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updated 1:51 PM CET, Jan 25, 2020
Silvana Lazzarino

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Al WeGil la mostra "L’Invisibilità non è un super potere" per dire no alla violenza sulle donne

immagFotografie e lastre esposte a Roima al WeGil in Largo Ascianghi 5. Inaugurazione 16 gennaio 2020 ore 18.30

Quello della violenza sulle donne è un tema di portata nazionale e non solo, affrontato e trattato dalle pagine della cronaca nera e dai talk show televisivi del dolore con parole e immagini che commuovono e fanno riflettere, ma che poi al di fuori di questi canali resta nell’ombra. Vittime di violenze, la maggior parte delle donne si trovano nell’impossibilità di reagire e trovare la forza per dar voce ad un dolore non solo fisico, ma anche morale con cui sono costrette a convivere. Un dolore che ferisce fuori e dentro, nel corpo e nell’animo, fino a diventare un peso insopportabile se alla lunga si resta da soli.

A restituire entro un contesto artistico di forte impatto visivo ed emotivo, visibilità a questa realtà drammatica che ancora si nasconde silenziosa negli ambienti dove manca il rispetto e la libertà di essere se stessi, è la mostra “L’INVISIBILITÀ NON È UN SUPER POTERE, Fotografie e lastre per dire no alla violenza sulle donne” che  viene inaugurata a Roma WeGil in Largo Ascianghi 5, il 16 gennaio 2020 alle ore 18.30,  cui hanno collaborato Pangea – Reama, l’Azienda ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma e l'ASST Santi Paolo e Carlo di Milano. All’anteprima per la stampa svoltasi il 16 gennaio alle ore 11.00 sono intervenuti Giovanna Pugliese, Assessora al Turismo e Pari opportunità della Regione Lazio,;Alessio D’Amato, assessore alla Sanità e Integrazione Socio-Sanitaria della Regione Lazio; Simona Lanzoni, Vice Presidente Fondazione Pangea Onlus e coordinatrice di Reama; Marzia Bianchi, fotografa, curatrice e collaboratrice Pangea – Reama; Maria Grazia Vantadori – Chirurga, referente Casd – Centro Ascolto Soccorso Donna dell’Ospedale San Carlo e componente Reama; Fabrizio d’Alba, Direttore Generale Azienda Ospedaliera San Camillo – Forlanini e l’attrice Francesca Reggiani.

Promossa dalla Regione Lazio e organizzata da LAZIOcrea in collaborazione con la Fondazione Pangea Onlus, promotrice di Reama, la rete per l’Empowerment e l’auto mutuo aiuto per le donne vittime di violenza, l’esposizione. L'INVISIBILITÀ NON È UN SUPERPOTERE curata da  Marzia Bianchi con Fondazione Pangea – REAMA, presenta 10 fotografie e 10 radiografie che raccontano il mondo di dolore e silenzio in cui vivono le donne vittime di violenza. Autrice delle fotografie è Marzia Bianchi, fotografa e collaboratrice di Pangea – Reama, che ispirandosi alle parole delle donne accolte dallo sportello antiviolenza on line di Reama (www.reamanetwork.org), ha trasformato la narrazione in immagini. Alle fotografie sono affiancate, in totale anonimato delle radiografie gentilmente concesse dall’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma e dall’ ASST Santi Paolo e Carlo di Milano, effettuate alle donne arrivate nei Pronto Soccorso e che hanno dichiarato di aver subito violenze.

Così afferma la fotografa Marzia Bianchi:” L’invisibilità non è un superpotere… vuole dunque rompere il muro di silenzio che coinvolge le donne che hanno subito violenza: nella mostra sono i loro corpi, le loro lesioni a parlare, intrecciando singole storie in un unico racconto. Le vite delle donne sono diverse eppure lo schema della violenza si ripete, prevalentemente a opera di un compagno, familiare o conoscente”.

