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updated 2:03 PM CEST, Oct 13, 2019
Silvana Lazzarino

Silvana Lazzarino

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Frank Holliday in mostra a Roma Museo Carlo Bilotti

La prima personale dell’artista americano in un museo italiano a cura di Cesare Biasini Selvaggi. Aperta fino al 1 dicembre 2019

1 F HTra i più interessanti esponenti della controcultura newyorkese a cavallo tra anni Settanta e Ottanta  insieme a Keith Haring, Kenny Scharf e Adolfo Sanchez, FRANK HOLLIDAY (Greensboro, nel North Carolina 1957) dopo gli studi al San Francisco Art Institute e al New York Studio School, raggiunge il successo a New York nell’ambito della scena artistica dell’East Village agli inizi degli anni Ottanta esponendo oltre che nel Club 57 con Keith Haring, in  prestigiose realtà quali The Arts Club, Derek Eller, White Columns, Sandra Gering Gallery, Amy Lipton Gallery, Elizabeth Dee, Barbara Toll Fine Art and Club 57, Lennon Weinberg, PS.

A Roma durante il suo soggiorno nel 2016 ha avvertito visivamente e emotivamente il fascino dell’arte classica e barocca tanto da ispirarsi ai capolavori di molti artisti di quel periodo per le sue opere realizzate proprio nella Capitale durante quell’estate. Con impegno assiduo e continuo realizza i suoi capolavori nel suo studio a pochi passi dai Piazza Navona riuniti nella mostra a lui dedicata in corso a Roma al Museo Carlo Bilotti, aperta fino al 1 dicembre 2019. Promossa da Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Assessorato alla Crescita culturale, e patrocinata dall’Ambasciata Americana, l’esposizione "FRANK HOLLIDAY in Rome" curata da Cesare Biasini Selvaggi,  a partire dall’avvolgente stile barocco restituisce sinfonie di luci e colori, intrecci di linee evocative di quel punto di mezzo tra inferno e paradiso in riferimento alle alchimie dell'arte barocca.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Attraverso 36 opere, tutte realizzate nel 2016 durante quello che Frank Holliday stesso ha definito il suo soggiorno “monastico” romano emerge la sua grande capacità nel rendere visibile ciò che non lo è, restituendo voce ad una realtà nella sua irrealtà. In questo voler far quasi combaciare due visioni opposte per armonizzarle è come se cercasse in questo mondo l’essenza di ciò che si immagina sia oltre e nel pensiero dell’aldilà qualcosa appartenente a questo viaggio. E’ la spinta che sostiene il desiderio dell’uomo a cogliere qualcosa di irraggiungibile, domandandosi il senso di questa vita in cui tutto si rapporta all’rifinito che è oltre e al di qua, ma anche dentro se stessi se lo si guarda con nuova prospettiva.3 FH

Luci e ombre si alternano fino a compenetrarsi, così come cadute e ascese, presenze e assenze, pieni e vuoti. In questi dipinti si avverte un ritmo vorticoso in divenire dal basso verso l’alto e viceversa con cui ricostruire l’armonia dei contrari per un equilibrio di forma a e colore, architettura e luce. È in questa sinergia che si percepisce quello spazio intermedio, tra l’inferno e il paradiso, quale richiamo alle atmosfere della pittura della Roma barocca, Tra i grandi maestri cui Holliday guarda con maggior interesse è Caravaggio proprio per quel gioco di contrasti tra luci e ombre, di aperture e chiusure dove far rivivere prospettive indefinite a toccare l’indefinito e l’oltre in cui lo sguardo si perde talora smarrendosi. Di forte emozione per Holliday era lo spazio della Cappella Contarelli (Chiesa di San Luigi dei Francesi) più o meno delle stesse dimensioni del suo studio romano, dove restava incantato ad ammirare in piedi il ciclo pittorico dedicato al San Matteo del Caravaggio.

Inoltre l’opera del Bernini centrata sul motivo della forza di gravità in cui constata la contrapposizione tra l’attrazione del peso della terra e la ricerca dello spirituale nella pietra, diventa occasione per proiettare in pittura questa dicotomia tra ciò che appartiene alla materia e l’aspetto legato alla spiritualità soffermandosi sul quello zona di mezzo tra i due.

