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I RadioAttiva, una band, un progetto

RadioAttiva copertina del disco Mediterranea RadioAttiva

In un periodo in cui il terreno della musica Rock sembra inaridito a favore di un genere più affine alla forma-canzone, esce, al contrario di qualsiasi previsione, “Mediterranea”, opera prima autoprodotta del gruppo romano “RadioAttiva”.
I RadioAttiva, nascono due anni fa, da una costola dei “Casa di cura 13” e, in poco tempo, realizzano e autoproducono un disco solido e maturo.
Non hanno ancora né Produttore, né Etichetta, tuttavia, l’amore per il Rock, li ha portati, con caparbietà, a concretizzare il loro sogno.
L'album comprende otto tracce che spaziano dal Rock puro all’Hard Rock, dall’Alternative alla Musica Popolare, dal Rock Orchestrale all'Elettronica.
Intervistiamo i Radioattiva, Alessandro Dionisi, il cantante, e Claudio Scorcelletti, il chitarrista, nello studio della loro Manager, Cristina Rossi Migliore.
 
RadioAttiva logo scritta lungaAscoltando il disco, s’intuiscono, nel vostro sound, diverse contaminazioni musicali. Qual è il vostro background e in che misura vi ha formato e influenzato?
-Alessandro Dionisi: Nel mio caso, in quest’album, inconsciamente, sono entrati i miei ascolti formativi quali Grunge, Metal, Hard Rock, Rock italiano, Indie degli anni '90, la parte oscura del post punk. In più, ci sono scelte come la musica popolare, come nell’introduzione del brano “Mediterranea”.-
-Claudio Scorcelletti: anche secondo me, uno dei generi che ha contaminato di più questo disco, è il Grunge, il Post Grunge, il Rock, e qualcosa di punkIMG 20180703 WA0118 moderno, ad esempio gli Offspring, che io adoro. C'è anche qualche influenza Blues, che è stato un mio oggetto di studio quando iniziai a suonare la chitarra.-
-Alessandro Dionisi: Il mio background musicale parte dai Guns N' Roses, Appetite for distruction è stato il primo album acquistato, poi, a seguire i Black Sabbath, i Metallica, gli Iron Maiden, i Deep Purple. Questi sono i primi gruppi che ho ascoltato. Faccio parte della generazione Grunge. Ricordo, come fosse ieri, la morte di Kurt Cobain e il momento in cui mi fu comunicata questa dolorosissima notizia. Ero al telefono con la mia fidanzatina dell’epoca. Ho pianto molto per lui, fermo davanti a una cabina telefonica di San Giovanni in Laterano (quartiere di Roma n.d.r.) e poi in un parco adiacente. Ogni volta che passo davanti a quel luogo si riavvolge il nastro. Qualcosa mi scuote dentro. Tornando al background, gli ascolti di anni addietro sono Pearl Jam, Soungarden, Alice in Chains, Faith no More, Litfiba, Timoria, CSI, Disciplinatha. Insomma la musica del pogo di quegli irripetibili anni ’90. E proprio in questa decade ho scoperto i Sonic Youth, di cui sono ancora un folle fan, e anche del mondo dark e post Punk. Adoro Peter Murphy e, quindi, i Bauhaus, i Killing Joke, i Cure, i The Smith, i Dead can Dance. Insomma ci siamo capiti. Poi, ancora, Afterhours, i primi Marlene Kuntz, anche quelli di oggi, che vidi al Frontiera, un ex locale di Roma, I Radiohead, andai a un loro concerto storico a Firenze, il primissimo Nu Metal, i Rage Against the Machine. In più, non vorrei dimenticarmi di menzionarvi The Doors, Velvet Underground, Rolling Stones, Nick Cave, Pj Harvey, Led Zeppelin. Non mi fermerei più. Erano gli anni in cui noleggiavi i cd e c’erano molti locali dove passavano tanta musica Rock. Conoscevi megabyte di persone, rimorchiavi, facevi una marea di esperienze. Oggi sono grande, esco meno, però, quando giro la mia città, di notte, avverto un vuoto. Mi mancano quegli odori anni ’90, fino ai primi del 2000, dove, entrando in un locale, ascoltavi la stupenda Amy Winehouse, Pulp, Blur o White Stripes.-
 