Simona Lanzoni, vice presidente di Fondazione Pangea e coordinatrice della rete Reama. sottolinea come la mostra sia “l’occasione per noi di svelare quello che molto spesso le donne non riescono a dire o nominare una volta giunte al pronto soccorso. Però i corpi, le lesioni parlano per loro e raccontano di vertigini di orrore quotidiano. Chi accoglie deve saper decodificare i silenzi e attribuire la giusta dimensione alle lesioni incompatibili con quanto narrato”.image003 7

Mariagrazia Vantadori, chirurga dell’ospedale San Carlo Borromeo, nonché referente del Casd, Centro Ascolto Soccorso Donna del San Carlo ha evidenziato come i tanti anni di attività lavorativa e di esperienza sul campo, l’abbiano portata a decodificare “le loro lesioni, ad andare oltre il non detto e ad aiutare le donne a orientarsi per uscire dalla violenza con il sostegno della rete territoriale e dei centri antiviolenza. Far capire loro che quanto accaduto non deve ripetersi mai più e che non sono sole è essenziale e in tal senso i presidi sanitari sono uno snodo importantissimo della rete”.

 L’esposizione nasce dall’esperienza ventennale di Fondazione Pangea che ha incontrato migliaia di donne in tutto il mondo e dall’incontro tra la Dr.ssa Maria Grazia Vantadori, chirurga nonché referente CASD - Centro Ascolto Soccorso Donna dell’Ospedale San Carlo e componente della rete Reama, e la fotografa Marzia Bianchi, collaboratrice di Pangea – Reama. Dopo la tappa romana la mostra sarà ospitata in altri luoghi del Lazio a partire dalla Provincia di Frosinone dal 6 al 27 marzo 2020.

 

 

L’INVISIBILITÀ NON È UN SUPER POTERE

Fotografie e lastre per dire no alla violenza sulle donne 

a cura di Marzia Bianchi con Fondazione Pangea – REAMA.

WeGil – Largo Ascianghi 5, Roma

orario: tutti i giorni 10.00-19.00

Inaugurazione  16 gennaio 2020  ore 18.30

16 gennaio - 6 febbraio 2020

ingresso libero

Per informazioni: 39.3346841506 (tutti i giorni ore10-19), 

 

 

Conversation Piece, Part VI a Roma Fondazione Memmo

 Le nuove sinergie dell'arte contemporanea nell'ottica del "nuovo realismo" con la mostra "Conversation Piece, Part VI, La realtà è ciò che non scompare quando smetti di crederci” a cura di Marcello Smarrelli, che apre al pubblico il 15 gennaio 2020 negli spazi della Fondazione Memmo a Roma dvoe sono protagonisti gli artisti Corinna Gosmaro, Philippe Rahm, Rolf Sachs

Ph RaLo scenario dell’arte contemporanea nel suo restituire aspetti legati al quotidiano di una società con le sue contraddizioni, viene riproposto dalla Fondazione Memmo facendo riferimento all’attività delle Accademie ed istituti di cultura stranieri a Roma dando così spazio al lavoro di giovani artisti provenienti da tutto il mondo che proprio presso queste istituzioni approfondiscono e completano la loro formazione. Si tratta del progetto “Conversation Piece Part VI” nuovo appuntamento del ciclo di mostre, a cura di Marcello Smarrelli, dedicate agli artisti italiani e stranieri temporaneamente presenti a Roma. presso la Fondazione Memmo (a Roma Via Fontanella Borghese, 56b). In questo appuntamento la mostra con sottotitolo “La realtà è ciò che non scompare quando smetti di crederci” vede quali protagonisti i tre artisti Corinna Gosmaro (artista, CRT Italian Fellowship in Visual Arts presso l’American Academy in Rome), Philippe Rahm (architetto, borsista presso l’Accademia di Francia - Villa Medici nel 1999/2000 e attualmente residente a Roma) e Rolf Sachs (artista e designer svizzero, che ha da poco stabilito il proprio studio a Roma).

Nel rappresentare un’occasione di confronto e di dialogo con Roma, la mostra aperta dal 15 gennaio al 22 marzo 2020, si propone come momento di discussione tra personalità artistiche differenti tra loro nell’intento di far convergere energie, saperi e metodi diversi in un unico evento espositivo. A dare l’idea per la realizzazione di questo percorso espositivo sono state sia la ricerca tra architettura, arte e design volta al “nuovo realismo” portata avanti dall’artista Philippe Rahm (Pully - Svizzera, 1967) sia alcune sue conversazioni inerenti questo aspetto che si lega alla visione positivista del reale ancorata alla concretezza degli oggetti come sottolineato dallo scrittore Philip K. Dick, nel suo saggioCome costruire un universo che non cada a pezzi dopo due giorni” (1978-1985). Entro una visione in cui agli oggetti viene restituita una certa influenza nel cambiamento, fanno riferimento le opere in mostra che tra scultura, installazione, pittura e design, restituiscono fiducia negli oggetti anche quelli di uso più comune, capaci di incidere sul reale attraverso l’uso di tecnologie e diverse lavorazioni e assemblaggio di materiali.Phi R