Nei suoi dipinti del ciclo romano Frank Holliday -come sostiene il curatore Cesare Biasini Selvaggi - ha scandagliato proprio questo spazio intermedio, tra l’inferno e il paradiso, quella dimensione di mezzo. La sua grande maestria sta nel dare immagine a qualcosa di assolutamente immateriale, nel dipingere cioè la realtà nella sua irrealtà, cercando l’aldilà in questo mondo e questo mondo nel pensiero dell’aldilà.”.

Accento a Nights of the Tiber, Wings of Others, Battle Cries and Champagne, Run Moon Run e East Wind Skies, sono Blue Angel, Phoenix Rising , Medusa, Jealous Sky, Fountain Blue e Blaze, solo per citare alcuni   titoli.

Ad accompagnare la mostra organizzata e sponsorizzata da Partners & Mucciaccia, è il catalogo della Carlo Cambi editore in cui sono presenti testi di Cesare Biasini Selvaggi, Carter Ratcliff, un’intervista di Anney Bonney, oltre a un’antologia critica e ad apparati bio-bibliografici.

Numerose e importanti collezioni sparse negli Stati Uniti, in Europa, Giappone, Australia, Messico, conservano i lavori di Hollidat tra cui: il Weatherspoon Museum at The University of North Carolina di Greensboro, il Museum Frederick Russe di Stoccolma (Svezia), il Museo delle Miniature di Amsterdam (Olanda), il MoMA e la DIA Art Foundation di New York. Inoltre diversi e importanti sono i premi che ha ricevuto come il National Endowment for the Arts (1986) e il Fellow of the John Simon Guggenheim Memorial Foundation (2015).

Frank Holliday in Rome

Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese,

Viale Fiorello La Guardia 6, 00197 Roma

Orario da ottobre a maggio: da martedì a venerdì e festivi ore 10.00 - 16.00

 (ingresso consentito fino alle 15.30); sabato e domenica ore 10.00 - 19.00

(ingresso consentito fino alle 18.30)

fino al 1 dicembre 2019

Ingresso libero        

 

FRANK HOLLIDAY in mostra a Roma Museo Carlo Bilotti

La prima personale dell’artista americano in un museo italiano a cura di Cesare Biasini Selvaggi. Aperta fino al 1 dicembre 2019

Tra i più interessanti esponenti della controcultura newyorkese a cavallo tra anni Settanta e Ottanta  insieme a Keith Haring, Kenny Scharf e Adolfo Sanchez, FRANK HOLLIDAY (Greensboro, nel North Carolina 1957) dopo gli studi al San Francisco Art Institute e al New York Studio School, raggiunge il successo a New York nell’ambito della scena artistica dell’East Village agli inizi degli anni Ottanta esponendo oltre che nel Club 57 con Keith Haring, in  prestigiose realtà quali The Arts Club, Derek Eller, White Columns, Sandra Gering Gallery, Amy Lipton Gallery, Elizabeth Dee, Barbara Toll Fine Art and Club 57, Lennon Weinberg, PS.

A Roma durante il suo soggiorno nel 2016 ha avvertito visivamente e emotivamente il fascino dell’arte classica e barocca tanto da ispirarsi ai capolavori di molti artisti di quel periodo per le sue opere realizzate proprio nella Capitale durante quell’estate. Con impegno assiduo e continuo realizza i suoi capolavori nel suo studio a pochi passi dai Piazza Navona riuniti nella mostra a lui dedicata in corso a Roma al Museo Carlo Bilotti, aperta fino al 1 dicembre 2019.

Promossa da Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Assessorato alla Crescita culturale, e patrocinata dall’Ambasciata Americana, l’esposizione "FRANK HOLLIDAY in Rome" curata da Cesare Biasini Selvaggi,  a partire dall’avvolgente stile barocco restituisce sinfonie di luci e colori, intrecci di linee evocative di                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             quel punto di mezzo tra inferno e paradiso, proprio in riferimento alle alchimie dell’arte barocca. Attraverso 36 opere, tutte realizzate nel 2016 durante quello che Frank Holliday stesso ha definito il suo soggiorno “monastico” romano emerge la sua grande capacità nel rendere visibile ciò che non lo è, restituendo voce ad una realtà nella sua irrealtà. In questo voler far quasi combaciare due visioni opposte per armonizzarle è come se cercasse in questo mondo l’essenza di ciò che si immagina sia oltre e nel pensiero dell’aldilà qualcosa appartenente a questo viaggio. E’ la spinta che sostiene il desiderio dell’uomo a cogliere qualcosa di irraggiungibile, domandandosi il senso di questa vita in cui tutto si rapporta all’rifinito che è oltre e al di qua, ma anche dentro se stessi se lo si guarda con nuova prospettiva.