RadioAttiva logo scritta lungaC'è un gruppo o un genere che ascoltate e che è lontano dalla musica che suonate?
-Claudio Scorcelletti: Alcune volte mi piace ascoltare musica classica, specialmente Paganini.-
-Alessandro Dionisi: Beh, vista la lista del mio background sì, ce ne sono molti. Il metal anni ’80, credo proprio che non lo suoneremo mai. Nemmeno il Black Methal e Death Metal che, invece, ascolto (ride n.d.r.). Al contrario, sono contento di aver insistito con il Trip Hop, un genere musicale che mi fa viaggiare molto con la testa.-
 
RadioAttiva logo scritta lungaParliamo del disco. Il titolo ha un significato forte: ”Mediterranea”. Da dove nasce questa scelta? Perché questa intestazione e non un’altra?
-Alessandro Dionisi: È stato più semplice del previsto, anche se, per qualche secondo, con Claudio, abbiamo pensato a “La Peggio Gioventù”. “Mediterranea”, la ballad del disco, è una mia vecchia canzone che non suonavo da qualche tempo. L'abbiamo arrangiata con il gruppo precedente in una versione Rock Blues, arrivando alla stesura, con Claudio, dalle sonorità più Hard, e che è presente ora nel disco dei RadioAttiva. Claudio non l’aveva mai sentita. Un giorno, a casa sua, gliel’ho fatta ascoltare e gli è piaciuta. Credo di essermi beccato anche qualche parolaccia per non avergliela proposta prima. L’abbiamo suonata e registrata da Manuele D'Andrea. Ricordo il giorno che Piero Pelù la pubblicò sulla sua pagina di Facebook. Tremavo dalla gioia. Tornare piccino perché il tuo mito ti condivide un brano, credimi, è un momento impossibile da descrivere a parole. Quindi, per me, la canzone siRadioAttiva logo scritta lunga trascina dietro un’energia positiva. Poi, parlando sempre del titolo, è un tema caldo cui sono legato. L’Africa, le sue infinite terre, pregne di bellezza e solarità! Sogno i paesi africani. Ho amici del Senegal meravigliosi. Da quando questa terra è stata completamente saccheggiata, sono in*****tissimo. L’Africa è ricca, ha cultura, bellezza! Perché non ci raccontano mai nulla di cosa succede realmente in queste terre? Perché il regime mediatico, diretto dalle massonerie, ci fa vedere solo la parte finale di questa tragedia? Non abbiamo mai avuto la possibilità di conoscere cosa realmente accade. Le morti, le prigioni, le violenze. Chi s’informa un po’ di più sa' che queste terre sono svuotate dai potenti. Vi siete mai chiesti come sarà la nostra terra tra 200 anni con i cambiamenti climatici? L’Africa sarà il centro del mondo. Ecco: quell’1% di cui parlo nel brano “Il Volto Comune”, lo sa perfettamente. Quel brano descrive il mio pensiero che in diversi reputano complottista. “Mediterranea” è un lamento, una madre che saluta suo figlio con la speranza che oltre il Mediterraneo ci sia un mondo migliore. Cosa inesistente. Da qui Mediterranea -
-Claudio Scorcelletti: Sì, “Mediterranea” nasce, appunto, dal contesto storico che stiamo purtroppo vivendo in questi anni: parla del fenomeno dell'immigrazione. Queste persone sono costrette ad abbandonare le loro terre natali e ad affrontare viaggi pericolosi verso l'Europa, rischiando la vita per cercare di darsi un'opportunità, un futuro migliore. Testo azzeccatissimo da Ale Nuvola Rossa.-
 