Se Philippe Rahm, noto per le sue innovative teorie sull’architettura, in linea con i principi della termodinamica, con l’opera “Climatic Apparel”, testimonia come si possa incidere sul reale attraverso  l’unione di tecnologie, studio dei materiali e formalizzazione estetica, Corinna Gosmaro (Savigliano - Italia, 1987) attraverso l’installazione “Aria calda, dimostra come il dato reale possa costituire il senso più profondo di un’opera d’arte, e ancora Rolf Sachs (Losanna - Svizzera, 1955), da’ risalto alla componente manuale e alla sperimentazione sui materiali a partire da oggetti di uso quotidiano o elementi naturali trasformati o disassemblati. 

Climatic Apparel” due capi d’abbigliamento unisex, realizzati da Philippe Rahm in collaborazione con la socia Irene D’Agostino e con il brand francese About a Worker, progettati in modo tale da essere in grado di reagire alle condizioni atmosferiche, richiamano il tema dei cambiamenti climatici, campo di ricerca dell’artista da diversi anni. In questa opera vengono esaltate le proprietà tecniche dei tessuti entro un set che riproduce la variazione di luce stagionale – invernale ed estiva, come sottolineato dalla sfilata performance con due modelli svoltasi durante l’inaugurazione lo scorso 14 gennaio. Attraverso l’installazione “Aria calda” di Corinna Gosmaro, viene dimostrato come il dato reale sia il senso più profondo di un’opera d’arte. L’opera formata da dipinti realizzati su filtri per l’aria e sculture prodotte con dei corrimani in ottone, fa riferimento a oggetti di uso comune caratterizzati dalla concretezza. Se i dipinti utilizzando le caratteristiche dei filtri restituiscono vaghi ricordi di paesaggi come ripresi da un mezzo in movimento, le sculture in ottone creano architetture ascensionali con cui il pubblico può interagire. Partendo da oggetti presi dalla quotidianità e dal reale, l’opera trattiene riferimenti connessi al loro essere in uno spazio fisico, in particolare il passaggio dell’aria e delle persone.Ro Sac

Oggetti di uso quotidiano ed elementi naturali, trasformati e disassemblati sono alla base del lavoro di Rolf Sachs volto alla manualità e alla sperimentazione sui materiali. Aspetti questi di cui ha dato dimostrazione durante l’inaugurazione allestendo un temporaneo studio fotografico dove ha realizzato ritratti dei visitatori, subito stampati e appesi a parete, sì da renderli artefici e partecipi quale soggetto della stessa opera d’arte. All’ingresso i container colorati servono a chi entra per liberarsi di uno stato d’animo negativo attraverso il gesto del gettare un rifiuto entro uno degli stessi contener. Nell’ambito della mostra sono diverse le attività previste come quella che si svolge all’Istituto Svizzero di Roma il 15 gennaio 2020 alle ore 18-00 dove l’artista Philippe Rahm e il filosofo Maurizio Ferraris si confronteranno proprio sui temi della mostra e dell’installazione di Rahm. Inoltre sono previsti laboratori creativi rivolti ai bambini dai 4 agli 11 anni, il cui ricavato sarà interamente devoluto alla Fondazione Theodora Onlus.

 

Conversation Piece, Part VI

La realtà è ciò che non scompare quando smetti di crederci

Corinna Gosmaro, Philippe Rahm, Rolf Sachs

a cura di Marcello Smarrelli

Assistente curatore: Saverio Verini

Fondazione Memmo,

Via Fontanella Borghese 56/b, 00186 Roma

Orario: tutti i giorni dalle 11.00 alle 18.00 (martedì chiuso)

Dal 15 gennaio al 22 marzo 2020

Per informazioni: www.fondazionememmo.it

Ingresso libero

 

Una mostra a Roma rende omaggio a Paolo Aita

p aita 1  A Roma al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese la mostra “Ponte di conversazione con Paolo Aita” in omaggio al grande poeta, scrittore, giornalista, critico d’arte e musicale con circa 55 opere di artisti contemporanei esposte fino al 23 febbraio 2020

