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Musica (33)

Tour Music Fest 2016 presieduto da Mogol

Mogol Tour Music Fest Marco Maccarini VJ Micaela FotiI mille colori della musica in un viaggio da nord a sud alla ricerca di nuovi talenti, nuovi suoni, nuove proposte:  questo è il Tour Music Fest - Festival Internazionale della Musica Emergente presieduto da MOGOL, che anche quest'anno toccherà 22 città italiane per ascoltare, valutare e scoprire cosa "suona" nel bel paese.
Un viaggio unico, lontano dai talent  e dalle dinamiche televisive e all'insegna della musica senza limiti di generi e lingue, età o razza, per dare voce all'arte delle sette note in ogni sua possibile declinazione, coinvolgendo tutti coloro che vorranno farsi ascoltare da una squadra di professionisti d'eccezione, nel lungo percorso del TMF fino alla finalissima internazionale nello storico Piper Club di Roma, davanti ai massimi esponenti della discografia italiana.
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BRIGA: EMOZIONI IN MUSICA

briga ritPER IL CANTAUTORE ROMANO UN NUOVO CD ED UNA STELLA CON IL SUO NOME NEL FIRMAMENTO

Campione di sogni...ed i suoi sogni, Mattia Briga, li sta realizzando giorno dopo giorno, con i suoi occhi penetranti e sinceri e quel “sorriso che parla da se”.

Briga, cantautore romano e rapper , l'ultimo dei romantici , come ama definirsi, è arrivato alla conclusione del suo esaltante e primo tour “Never Again”, dopo aver attraversato l'Italia da sud a nord, in dieci tappe strepitose, nelle quali ha registrato quasi sempre il sold-out, accompagnato da una fantastica band composta da Mario Romano, Francesco Pellicano' (chitarre), Danilo Menna (batteria) Matteo Costanzo (tastiere) Nico D'Angio'(basso) Fabrizio Dottori (sax) e dal dj James Da Cruz,che apre ogni suo concerto , facendo ballare e scatenare le fans in delirio.

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John Coltrane, cinquant’anni da A Love Supreme

origin 4128845581Per ignoranza comune, spesso si sottovaluta il ruolo del Jazz nella storia della musica del XX secolo, ed ecco che con facilità si dimenticano artisti come John Coltrane o Miles Davis, due esempi di musicisti che non hanno semplicemente riscritto il Jazz, ma la musica a loro contemporanea.

In onore del cinquantesimo anniversario dell’album A Love Supreme è stato esposto allo Smithsonian’s National Museum of American History di Washington il sax di John Coltrane, per mantener viva la memoria di un caposaldo della musica del ‘900. Il figlio Ravi Coltrane ha donato il sax al museo, ritenendolo giustamente patrimonio della storia statunitense.

origin 270133958John Coltrane è stato uno dei maggiori sassofonisti della storia della musica. Attraverso una vita di ricerca e sperimentazione, il musicista riscrisse il Jazz nella forma con cui oggi si presenta. Un’evoluzione del Jazz impraticabile senza una personalità forte e imprevedibile come quella di John Coltrane che portò l’ormai obsoleto stile bebop alla forma free jazz. Le capacità di improvvisazioni dell’artista erano eccezionali e negli anni ’60 il suo stile influì sulla nascente musica minimalista, attraverso compositori del calibro di Terry Riley e Philip Glass.

medium 12188230926A Love Supreme è l’album per eccellenza di John Coltrane e che maggiormente esprime le ricerche dell’artista verso lo spiritualismo e le società orientali, egli stesso afferma: “Mi piacerebbe mostrare alla gente il divino usando un linguaggio musicale che trascenda le parole. Voglio parlare all'anima delle persone”. A Love Supreme è anche il risultato della collaborazione con Miles Davis in A Kind of Blue, pochi anni prima.

John Coltrane ha tutte le carte in regola per divenire parte integrante della storia e aver uno spazio per sé in uno dei musei più importanti degli Stati Uniti, maggiormente in questo periodo in cui molti hanno dimenticato il suono del Jazz.

Grande successo di Max Gazzè

gazzèDal 18 al 21 gennaio si è registrato il grande successo del concerto di Max Gazzè all’Auditorium “Parco della Musica”, Residenza Artistica, “Al teatro Sotto Casa”.

Il cantante romano si è esibito a casa e si è ripromesso di ripetersi il prima possibile nella capitale. Ma andiamo a scoprire la storia di uno degli artisti più interessanti nel panorama della musica italiana.

Massimiliano Gazzè, meglio conosciuto con il suo nome d’arte Max Gazzè, è un noto cantautore e bassista italiano.

Nato il 6 Luglio del 1967 in quel di Roma, ma con alle spalle delle orgogliose origini siciliane, Max vive la sua infanzia in Belgio dove frequenta la Scuola Europea presso la quale inizia con lo studiare pianoforte e dove a 14 anni si cimenta con l’arte del basso elettrico.