Luci e ombre si alternano fino a compenetrarsi, così come cadute e ascese, presenze e assenze, pieni e vuoti. In questi dipinti si avverte un ritmo vorticoso in divenire dal basso verso l’alto e viceversa con cui ricostruire l’armonia dei contrari per un equilibrio di forma a e colore, architettura e luce. È in questa sinergia che si percepisce quello spazio intermedio, tra l’inferno e il paradiso, quale richiamo alle atmosfere della pittura della Roma barocca, Tra i grandi maestri cui Holliday guarda con maggior interesse è Caravaggio proprio per quel gioco di contrasti tra luci e ombre, di aperture e chiusure dove far rivivere prospettive indefinite a toccare l’indefinito e l’oltre in cui lo sguardo si perde talora smarrendosi. Di forte emozione per Holliday era lo spazio della Cappella Contarelli (Chiesa di San Luigi dei Francesi) più o meno delle stesse dimensioni del suo studio romano, dove restava incantato ad ammirare in piedi il ciclo pittorico dedicato al San Matteo del Caravaggio.

Inoltre l’opera del Bernini centrata sul motivo della forza di gravità in cui constata la contrapposizione tra l’attrazione del peso della terra e la ricerca dello spirituale nella pietra, diventa occasione per proiettare in pittura questa dicotomia tra ciò che appartiene alla materia e l’aspetto legato alla spiritualità soffermandosi sul quello zona di mezzo tra i due.

Nei suoi dipinti del ciclo romano Frank Holliday -come sostiene il curatore Cesare Biasini Selvaggi - ha scandagliato proprio questo spazio intermedio, tra l’inferno e il paradiso, quella dimensione di mezzo. La sua grande maestria sta nel dare immagine a qualcosa di assolutamente immateriale, nel dipingere cioè la realtà nella sua irrealtà, cercando l’aldilà in questo mondo e questo mondo nel pensiero dell’aldilà.”.

Accento a Nights of the Tiber, Wings of Others, Battle Cries and Champagne, Run Moon Run e East Wind Skies, sono Blue Angel, Phoenix Rising , Medusa, Jealous Sky, Fountain Blue e Blaze, solo per citare alcuni   titoli.

Ad accompagnare la mostra organizzata e sponsorizzata da Partners & Mucciaccia, è il catalogo della Carlo Cambi editore in cui sono presenti testi di Cesare Biasini Selvaggi, Carter Ratcliff, un’intervista di Anney Bonney, oltre a un’antologia critica e ad apparati bio-bibliografici.

Numerose e importanti collezioni sparse negli Stati Uniti, in Europa, Giappone, Australia, Messico, conservano i lavori di Hollidat tra cui: il Weatherspoon Museum at The University of North Carolina di Greensboro, il Museum Frederick Russe di Stoccolma (Svezia), il Museo delle Miniature di Amsterdam (Olanda), il MoMA e la DIA Art Foundation di New York. Inoltre diversi e importanti sono i premi che ha ricevuto come il National Endowment for the Arts (1986) e il Fellow of the John Simon Guggenheim Memorial Foundation (2015).