 Da non perdere a Roma presso il Museo Carlo Bilotti –Aranciera di Villa Borghese la mostra dedicata a PAOLO AITA poeta, scrittore e critico d’arte e musicale che ha lasciato un segno importante nella nostra cultura guardando alle possibili integrazioni tra diversi linguaggi artistici che procedono dalla poesia all’arte, dalla musica alla letteratura. Promossa da Roma Capitale-Assessorato alla Crescita culturale in collaborazione con SIAE, la mostra “Ponte di Conversazione con Paolo Aita” a cura di Donatella Pinocci, Donatella Giordano e Fernanda Aita Motta (erede Aita), aperta fino al 23 febbraio 2020 ad ingresso libero, che rientra nel programma di “Contemporaneamente Roma2019”, presenta circa 55 opere di diversi nomi di rilievo del panorama artistico contemporaneo quali: Claudio Adami, Salvatore Anelli, Bruno Ceccobelli, Gregorio Botta, Stefania Fabrizi, Felice Levini, Ghislain Mayaud, Luca Maria Patella, Alfredo Pirri, Fiorella Rizzo, Giuseppe Salvatori, Primarosa Cesarini Sforza. Opere che suonano quale omaggio al calabrese Paolo Aita, letterato, giornalista, redattore di programmi musicali su Radio Vaticana e curatore di mostre, a sottolineare il suo talento nel costruire “ponti di luce ” tra le arti a cogliere le sottili sfumature dei loro linguaggi che si armonizzano.

Progettata come un unico percorso costituito da poesie e opere d’arte la mostra infatti associa alle 55 opere d’arte contemporanea alcune liriche cinesi del periodo T’ang tradotte in italiano da Paolo Aita,  estratte dal suo libro "Dove l’acqua riposa".

L’esposizione si muove in uno spazio di ricerca interdisciplinare tra il limite e il confine dove il confine tendendo alla staticità, disegna una linea immaginaria tra situazioni diverse, mentre il limite nel suo essere mutevole porta ad una continua tensione verso l’oltre/altro. Sono proprio questi due termini a contraddistinguere lo spirito di ricerca e condivisione con cui l’autore ha associato e fatto interagire diversi linguaggi dell’arte nel legare i confini delle specificità culturali con la vitalità prodotta dalla condivisione nei diversi campi del sapere. Il confine non è una separazione, ma superamento della stessa, spazio di confine quale occasione di dialogo, un filo conduttore di ricerca e confronto con Uomo-Ponte, il cui lavoro ha aperto un percorso verso una direzione culturale e spirituale nuova.

 

Ponte di conversazione con Paolo Aita

Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese

Orario da martedì a venerdì e festivi ore 10.00 - 16.00 (ingresso consentito fino alle 15.30)

Sabato e domenica ore 10.00 - 19.00 (ingresso consentito fino alle 18.30).

Giorni di chiusura: lunedì,

fino al 23 febbraio 2020

ingresso gratuito alla mostra e al museo

 

20 anni fa le donne facevano ingresso nelle forze armate

locaL’anniversario sarà celebrato anche a Francavilla Sul Sinni (Potenza), mercoledì 18 dicembre 2019, iniziativa, organizzata con la collaborazione dello Stato Maggiore della Difesa e dell’ Associazione culturale Occhio dell’Arte di Anzio

L’ingresso delle prime donne nelle forze armate italiane  risale a vent’anni fa. L’anniversario sarà celebrato anche a Francavilla Sul Sinni (Potenza), mercoledì 18 dicembre, dove a partire dalle ore 16.30, presso il Columbia Multisala,  avrà luogo  l’ evento “Storie di donne”. Nel corso dell’iniziativa, organizzata con la  collaborazione dello Stato Maggiore della Difesa e dell’ Associazione culturale Occhio dell’Arte di Anzio, sarà presentato il “Calendario dello Stato Maggiore della Difesa Venti20: 20 anni con le donne nelle Forze Armate”. Dodici mesi che raccontano e celebrano il lavoro svolto con professionalità dalle donne che, da ormai due decenni, prestano servizio  nell’Esercito Italiano, nella Marina Militare, nell’Aeronautica Militare e nell’ Arma dei Carabinieri.  Nel corso della serata, condotta dalla  giornalista del  Tg1 Cecilia Primerano,  interverranno il giornalista Alessandro Cecchi Paone e lo scrittore e critico letterario Andrea Di Consoli. Sul palco saliranno inoltre alcune donne militari delle Forze Armate, testimonial dell’evento, oltre che autorità militari e civili, tra i quali l ’Assessore regionale alle Attività produttive, Francesco Cupparo , ed il Sindaco di Francavilla sul Sinni, Romano Cupparo.r cupparo