Proprio l’approccio con questi strumenti permette a Gazzè di entrare a gamba tesa nel mondo della musica, tanto che il suo punto di svolta arriva grazie a una serie di esibizioni tenutesi in diversi gruppi locali di Bruxelles.

gazzè2L’esordio di Max Gazzè, però, ha luogo a partire dagli anni ‘90 quando nel suo piccolo studio di registrazione inizia a sperimentare la vita discografica e a tessere le prime collaborazioni con i cantautori dell’epoca (la cui carriera è tuttora viva e vegeta): tra un brano e l’altro prende così forma il primo album di Max, che nel 1996 si presenta al grande pubblico con il titolo “Contro un’onda del mare”: si tratterà di una raccolta davvero molto fortunata per il cantautore romano, soprattutto per merito della notevole varietà di ambiti musicali e per la profondità dei testi attraverso la quale riuscirà a rendersi unica nel suo genere.

L’album successivo, “La favola di Adamo ed Eva” esce un paio di anni dopo come risultato di due titoli reduci di un notevole apprezzamento popolare (si tratta di “Cara Valentina” e di “Vento d’estate”, quest’ultima cantata con la collaborazione di Niccolò Fabi). Per Max Gazzè il nuovo millennio si rivela come un vero e proprio trampolino verso un successo più ampio e consolidato, tanto che già a partire dagli anni 2000 il cantautore pensa bene di insediarsi nelle più celebri competizioni della musica italiana: dopo la partecipazione del ‘99 nella categoria Giovani, Gazzè si ripresenta anche alla 50° edizione del Festival di Sanremo con un brano che in ogni sua forma vuol celebrare la passione del cantante nei confronti della poesia; peraltro, sempre nel 2000, Max partecipa al Festivalbar con il “Timido Ubriaco”.

L’apice della sua notorietà in ambito straniero la si può ricondurre tra gli anni 2001 e 2003, quando l’attività live conosce il massimo della sua intensità: è in questo frangente che Gazzè inizia una proficua collaborazione con Stephan Eicher.

Negli anni a venire brani, concerti e partnership vengono più che altro tessuti nell’ambito della musica italiana: si tratta di un lavoro che verrà raccolto nell’album “Il solito sesso” uscito nel Febbraio 2008.

Negli anni a venire la carriera di Gazzè può ormai dirsi acclarata, e proprio in virtù di questo salto di qualità il cantautore romano ha modo di lanciarsi in una varietà di tournée e di ricominciare a cimentarsi in una serie di importanti collaborazioni (Paola Turci, Carmen Consoli, Stewart Copeland, Daniele Silvestri e Dolcenera tra le sue partnership più note).

Non è un caso, infatti, se il ritorno a Sanremo nella recente 63° edizione condotta dal duo Fazio-Littizzetto, per Max rappresenti tutt’oggi un evidente salto in avanti: tutto merito dei suoi brani “Sotto casa” e “I tuoi maledettissimi impegni” ancora suonatissimi dalle radio nostrane.

Alla luce di questa strabiliante carriera posiamo certamente affermare che Max Gazzè continui a rimanere una delle voci più particolari del panorama musicale italiano, eppure questo successo non sembra averlo deteriorato più di tanto:“Ho sempre avuto un approccio molto sereno alla carriera. La vivo tipo il surf; se sei sulla cresta dell’onda, devi sapere che poi non ci rimani per sempre. E quando sei giù, devi sapere che nuotando di nuovo, puoi risalire. Io vivo serenamente anche la fase in cui sprofondo e devo risalire”, confessa Max in una recente intervista.

Giuliano Vozella, un asso della chitarra

1013760 789279011089504 924774345 nMusica, passione, tenacia e arte: quattro parole per conoscere l’asso della chitarra, Giuliano Vozella.

La Puglia terra del sole del mare e del buon cibo, continua a sorprendere. 

Stavolta protagonista è la musica.

Il tacco d’Italia è diventato noto, soprattutto negli ultimi tempi, per il grande fervore culturale e musicale sia per quanto riguarda l’organizzazione di eventi di caratura internazionale, sia per la presenza di innumerevoli giovani e talentuosi artisti pugliesi che pian piano stanno riuscendo a emergere anche fuori dalla propria regione.  

Oggi, sotto la lente d’ingrandimento di Roma Capitale Magazine finisce una nuova promessa dell’entusiasmante panorama musicale pugliese.

Si tratta del ventunenne, musicista e cantautore: Giuliano Vozella.

Giovane chitarrista, songwriter inizia nel 2011 il suo percorso solista, animato dalla ricerca del giusto equilibrio tra le potenzialità del suo strumento e quelle della sua voce.

Con uno sguardo al cantautorato americano, Giuliano compone e scrive musiche e testi di tutte le sue canzoni, stilisticamente direzionate verso il folk/blues.

Nel febbraio 2012 pubblica il suo primo album ufficiale da solista intitolato “Notes Through The Years”, con la co-produzione di IfeelAfricanOl’ e Valerio Vozella.

Il disco riceve un ottimo feedback dalla critica e vede Giuliano protagonista di un lungo tour di promozione tra live e showcase radiofonici.
A due anni di distanza, progetta e realizza il secondo disco a suo nome, “Ordinary Miles”, pubblicato dall’etichetta Workin' Label e distribuito da IRD, la cui uscita è attesa per marzo 2014.

Il disco sviluppa un linguaggio musicalmente più ampio e accurato; 10 Tracce in inglese che spaziano dal folk, blues, jazz, composte scritte e arrangiate da Giuliano per un organico che alla base presenta una sezione in Trio, Giuliano chitarra e voce, Alessandro Grasso al basso e contrabbasso Michele Ciccimarra alla batteria.