 

Frank Holliday in Rome

Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese,

Viale Fiorello La Guardia 6, 00197 Roma

Orario da ottobre a maggio: da martedì a venerdì e festivi ore 10.00 - 16.00

 (ingresso consentito fino alle 15.30); sabato e domenica ore 10.00 - 19.00

(ingresso consentito fino alle 18.30)

fino al 1dicembre 2019

Ingresso libero        

 

Museo civico di Zoologia: Urban Nature

bioSabato 5 ottobre appuntamento con l'incontro su "Le acque di Roma tra biodiversità e ricchezza della vita”

Da non perdere il 5 ottobre 2019 a Roma “Acque e biodiversità: la ricchezza della vita e le acque di Roma”  presso il Museo Civico di Zoologia dalle 10.00 alle 13.00. Un incontro alla scoperta del fascino della biodiversità sul territorio lungo il fiume Tevere e le zone umide presenti in città, che  rientra nelle iniziative promosse dalla manifestazione nazionale “Urban Nature”  organizzata dal WWF Italia, in collaborazione tra gli altri con l’Associazione Nazionale dei Musei Scientifici. Attraverso diverse attività in cui vengono coinvolti cittadini e ragazzi, la manifestazione mira a stimolare la loro curiosità e interesse verso la natura parte integrante dell’esistenza, scoprendo quanto sia importante la sua salvaguardia e rispetto a partire dalle aree verdi urbane,

Promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, l’evento è occasione per conoscere la varietà di specie vegetali e animali di cui spesso si ignora l’esistenza lungo il Tevere e le sue zone. Durante l’incontro alcuni ricercatori illustreranno i dati sulla presenza di alcune specie animali, coniugando l'informazione scientifica ad un approccio più divulgativo, sulla funzione e le esigenze di conservazione degli ambienti di acqua dolce. Durante l’incontro moderato da Raniero Maggini - WWF Roma e Area Metropolitana, aperto a tutti i cittadini,  saranno diversi gli interventi: “Fiumi come corridoi per la fauna selvatica” a cura di Francesco Petretti, “Anfibi e rettili delle piccole zone umide di Roma” a cura di Massimo Capula. “L'Ittiofauna della Capitale: vecchi e nuovi abitanti dei fiumi” a cura di Gerardo Petrosino e “Fiumi e piccole aree umide, attrattori di biodiversità” con  Corrado Battisti.

 

 Urban Nature:

“Le acque di Roma tra biodiversità e ricchezza della vita”

Museo Civico di Zoologiam  Roma

Orario 10,00.-13,00

sabato 5 ottobre 2019

Ingresso libero

 

Rome Art Week alla 4°edizione nella Capitale

A WeekTorna "Art Week" alla sua 4 edizione dal 21 al 26 ottobre con un programma eterogeneo tra progetti espositivi, visite guidate, conferenze, open studio.

in questi ultimi anni l’arte con le sue diverse espressioni, mette al centro l’uomo entro il suo percorso fatto di chiaroscuri emozionali dove sempre più diventa difficile rapportarsi in modo autentico con gli altri per giungere a legami armoniosi. In questo suo interpretare le emozioni del presente attraverso un tempo ideale, l’arte racconta l’invisibile tra pensiero e azione attraverso il suo interagire con spazi e ambienti diversi ordinari e straordinari

Alla ricerca di verità e di risposte al suo domani, l’artista con la sua opera attraverso diverse tecniche racconta con nuova energia stati d’animo e emozioni dell’individuo nel rapportarsi agli altri e il suo riflettere sul senso di questa vita dove tutto può accadere sulla scia che separa verità e mistero, presenza e assenza.

A sottolineare l’importanza che sempre più sta acquisendo l’arte contemporanea nel comunicare e mettersi all’ascolto dell’individuo entrando nel suo percorso esistenziale attraverso rappresentazioni dove segno, colore, materia e parola, giocano un ruolo importante, è la settimana proposta da ART WEEK (21-26 ottobre 2019) progetto culturale totalmente indipendente e no profit. Questa importante manifestazione, promossa da Kou - Associazione per la promozione delle Arti visive, alla quarta edizione, intende accostare il pubblico il più possibile ai linguaggi dell’arte attraverso proposte interessanti che uniscono mostre, progetti, interventi critici e incontri con gli artisti.

Alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione che si svolgerà giovedì 3 ottobre 2019 alle ore 11.00 a Roma a Palazzo Merulana che condivide la missione di apertura verso il territorio per l'emersione di buone pratiche artistiche e culturali del contemporaneo a Roma, verranno resi noti gli esiti della call per videoartisti “RAW incontra Miami NMF” promossa da Miami New Media Festival. Le opere degli artisti prescelti oltre ad essere presenti a Roma, verranno esposte all'evento di chiusura del Miami New Media Festival al Doral Contemporary Art Museum di Dorcam il 30 novembre 2019.consolini

A questa edizione partecipano 143 strutture tra Gallerie, Fondazioni, Istituzioni, Associazioni, Polivalenti., 326 Artisti, 27 curatori, con oltre 300 eventi (i numeri sono in costante aggiornamento). Patrocinata dalla Regione Lazio, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Sapienza Università di Roma e dalla , CIU – Confederazione di Unione delle Professioni intellettuali, la manifestazione si pone l’ambizioso obiettivo di fornire un impulso nuovo alla promozione, produzione e al mercato dell'arte contemporanea della Capitale, proiettandola nei circuiti internazionali, puntando alla costruzione di una rete tra strutture espositive, artisti, critici e curatori d’arte.

Di seguito i nomi dei curatori che partecipano a questa edizione: Adelinda Allegretti, Alessia Bennani, Anna Amendolagine, Anna Maria Panzera, Maria Arcidiacono, Collettivo Curatoriale ISA, Dafne Crocella, Eleonora De Filippis, Fabio Matthew Lanna, Federica Fabrizi, Gianleonardo Latini, Ilaria Giacobbi, Luisa De Marinis, Marcella Magaletti, Miami New Media Festival, Monica Ferrarini, Noemi Pittaluga, Oriana Picciolini, Penelope Filacchione, Raffaele Quattrone, Raffaella M. Nicole Salato, Roberta Melasecca, Sabrina Consolini, Simona Pandolfi, Maria Italia Zacheo, Valentina Ferrari, Velia Littera.Anghelop RAW

 

Durante la settimana Roma sarà invasa da eventi, progetti espositivi, talk, conferenze, performance, open studio, visite guidate gratuite rivolte ad un pubblico eterogeneo dando prova di quanto il mondo artistico contemporaneo capitolino sia fertile e articolato. Le gallerie e spazi espositivi attraverso  mostre ed eventi proporranno  il proprio punto di vista sull’arte contemporanea; gli open studio daranno l’occasione di scoprire la genesi dell’opere d’arte con la presenza dell’artista che aprirà le porte del proprio atelier; e inoltre sarà possibile visitare i progetti espositivi ideati ad hoc da curatori, artisti e operatori del settore. Le numerose visite guidate che saranno organizzate avranno ciascuna una pagina dedicata sul sito, con mappa interattiva, il calendario e la possibilità di prenotazione.

Punti di osservazione critica e suggerimenti sullo stato dell’arte contemporanea a Roma, con indicazioni precise e una guida su quali percorsi visitare durante la settimana di RAW verrà fornita dai “I Punti di vista” rappresentati da critici e operatori autorevoli del settore dell’arte contemporanea quali: Alberto Dambruoso, Angelo Bellobono, Claudio Strinati, Giovanni Albanese, Helia Hamedani, Maria Giovanna Musso, Micol Di Veroli, Paolo Balmas, Raffaele Gavarro, Roberto Gramiccia, Saverio Verini, Silvano Manganaro, Valentino Catricalà, Tiziana D’Acchille, Wonderlust.

Tra gli artisti partecipanti circa 326, accanto a Achille Pace, Adi Kichelmacher, Andrea Pinchi, A.T. Anghelopoulos, Daniela Beltrani, Daniela Di Lullo, Eugenia Serafini, sono Francesco Campese, Isabelle Dehais, Ivan Paduano, Jacopo Benci, Maria Gloria Sirabella, e ancora Mauro Romano, Micaela Legnaioli, Monica Argentino, Roberta Petrangeli e Sean Riley, solo per citarne alcuni.

I percorsi saranno liberamente scelti a seconda della tendenza artistica personale. Le segnalazioni dei “punti di vista” verranno costantemente aggiornate durante la manifestazione.Nelel foto Sabrina Consolini tra i curatori della manifestazione, e l'artista A. T. Anghelopoulos.

 

ROME ART WEEK

21-26 ottobre 2019

Conferenza Stampa Palazzo Merulana  Roma ore 11.00

Giovedì 3 ottobre 2019 ore 11.00

ingresso gratuito

 

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Roma

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Collaboratore
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Collaboratore