RRC1

Luisa Mancini

Luisa Mancini

URL del sito web:

Aperti per restauro: la Tomba degli Scudi a Tarquinia

tomba scudi

La Tomba degli Scudi è una delle più grandi tombe di Tarquinia, situata all’interno del complesso della Necropoli di Monterozzi, risale al IV Secolo a.C., e deve il suo nome alle decorazioni presenti in uno dei suoi ambienti, raffiguranti due scudi.

La tomba è composta da una camera centrale e due laterali, con una ulteriore camera in fondo, in cui sono presenti gli scudi, a simboleggiare il ruolo svolto dalla famiglia Velcha, proprietaria del sepolcro, in campo militare. Nella sua camera principale sono raffigurati alcuni componenti della famiglia che accompagnano Larth Velcha nel suo viaggio verso l’Aldilà.

Gli scudi e gli altri affreschi della tomba, nonché le decorazioni della volta, sono in corso di restauro, ma il sepolcro è comunque aperto alle visite, proprio per evidenziare il lavoro dei restauratori.

Le visite sono possibili grazie ad un accordo tra la competente Soprintendenza e il Comitato FAI di Viterbo.

Le prossime visite sono previste per il 29 luglio, 27 agosto, 24 settembre e 29 ottobre, con prenotazione obbligatoria al numero telefonico 338/3211260 o .

Il 21 maggio la Giornata nazionale delle dimore storiche: aprono al pubblico castelli, conventi e giardini della Lunigiana

castello di monti

Per la prima volta apre al pubblico il Castello Malaspina a Licciana Nardi, in provincia di Massa Carrara, immerso in un bosco di lecci secolari, dove tuttora trascorre le vacanze estive un discendente dell’antica famiglia dei Malaspina.

Il castello ha una storia lunga circa 800 anni: dalle prime notizie della sua esistenza nel XIII secolo, diviene di proprietà dei Malaspina nel 1355, poi cade sotto l’assedio di Giovanni delle Bande Nere e ritorna ai Malaspina nel 1638 e poi sotto l’egida del Granducato di Toscana, subisce un importante restauro dopo il terremoto del 1920.

La sua struttura è trapezoidale: il mastio (la torre più alta) si trova all’angolo di nord ovest sul quale sono visibili gli elementi di pietra utilizzati come appoggio per l’allestimento degli apparati difensivi esterni. Le torri degli altri angoli, a differenza del mastio che è quadrato, sono rotonde, mentre l’intero perimetro è merlato e le falde del tetto sono molto ampie.

Questo e altri 10 edifici in altre città della Lunigiana, nonché i relativi giardini, sono visibili in occasione della VII Giornata Nazionale indetta dall’Associazione dimore storiche italiane, il prossimo 21 maggio dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle 14,00 alle 19,00.

Le visite sono gratuite (offerta libera e volontaria), l’appuntamento è alle 10,00 al piazzale della Stazione Ferroviaria di Pontremoli (piazzale Bruno Raschi). La prenotazione, da effettuarsi entro venerdì 19 maggio, è obbligatoria. Per informazioni i contatti sono i seguenti: 3315740114 – 3488097918 – .

Il cippo funerario del guerriero etrusco Larth e il suo corredo funebre visibili in un’unica mostra a Orvieto

1418895105074Cippo Etrusco

Fino al 17 settembre sarà possibile vedere il cippo funerario del guerriero etrusco Larth Cupures, insieme al suo corredo funerario, rinvenuto nella necropoli etrusca di Crocifisso del Tufo, vicino Orvieto.

I reperti sono custoditi nel Museo Faina e nel Museo archeologico nazionale di Orvieto, per la prima volta sarà possibile vederli insieme, in un unico percorso museale curato dai rispettivi direttori, la dr.ssa Luana Cenciaroli e il dr. Giuseppe della Fina.

Nel 1880 Riccardo Mancini, mentre eseguiva degli scavi in un terreno di sua proprietà, rinvenne la tomba di Larth, un guerriero etrusco, e una testa in pietra che lo raffigurava, nonché numerosi corredi funerari dell’epoca, il VI Secolo a.C.

La scultura, costituita da una testa con elmetto riportante un’iscrizione con il nome del personaggio, è visibile presso il Museo archeologico nazionale, diversamente dai vasi ittici, conservati presso il Museo Faina.

Assieme ai reperti è possibile vedere due riproduzioni tridimensionali realizzate dagli studenti del Liceo Artistico, una stele frammentaria e un cippo a testa di guerriero.

Tutti i reperti sono visibili dalle ore 9,30 alle 18,00. L’indirizzo del Museo Faina è Piazza del Duomo, 29 ad Orvieto.

“Castelli – 2000 anni di storia in Friuli Venezia Giulia” al Castello di Susans il prossimo 18 marzo

 

17202902 1863503090583090 9042850486788727420 n

Il prossimo 18 marzo, nella appropriata cornice del Castello di Susans in Provincia di Udine, verrà proiettato il film documentario "Castelli - 2000 anni di storia in Friuli Venezia Giulia", a cura di Leonardo Ligresti Tenerelli.

L’evento rappresenta l’atto conclusivo del “Progetto Targhe”, avviato nell’aprile dello scorso anno dal Consorzio per la salvaguardia dei castelli storici del Friuli Venezia Giulia con il patrocinio della Regione e del Ministero dei Beni culturali.

I castelli del Friuli Venezia Giulia, perfettamente inseriti in un ambiente naturale fatto di montagne, laghi e boschi a volte irreali come quelli delle fiabe, tra le Alpi Giulie e il mare, un tempo erano circa 300, ora ne sono rimasti circa la metà, e di alcuni di essi solo poche rovine.

Luoghi carichi di storia e di suggestione, come il castello di Villalta, dove la leggenda narra la presenza di un fantasma inquieto o quello di Colloredo di Montabano, dove visse Ippolito Nievo, che lo descrisse nelle sua Confessioni di un ottuagenario.

Luoghi d’arte, come il Castello di Spilimbergo, con le caratteristiche facciate dipinte, o lo stesso maniero turrito di Susans, che risale al 1300, la rocca Bernarda, feudo del patriarcato di Aquleia, ma anche luoghi di culto come l’Abbazia di Rosazzo.

Luoghi della memoria: gli anziani di Moruzzo ricordano ancora il tiglio secolare del locale castello, che ha fatto ombra a decine di generazioni di cittadini che qui tenevano le proprie riunioni. L’albero è stato recentemente sostituito da un altro tiglio, anche se il tronco dell’albero preesistente è stato comunque conservato.

Il nobile scopo dell’iniziativa è quello di fare conoscere quanto più possibile questo importante patrimonio storico-culturale ed ambientale, unico al mondo ed in questo modo di preservarlo nella sua memoria, conservarlo stricto-sensu, quindi tramandarlo nel tempo.

FullScale castello2 2003c

Sottoscrivi questo feed RSS

Strict Standards: Only variables should be assigned by reference in /web/htdocs/www.romacapitalemagazine.it/home/modules/mod_weather_gk4/helper.php on line 408

Strict Standards: Only variables should be assigned by reference in /web/htdocs/www.romacapitalemagazine.it/home/modules/mod_weather_gk4/helper.php on line 409

Roma