970617 789243597759712 2004490788 nHanno arricchito il sound dell’intero lavoro discografico, archi, fiati, strumenti a percussione, pianoforte e hammond.

Non mancano le collaborazioni con vari musicisti che Giuliano ha avuto modo di conoscere durante il suo percorso: Carolina Bubbico, Matteo Terzi, in arte “Soltanto”, Sebastiano Lillo, Vincenzo Guerra, Eliana De Candia, Benito Turturro.

Ma la sua corsa inarrestabile verso il successo non si ferma qui. Artista poliedrico, iperattivo e intraprendente Giuliano, nel corso degli anni di formazione, partecipa a diversi seminari tenuti da: Jonathan Kreisberg, Bob Moses, Keith Tippett, Daniel Roca, Greg Burk, Gianni Lenoci, Irene Aebi, Luca Colombo.

Collabora a diversi progetti, alcuni dei quali ancora attivi: Evercold duo (acustico), Jazz & Jazz quartet, Beer for breakfast (band di rock poliedrico con cui nel 2009 e 2010 incide due dischi), BemollAnsemble (progetto musicale realizzato da giovani studenti pugliesi legati al corso di jazz del Conservatorio di Musica Nino Rota di Monopoli) e Free Walking Trio.

Nell’agosto 2012, con i BemollAnsemble, vince il premio “Most Original Artist” al JazzUp Festival di Viterbo.

Nel Settembre 2012 è co-ideatore del video format “Living Sounds Company”, vetrina musicale per artisti emergenti e non, seguendo e realizzando rassegne musicali nel suo territorio e ospitando artisti nazionali e internazionali.

1466265 741220432562029 1321492152 nNel marzo 2013 collabora al progetto rap pugliese “Soulciders” incidendo due brani (“Ode Infinita” e “Au Revoir”) all’interno del loro disco “Sickness&Cure” dove la sua chitarra e la sua voce incontrano i beat e le rime del duo.

Nell’estate 2013 collabora con l’artista italiano “Soltanto” per la realizzazione del tour italiano, affiancandolo come chitarrista in alcune date Pugliesi e Laziali; contestualmente realizza la sigla per il programma radiofonico condotto da Moko e Filo, “tuttok”, della radio milanese “OkRadio”. Nel Dicembre 2013, all’età di 22 anni, si laurea con il massimo dei voti e lode in Chitarra Jazz presso il conservatorio “Nino Rota” di Monopoli sotto la guida del M° Domenico Caliri, presentando un progetto di tesi multimediale in forma di cortometraggio intitolato “The Journey”, di cui è scrittore, regista, operatore video, compositore e unico musicista dell’intera colonna sonora, sviluppata con tecniche compositive studiate nel corso degli anni con il M° Gianni Lenoci.

Un musicista che di gavetta ne ha fatta e che continua a perseguire il suo sogno di “cibarsi” di musica. Perché come direbbe Nietzsche “ Senza musica la vita sarebbe un errore”.  

1472885 741221392561933 1195621761 nNoi di RCM, abbiamo deciso di “chiacchierare” con Giuliano Vozella, approfondendo la conoscenza di questo talento in erba con qualche domanda extra sul suo percorso artistico e sul suo secondo disco da solista “Ordinary Miles”, pubblicato dall’etichetta Workin' Label e distribuito da IRD, la cui uscita è attesa per marzo 2014, di cui possiamo assaggiare il teaser, semplicemente cliccando sul seguente link: http://www.youtube.com/watch?v=0q34y5s-MBA

Ecco l’intervista:

Una domanda pseudofilosofica: cos’è per te la musica? 

Passione, arte, tanta tenacia per chi decide di seguire quella strada che ti porta a fare tanti chilometri sia metaforicamente che realmente parlando.

Sarebbe banale dire che la musica è vita, ma è la realtà in quanto ti riesce sempre a regalare nuova linfa, nuove emozioni, condividendo le stesse con nuove persone conosciute grazie a quelle note.

Quando e come è nata la tua passione per la musica? C’è un artista in particolare che ti ha spinto a intraprendere questa strada? 

Avevo 10 anni e trovando una chitarra inutilizzata in casa ho iniziato a strimpellarla. Dopo poco tempo la sei corde mi ha attirato tanto da voler intraprendere un discorso più serio, anche accademico. Volevo studiare quello strumento, volevo studiare musica. Così è iniziato il tutto, non un artista ben preciso ma l'attrazione e la passione per le note, per la musica.

Da “Notes Through The Years” al nuovo disco “Ordinary Miles” Giuliano Vozella si sente cambiato?

Sicuramente cresciuto di due anni (da 20 anni a 22 :)) che ci sono dalla pubblicazione del primo disco a Ordinary Miles (10 marzo 2014).

Scherzi a parte, nel tempo che distanzia i due lavori, sono cambiate tante cose, il modo di approcciarmi alla musica, il continuo studio che mi spinge nella continua ricerca di un mio suono, di una mia strada e il mio linguaggio circa il songwrting che cambia e si evolve continuamente in base alle esperienze che vivo.

La costante è la passione e la voglia di continuare a lavorare sul mio progetto e sulla mia musica.

Quando e dove sarà possibile ascoltarti in futuro? 

Sulla mia pagina http://www.facebook.com/giulianovozellamusician

Scriverò tutte le date del tour del nuovo disco. Basterà soltanto tenere d'occhio il web.

