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updated 2:41 PM CET, Feb 25, 2020
Emiliano Frattaroli

Emiliano Frattaroli

Direttore Editoriale

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Alitalia Maintenance Systems 350 lavoratori a rischio

ALITALIAL’Italia è sempre andata fiera delle sue professionalità che sia sul territorio nazionale, sia all’estero hanno sempre dato un fondamentale apporto al mondo del lavoro.

La crisi spaventosa che attanaglia il Paese rischia di far perdere per sempre, alla nazione intera, dei lavoratori specializzati che operano nei più svariati settori, e che dopo anni di lavoro e di sinergie create con altre aziende per incrementare lo sviluppo, ora hanno una spada di Damocle sulla testa con il rischio di vedere sfumare i loro progetti per il futuro.

L’Alitalia Maintenance Systems SpA è l’unica società Italiana che si occupa della complessa2013-04-16 16.51.33 attività di manutenzione, revisione e riparazione di motori e componenti aeronautici (MRO).

Nata nel luglio del 2003 da una joint venture tra Alitalia e Lufthansa Tecknik, in seguito, nel 2010 viene ceduta per il 66% a Iniziativa Prima S.p.A , il 19% a European Advanced Tecnology (Israel Aerospace Industries) e il 15% ad Alitalia Cai SpA.

La società con circa 350 dipendenti, si contraddistingue per l’elevato livello di competenze tecniche e qualità tecnologiche che si sono consolidate negli anni.

Lavora in semiesclusiva per Alitalia Cai; la grave crisi finanziaria italiana e mondiale e le conseguenze sull’economia reale degli ultimi anni hanno colpito inevitabilmente anche il trasporto aereo e contestualmente la rivisitazione dei criteri di manutenzione ha messo in serie difficoltà i rapporti specifici contrattuali tra le due  società con un decremento sostanziale dei volumi di lavoro da affidare ad AMS (vedi diminuzione dei motori da manutenere); ciò si è tradotto con un forte aumento delle ore di CIGS per i lavoratori.

2013-04-16 16.52.11Le organizzazioni sindacali, Filt CGIL  -  Fit CISL  - UILT  -  UGL Trasporti, chiedono alle istituzioni tutte un sostegno concreto attraverso un coinvolgimento diretto, sensibilizzando e creando sinergie tra tutte le aziende del territorio che utilizzano componentistica del tipo aeronautico e aeroderivato di cui AMS possiede il know how e le capabilities necessarie.

Questa bella realtà tutta Italiana, è unica nel suo settore e, deve continuare a esistere.

Le grandi potenzialità che possiede AMS vanno espresse e rafforzate con la creazione e il consolidamento di partnership locali e internazionali salvaguardando da un lato i circa 350 lavoratori e le loro famiglie  e dall'altro rimettendo in moto un volano dell’economia del Paese.

Carabinieri Ausiliari, 7.000 professionalità ignorate

CARABINIERI AUSILIARI DA SITOLa situazione, taciuta ai più, dei 7.000 carabinieri ausiliari, in un momento socio economico che prevede per le casse dello Stato un esborso pesante per dare forza a un comparto, quello della sicurezza che da molto tempo vede sempre più assottigliarsi i finanziamenti, mi ha suscitato un particolare interesse e ho deciso di conoscere personalmente il Portavoce Nazionale dei Carabinieri Ausiliari Car. Aus. in Cong. Donazio Simone. Non si è molto al corrente di una condizione di grande disagio che da anni attanaglia 7.000 giovani carabinieri ausiliari, addestrati e pronti a dar man forte ai colleghi effettivi, e alla cittadinanza tutta che dal loro reintegro potrebbe avere sia più sicurezza, sia un notevole risparmio.

- Sig.Donazio Simone,  perché  protestate e da  quanto tempo lo state facendo? 

- Sono circa  due    anni    che    lottiamo  per  i    nostri    diritti,  per  l’esattezza  da  quando  il  16    novembre    del  2011  decisi,  (stanco  del  silenzio  e    del  mutismo  delle    istituzioni    nei    nostri    confronti)  di    creare    un  sito innovativo  che    descrivesse    nei    minimi    dettagli    la  nostra  condizione    e    il  nostro  status  attuale    nei    confronti    dello  Stato,  ovvero  dei    “volontari-professionisti” NON  RICONOSCIUTI.  Protestiamo  in  sostanza  per  far  sì che ci venga  data  la  possibilità  di    essere    equiparati e    avere    la  possibilità  di    un  reintegro  nell’Arma  dei    Carabinieri, visto che da più  di 10  anni non  possiamo fare un  concorso  pubblico. 