RadioAttiva logo scritta lungaI tuoi testi, Alessandro affrontano tematiche importanti. Ho letto che sei appassionato di storia, di controinformazione, di politica. Cosa pensi della situazione attuale di questo periodo specifico?
-Alessandro Dionisi: Storiaccia. In buona parte ti ho risposto sopra. La storia mi piace molto. Fin da bambino. La seconda guerra mondiale me la raccontò mia nonna, che oggi non c’è più. Lei nascondeva i partigiani su, nel Veneto. Mi affascina portare allo scoperto i veleni del potere, mi intriga scoperchiare la lussuria, le perversioni dei potenti. Fosse per me farei sempre rivoluzioni. Prenderei la macchina del tempo e mi sposterei ovunque .Lotterei contro i benpensanti di ogni epoca. La controinformazione, l’ho fatta attraverso le primissime webTV. Esperienza notevole. Ho recitato un personaggio che faceva 20180703 001629proprio controinformazione e sono riuscito a infiltrarmi in una conferenza stampa di Silvio Berlusconi. Stiamo parlando della fase pionieristica di You Tube, quando per caricare un video ci impiegavi una nottata: One Plus One  si chiamava il personaggio, nome datogli in omaggio al film di Jean-Luc Godard, e ispirato alle letture su Jack Folla, di Giacomo Cugia. Tutto sulla rete, con un paio di video censurati! Seguo anche la politica perché, anche qui, non bisogna abbassare la guardia sul gioco perverso dell’ingordigia, sul potere e sulla sua conseguente autodistruzione.  La politica la lego alla storia, faccio fatica a separarle. La situazione attuale? Beh, tutto scritto dal regime mediatico che comanda, da decine di anni, è un’oligarchia sempre dalla sua parte. Il resto è copertura per dare dosi di morfina. ”L’uomo pieno di cerone”, il signore di Arcore, oggi ha il fiatone, ma le aziende devono essere tutelate. La sinistra in questi anni ha fatto una finta opposizione, ha sostenuto il “ceronato”. Le manifestazioni di cui ha parlato Veltroni sono state semolino per gorilla. Avevamo energia ma siamo crollati. Perché la sinistra non riconosce gli errori commessi? Un atto di umiltà sarebbe lodevole. Perché nessuno ci ha tutelati durante il tristemente noto G8.? Da lì, eccoci arrivati, oggi, alla crisi economica; al flusso migratorio, un business attuato delle mafie; al gioco d’azzardo come introito per lo Stato; alla prostituzione, alle droghe, vecchie e nuove, che devastano la mente di generazioni di giovani che, altrimenti, prenderebbero coscienza di questa situazione. La corruzione alle stelle ha creato il malcontento. Naturalmente tutto ciò è avvenuto senza informazione, ma sotto regime. Nel malcontento attecchisce la dittatura, e, probabilmente, nessuna opposizione la contrasterà. Non esistono più i valori della sinistra in cui credevo. Quella che mi ha raccontato la mia cara nonna. Ci vorranno tanti anni affinché si torni a una pseudo normalità. Nel frattempo, siamo fottuti. L’ho definitivamente capito con la non resistenza al Jobs Act.- 
 
RadioAttiva logo scritta lungaChi è “La peggio gioventù”? Cosa vuoi dirci con questo brano?
-Alessandro DionisiLa Peggio Gioventù, è il sessantenne che trovi al Tiburtino (quartiere di Roma n.d.r.), alle 3 di notte, fatto di cocaina. Sta lì per controllare droga e prostituzione. Ricatta il bar dove beve, senza pagare. È il caporale. Vi ricordo che in Italia si applica la schiavitù attraverso il caporalato. È la Mafia che si è insinuata nelle istituzioni: “Da lupara a finanza c’è chi spara, c’è chi avanza...”. “La Peggio Gioventù” è la malavita di Ostia. Dietro le sbarre, un personaggio come Spada fa nascere uno “Spadino”. La Mafia ha una lunga storia. Oggi Tony Montana bacerebbe le mani ai boss della Ndrangheta. Controllano i cartelli. Povero Tony, un mito spezzato da noi italiani. ” La peggio gioventù” è il silenzio, l’omertà, le finestre chiuse. Dobbiamo ribellarci. Lo urlerò ovunque avrò l’opportunità di farlo.-
 