Baglioni costretto a posticipare “ConVoiTour”

ClaudioBaglioniLa notizia è di pochissime ore fa, a causa di una forte laringite il celebre cantante romano Claudio Baglioni è stato costretto a posticipare l’inizio del suo tour previsto per il 10 Ottobre da Torino.

«Cosa posso dire? Solo che mi dispiace. Da morire. – commenta l’artista in una nota sulla sua pagina ufficiale di facebook - Parole che possono significare niente o tutto, lo so,  ma che per me significano davvero tanto. Rimandare un concerto è sempre dura; rimandare un intero tour è un vero dramma. Ma non c'era davvero nient'altro da fare. Sono stati sei mesi senza respiro in sala d'incisione. Probabilmente l'enorme stanchezza e la grande tensione mi hanno giocato un brutto scherzo, nell'ultimo giorno di prove musicali e prima di quelle generali, le forze sono sparite e la voce ha “staccato la spina” ed è andata via». 

Nel frattempo, lo staff del cantante fa sapere che i biglietti già acquistati restano validi per le nuove date, senza alcun sovraprezzo con posto unico a sedere. 

Inoltre, F&P Group, organizzatore dell’evento, pubblicherà giovedì 10 Ottobre 2013 sul proprio sito, www.fepgroup.it, tutte le informazioni utili sull’assegnazione dei settori per i biglietti precedentemente acquistati. «Spero che, per ciascuno di voi, i disagi non siano eccessivi e siano, in qualche modo, superabili. – conclude l’artista - Da parte mia e di tutti i pionieri e i carovanieri che lavorano a questo progetto l'impegno è quello di mettercela tutta, e anche oltre, per offrire a tutti lo spettacolo più bello, più sognato, più meritato. Perché è stato, è e sarà un onore e un privilegio dividere questo sogno con voi».

Per il momento le prime date confermate sono:

1 MARZO - PESCARA - PALA GIOVANNI PAOLO II  (recupero del concerto del 15 ottobre a Pescara)

2 MARZO - PESCARA - PALA GIOVANNI PAOLO II

4 MARZO - CASERTA - PALA MAGGIO' (recupero del concerto del 16 ottobre a Napoli)

5 MARZO - CASERTA - PALA MAGGIO'

8 MARZO - BARI - PALA FLORIO (recupero del concerto del 17 ottobre a Bari)

9 MARZO - BARI - PALA FLORIO

11 MARZO - ACIREALE (CT) – PALASPORT  (recupero del concerto del 19 ottobre a Enna)

12 MARZO - ACIREALE (CT) - PALASPORT (recupero del concerto del 18 ottobre a Catanzaro)

18 MARZO - ROMA - PALA LOTTOMATICA  (recupero del concerto del 23 ottobre a Roma)

19 MARZO - ROMA - PALA LOTTOMATICA

20 MARZO - ROMA - PALA LOTTOMATICA

26 MARZO - TORINO - PALA OLIMPICO (recupero del concerto del 10 ottobre a Torino)

27 MARZO - TORINO - PALA OLIMPICO

29 MARZO - BOLOGNA - UNIPOL ARENA  (recupero del concerto del 12 ottobre a Bologna)

31 MARZO - FIRENZE - NELSON MANDELA FORUM  (recupero del concerto del 13 ottobre a Firenze)

1 APRILE - FIRENZE - NELSON MANDELA FORUM

3 APRILE - PADOVA - PALA FABRIS (recupero del concerto dell’11 ottobre a Piazzola Sul Brenta)

4 APRILE - PADOVA - PALA FABRIS

Tuttavia, per coloro i quali volessero comunque richiedere il rimborso dei biglietti acquistati potranno farlo rivolgendosi ai punti vendita dove gli stessi sono stati acquistati entro e non oltre 5 giorni dalla data dello show originario.

Per i biglietti acquistati on line sul sito “TicketOne.it” o tramite call center , per cui era previsto il ritiro sul luogo dell'evento, il rimborso dei biglietti potrà essere richiesto scrivendo all'indirizzo email: , anche questa volta entro e non oltre 5 giorni dalla data dello show originario.

Infine per i biglietti acquistati on line sul sito “TicketOne.it “ o tramite call center, per i quali era invece prevista la spedizione tramite corriere espresso, l’utente dovrà spedire i biglietti, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, entro e non oltre 5 giorni dalla data dello show originario, farà fede il timbro postale, presso: TicketOne S.p.A., Via Vittor Pisani 19, 20124 Milano, C.a. Divisione Commercio Elettronico.

Per informazioni più dettagliate consultare il sito WWW.FEPGROUP.IT oppure telefonare al numero 02 4805731 attivo dal lunedì al venerdì.

Annullati tutti i concerti di Nek

nekUn edema alle corde vocali ha costretto il cantante emiliano a cancellare le date del suo prossimo tour. 

A darne la notizia, ieri, lo stesso cantante tramite la sua pagina ufficiale di facebook: 

Sono molto rattristato nel dovervi comunicare che ho problemi alla gola.  L'ultima visita di ieri ha purtroppo confermato la presenza di un edema a una corda vocale che limita notevolmente il mio rendimento causandomi forti abbassamenti di voce. Mi hanno quindi prescritto, oltre alle cure, un riposo vocale forzato di almeno 60 giorni per migliorare la situazione e tentare di evitare l'operazione chirurgica.  Potete immaginare il mio sconforto nel dover rimandare questi concerti che non vedevo l'ora di fare. Io cercherò di guarire il più presto possibile. Nel frattempo vi terrò informati”.

