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updated 2:00 PM CET, Nov 13, 2019
Lorenzo Sambucci

Lorenzo Sambucci

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Motomondiale, Dovizioso vince il Gran Premio di San Marino

Giornata storica per i nostri colori. Nella gara di casa vincono solo piloti italiani in ogni classe: Dalla Porta in Moto 3, Bagnaia in Moto 2 e Dovizioso in MotoGP. Secondo Marquez, terzo Crutchlow. Cade Lorenzo a poche curve dal traguardo. Male le Yamaha, con Vinales quinto e Rossi settimo. Follia Fenati in Moto 2: squalificato.

Meglio di così non si può.
Una domenica tutta a tinte verdi, bianche e rosse, con il tricolore che per tre volte sventola fiero sul gradino più alto del podio del circuito di Misano Adriatico, intitolato al mai dimenticato Marco Simoncelli.
In MotoGP trionfa Andrea Dovizioso, al termine di una corsa che il ducatista rende più facile di quanto sia nella realtà.
Al via scatta bene il poleman di turno, Jorge Lorenzo, seguito da Jack Miller e Dovizioso. Più dietro restano Marc Maquez e Valentino Rossi, con la sua Yamaha bloccata nel traffico.
Ma non servono molti giri per capire quali saranno i tre piloti che si giocheranno la vittoria.
Complice anche la caduta di Miller, infatti, Lorenzo, Maquez e Dovizioso iniziano a girare su piede del minuto e 33 secondi netto, irraggiungibile per tutti gli inseguitori, creando di fatto un buco incolmabile con il resto della compagnia.
Lorenzo, però, non sembra avere lo smalto delle qualifiche di sabato e viene costantemente tallonato dal compagno di team, il quale, al giro 6, decide di rompere gli indugi e sopravanzare il maiorchino. Da quel momento inizia il monologo di Dovizioso.
Giro dopo giro riesce a mettere tra sé e i due inseguitori sempre più metri di asfalto, arrivando anche a 2 secondi di vantaggio.
Alle sue spalle Marquez si accorge della giornata apparentemente difficile del connazionale in rosso e al giro 14 sferra l’attacco.
Sembra già tutto finito, dunque, per il pilota iberico della Ducati, ma l’orgoglio e la sete di vittoria lo riaccendono improvvisamente, permettendogli dapprima di rimanere incollato agli scarichi della Honda e poi di sopravanzare di nuovo il campione del mondo in carica.
I due non si daranno più fastidio per qualche tornata, mettendosi tacitamente d’accordo sull’obiettivo: chiudere il gap dal leader della corsa.
Gli ultimi giri sono da cardiopalma per i tifosi italiani, con il duo spagnolo che inizia a recuperare terreno su Dovizioso settore dopo settore, fino al secondo e quattro decimi di ritardo, dai due e mezzo abbondanti di qualche chilometro prima.
Ma la foga di Lorenzo è eccessiva, tanto che al penultimo giro arriva con gas spalancato alla Quercia, perdendo il controllo della moto e scivolando a terra. Concluderà 17esimo.
A quel punto Marquez decide di mollare l’inseguimento, accontentandosi della seconda piazza e lasciando fuggire verso la vittoria uno splendido Dovizioso, che festeggia sul traguardo riproponendo l’esultanza tipica dell’ex calciatore Luca Toni.
Terzo chiude un impressionante Cal Crutchlow, unico degli inseguitori a mantenere un ritmo vicino a quello dei primi.
Male le Yamaha, rimaste impantanate nelle posizioni di nicchia a causa di un setup errato e di una gestione difficile delle gomme. Maverick Vinales è quinto, Valentino Rossi è solo settimo.
In Moto2 trionfa Francesco Bagnaia, che ha dominato dal primo giro il gran premio di casa. L’azzurro allunga in classifica mondiale su Miguel Oliveira, giunto secondo sul traguardo. Completa il podio Marcel Schrotter. Bene anche Mattia Pasini, quarto, e Lorenzo Baldassarri, sesto.
Da registrare, purtroppo, il gesto folle di Romano Fenati, che, a seguito di un contatto con Stefano Manzi, ha avvicinato il rivale e gli ha tirato la leva del freno, rischiando di gettarlo a terra. La direzione gara ha subito optato per la bandiera nera, ossia squalifica immediata del pilota marchigiano.
La prima volta non si scorda mai. Così si può riassumere la gara di Moto3, con la vittoria, la prima in carriera e per altro sul circuito di casa, di Lorenzo Dalla Porta, con l’italiano che beffa al photofinish lo spagnolo Jorge Martin. Terzo Fabio Di Giannantonio. Peccato per Marco Bezzecchi, caduto mentre era in lotta per il successo, lasciando così a Martin la leadership del mondiale.
Prossimo appuntamento con il Motomondiale è per il Gran Premio di Spagna, con lo spegnimento dei semafori rossi sul circuito di Aragon previsto per le ore 14:00 di domenica 23 settembre.