20180702 234519RadioAttiva logo scritta lungaNell'album c'è un pezzo che spesso hai presentato come un omaggio alle donne. È “Piccola e ribelle”, e parla di un'eroina. Puoi approfondire questo tema?
-Alessandro Dionisi: “Piccola e Ribelle” nasce da una storia vera, quella di una ragazza giovane, molto rock nel suo mondo estetico e interiore, che negli anni della sua adolescenza ha dovuto combattere il bullismo. L’ha fatto molto bene, è cresciuta presto, ha messo i muscoli ed è più matura di molte sue coetanee o ragazze/i più grandi. Per le persone cresciute sulla strada porto sempre il massimo rispetto e cerco di comunicare con loro il più possibile. Ci sono cresciuto anch’io, e il confronto con le nuove generazioni è formativo, perché dalle persone più piccole abbiamo molto da imparare. In questi ultimi concerti l’ho dedicata sempre alle donne poiché sono delle eroine. Devono affrontare spesso comportamenti spiacevoli da parte degli uomini. La donna deve denunciare qualsiasi sopruso subisce. Inoltre, le donne sono più intelligenti. Nel mondo antico, erano loro che portavano avanti la comunità, anche da un punto di vista logistico e strategico. Ma le tribù, e i suoi capi, per quanto capivano il ruolo fondamentale della donna, per rafforzare la comunità mandarono avanti gli uomini. Sai cosa penso invece della società moderna? L’uomo medio soffre un senso di inferiorità verso la donna. È meno intelligente per essere più chiari. Per questo reagisce con comportamenti spesso folli, quantomeno indigesti. Altrimenti non si spiegherebbe questo bisogno della legge del più forte. L’uomo medio è infelice e anche invidioso, alza il muro delle difese con atteggiamenti di gelosia, che dimostra solo insicurezza in se stesso, e menate varie. Per questo, la donna, deve sempre essere “Piccola e Ribelle”.-
 
RadioAttiva logo scritta lungaNei tuoi testi utilizzi espressioni forti come “nuovo fascismo”, “deportazione di massa”, “lager”, e usi parole pesanti anche contro il mondo virtuale. Cosa ti porta a servirti di un linguaggio iconoclasta che non esiste più, neanche nei testi rock, da diverso tempo?
-Alessandro Dionisi: È un linguaggio iconoclasta semplicemente perché oggi si parla di stupidaggini nella musica. Si sono abituati bene. I testi “pseudo ribelli”, da servire con spritz e olive, non mi piacciono. Ma il sistema ha convogliato il tutto. Il treno va avanti. La musica è diventata spettacolarizzazione, business, promesse e automatico malessere. Suggerisco un libro: La Società dello Spettacolo di Guy Debord, periodo storico/filosofico situazionista. Un libro censurato fino a pochi anni fa. La musica è controllata dall’occhio del Grande Fratello, quello di Orwell. È stata immessa in quella rotta. È quasi irrecuperabile. Si pensava che con l’avvento della rete tutto avrebbe portato all’aggregazione, ma ci siamo dimenticati di aggiungere la parolina virtuale. Basta un click e chiudi tutto. L’aggregazione è carne, respiro, amore. Aggregazione è un insulto reale, un dito medio dopo una discussione. RadioAttiva copertina del disco Mediterranea RadioAttivaTutto ciò che avviene in rete, è la trappola per snaturarti, serve per allontanarti da te stesso, per non farti conoscere il reale. Questo fatto mi inquieta. Abbiamo perso il senso della conoscenza. Camminiamo per strada come gli uomini descritti nel romanzo “Fahrenheit 451”. Bisogna rompere questa monotonia, interrompere la distribuzione di dosi di metadone che quotidianamente vengono date alla gente. Il mondo è comandato dalla Sacra Trinità, Massoneria, Stati Uniti di Trump e Russia di Putin, cui non riesco proprio a dare una descrizione serena, perché mi inquieta questo legame fortissimo.-
 
RadioAttiva logo scritta lungaUna volta i concetti cosiddetti “forti” erano usati anche da artisti come Zulu dei 99 Posse, Frankie hi-nrg mc, Assalti Frontali o Colle Der Fomento, per citarne alcuni. ll Rap e l'Hip Hop facevano largo uso di testi diretti e di denuncia. Ora, a parte qualche zoccolo duro, che ancora resiste, con l'arrivo, in Italia, del Trap e dei suoi sotto generi, quale messaggio pensi che passi alle nuove generazioni che ne sono i primi fruitori?
-Alessandro Dionisi: Chi non ha mai ascoltato “Quelli che ben pensano” di “Frankie-hi-nrg” è uno sfigato. Non sono figlio del Rap, ma ascoltavo la Posse. Era un movimento diretto, anch’esso iconoclasta. Ti arrivava dentro seppur prediligessi il Rock. I “99 Posse” sono stati rivoluzionari. I testi uniti alla mimica facciale del cantante, la maschera di 'O Zulù. Una meraviglia! Come rivoluzionari sono gli “Assalti Frontali” o la “Banda Bassotti”. Ho conservato gelosamente il disco su Silvia Baraldini degli “Ak 47”. Poesia in musica. Il Trap, e tutti i sottogeneri, non li conosco, faccio fatica ad ascoltare, non riesco a capire cosa arriva oggi ai giovani. Spesso mi sono soffermato sui video: vedo ragazzi con macchinoni, catene d’oro, orologi da fichi, belle ragazze, mi arriva l' immagine del potere. Insomma non più dei proletari, gli ultimi che urlano, come nei miei anni. Mi parlano del mondo delle borgate che si è arricchito. Come non lo so. Più che altro mi interesserebbe conoscere chi sta dietro le loro produzioni, lì girano i soldi. Magari li converto al Rock (ride n.d.r.)-
 