Intanto dall’agenzia Live Nation Italia fanno sapere che i biglietti acquistati saranno completamente rimborsati entro il 30 novembre presso i vari punti vendita.

Mentre per chi avesse usufruito del circuito TicketOne, sarà lo stesso sito a comunicare agli acquirenti le modalità di rimborso.

Jimmy Fontana addio

jimmy fontana velvetmusic.itMondo, fermati un momento: è morto Jimmy Fontana

La notte insegue sempre il giorno. Come la vita insegue sempre la morte.

È scomparso ieri sera il cantautore Jimmy Fontana, nome d’arte di Enrico Sbriccoli: cantautore, musicista, attore.

Dopo i successi degli anni Sessanta e le fugaci apparizioni televisive negli anni Novanta, Fontana è tornato alla cronaca per una mitraglietta comprata a Sanremo nel 1971 e poi divenuta arma del delitto dell’economista Tarantelli  e del democristiano Ruffilli.

Dopo misteri (tuttora irrisolti), interrogatori e processi, il cantautore cade in una gravissima depressione che lo accompagnerà fino alla morte.

Ritiratosi per diversi anni a Macerata, apre un bar e abbandona l’attività artistica.

Attore cinematografico nel 1962 in La voglia matta (1962) di Luciano Salce (Fantozzi, Il secondo tragico Fantozzi, Il…Belpaese), malato da tempo, muore nella sua abitazione romana a settantotto anni.

È la fine di un’epoca.

Forse di un’epopea: quella dei magnifici anni Sessanta.

Anni così lontani e forse così rimpianti.

Tu non ci crederai ma il mondo per un po’ si fermerà.

Anche solo per un momento.

Ciao Jimmy.

RICCARDO LATTERI, IL GARZONE DI PERIFERIA

album Latteri"Ho Visto Un Mondo" è il singolo che anticiperà l’uscita ufficiale del nuovo disco di Riccardo Latteri. La musica per il cantautore romano ha un grande valore e gli consente di raccontare ciò che vive tra note e rime. Dopo l’album “La voglia di vivere” con la rock band “Libero Modo”, Latteri presenta il suo primo lavoro discografico da solista “Il Garzone di periferia”.

M.Z.: Una grande passione per il canto e la scrittura già in tenera età. Come hai scoperto la musica e cosa ti ha portato a coltivare nel tempo questa passione?

Riccardo Latteri: La musica è la chiave che apre lo scrigno segreto del mio coraggio di vivere, lì dove non ci sono più paure nel fare un passo, nel prendere una decisione, ma soprattutto nell’aprire il proprio aspetto interiore al mondo, il momento in cui ogni persona è più fragile e vulnerabile, si parla con le proprie emozioni e si dà libertà a ogni più piccola parola narratrice del proprio essere uomo. Si dice che l'essere adulti venga con il percorso dell'ascolto interiore, solo così si possono superare i limiti delle paure, dalle più piccole e prime come quella del buio, alle più adulte e forse più diffuse nella mia generazione come quella di amare. Queste paure prendono energia dai nostri silenzi e dentro di noi sono molto più grandi di quello che sono, ma poi, quando si trova l'interruttore della luce o delle parole, beh! E' quello il momento che ci si accorge di aver fatto un passo in più, di respirare l'emozione di un qualcosa di vissuto, poiché non tutte le cose hanno delle emozioni percettibili all'istante, a volte si vivono, passano e poi tornano con il risultato di come sono state vissute.

La musica mi ha insegnato a essere grande, mi ha preso per mano  e attraverso le parole e i suoni di chi era già adulto in lei, mi ha forgiato nel carattere, con questo non voglio sminuire il ruolo importante che hanno avuto i miei genitori insostituibili e splendidi, ma per crescere ci sono delle guerre che possono essere affrontate solo con le proprie forze, ecco la musica mi ha fatto capire il modo per gestire la vita anche quando si è soli. Credo di doverle molto e il modo migliore per ringraziarla è cercare di vivere in questo modo, esprimendo ciò che sono, perché il cantastorie non è semplicemente un mestiere, non  è un qualcosa che si può imparare, è una forma d'arte, una forma d'arte che esce da dentro di noi, che determina il posto che abbiamo all'interno di questo percorso che chiamano vita e il ruolo di questa vita lo si capisce soltanto vivendo e lottando per la propria strada, i sogni e la propria libertà di essere ciò che vogliamo nel tempo e nel cammino.

Quindi, cosa mi ha spinto a seguire questo percorso? La rincorsa verso la felicità, che credo sia uno stato mentale fatto di brevi momenti all'interno del destino, un qualcosa che si respira nel proprio animo, quando un percorso ci porta a un traguardo non palpabile ma emozionante, la Musica mi fa vivere in questo modo  e il modo più bello per me per poter vivere è cercare di essere liberi e felici.

