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updated 2:03 PM CEST, Oct 13, 2019
Manuela Rella

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Direttore Responsabile

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Frecciarosa 2019: salute e prevenzione viaggiano in treno

frecciarosaDall’1 al 31 ottobre torna Frecciarosa, l'iniziativa promossa dal Gruppo FS Italiane e dall’Associazione IncontraDonna Onlus, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Salute e la partecipazione di Farmindustria.

Combattere il tumore al seno, sensibilizzare alla cultura della prevenzione e promuovere la salute di tutta la famiglia attraverso corretti stili di vita: questi gli obiettivi di Frecciarosa 2019, che rientra fra le attività dell’Ottobre Rosa, mese dedicato alla prevenzione delle malattie femminili.

Il dialogo del Festival Francescano conquista Bologna: oltre 60mila presenze

Dialogo francescanoA Bologna in questi tre giorni migliaia di persone si sono fermate a riflettere sull'importanza del dialogo: Piazza Maggiore e Piazza Re Enzo gremite per assistere agli oltre 100 appuntamenti del Festival Francescano, molti di questi da tutto esaurito. Soddisfatti gli organizzatori: "Undici anni di Festival Francescano sono sinonimo di una manifestazione attesa e consolidata, che continua a sviluppare stimoli e partecipazione". Il prossimo anno, sempre a Bologna, si parlerà di economia

TELEFONO AMICO ROMA: «QUASI 2 MILA RICHIESTE DI AIUTO IN UN ANNO»

TelefonoAmico 1 650x445L’organizzazione di volontariato Telefono Amico Italia, che da oltre 50 anni si prende cura delle persone che hanno bisogno di essere ascoltate, cerca nuovi volontari a Roma. «Il nostro servizio è attivo 365 giorni all’anno dalle 10 alle 24, ma vogliamo renderlo ancora più capillare ed efficace».

«Nel 2018, grazie al prezioso supporto di 20 volontari, abbiamo gestito quasi 2 mila richieste di aiuto, offrendo supporto, ascolto e attenzione a tante persone in difficoltà, ma per rendere il nostro servizio ancora più efficace e capillare abbiamo bisogno di ampliare il nostro team di “ascoltatori solidali”». A renderlo noto è la presidente di Telefono Amico Roma Monica Silvestrini, che traccia il bilancio dell’ultimo anno di attività del centro di ascolto e lancia un appello per la ricerca di nuovi volontari.  

«La maggior parte delle persone che quest’anno si sono messe in contatto con noi – aggiunge – ha chiesto supporto e ascolto ai nostri volontari per problemi connessi all’area del sé (64%), parlando di solitudine o di altri disagi esistenziali, ma abbiamo ricevuto numerose chiamate anche per problemi legati alle relazioni con gli amici, il partner, la famiglia o i colleghi di lavoro. Le richieste di aiuto sono arrivate principalmente da uomini (61%) con età compresa tra i 46 e 65 anni (53%)».

Attivo dal 1956 Telefono Amico Roma è uno dei 20 centri territoriali di Telefono Amico Italia, organizzazione di volontariato che si prende cura, al telefono e via mail, delle persone che hanno bisogno di aiuto, garantendo il totale anonimato.  «A livello nazionale nell’ultimo anno abbiamo raccolto e gestito circa 50 mila richieste di sostegno, offrendo quasi 9mila ore di assistenza telefonica e ascolto», spiega la presidente nazionale Monica Petra.

Il servizio di ascolto di Telefono Amico – raggiungibile attraverso il numero unico 199.284.284 o attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito – è attivo 365 giorni all’anno dalle 10 alle 24.

«L’attività dei nostri volontari – sottolinea la presidente di Telefono Amico Italia – è molto delicata, per questo è previsto un corso teorico-pratico obbligatorio di circa 6 mesi finalizzato a fornire a coloro che vogliono intraprendere questo percorso gli strumenti principali per instaurare e gestire una relazione di aiuto, sia nella dimensione dell'emergenza che in quella dell'abitualità». I volontari, in particolare, rispondono alle telefonate e alle e-mail delle persone che hanno bisogno di aiuto, offrendo supporto attraverso l’ascolto empatico, il dialogo e la valorizzazione delle risorse interiori con l’obiettivo è restituire benessere emozionale alle persone in difficoltà, senza mai esprimere giudizi e garantendo il totale anonimato.

«Essere di supporto a chi vive momenti difficili non è affatto semplice – racconta Antonio, storico volontario di Telefono Amico Italia – In alcuni casi si fa fatica a trovare parole di conforto, ma spesso chi vive un dolore molto inteso trae sollievo anche dal solo fatto di sentirsi capito e ascoltato. Sono molto felice di offrire a chi sta male un piccolo aiuto: facendo del bene, ci si sente davvero bene». 