- Se  ho  ben capito, siete  stati  completamente   cancellati  dalla  “storia  dell’Arma”? 

-Ebbene sì.  La  nostra  figura  era  nata  nel  1917  con  un  decreto  Luogotenenziale. Il  “Carabiniere Ausiliario”  era  la  spina  dorsale    dell’Arma  dei    Carabinieri,    svolgeva  tutti    i   compiti    di  un    Carabiniere    effettivo,  sia  come agente  di  polizia  giudiziaria, sia  come agente  di  pubblica  sicurezza.  Veniva  formato  direttamente    nelle    Scuole    Allievi    Carabinieri, cosa  che    oggi    non  avviene    più  in  modo  diretto  ma  indiretto.  Successivamente    nel  2005  terminarono  i    Corsi   nelle    Scuole    Allievi    Carabinieri    Ausiliari   grazie  alla  legge 226/2004  che    tagliò  definitivamente la nostra  figura  distruggendo  in  un  solo  giorno  88  anni    di    storia.

-Sono  rimasto  colpito  dalla  sua  frase:  “ed  era  formato  direttamente    nelle    Scuole    Allievi    Carabinieri,    cosa  che    oggi    non  avviene    più  in  modo  diretto  ma  indiretto”  cosa    intende    può    illuminarci    su  questa  affermazione? 

-Mentre noi effettuavamo direttamente 3 mesi e  mezzo  di  scuola  allievi  e  poi  entravamo  in  servizio,  oggi    gli    attuali    arruolamenti    nell’Arma  dei    Carabinieri    e    nelle    altre    Forze    di    Polizia,  hanno  degli    standard  molto  diversi    e    assai    complicati    contro  ogni    logica  anche    economica.  Le    spiego,  oggi    per  diventare    Carabiniere    o  Poliziotto  o  Finanziere    ecc.  bisogna  arruolarsi    obbligatoriamente    nelle    Forze    Armate    e   fare    minimo  da  1  a  4  anni,  successivamente    si    fanno  4  settimane    di    C.A.R.    con  apertura  foglio  matricolare    poi    si    effettua  un  periodo  di    servizio  da  1  a  4  anni.    Fa  un  concorso  riservato  solo  chi    ha  effettuato  servizio  volontario  (noi    ovviamente    no).    Se  si  vince il concorso,  si  chiude    il  foglio  matricolare    e   ne    viene    aperto  uno  nuovo  nella  Forza    di    Polizia  dove    si    è  vinto  il  concorso  e    si    effettua  1  anno  di   corso  di    formazione. In  totale    possono  passare    anche    5  anni    prima  di    formare    nuovi    uomini,  che    poi    non  hanno  una  formazione    diretta  nelle    Scuole    dell’Arma  ma  vengono  da  un’esperienza    similare    ma  assai    diversa.

-Voi  non siete riconosciuti   dei  “Volontari”  e    lo  Stato  spende  denari    pubblici    per  formare    giovani    ragazzi    che,    forse,    saranno  in  strada  con  una  divisa  delle    Forze    dell’Ordine    tra  5  anni? 

-Esattamente,  lo  Stato  Italiano  ha  ben  pensato  di    cancellarci non  equiparandoci    mai    a  un  “Volontario”.  Oltre    a  cancellarci    i   contributi,    visto  che    dal  2010,  chi    come    me    non  lo  ha  mai  fatto,  non  può  riscattare    gli    anni    di    servizio  effettuati.  La  figura  del  volontario  delle    Forze    Armate    prevede    4  settimane    di    C.A.R.  mentre    il  Carabiniere    Ausiliario  effettuava  3  mesi    e    mezzo  di    Scuola    Allievi    Carabinieri.  Ma  alla  luce    dei    fatti    chi    fa  4  settimane  di    C.A.R.  per  lo  Stato  è  un  Volontario,    chi    invece    ha  fatto  3  mesi    e    mezzo  di    Scuola  Allievi    NON  è  un  Volontario  e    stiamo  parlando  di    ragazzi    che    hanno  dato  chi    1  chi    2  (come    me)  e    chi    3  anni    all’Arma  dei    Carabinieri.  Poi    è  arrivato  il  congedo    forzato  magari    dopo  2  o  3  anni    di    servizio  e    risultando  idoneo  al  concorso  interno  ma  non  prescelto  per    carenza  di    posti    messi    a  concorso.  Vuole    sapere    perché?  Semplice, perché  lo  stesso  giorno  che    noi    venivamo    congedati    (mia  testimonianza  vissuta  ma  potrei portarne centinaia)  nella  stessa    struttura  venivano arruolati    ragazzi    provenienti    dalle    Forze    Armate.  Che  senso  aveva  mandare    via  gente    formata, con esperienza sul  campo,  formata  con  soldi    pubblici,    per  formarne    altra  da  0  per  minimo  1  anno?  Chi    ha  pagato  tutto  questo?     Io,  lei    e    chi    ci    sta  leggendo.    CARABINIERI AUSILIARI DA SITO2