RadioAttiva logo scritta lungaLe musiche e gli arrangiamenti sono di Claudio Scorcelletti, a parte qualche brano, scritto a due mani. Claudio, parlaci del tuo modus operandi.
-Claudio Scorcelletti: Il mio modus operandi è simile a quello che utilizzano molti altri musicisti, registratore e chitarra, cercando di far incastrare le parti e studiando i riff. Mi avvalgo anche dell' esperienza di Manuele, insieme a lui lavoro bene e c'è molta armonia. Continueremo a collaborare, anche in vista di un nuovo brano, il singolo “Resistencia”, IMG 20180703 WA0117che uscirà dopo l'estate.-
-Alessandro Dionisi: Claudio in questi anni, ha fatto una full immersion di studi. Zitto zitto, come vuole il suo carattere, è arrivato a conoscenze e sperimentazioni musicali impressionanti. Claudio ha annunciato il nuovo singolo, ma lavoreremo anche su nuovi brani e lo faremo come abbiamo fatto finora: chitarra e voce. Serve per l’empatia. In ogni caso, per me, si può incollare il Wah Wah al piede. Anzi glielo incollerò io al più presto.-
 
RadioAttiva logo scritta lungaFra le mura dello studio di registrazione ha collaborato con voi Manuele D'Andrea, che ruolo ha avuto e quale apporto ha dato al vostro disco?
-Claudio Scorcelletti: Manuele è una delle colonne portanti di questo progetto. Insieme abbiamo realizzato tutti gli arrangiamenti dei brani ottenendo un bellissimo sound. Un pezzo lo abbiamo praticamente costruito da zero, “Istinti distanti”. Siamo stati tre giorni chiusi nel suo studio, a 40° di temperatura, a comporre, insieme la canzone. Si può dire che questo album è frutto di tre teste, ognuno ha messo a servizio le proprie competenze per questo album.-
-Alessandro Dionisi: Manuele è un vecchio artigiano, oltre a essere un jolly alla Roby Baggio, metaforizzando con il calcio, che a lui, come a me, piace molto. Ha fatto un gran lavoro e, seppur sia un talento, l’ho visto migliorare durante il percorso di questo album. Ci siamo scambiati molte idee per il disco. Ci siamo capiti facilmente. Soprattutto ha percepito la mia passione per il Trip Hop. Per il resto invito ad ascoltare l’album. Gli auguro tanto lavoro, con molti altri gruppi. Lo merita!-
 
RadioAttiva logo scritta lungaAdesso un paio di curiosità. Quale rapporto avete con il cinema? Quali registi vi piacciono? C'è stato un film che avete visto e non vi è piaciuto ma non avete avuto il coraggio di dirlo?
-Alessandro Dionisi: Ho studiato al Dams, vado spessissimo al Cinema Azzurro Scipioni del grande Silvano Agosti, un anarchico vero. Lì ho conosciuto tanto cinema. Ho lavorato un po’ con la macchina da presa ma non per il grande schermo, purtroppo. Anche qui la lista sarebbe lunga ma ti cito Scorsese, Ridley Scott, Orson Welles “Il processo” da il libro di Kafka è un capolavoro di regia. Truffaut, i fratelli Cohen, il visionario David Lynch, Sergio Leone, Woody Allen, Ingmar Bergman Rossellini, Pasolini, e Marco Risi ,un regista sottovalutato. Mi piacciono i film di Vicari, le commedie di Virzì. “Dogman”, di Matteo Garrone, è straordinario. Per chi non l’ha visto, consiglio di prendere il DVD. Riprendendo la tua domanda, quando uscì Avatar eravamo tutti impazziti. A me, sinceramente, non ha lasciato nulla, anzi, non mi è piaciuto proprio.-
-Claudio Scorcelletti: Il cinema non lo seguo molto ma adoro il film “Full Metal Jacket”, in particolare il mitico Sergente Hartman.-
 