L'Ospedale San Camillo apre il primo sportello dedicato ai pazienti con Sclerosi Multipla e gestito da pazienti tutor

san camilloUno sportello dedicato al sostegno dei pazienti con Sclerosi Multipla (SM) e offerto da pazienti tutor, intesi come pazienti che coniugano una consolidata esperienza di malattia con un percorso di formazione. Questo il progetto innovativo presentato oggi dall’Ospedale San Camillo – Forlanini che ha l’obiettivo di offrire una risposta concreta alle necessità delle persone cui è stata appena diagnosticata la Sclerosi Multipla, mettendo a disposizione l’esperienza di chi convive con la patologia già da diverso tempo. Ricevere la diagnosi di una patologia cronica degenerativa come la SM, infatti, ha un impatto devastante nella vita di una persona, che spesso impedisce l’accettazione della propria condizione e di tutte le difficoltà oggettive che essa comporta. 

“L’Ospedale San Camillo Forlanini – dichiara il Dottor Fabrizio d’Alba, Direttore Generale dell’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma – è centro di eccellenza per professionalità e capacità dei clinici, struttura di riferimento della sanità pubblica della Regione Lazio e non solo. In particolare per quanto riguarda la cura e presa in carico di paziente colpiti da malattie degenerative. E il progetto “Paziente Tutor presso il Centro di Sclerosi Multipla” va proprio in questa direzione. Ovvero costruire una relazione unica con il paziente che possa sentirsi oltre che curato, compreso, supportato e tutelato. Requisiti questi è fondamentali per il miglioramento delle cure e per una maggiore aderenza dei pazienti alla terapia”.

Verrà dunque fornito un sostegno strutturato ai nuovi pazienti per portarli ad una maggiore consapevolezza personale nei confronti della patologia. Due gli obiettivi principali di questo progetto: supportare l’avvicinamento alla malattia in maniera empatica ed orizzontale “da paziente a paziente” invece che verticale “medico/infermiere - paziente” e cercare di limitare il ricorso al web per ricevere info e supporto, fornendo nel Centro SM, informazioni corrette, controllate e controllabili.

“Per quanto il personale sanitario lavori in maniera assolutamente efficiente e sensibile – dichiara il Prof. Claudio Gasperini, Responsabile UOC Neurologia dell’Ospedale San Camillo – Forlanini – esiste un aspetto che non può tenere sotto controllo: una volta ricevuta la diagnosi, il paziente, infatti, si sente improvvisamente diverso da tutti e le uniche persone che vede come capaci di comprendere la sua nuova condizione sono gli altri pazienti. Il massiccio ricorso a forum, blog e social media testimoniano l’assoluto bisogno dei pazienti di confrontarsi con chi si trova nella stessa situazione per avere informazioni e ricevere rassicurazioni, ma utilizzare network non controllati è spesso dannoso perché vengono fornite informazioni non validate da medici specializzati”.

Il progetto prevede una prima fase durante la quale un team composto da diverse figure professionali (in particolare, da un infermiere, uno psicologo e un paziente esperto) formerà i candidati (selezionati dai clinici tra giovani pazienti con alle spalle diversi anni di convivenza con la patologia) che, una volta completata la formazione, forniranno supporto ai pazienti del Centro SM, diventando, quindi, “Pazienti Tutor”. All’avvio del servizio, i Pazienti Tutor verranno supportati dal Paziente Esperto, che già afferisce al Centro e ne conosce l’organizzazione e le dinamiche. La figura del Paziente Tutor è una risorsa molto importante per i medici e gli infermieri perché è in grado di rispondere ad una serie di domande pratiche del paziente, riservando il tempo degli operatori sanitari a questioni più specifiche.

“La presenza di Pazienti Tutor in ospedale – afferma Paola Kruger, Paziente Esperta EUPATI (European Patient Academy on Therapeutic Innovation) – permette ai pazienti del Centro di interfacciarsi con persone che hanno la stessa patologia e che sono bene a conoscenza dei percorsi necessari per poter continuare a vivere serenamente nonostante la SM. In aggiunta, la loro formazione è importante per aiutare i pazienti a capire quanto sia fondamentale aderire scrupolosamente al proprio trattamento: il neo-diagnosticato è una persona che attraversa un momento di fragilità e il supporto e i consigli di chi ha vissuto la stessa esperienza sono spesso importanti quanto la presenza del medico. Ma con un valore aggiunto: il dialogo, il confronto avviene tra pari”.

Il Centro SM diventa così un centro clinico realmente “patient friendly”: la persona con SM non è solo un passivo utilizzatore di un servizio, ma viene accolto come persona (prima che come paziente) e sia i suoi bisogni sanitari sia quelli relativi al sostegno emotivo vengono messi al centro di un percorso di cura. Dal punto di vista dei pazienti, questo sportello di sostegno garantirà una maggiore aderenza alla terapia, assicurando una maggiore informazione e consapevolezza della patologia e, nello stesso tempo, un minor senso di isolamento e depressione.

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