-Sembra  assurdo  che    non  si    siano  sfruttate    risorse    formate, ma  spesi    soldi    pubblici    in  favore    di    chi    non  ha  esperienza.  Avete avuto dei contatti con le autorità politiche e con i vertici dell’Arma?  E  la  stampa, ha cavalcato la vostra lotta? 

-Per  quanto  riguarda  l’Arma  dei    Carabinieri,    nostro  malgrado,  ha  le    mani    legate    per  via  del  fatto  che    non  possono  emanare    leggi.  In  cuor  mio  mi    rendo  conto  che, in effetti non hanno la volontà di agire nei  nostri  riguardi, altrimenti avrebbero  fatto  un  comunicato  per  noi, visto che siamo  quasi 7.000  unità  reintegrabili.   Questi ragazzi, pronti a scendere in campo per dare il loro specializzato contributo, andrebbero  proprio  a  colmare   quella  carenza  mostruosa  di    organico  che    ha    colpito  l’Arma  e    le    Forze    dell’Ordine. Purtroppo la palla passa inderogabilmente alla politica,  che  fino  a  oggi    si    è  limitata  a  delle    interrogazioni    parlamentari    dove    siamo    stati    bollati    “anagraficamente    anziani”. La  cosa  mi   fa  sorridere perché ho  34  anni  e  chi  mi  ha  giudicato  “anagraficamente   anziano”  ha  circa il  doppio  dei    miei    anni. In  servizio  ci    sono  operatori    che    fanno  Ordine    Pubblico  con  50  anni    di    età,  nelle    missioni  all’estero  ci    sono  operatori    con  50  anni    di    età. In  Europa    l’arruolamento  nelle    polizie    arriva  sino  a  40  anni,  mentre in  Italia,  o  si    passa  dalle    Forze    Armate  fino  a  28    anni    o  nulla.  Ho  cercato  più  volte    di    entrare    in  contatto  con  dei    quotidiani   e   delle   trasmissioni    televisive    per  divulgare    e    denunciare    il  tutto  ma  i    risultati    sono  stati    catastrofici.  I rapporti con la stampa, dapprima alcuni giornalisti sembravano interessati alla storia, poi dopo periodi di silenzio, venivo licenziato con “Il  mio  capo  dice    che è  argomento    vecchio”. Riuscii  ad    arrivare  a  Servizio  Pubblico della Rai nel  2011  ma  mi    relegarono  in  “piccionaia”, come    pubblico,  quindi    muto. In  seguito  anche    loro  ci    bollarono  come    “argomento  non  interessante    e    vecchio”. In  seguito  riuscì  a  contattare    "Striscia la Notizia"  descrivendogli    il  tutto,  la  loro  risposta  fu  secca  “La  vostra    è  sicuramente    una  brutta  situazione,  ma  non  ci    sono  elementi    inoppugnabili    per  dire    che  lo  Stato  spreca    soldi”,   come    se    ci    volesse    uno  scienziato  per  capire    che    vi    è  stato  e    vi    è  tuttora  uno  spreco. 

-Per  riepilogare il  quadro  della  situazione,  lei    parla  di    7.000  unità pronte e addestrate, e di carenza  organica  nelle Forze dell’Ordine, tutto  questo  potrebbe  incidere anche sull’attuale    situazione  criminale in Italia? 

