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updated 1:11 PM CET, Mar 26, 2019

ISEE: I DISABILI IN PIAZZA A MONTECITORIO

1ROMA – 31 luglio. Una giornata particolarmente calda, che segue altre giornate torride che invitano a stare al fresco, magari in un ambiente climatizzato o su una spiaggia, con una bella bibita fresca in mano.

Piazzale Montecitorio alle ore 16:00 è paragonabile a un forno, pochi turisti passeggiano zigzagando in una sorta di gimkana per trovare sollievo nelle zone d’ombra che i palazzi storici del centro di Roma proiettano sull’asfalto e i san pietrini.

Cominciano ad affluire alla spicciolata più di un centinaio di persone che si uniscono al presidio dei malati che chiedono di potersi curare con le staminali mesenchimali e che da quasi dieci giorni sono presenti in piazza.

Inizia la manifestazione degli invalidi che giustamente indignati gridano la loro protesta per le nuove ingiustizie che gli stanno piombando addosso grazie al nuovo ISEE (leggi articolo di Dora Millaci).

Lo Stato che non ha mai preso i disabili sotto la sua ala protettrice per garantire i loro diritti, anche questa volta con una mano sembra concedere e con l’altra toglie decurtando le casse delle famiglie che hanno all’interno un disabile e che già pagano un enorme prezzo.

Nello stesso momento della manifestazione, le istituzioni stanno lavorando, l’aula della Camera è gremita di onorevoli che stanno chiudendo i lavori per dedicarsi alle loro vacanze e i disabili sono lì a poche decine di metri. 

E dire che si fanno sentire, urlando la loro rabbia e la loro impotenza, e la piazza funge da cassa armonica e amplifica le loro voci che riempono tutta l’aria intorno, ma una barriera invisibile impedisce a quest’onda sonora di raggiungere il portone della Camera, e lo si capisce dal fatto che quei pochi politici che escono da lì (la maggior parte ha stranamente preferito l’uscita posteriore) non ha dato segno di aver notato o sentito quel gruppo di persone che, poverini, non sanno che la campagna elettorale è finita e non ci sono più fumose promesse da fare in cambio di voti.

28Le forze dell’ordine, che presidiavano la piazza avevano addirittura l’ordine di non far oltrepassare le transenne a chi si spostava con la sedia a rotelle, e quando un disabile ha provato a passare per consegnare un documento indirizzato alla politica (non è importante il nome del destinatario, perché tutti i politici dovrebbero eticamente essere coinvolti) si è visto impedito il passaggio dalla polizia che ha giustificato l’abuso per problemi di ordine pubblico.

Quello è stato l’unico momento di lieve tensione, con quella scena quasi fantozziana, ma che poi ha portato, a breve, l’autorizzazione al passaggio del disabile sulla sua carrozzina e alla consegna di quel documento, che chissà ora su quale scrivania invecchierà.

Le testimonianze che man mano si sono ascoltate, raccontate da chi si alternava al megafono, hanno coinvolto, indignato e commosso sia i partecipanti alla manifestazione, sia i passanti che hanno solidarizzato con i disabili, ma non i politici che non si sono degnati di avvicinarsi e parlare con questa gente che ha bisogno di sapere quale futuro dovrà affrontare.

Le postazioni televisive presenti hanno continuato imperterrite a riprendere la facciata assolata del Parlamento, aspettando l’uscita del politico, quello che vuole fare un po’ di passerella televisiva, ma ieri hanno avuto poche occasioni per intervistare i deputati, perché i disabili erano lì a dieci metri e non si potevano ignorare, quindi meglio evitare.

Il giornalista televisivo del maggiore network nazionale ogni tanto si posizionava davanti la telecamera e con il suo bel vestito, condito da pessime scarpe da ginnastica, raccontava chissà quale notizia o aggiornamento di una situazione parlamentare statica, mentre proprio davanti ai suoi occhi un gruppo di cittadini italiani reclamava a gran voce i diritti dei più deboli.

L’informazione ha le sue priorità e tra queste non trova posto la condizione dei disabili e dei malati.

La sofferenza che tantissime famiglie provano ogni giorno, non ha nessun valore per la politica, i numeri che contano sono rapportabili solo alle entrate dello Stato,  e come sempre sono i redditi delle fasce più deboli a pagare il prezzo più alto.   

18La disabilità è una condizione che deve avere la massima importanza perché non coinvolge un solo individuo ma tutto il suo ambiente famigliare, che vive un vero dramma e non possiamo e non dobbiamo consentire di moltiplicarlo all’infinito al cubo, se mi consentite l’astrazione.

Una buona notizia è quella che i fratelli Sandro e Marco Biviano, di Lipari, che da quasi dieci giorni stazionano davanti a Montecitorio, nonostante la grave malattia che li paralizza su una sedia a rotelle e che ha causato loro 3 malori in 3 giorni, hanno vinto la loro battaglia

Lo ha comunicato Davide Vannoni, che oggi consegna al Ministero della Salute i protocolli di Stamina e lo dichiara anche la regione Sicilia.

Ma io finché non vedo, non credo... speriamo bene!

Clicca sulle foto per aprire l'album:

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Ultima modifica ilVenerdì, 10 Ottobre 2014 12:23

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