RadioAttiva logo scritta lungaQuale è l'ultima cosa che fate la sera prima di andare a dormire?
-Alessandro Dionisi: Dipende dalle giornate, dal contesto. Tendenzialmente cerco di rilassarmi poiché soffro d’insonnia, quindi, prima di dormire, devo fare qualcosa di calmo, altrimenti salta la nottata. Mi addormento spesso annoiandomi. Ad esempio, qualche anno fa, guardavo appositamente Il Grande Fratello e poco dopo ero tra le braccia di Morfeo. Con questo non dico che sono un monaco, attenzione. Forse dovrei esserlo di più. A volte, la lettura mi rilassa, soprattutto quando bisso un romanzo e già conosco la storia. Molti si rilassano con la marijuana. A me eccita, apre la mente, mi fa viaggiare quando leggo un libro, vedo una serie o ascolto la musica, altre volte mi concilia il sonno.-
-Claudio Scorcelletti: io ho sempre con me la chitarra, anche prima di andare a dormire, mi piace suonare due note, altrimenti ascolto un bel disco.-
 
RadioAttiva logo scritta lungaRadioAttiva logo scritta lungaAvete manie, o riti scaramantici che mettete in pratica?
-Alessandro Dionisi: Nel mio zaino ci devono essere alcuni oggetti, sempre, soprattutto quando abbiamo un concerto. Essendo scaramantico non posso indicarti quali siano!-
 
RadioAttiva logo scritta lungaAlessandro, so che ti sposti prevalentemente con i mezzi pubblici, dimmi cos'è che ti piace e cosa non ti piace di questo modo di recarsi ai luoghi di destinazione?
-Alessandro Dionisi: Se parliamo di Roma stendiamo un velo pietoso. Ho girato bene, con i mezzi, in alcune città d' Europa ma è meglio non fare paragoni sulla loro modernità rispetto alla Capitale. Preferisco non aprire questo discorso. Mi piace molto volare. Anche se arrivare a Firenze in un'ora mi lascia insoddisfatto. Sono fottutamente romantico con la natura: lasciatemela osservare. Mi piacciono, più di tutto, i pullman. Sono on the road. Ho fatto molti percorsi on the road. Una meraviglia. Credo che lo rifarò ad agosto.-
 
RadioAttiva logo scritta lungaOra torniamo a voi e all'ambito musicale. I RadioAttiva si definiscono, prima che band, un progetto, spiegatemi cosa vuol dire.
-Alessandro Dionisi: Nella nostra biografia ho scritto queste parole: “Il mercato tende sempre di più a privatizzare, cannibalizzare, rendere merce di consumo la musica, e le arti in generale, a scapito dell’individuo, della sua singolarità e della sua unicità che, all'interno della collettività, soffoca anziché distinguersi. La mercificazione in danno della sterilizzazione dell’arte. RadioAttiva, col suo progetto, vuole uscire da questo sistema!”. Non vogliamo essere la classica band social, tipica di questi anni. Vogliamo essere vintage. Ho bisogno di musica e musicisti, tanti musicisti, che insieme a noi abbiano voglia di percorrere una strada, di fare un viaggio. Sono iperattivo. Ho bisogno di questo, altrimenti mi annoio facilmente. Voglio scambio di idee, session, musicisti, casino, rock e non. Usciamo dagli schemi fighetti, radical chic, egocentrici, e dai talent televisivi di questi ultimi anni. Non portano da nessuna parte. Riprendiamoci gli anni ’60-'70-'80-'90.-

RadioAttiva logo scritta lungaPerciò i RadioAttiva hanno una visione più larga rispetto a una band classica. Siete aperti anche a sperimentare e scambiare esperienze con altri musicisti.
-Alessandro Dionisi: Personalmente sì. Mi arricchisco culturalmente. Collaborare diventa una specie d'incesto. Io sono nomade dentro, sono un RadioAttiva copertina del disco Mediterranea RadioAttivaessere selvaggio, mi piace muovermi e lasciarmi contaminare. Per I RadioAttiva, ad esempio, sogno una violinista che suoni “Mediterranea”, e vorrei scrivere un pezzo con accompagnamento di fisarmonica, chitarra acustica e voce.-
 