-Il 4  gennaio  2012  è  stata  dichiarata  una  carenza  totale di  organico  nelle  Forze  dell’Ordine    di  ben  27.000  unità,  solo  7.027  nell’Arma  dei    Carabinieri,  ciò  è  stato    dichiarato  allora  dal  dott.  Cirillo  in  audizione in  commissione giustizia in Senato.  Facendo  delle    stime,    si evince che se  all’inizio  dello  scorso  anno  il  bilancio  era  di    -27.000  unità, ora  con  lo  Spending  Review  in  corso  a  che    cifra    saremo  arrivati?  A  questa  condizione    ci    si    è  arrivati anno dopo  anno,  oggi    abbiamo  accorpato  questure,   chiuso  stazioni    dei    Carabinieri    e  la  maggior  parte    rese    “citofoniche”,  cioè  si  suona e risponde la  sala  operativa,  e l’utente,   dovrà  attende,  se ne ha  urgenza  l’arrivo  di    una  vettura.  A  mio  avviso questo  non  è  consono  a  uno  stato  membro  U.E.  La  regola  dovrebbe essere che, a un  crescente aumento    demografico,  dovrebbe    seguire  di  pari    passo  un  aumento  dei    presidi   di polizia.  Per  non  parlare    della  provincia  che viene  servita  dalla  maggior  parte    delle    stazioni    “citofoniche”.  Questo significa  che    il cittadino che    abita,  vive    e    paga  le    tasse    in  provincia,  non    ha  lo  stesso  servizio  di    chi    abita,  vive    e    paga  le    tasse    in  una  grande    metropoli.  Il risultato del  calo  delle    forze    dell’Ordine,    lo  riscontriamo  a  livello  criminale con  aumenti    dei    reati.  Le  cifre del  Viminale   del 2012 sono  le    seguenti: le    rapine    sono  aumentate    del  25,8%  (1.677  rispetto  alle   1.333  dell’anno  precedente),    i    colpi    nelle    abitazioni  +17%  (da  87.161  del  2011  a  102.219  del  2012).  Aumentano  anche    i    furti    con  destrezza  (+10,1%),  i    borseggi    e    gli    scippi    (+6,2%).  Con  una  carenza  organica,  e una    formazione    non  immediata  degli    operatori    (per  giunta  dispendiosa  per  le    nostre    tasche),  è  normalissimo    trovarsi    dinnanzi    a  queste    cifre  e   non  ne  sono  stupito  anzi,  me    lo  aspettavo,  come    mi    aspetto  una    situazione    assai    peggiore    se    non  si    correrà  ai    ripari    subito.  Invece    di    pensare    alla  sicurezza  interna  del    paese    abbiamo  pensato  ad  acquistare    2  sommergibili    usati    e    35  aerei    da  guerra  che    utilizzeremo  non prima di 4  anni.  Al proliferare della delinquenza  chi ci pensa?  Noi    abbiamo  proposto  un  nostro  reintegro  con  un autofinanziamento,  ma  nessun  deputato  ci ha  risposto  in  merito.  La  mail  è  stata  girata  a  tutto  il  Parlamento, Presidente    Fini    compreso,  e    al  Presidente    Napolitano.  La  logica  non  è  un’opinione, “se hai    risorse    già    formate”,  le sfrutti   nell’immediato, dando un servizio congruo alla popolazione, e  risparmiando  soldi  alla faccia  dello Spending  Review.