Ordine di arrivo GP di San Marino in zona punti:

Pos Pilota (Team) Distacco Punti
1 Dovizioso (Ducati) 42:05:426 25
2 Marquez (Honda)
+2:822 20
3 Crutchlow (Honda)
+7:269 16
4 Rins (Suzuki)
+14:687 13
5 Vinales (Yamaha)
+16:016 11
6 Pedrosa (Honda)
+17:408 10
7 Rossi (Yamaha)
+19:086 9
8 Iannone (Suzuki)
+21:804 8
9 Bautista (Ducati)
+23:919 7
10 Zarco (Yamaha)
+27:559 6
11 Petrucci (Ducati)
+30:698 5
12 Morbidelli (Honda)
+32:941 4
13 Nakagami (Honda)
+33:461 3
14 Espargaro A. (Aprilia)
+35:686
2
15 Pirro (Ducati)
+35:812 1

Classifica Piloti MotoGP:

Pos  Pilota (Team) Punti Distacco
1 Marquez (Honda) 221 0
2 Dovizioso (Ducati)
154 -67
3 Rossi (Yamaha)
151 -70
4 Lorenzo (Ducati)
130 -91
5 Vinales (Yamaha)
124 -97
6 Crutchlow (Honda)
119 -102
7 Petrucci (Ducati)
110 -111
8 Zarco (Yamaha)
110 -111
9 Iannone (Suzuki)
92 -129
10 Rins (Suzuki)
79 -142
11 Pedrosa (Honda)
76 -145
12 Bautista (Ducati)
64 -157
13 Miller (Ducati)
61 -160
14 Rabat (Ducati)
35 -186
15 Espargaro P. (KTM)
32 -189
16 Morbidelli (Honda)
26 -195
17 Syahrin (Yamaha)
24 -197
18 A. Espargaro (Aprilia) 19 -202
19 Smith (KTM)
15 -206
20 Nakagami (Honda)
14 -207
21 Redding (Aprilia)
12 -209
22 Kallio (KTM)
6 -215
23 Abraham (Ducati) 4 -217
24 Pirro (Ducati) 1 -220
25 Guintoli (Suzuki) 0 -221
26 Baz (KTM) 0 -221
27 Luthi (Honda) 0 -221
28 Simeon (Ducati) 0 -221
29 Bradl (Honda) 0 -221
30 Ponsson (Ducati) 0 -221
 
Classifica Team MotoGp:
 
Pos Team Punti Distacco
1 Honda 256 0
2 Ducati 233 -23
3 Yamaha 194 -62
4 Suzuki 131 -125
5 KTM 41 -215
6 Aprilia 29 -227

 

Formula 1, Hamilton conquista il Gran Premio di Monza

Delusione per la Ferrari nel GP di casa, con Raikkonen secondo e Vettel quarto in rimonta. Il tedesco paga il contatto con Hamilton alla seconda variante. Terzo Bottas, dopo un ottimo lavoro di squadra. Verstappen quinto e penalizzato. Out Ricciardo.

Dalle stelle alle stalle. Dalla gioia all’amarezza.
Così si può sintetizzare il Gran Premio di Monza per i sostenitori del Cavallino Rampante.
Eppure gli ingredienti per una giornata di gloria c’erano tutti.

