intervengono quasi più) a cui  ho spiegato la gravità della situazione anche per la paura di esplosione delle bombole del gas, pregandoli di non divulgare le mie generalità per paura di ritorsioni, visto che già siamo stati soggetti, di ruote squarciate e graffi sulle carrozzerie delle nostre automobili parcheggiate sotto casa, addirittura lasciate anche sui mattoni. Una volta hanno provato a incollare con un ancorante chimico il portoncino d’ingresso con il battente. Hanno fatto intervenire una pattuglia da Roma, ma quando hanno visto le numerose persone e le numerose infrazioni e illeciti che stavano commettendo gli abusivi poco dopo hanno richiesto l’intervento della polizia locale, e dei pompieri da Roma, che hanno fatto un verbale, che dobbiamo ancora ritirare a causa dei tempi tecnici per la stesura!!! Sia noi, sia i vigili abbiamo chiamato l’amministratore che poco dopo è intervenuto,  proforma, perché poco dopo, sono andati tutti via.

Noi condomini siamo rimasti davanti le serrande del locale occupate per parlare sul da farsi visto quest’ultimo episodio, quando dalla penombra vediamo una persona ben vestita camminare verso di noi, quando ci fu davanti, l’amministratore lo riconobbe nella persona di un assessore comunale, e lo ha invitato a fermarsi con noi.

Alla nostra domanda sul perché si trovasse lì, ci ha risposto che passava per caso e vedendo un po’ di persone riunite, si era incuriosito su cosa stesse succedendo, ma noi gli abbiamo subito risposto che il suo comportamento ci risultava ambiguo, perché dopo tante denunce non si è mai fatto vedere, e se non l’avesse fermato l’amministratore, lui avrebbe proseguito dritto senza fermarsi, ignorandoci completamente.  Dopo questo tipo di osservazione, ha cominciato a fare telefonate e riceverne, fino al punto che ci ha dato le spalle, e passo dopo passo se n’è andato via senza dirci nulla, nemmeno un saluto, così come è venuto nella penombra, così se ne è riandato via.

Domenica 20 gennaio 2013, 7 giorni dopo, il condominio è stato invaso da numerose persone: chi faceva pipì sulle serrande,  chi beveva, ecc. Hanno riacceso il gruppo elettrogeno e alcuni condomini hanno richiamato i carabinieri, numerose volte dalle 12 e 30 in poi, che sono intervenuti intorno alle ore 14. Vista la situazione hanno fatto la visita del dottore, e sono scappati via!!! Noi qui ci abitiamo con mogli e figli, ma vi rendete conto sì o no!?! Al Bronx almeno esiste una legge e un’etica, quella della strada, ma almeno esiste.

Questo locale commerciale non è adibito né a essere utilizzato come luogo di culto né come dormitorio come spesso è stato utilizzato dagli abusivi, perché da normative europee non ha né un’uscita di emergenza, né le condizioni di abilità né tantomeno le condizioni d’igiene adeguate e un impianto antincendio, a fronte del gruppo elettrogeno installato, e delle bombole di gas portate all’interno.


monterotondo2244Premetto che questo condominio, denominato “Condominio la Dogana”  è già di per se fatiscente e con danni strutturali. Molti alloggi del condominio sono beni confiscati alla mafia e molti sono stati occupati abusivamente da una varietà incredibile di persone. Tutti lo sanno ma nessuno fa niente.

Tornando al locale occupato dai rumeni, siamo arrivati ad avere l’ordinanza di sgombero da parte del prefetto di Roma ma la nostra paura è che questo non si tramuti in una reale azione

Non sappiamo più cosa fare….siamo abbandonati da tutti. Siamo cittadini italiani, lavoratori e paghiamo le tasse. Perché siamo arrivati alla situazione che ha più diritti uno straniero che vive nell’illegalità di un italiano per bene?

Un caro saluto saluto. Armando

 

Caro Armando, la situazione che ci ha raccontato è decisamente paradossale.

Quello che ci ha inviato e ho pubblicato, rende chiaramente l'idea della gravità di una condizione di degrado e disagio sociale che preoccupa e toglie la fiducia, per quanta ne possa essere rimasta, nelle istituzioni.

La speranza è che questa vetrina, che le metto con piacere a disposizione, funga da cassa di risonanza e possa far muovere quei meccanismi legislativi, che dovrebbero essere automatici e sembrano invece bloccati dall'indifferenza, per riportare a livelli normali la vivibilità di decine di famiglie. Emiliano Frattaroli

Ultima modifica ilMercoledì, 20 Agosto 2014 15:30
Emiliano Frattaroli

Direttore Editoriale

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