RadioAttiva logo scritta lungaChi vi ha sentito dal vivo dice che siete ancora più coinvolgenti che dal disco. Al momento, però, non siete in tour perché state preparando la promozione dell' album.
-Alessandro Dionisi: Sì, stiamo lavorando a una presentazione insolita, una storia raccontata con sottofondo musicale. Per quanto riguarda l'esibizione dal vivo, lì siamo davvero noi stessi. Io entro in trance in modo naturale. Non vedo e non sento più nulla, se non il momento che sto vivendo. A volte mi hanno chiesto se faccio uso di qualche droga. No, non mi serve nulla durante il concerto. L’adrenalina è lisergica. Dopo il concerto una “bomba” di marijuana invece la fumo volentieri. Aggiungo, anche una bottiglia di vino rosso. Concludo: chi mi vedrà sputare nei live sappia che dietro a un Punk c’è un cuore grosso! Se mi lancio sul pubblico, prendetemi, non aprite gli spazi, comincio ad avere una certa età!-
 
RadioAttiva logo scritta lungaState arrangiando i vostri brani per presentarli nei locali in versione “teatrale”, voce narrante con il solo accompagnamento di chitarra. Parlateci di questa scelta e in che modo ci racconterete del disco e del gruppo.
-Alessandro Dionisi: (ride n.d.r.) Beccato! Ti approfondisco ciò che ti ho accennato sopra. Sarà una promozione dove la musica farà da accompagnamento a una lettura molto approfondita. Musica e teatro. La stiamo preparando così. Figata pazzesca! Ho flashato in queste ultime giornate. Visioni da tradurre in parole. Sarà tutto pronto tra poco. Personalmente, entrare in un locale e fare la classica promozione, non mi da niente. Certo, devo vendere il mio prodotto, ma voglio farlo attraverso la mia arte, non come un operatore telefonico. Sto scrivendo un monologo su “Mediterranea” e con Claudio lavoreremo sulla parte musicale. Più di questo non ti dico perché dovrete venire a vederci.-
 
IMG 20180703 WA0115RadioAttiva logo scritta lungaUna scelta che, per ora, vi porta fuori dai palchi e dai wattaggi al massimo del volume, come, invece, richiederebbe la promozione del disco, ma che rispecchia, appieno, la filosofia del progetto RadioAttiva e cioè, musica a 360° e atteggiamento controcorrente del gruppo.
-Alessandro Dionisi: Sì, essendo un progetto deve essere un movimento musicale dinamico, controcorrente, fuori dai classici schemi. I musicisti, parere personale e opinabile, devono capire che solo facendo “gruppo” possono portare avanti un’arte millenaria che rischia l’estinzione. Perché lì fuori ci sono gli avvoltoi, ci sono i venditori di fumo e gli ingordi che fagocitano tutto in nome del mainstream.-
 
Non può mancare la voce della Manager Cristina Rossi Migliore.
 
RadioAttiva logo scritta lungaCristina, a cosa state puntando? Il mercato discografico come sta reagendo?
-Cristina Rossi Migliore: La band, senza un produttore né un'etichetta discografica, sta puntando, sulla propria musica, senza nessuna garanzia. Mettendoci la faccia e l' anima, credendoci e provandoci. Perché, a dispetto di tutto quello che gira intorno all'universo musicale, è importante sentire il bisogno di fare musica, comunque, e tirare fuori quello che ognuno ha dentro di sé, a prescindere dal successo. I RadioAttiva, con il loro disco Mediterranea, hanno dimostrato che la voglia di suonare i loro brani, unita alla preparazione, è più importante del creare canzoni che la produzione musicale oggi richiede. Probabilmente, rispetto al mercato, si stanno mettendo di traverso, come è successo a molti musicisti anacronistici come loro, o come successe, all'inizio, anche al genere punk. Può darsi che il loro sogno di un ritorno al rock impegnato, quello di un tempo, rimarrà solo un sogno. Ma sognare non è vietato. Forse non li incontreremo su palchi importanti, ma in una piazza, in qualsiasi posto del mondo, magari a fare i musicisti di strada, sempre carichi di energia e dicendo la loro. Ma c'è anche la possibilità che qualcuno si accorga delle loro potenzialità e, come me, vorrà scommetterci. Sperare non è vietato. Io me lo auguro davvero.-
 
Grazie ai RadioAttiva. 
 

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Ultima modifica ilDomenica, 22 Luglio 2018 15:35
Emiliano Frattaroli

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