Serie A, le pagelle di Milan-Roma

I rossoneri strappano i tre punti a trenta secondi dalla fine giocando meglio degli avversari. Kessie e Cutrone in gol. Fazio illude i giallorossi, svogliati e distratti. L’esperimento di Di Francesco non dà i risultati sperati.

San Siro torna rossonera.
Dopo le ultime stagioni in cui la Roma si era impossessata dello stadio milanese, facendone quasi un fortino, gli uomini di Rino Gattuso sono riusciti a sfatare il tabù vincendo per 2-1 all’ultimo respiro grazie al gol di Patrick Cutrone.
Meriti vanno sicuramente ai padroni di casa, ma Daniele De Rossi e compagni ci hanno messo del loro, apparendo svogliati, quasi senza convinzione nel giocare il pallone.

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Serie A, le probabili formazioni di Milan-Roma

Di Francesco col 4-2-3-1. Karsdorp e N’Zonzi dal primo minuto. Florenzi convocato, Perotti ancora no. Giallorossi nel gruppo del Real Madrid in Champions League. Gattuso si affida a Chalanoglu nel tridente. Esordio probabile per Caldara in difesa. Abate favorito su Laxalt. Arbitra Guida.

Neanche il tempo di respirare che si torna in campo.
Discorso valido soprattutto per la Roma, reduce dal pareggio del Monday Night contro l’Atalanta.
Situazione leggermente diversa per il Milan, che ha sulle spalle una partita in meno, causa rinvio della sfida al Genoa per la tragedia del viadotto Morandi, e che ha giocato due giorni prima rispetto ai giallorossi nella trasferta persa al San Paolo contro il Napoli.
Ma la voglia di riscatto è alla base del match per entrambe le formazioni che non vogliono perdere il treno dell’alta classifica ed Eusebio Di Francesco (All.re Roma) è pronto anche a cambiare sistema di gioco per portare a casa i tre punti: “Possiamo giocare in molti modi. Il fatto di avere calciatori duttili è un vantaggio. Il fatto del cambiamento può passare per una forma di debolezza o intelligenza? Io devo capire, come ho detto prima devo trovare le soluzioni. Se vedo che qualcosa non va, bisogna cambiare. Il che non vuol dire scordarsi di tutto quello che hai fatto. Non è una questione di debolezza. Poi dipende tutto dai risultati, Prima del Barcellona mi avete preso per pazzo, poi sono diventato un fenomeno a fine partita. Chi non osa non sbaglia mai, io mi prendo le mie responsabilità”.
Probabile, dunque, un 4-2-3-1, con un cambio forzato sulla linea dei difensori e uno quasi certo sulla mediana. Alessandro Florenzi, infatti, non compare nella lista dei convocati, insieme a Diego Perotti, ancora out per un problema alla caviglia.
La botta rimediata dal numero 24 al ginocchio lunedì sera non sembra aver causato danni, ma il tecnico abruzzese non se la sente di rischiarlo e fa esordire in questa stagione Rick Karsdorp.
L’altra novità riguarda il centrocampo, dove Steven N’Zonzi partirà, con tutta probabilità, da titolare: “Con molte probabilità saranno titolari (N’Zonzi e Karsdorp, ndr), non so se li hanno i novanta minuti. Loro due potrebbero essere della partita dall’inizio”.
Il terzino destro olandese sarà affiancato da Aleksandar Kolarov, terzino sinistro, Kostas Manolas e Federico Fazio, centrali di difesa.
Il centrocampista francese, invece, aiuterà Daniele De Rossi a murare le ripartenze avversarie e ad avviare la manovra offensiva romanista.
Davanti a loro ci saranno Javier Pastore in versione trequartista, supportato dalle ali Cengiz Under, a destra e Stephan El Shaarawy, a sinistra, con l’azzurro che quando vede i suoi ex colori si esalta: 2 gol in quattro partite a San Siro con la maglia giallorossa.
La punta sarà l’inossidabile Edin Dzeko, altro giocatore che ha un bel feeling con il Meazza a tinte rossonere: 3 gol e un assist nelle ultime due sfide col Milan nella scala del calcio.
In porta, nonostante qualche polemica, ci sarà Robin Olsen.
Infine, Di Francesco ha speso alcune parole sull’approccio sbagliato alla sfida contro l’Atalanta: “Non solo Fazio e Kolarov sono stati poco brillanti, anche Manolas nel primo tempo non sembrava il giocatore che conosciamo. Un po’ di ritardo c’è stato, sono giocatori per noi importanti. Mi preoccuperei se fossero già al massimo, non mi aspettavo una prestazione del genere da parte dell’Atalanta”.
Nel pomeriggio l’attenzione dei tifosi capitolini si è concentrata sui sorteggi dei gironi di Champions League che hanno inserito la Roma nel gruppo G, quello che comprende i campioni d’Europa in carica del Real Madrid, i russi del CKSA Mosca e i cechi del Viktoria Plzen. Non proprio una passeggiata ma le possibilità di passaggio del turno ci sono tutte.