M.Z.: Un lungo periodo di formazione attraverso lo studio, quali le tappe fondamentali del tuo percorso artistico? Chi ti ha supportato maggiormente nella tua realizzazione come cantautore?

foto LatteriRiccardo Latteri: Ogni mondo è costituito da parti, dove ognuno si occupa di un qualcosa per realizzare un’impresa, come un’azienda o la costruzione di un edificio; c'è chi si occupa delle mura, chi della pittura, chi delle luci, nello studio un artista ha L'IMMENSA FORTUNA di conoscere degli artisti affermati che ci insegnano e ci regalano le proprie esperienze e i metodi di lavoro; io sapevo scrivere e canticchiare, sapevo trovare delle melodie, ma non riuscivo a capire come interpretarle e come vestirle di suoni per farle ascoltare.

Il mio percorso artistico iniziò circa 14 anni fa, purtroppo per realizzare il mio sogno ho dovuto attendere un po', poiché lo studio ha i suoi costi e io non potevo permettermelo, così, terminati gli studi della noiosissima scuola, mi dedicai pienamente alla realizzazione della mia strada, lavorando e studiando; entrai nella scuola "Domani Musica" di Alberto Giraldi, conobbi Letizia Mongelli, la mia insegnante di canto, una persona fantastica e un’artista dalle doti canore brillanti, con numerose esperienze di lavoro di alto livello, coinvolgente ed emozionante nelle interpretazioni teatrali e nelle tecniche di insegnamento del canto, in più, una grande amica che sa guardare un allievo nel suo profondo e sa dargli coraggio e grinta per affrontare un mondo difficile come quello che ho scelto.

Devo molto a lei anche se come allievo sono stato un po' pigro nello studio, nel senso che spesso gli esercizi per apprendere una tecnica canora sono difficoltosi, perché richiedono lo stimolo di muscoli involontari come il diaframma, e quindi occorre esercizio quotidiano e impegno anche quando non si è a lezione, io invece a lezione mi divertivo con lei e mi impegnavo al massimo, poi negli altri giorni quando tornavo a casa e dovevo mettermi a studiare, il tempo che avevo a disposizione lo impiegavo nello scrivere testi e melodie. Nonostante questo le mie caratteristiche canore sono cresciute molto e anche  le mie conoscenze sull'armonia e la melodia, ma diciamo che se avessi studiato un po' di più, avrei potuto raggiungere un livello superiore nella tecnica del canto.

Credo che il mio incontro con lei sia stato un tassello fondamentale per il mio traguardo finale...che ancora non so quale sarà, ma sono sicuro che sarà fantastico.

Qualche mese più tardi al mio ingresso nella scuola, capii che avevo bisogno di apprendere lo studio di uno strumento, essendo stato sempre attratto dal rock, scelsi il fantastico mondo della chitarra, aprii quella porta e trovai Alessandro Clementoni, musicista, arrangiatore, un artista umile dalle grandi caratteristiche del suono, una persona fantastica e paziente nel ruolo dell'insegnante, le sue chitarre non solo riesce a suonarle al pieno delle caratteristiche dei modelli che le differenziano, ma riesce a farle esprimere. Ogni strumento ha un’anima e quando si riesce ad ascoltarla e a farla uscire fuori da quelle sei corde, si dà vita a un misto di emozione, suono, note, ritmo. Da lui appresi il modo di vestire una canzone, che significa? Una canzone è come una donna, in base alle sue caratteristiche fisiche si cercano i vestiti che più ne esaltano i punti di forza, lo stesso con un pezzo, e nel rock si veste di ritmo con la batteria, di vibrazioni con il basso, di movenze e accenti con le chitarre e di espressioni con le parole. Fu lui ad arrangiare la mia prima canzone resa pubblica "Una farfalla sopra un fiore", che divenne poi il singolo del mio primo album "La voglia di vivere", grazie ai suoi insegnamenti e a quelli di Letizia, iniziai a scoprire la musica anche nel suo aspetto fisico se vogliamo definirlo così, ovvero L’Armonia, quindi lo studio delle note, delle scale degli accordi e le differenze tra i vari generi che ne compongono il vasto e meraviglioso mondo. Successivamente approfondii questo studio con Alberto Giraldi, il proprietario della scuola, musicista, arrangiatore, maestro di pianoforte, docente e titolare della cattedra di teoria, solfeggio e dettato musicale nel conservatorio di Frosinone "L.Refice", ho appreso molto anche da lui, ancora ricordo gli esercizi di analisi armonica e melodica sulle note di Charlie Parker, il suo genere preferito è, infatti, il Jazz e le sue caratteristiche sono veramente grandi, come la sua carriera.

Latteri singoloQuesti sono i punti fermi del mio percorso, ma sai la musica è un mondo così vasto che ogni persona che incontri può darti qualcosa, se sei umile e se hai voglia di ascoltare; la mia conoscenza nel Rock, infatti, è avvenuta grazie a Jacopo Ruggeri, un grande chitarrista che ha contribuito molto alla realizzazione del mio nuovo album, una persona straordinaria con il brivido del rock nel sangue.

M.Z.: La tua esperienza con i Libero Modo, cosa ha significato per te far parte di una rock band?