Per informazioni: http://carabinieriausiliari.com/

"Tor di Valle" cala il silenzio. La protesta dei lavoratori

Tor-Di-Valle-2-e1356599763269L’ultimo giro di pista è stato fatto, con le narici dilatate da un affannoso respiro gli scalpitanti cavalli non ascolteranno più lo scampanellio che annunciava l’ultimo giro, non sentiranno le grida di incoraggiamento e il boato all’arrivo, tutto è ormai silenzio. Tor di Valle spenge le sue luci, chiude le sue porte e dopo 54 anni di attività, rimarrà solo nei flashback mentali di chi ha vissuto gli anni, sia bui, sia d’oro del trotto a Roma. Tor di Valle, dove una miriade di persone ha lasciato le mura dell’impianto intrise di emozioni forti, a volte fortissime, di gioia, di rimpianto e di dolore. Nella mia infanzia ho avuto l’opportunità di frequentare l’impianto sportivo, e mi guardavo intorno, affascinato da un ambiente che mutava costantemente, suggestivo, quasi irreale. C’erano delle fasi ben precise e caotiche allo stesso tempo, la visita ai cavalli che sfilavano prima della gara per farsi ammirare e invogliare lo scommettitore, che cercava, a sua volta, di capire se quello splendido animale che con eleganza gli passava di fronte, valeva la puntata. Poi la corsa verso i botteghini, dove ognuno compiva i propri riti, quelli che cercavano di essere i primi a scommettere, quelli che aspettavano l’ultimo secondo per puntare, con un occhio fisso all’orologio appeso nella sala. Poi i giocatori che analizzavano le corse precedenti, le statistiche e leggevano i giornali specializzati come se fossero delle guide, e con aria da intenditori affermavano con convinzione, indicando le pagine, che: “L’informazione che cerco, quella vincente c’è, è solo celata, basta saperla leggere e io la so leggere!”, ma purtroppo non vincevano quasi mai. Ricordo questi giocatori incalliti, che suggerivano cavalli piazzati che spesso erano vincenti, ma che loro non giocavano, cercando invece combinazioni strane, facendo cervellotici calcoli di probabilità, con corsi e ricorsi storici, alternando discussioni animate, che evidenziavano di fondo una scelta di vita, una dipendenza, quasi una malattia che per ventiquattrore li avviluppava nelle spire di una speranza illusoria di vincere e smettere. Non erano amanti dei cavalli erano amanti della scommessa, e li potevi incontrare immancabilmente anche al cinodromo di ponte Marconi, o a Capannelle. A volte anche sapere che quella corsa poteva essere truccata (l’ippica è stata per anni in mano alla malavita e simili), non era un deterrente valido per evitare di buttare i soldi, di continuare a sperperare a volte anche capitali immensi e ridursi alla povertà. Da bambino, ho avuto la possibilità di realizzare un sogno, senza averlo richiesto. Una gelida mattina d’inverno, prestissimo, mio padre mi svegliò e andammo a Tor di Valle, dove fui messo seduto su un sulky da allenamento accanto a Pedulla un grande fantino, mentre“Pellone”, un poderoso cavallo che vedevo correre in pista, trotterellando ci portava sul circuito di gara. In quell’occasione capii perché i fantini portano gli occhialoni, dato che  pur essendo il sulky da allenamento diverso da quello da corsa, con una protezione tra i fantini e il cavallo molto ampia, ero bombardato da una grandinata di terra alzata dagli zoccoli di Pellone e, considerate anche che, avevo i calzoncini corti. Ma stavo vivendo una magia che non potrò mai dimenticare, giravo sulla pista di Tor di Valle con un fantino e un cavallo professionisti, sentivo l’odore dell’ippodromo quando ti attraversa mentre trotti veloce sulla pista, provavo la sensazione unica di essere trainati da un cavallo da corsa al trotto. Fu come volare con il corpo e con la mente. Adesso tutto questo non è più possibile, tutta la struttura verrà demolita e al suo posto, forse, verrà realizzato lo stadio della A.S. Roma. Ora l’impianto giace in completo abbandono, colpa della crisi economica e del settore, dicono in molti. La società di gestione è in liquidazione da qualche mese, nonostante il movimento scommesse su scala nazionale raccolto a Tor di Valle nel 2011 sia arrivato a 68 milioni di euro, l’8% sul totale dei 45 ippodromi italiani, considerando che (secondo i dati delle strutture) gli ippodromi metropolitani di Roma, Napoli e Milano, producono il 36% del movimento di gioco nazionale, impiegando l’80% dei lavoratori. I dipendenti diretti dell’ippodromo che hanno praticamente perso il posto di lavoro sono 51, i cavalli in allenamento nella struttura circa 500, accuditi da 150 persone tra proprietari, allenatori guidatori e artieri ippici. A questo si aggiunge l’indotto costituito da fornitori di mangimi e foraggi, veterinari, maniscalchi, trasportatori. Il villaggio scuderie ha 900 box e 100 paddok dove i cavalli si allenano, compresa una piscina per il nuoto degli animali, corredata di solarium per le terapie. Speriamo che tutti gli organi deputati si mobilitino con urgenza per risolvere questo grave stato di disagio e provveda immediatamente alla sistemazione logistica dei lavoratori, che hanno una specializzazione da rispettare e da considerare come patrimonio professionale.

Un evento mondiale "Emanuela Orlandi"

FOTO PIETRO ORLANDIIn 75 giorni, 74 nazioni coinvolte, tutte le regioni e province italiane, 96.421 adesioni, quasi 1330 adesioni al giorno.

Questi sono i dati del 2012 della petizione per la verità su Emanuela Orlandi e può sembrare mera statistica, ma è un evento di risonanza mondiale.

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