In casa rossonera, l’allenatore Rino Gattuso predica attenzione per tutta la durata del match, onde evitare cali di concentrazione come quello visto contro il Napoli sul risultato di 2-0: “Voglio ripartire dai primi 55 minuti col Napoli. Non è tutto da buttar via, ci sono tante buone cose. Non volevo vedere la squadra spegnere la luce, quando un allenatore dice queste cose vuol dire che le sente. Noi dobbiamo rimanere in partita, dobbiamo migliorare l'interpretazione. Sembravamo una squadra padrona del campo per 60 minuti. Un errore nel calcio ci può stare, non ci possiamo permettere di uscire dal campo a livello mentale. Dobbiamo restare 95 minuti sul pezzo, non scomparire dal campo nei momenti di difficoltà”.
Il tecnico calabrese si affiderà di nuovo a Gianluigi Donnarumma tra i pali, nonostante le polemiche che si sono sollevate nei giorni scorsi riguardo la prestazione del portiere rossonero: “Sul gol di Zielinski se non la devia Bonaventura la para. Oppure 10 volte quella palla va fuori dal campo e 2 volte va dove l’ha messa. Le colpe di prendere gol non sono solo sue. Ci siamo addormentati. L’errore del singolo ci sta ma il problema non è quello, sono contento di Donnarumma. Forse poteva fare di più sul secondo gol ma c’è stata una deviazione”.
In difesa torna Ignazio Abate titolare, mentre potrebbe fare il suo esordio Mattia Caldara, arrivato quest’estate dalla Juventus. Completano la retroguardia Alessio Romagnoli e Ricardo Rodrìguez.
A centrocampo, confermati Giacomo Bonaventura e Franck Kessié, mentre non è certo del posto in cabina di regia Lucas Biglia, per quanto l’argentino sembra in leggero vantaggio sulla concorrenza per una maglia da titolare.
In avanti torna, dopo la squalifica, Hakan Çalhanoğlu sul quale Gattuso ha speso parole importanti in conferenza stampa: “Può essere una soluzione perché mette palle velenose dentro l’area”.
Completano il tridente offensivo Gonzalo Higuain e Suso.
Andiamo a riepilogare le probabili formazioni:
Milan (4-3-3): Donnarumma; Abate, Caldara, Romagnoli, Rodrìguez; Kessie, Biglia, Bonaventura; Suso, Higuain, Çalhanoğlu.
Allenatore: Gennaro Gattuso.
Roma (4-2-3-1): Olsen; Karsdorp, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi, N’Zonzi; Under, Pastore, El Shaarawy; Dzeko.
Allenatore: Eusebio Di Francesco.
Dirige la sfida il signor Marco Guida.
Con il fischietto di Torre Annunziata i giallorossi vantano uno score positivo che recita 8 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte, 1 delle quali subita nell’ultima sfida dei capitolini diretta da Guida, ovvero l’1-2 dell’Atalanta all’Olimpico nella scorsa Serie A.
Sono 10, invece, le vittorie dei rossoneri su un totale di 20 partite arbitrate dal direttore di gara campano.
Completano la quaterna arbitrale gli assistenti di linea Carbone-Passeri e il quarto ufficiale Chiffi.
Al VAR ci saranno l’arbitro Mazzoleni e il guardalinee Del Giovane.
Calcio d’inizio allo Stadio San Siro di Milano alle ore 20:30 di venerdì 31 agosto.

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