Riccardo Latteri: I Libero Modo…un pizzico di malinconia misto a gioia mi viene nel cuore quando sento questo nome, una storia d’amore durata 5 anni; 5 amici, 5 ragazzi con modi e caratteri completamente diversi, un percorso fantastico e un'esperienza di vita indelebile nei miei ricordi. Nella memoria porto i viaggi fatti insieme su e giù per l'Italia, km di autostrada e vicoli della città eterna per raggiungere un palco dove lì ciò che ci univa….volava e noi insieme a lei. Poi senza tralasciare l'esperienza in studio, il nostro studio, la nostra seconda casa, lo studio "DO IT " di Patrizio Palombi, dove ci incontravamo per le prove e per la realizzazione del nostro album, "La Voglia Di Vivere" con gli arrangiamenti di Alessandro Clementoni.

La vita non sempre ci permette di portare con noi le cose che ci hanno reso felici, anzi spesso si paga un prezzo, purtroppo noi non avevamo più lo stesso coraggio o la stessa voglia di arrivare, io non potevo fermarmi, volevo trovare il mio mondo e così sono dovuto andare avanti senza di loro, ma sono sempre con me, soprattutto quando suono sul palco, anche perché poi uno di quei 4 ragazzi è ancora con me, Emanuele Marafini (chitarrista), come me non ha voluto arrendersi  e continua il suo percorso artistico, nel nuovo album c'è anche farina del suo sacco.

M.Z.:Il singolo "Ho visto un mondo" che anticipa l'imminente uscita del tuo nuovo album quale messaggio racchiude nel testo e qual è il punto di forza del videoclip che vede la regia di Claudio D'Elia?

Riccardo Latteri: In questa canzone ho cercato di dare sfogo a un po' di cose represse dentro il mio percorso, uno sfogo che lega al rock la rabbia per tutte quelle cose, fatti o persone che impediscono ai giovani di costruirsi un futuro, realtà che purtroppo nei nostri giorni incontriamo spesso, cose che stanno portando anche un paese come il nostro a essere in crisi con il sistema e con le opportunità. Ho visto un mondo, e ho visto sempre meno spazio e gente riuscire a trovare il suo nel mondo, troppi interessi legati al "dio" denaro e troppi i potenti che vogliono avere il potere, nell'ironico sorriso di chi ci osserva e ci dice: " tranquilli è tutto ok, noi viviamo per il paese"; è un concetto duro da mandare giù, perché mi toglie la voglia di fare, ma per fortuna nel mio lavoro trovo il coraggio di guardare se riesco a percepire che ci sia ancora una speranza per il futuro. Per una terra come la nostra, questo non è il primo ostacolo da sopportare e voglio continuare a credere che ci sia un modo o un qualcosa che riesca a ridare il sorriso a questo paese, anche se ammetto di essere sempre meno fiducioso.

Parlando del video, ho incontrato Claudio D'Elia attraverso un amico che abbiamo in comune, Cristiano D'Alessio (montatore video), ci siamo incontrati in un bar e d'avanti a un caffè abbiamo iniziato a parlare delle sensazioni che il pezzo gli aveva trasmesso. Dopo avermi illustrato i vari aspetti da voler curare, mi disse che voleva realizzare un video che rappresentasse un'allegoria dell'Italia, nel video, infatti, si vedono diversi personaggi: un pazzo rinchiuso in un manicomio, un italiano medio che osserva la televisione dal suo ristretto appartamento e uno chef che dal televisore sta preparando la ricetta di questa soffocante esistenza. Il pazzo è, infatti, l'individuo pesante rinchiuso nella mediocrità. Sedato dagli organi di potere (rappresentati nel video dalla suora) e immagina ciò che il suo paese gli sta facendo, da lì parte la visione dello chef che cucina una specie di Saba carnevalesco, la pozione da dare in pasto alla famiglia media italiana; l'unica a reagire è la donna sul divano (Azzura Martino, attrice) che cerca di spronare il suo compagno con dei messaggi scritti su dei cartelli. L'idea mi piacque e così iniziammo a lavorare per sviluppare il progetto.

Lavorare con Claudio è stata un’esperienza bellissima, ho conosciuto tantissimi professionisti con moltissima esperienza nel cinema italiano e straniero:( Maurizio Zampagni, Simone Zampagni, Matteo Zampagni, Rasch, Daniele Anzellotti, Angela Tomassicchio, Laura Cacciapaglia, Michele Laceranza, Vincenzo D'Elia, Sandro Riccioli, Cristiano D'Alessio) tutto ciò che comprendeva lo staff delle luci, scenografia trucco e parrucco, veramente un grande gruppo, mi hanno regalato un’esperienza fantastica.

M.Z.: Veniamo al disco "Il garzone di periferia" etichetta della  ConcertOne di Giampaolo Cantini. Perché il garzone di periferia? Quanti brani ci sono nell'album e cosa caratterizza questo tuo nuovo lavoro discografico?

R- Il garzone di periferia è un pezzo autobiografico, con il testo, infatti, cerco di descrivere l'istante in cui guardandomi allo specchio ho deciso di intraprendere questa strada, il garzone di periferia è l'aspetto di quell’inconscio che mi ha parlato da dentro, mi ha dato il coraggio di investire e rischiare, convincendomi del fatto che la vita non è una certezza, ma un credo, nella convinzione che esistere è un sogno incantato. Bisogna credere con tutte le proprie forze per scrivere il proprio destino, senza lasciare che decida tutto lui, cercare di ottenere il meglio e non arrendersi mai. Perché il garzone di periferia? Io vengo da una periferia di Roma, una delle tante strade dove la gente è stata un po' abbandonata nell’emarginazione economica e sociale, qui sono nato e ho conosciuto persone grandi con esperienza nella vita e che nonostante la posizione difficile di partenza si sono realizzate e hanno vinto la battaglia più difficile, dare un senso alla propria esistenza; il Garzone, infatti, è un apprendista addetto ai compiti di un mestiere, un tipo come si dice a Roma "Er pischello de bottega", colui che parte dal nulla per costruire un qualcosa.