Il Primo Cittadino, a pochi giorni dall’evento, descrive l’attesa per la sua comunità: “È un onore ospitare questo evento nel mio comune, un evento di grande rilievo che vede le donne in prima linea; la presentazione del calendario 2020 che celebra il ventennale dell’ ingresso delle donne nelle forze armate. Le donne negli anni hanno conquistato battaglie importanti, hanno raggiunto grandi traguardi e hanno saputo conquistare un ruolo attivo in ogni ambito: sociale, economico, cultural-politico e militare, come dimostra il reclutamento femminile che segna una equa opportunità di professionalizzazione”.  “Io e la mia amministrazione abbiamo da sempre mostrato grande attenzione e sensibilità al tema delle donne e alla loro tutela”  –  continua  il Sindaco.  “Qualche anno fa,  in collaborazione con l’associazione La Forgia del Sinni, abbiamo dedicato loro una panchina rossa all ‘interno della nostra villa comunale, e con i servizi sociali sono stati attivati progetti volti a sostenere e tutelare donne e ragazze in difficoltà . Perciò sono ben contento che in questa iniziativa i fondi ricavati dalla vendita dei calendari dello Stato Maggiore della Difesa siano devoluti ad una associazione del nostro territorio,  Rinascita meridionale,  che si dedica  costantemente a donne bisognose e vittime di violenze“.

Romano Cupparo ha infine concluso con orgoglio : “Sono davvero felice di accogliere nella mia comunità  una delegazione dello Stato Maggiore della Difesa ,  massima espressione dei principi di legalità,  perché    l’ impegno della mia amministrazione  è stato improntato dall’inizio proprio su sani principi come la legalità,  al fine di garantire la qualità della vita , della sicurezza sociale e della vivibilità del paese. A tal proposito ringrazio tutte le Forze Armate  che quotidianamente garantiscono tutto questo, in particolare voglio rivolgere il mio pensiero  al nostro concittadino, al carabiniere Claudio Pezzuto , Medaglia d’ Oro al valor militare alla Memoria, che ha sacrificato la sua vita per garantire la sicurezza pubblica”.    Non mancheranno nella manifestazione momenti musicali. A cominciare dal trio Amadeus, formazione cameristica composta dalla pianista Rossella Talarico, dal clarinettista Vincenzo Accattato e dal violoncellista Carmine Fortunato, nata con lo scopo di diffondere il repertorio musicale classico ma anche moderno e, in particolare, le colonne sonore che hanno segnato la storia del cinema. A concludere la manifestazione sarà Giuseppe Gambi, tenore pop napoletano che proprio quest’anno compie 10 anni di carriera, che interverrà con la sua splendida voce di ambasciatore del bel canto italiano e napoletano nel mondo.cecchi

Fu la  legge 380  del 20 ottobre del 1999 a consentire  alle donne di arruolarsi nelle Forze Armate permettendo, di fatto, all’Italia  di allinearsi ad una realtà comune a tutti gli altri paesi membri della Nato. Da allora sono quasi 16 mila le donne “con le stellette” ed è a loro, fucilieri, piloti, marinai in servizio di ordine pubblico e nel controllo del territorio, pronte a ricoprire incarichi di vertice delle Forze Armate che il calendario è dedicato. Un progetto iconografico che, mese dopo mese, scatto dopo scatto, porta a conoscere alcune componenti delle  Forze Armate attraverso un militare donna che le rappresenta, impegnato nella propria quotidiana attività al servizio del Paese. Il reclutamento femminile può essere considerato come un’ equa opportunità di professionalizzazione, un mezzo per rafforzare il rapporto con la società, l’occasione favorevole per allargare il bacino dal quale trarre i professionisti per selezionare il meglio per ogni categoria di militari.  I proventi della vendita del calendario ripetiamo che  saranno interamente devoluti all’ Associazione locale “Rinascita Meridionale”,  dal 1997 punto di riferimento territoriale per donne e bambini in difficoltà.  Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

 

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