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updated 10:34 PM CET, Feb 21, 2020

Caro zio Michele…

misseri-corda-defaultA titolo personale non ti sai spiegare, non sai trovare l’occasione per passare messaggi di Solidarietà piuttosto che montature di hollywoodiana produzione, e la Speculazione così facendo si banalizza per la capacità temporanea di sentirsi sopra la gente comune. Per aver superato se stessi non si prolunga un arresto, non si schiarisce una complicità di reato in aggressività procedurale, facente ritardare le domande per una sentenza che troppi pregano di ascoltare, ignoranti nel decifrarla per non combinare pasticci, per non dimenticare il significato di un termine, Giustizia, prima, e la certezza della Pena, poi.

L’impensabile galleggia nella cronaca nera mentre affondano i resti di una ragazzina, la “piccola” Sarah, che meritava di sognare fatati e magici mondi, forse perché in grado di resistere all’attesa del Domani, con tutte le imperfezioni del Caso. I bollori risalgono spalmando indistintamente una giurisdizione complessa sulla semplicità del cittadino che non gode di altro e che perciò s’incattivisce per il meglio della più reale delle Verità: capita spesso di voler fare la comparsa nei misteri di provincia, in silenzio, serenamente.

I colpi di scena d’altronde non sono mica geniali se ci sveliamo per una retorica sbrigativa, per giunta di dialogo complementare!

A Misseri non gli va proprio di stare da solo, per sopperire alle sue dannazioni, e auspica in maniera insolente di contattare la moglie Cosima assieme alla figlia Sabrina in detenzione, gravate dall’ipotesi dell’ergastolo, senza importarsene dei condizionamenti che ne verrebbero se ciò accadesse.

La figura di un genitore/consorte si abbandona da sé, per giustificazioni introvabili, passiva affettuosamente e formalmente, si può palesare attraverso persone specializzate, provenienti da lavori di ristrutturazione omicida, sussistenti richiedendo appuntamenti col Diavolo sempre competitivo.

Un intento che deve essere proposto ufficialmente tramite la domanda all’autorità giudiziaria di sospendere l’interdizione residenziale d’Avetrana (Taranto), che induce a una riesamina, la più accurata possibile, dell’intero iter processuale. Con l’assimilazione della Vergogna si stipulano processi vuoti di una ricerca neuro/cognitiva se si forniscono consulenze pubblicamente, ulteriormente dannose per un senso unico di marcia penale, scattato o ripreso in enfasi amatoriale per note di gossip prive di comando e, alla lunga, di effetto civile.

Il contadino più famoso d’Italia non comunica con Sabrina dalla mattina del 6 Ottobre 2010, quando, in presenza di Cosima e della primogenita Valentina, si prestò all’elaborazione investigativa del delitto segnalando il posto in cui marcivano le membra della povera nipote Sarah Scazzi, sono invece passati poco meno di due anni da quando non incrocia lo sguardo di Cosima Serrano, in parti invertite.

Si ricomincia dalla controversia esasperante delle ammissioni popolane, a irrigidire responsabilità che presagivano pianificazioni, con l’instabilità del valore della Famiglia e, peggio ancora, dell’Amicizia.

Fonte: “Misseri: vorrei poter abbracciare Cosima e Sabrina” di Nazareno Di Noi (Corriere del Mezzogiorno, 08-03-’13)

Ultima modifica ilMercoledì, 13 Marzo 2013 17:54

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