Nel disco ci sono 8 brani tra cui sette inediti e uno ripreso dall'album passato in versione acustica; realizzato nello studio DO IT di Patrizio Palombi, i miei compagni di viaggio nel disco sono: EMANUELE MARAFINI (chitarra), JACOPO RUGGERI (chitarra), JACOPO CORETTI (batteria), GIORGIO COMPAGNONE (basso), TIZIANO PALOMBI, (pianoforte) PATRIZIO PALOMBI (batteria), CARLO CARBONE (Master), FEDERICA LATTERI (grafica), DOMENICO PASCOLI (fotografia).

Dopo aver realizzato il disco dovevo trovare una persona che lo promuovesse pubblicamente e in questo ho avuto l'immensa fortuna di incontrare Melina Cavallaro, promoter pubblicitario e titolare dello studio Free Lance, una persona con una grande carriera alle spalle, che mi ha mostrato da subito sincerità, professionalità, apprensione e sicurezza nelle varie caratteristiche del mestiere. Mi incoraggia nel crederci e nel non mollare mai, è veramente una grande.

Attraverso lei ho conosciuto Giampaolo Cantini, proprietario dell'etichetta discografica CONCERT-ONE, ha ascoltato il mio lavoro e ha deciso di farmi da etichetta discografica e di distribuzione, sarà, infatti, lui a darmi la soddisfazione di poter vendere il mio album tramite i portali più importanti tra cui ITUNES e YOUTUBE.

Quindi non resta che incrociare le dita e che la prossima settimana il disco abbia il suo effetto su chi lo ascolterà.

M.Z.: Per un artista è molto importante il contatto con il pubblico, che genere di emozioni provi nelle tue esibizioni live?

Riccardo Latteri: Il live è la rappresentazione della fantasia che ti accompagna durante la scrittura, sogni, infatti, di poter rapire l'attenzione con le canzoni e di emozionare le persone, è uno scarico di adrenalina in pochi istanti, dove il suono apre le porte e le parole ne descrivono il contenuto. Il live è la parte finale di un progetto dove presenti il tuo tempo di lavoro passato in studio e quando sei di fronte alle persone chiudi gli occhi e senti arrivare alle tue orecchie le frasi delle canzoni che hai scritto, ma questa volta a cantarle sono altre persone, in quel momento è l'estasi allo stato puro…Meraviglioso momento…ecco questo è l'unico modo che ho per descriverlo, è veramente meraviglioso.

M.Z.: Prossimi impegni?

Riccardo Latteri: Come già ti ho detto nella precedente domanda, la fine della realizzazione del disco porta alla presentazione ufficiale in pubblico, speriamo che sia ritenuto un buon lavoro e che mi regali l'opportunità di suonare, spero quindi di potervi regalare delle date e dei concerti per mostrare il mio lavoro dal vivo. Nel frattempo osservo l'effetto che fa quest'album e continuo a scrivere le mie emozioni per il prossimo…e spero di non dovermi fermare mai, perché questa è la mia vita ed è l'unica cosa che sa rendermi felice.

Michela ti ringrazio, è sempre un piacere incontrarti, spero che le tue interviste mi diano visibilità e se accadrà' il tanto sperato, sarai una persona che ha contribuito alla realizzazione del mio sogno.

Un abbraccio a tutti e a presto...ROCK ON EVERY DAYS ;)

Pagina ufficiale FB di Riccardo Latteri: http://www.facebook.com/OFFICIALPAGERICCARDOLATTERI

Fiori d’arancio per Ligabue

ligabue fbNozze segrete per Ligabue.

A darne l’annuncio è stato lo stesso cantante tramite poche righe scritte sulla sua pagina di Facebook.

Ieri 7 settembre ho sposato Barbara. Grazie a tutti quelli che sono contenti per noi”, questo il messaggio comparso sulla sua bacheca poco dopo mezzogiorno.

Secondo quanto riportato dal “Resto del Carlino, il rocker e la sua compagna Barbara Pozzo sarebbero convolati a nozze in gran segreto, alle 13:30 di ieri, presso il municipio della città natia di Ligabue, Correggio.

Indiscrezioni parlano di una cerimonia molto intima e veloce, alla quale gli sposini, per non dare nell’occhio, si sarebbero presentati in abiti civili.

Alla funzione sarebbero stati presenti oltre al celebrante, il sindaco  Marzio Iotti, solo altre quattro persone, i due testimoni, la sorella della sposa e il fratello del cantante, Marco Ligabue, un suo fidato assistente e la segretaria comunale.

I festeggiamenti si sarebbero poi trasferiti, in serata, presso uno dei locali storici di Reggio Emilia, il 'Caffè arti e mestieri', quest’ultimo blindatissimo e vietato a fotografi e telecamere.

Anche in questo caso alla sola presenza di invitati selezionatissimi, una cinquantina  in tutto, composti dai parenti e gli amici più intimi. Fonte

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