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L’8 giugno i comitati di quartiere alla Giustiniana protestano contro il nuovo centro di accoglienza

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In un primo momento sembrava dovesse essere la struttura della Parrocchia di S. Bartolomeo Apostolo di vicolo Monte Arsiccio ad accogliere un numero imprecisato di migranti in arrivo a Roma, ma poi, data l’inadeguatezza di quest’ultima, si è optato per la casa per ferie San Gabriele alla Giustiniana.

Questo complesso dispone di 34 camere che saranno adibite a centro di accoglienza per richiedenti asilo, come fatto anche in altre occasioni, sembra a partire dal 15 giugno.

Una parte dei residenti vede l’arrivo di queste persone come una minaccia per la propria tranquillità ed incolumità, per questo i comitati di quartiere Giustiniana Case e Campi e Monte Arsiccio hanno indetto per giovedì 8 giugno una manifestazione di protesta presso il piazzale della Stazione della Giustiniana alle ore 18,00.

I cittadini, e non solo quelli dei quartieri periferici, sono esasperati per il degrado della nostra città, che ha raggiunto livelli impressionanti in quest’ultimo anno, per il traffico, le montagne di rifiuti, i parchi abbandonati e la mancanza di sicurezza, e ora alcuni pensano che la situazione possa peggiorare per l’arrivo di qualche decina di persone che verranno ospitate nella struttura del San Gabriele.

Al di là delle guerre e della fame che alimentano questo esodo senza fine, occorre risolvere il problema demografico e l’inettitudine e la corruzione dei governi dei paesi di partenza che sono alla base del fenomeno che spinge milioni e milioni di disperati a cercare scampo in una parte della Terra che, purtroppo, non ha i mezzi e lo spazio per contenerli tutti.

Alessandro Ranieri

A Terra Santa alunni, genitori e maestre impegnati per il decoro della scuola

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Roma 23 maggio 2017. Tutti all’aria aperta oggi i bambini delle prime classi dell’Istituto comprensivo di via Boccea 590, per una iniziativa promossa da Legambiente cui ha aderito il neo Comitato dei genitori degli alunni.

In una festosa mattinata di sole alunni, genitori e insegnanti si sono dedicati ad abbellire i viali della scuola: ciascuno, secondo le proprie attitudini, ha contribuito a questo progetto.

Sono stati piantati fiori, decorati vasi e muri, senza tralasciare l’aspetto didattico, dato che ad ogni pianta è stata assegnata un’etichetta con la propria descrizione scientifica, il tutto con un occhio all’ambiente, dato che sono stati utilizzati materiali di riuso e riciclo.

La partecipazione è stata ampia e sentita, tanto che già si attende la prossima edizione di questa iniziativa, che è stata utile anche per sensibilizzare i soggetti competenti ad una maggiore attenzione per il decoro e la funzionalità degli spazi adibiti all’attività didattica.

I problemi lamentati da genitori e personale della scuola rimangono sempre gli stessi: il miglioramento del livello di sicurezza nei parcheggi e all’interno dell’edificio scolastico, bene le telecamere, ma occorrerebbero le sbarre alle finestre per evitare il ripetersi di furti come quello dello scorso anno, quando sono state rubate lavagne elettroniche e persino zaini dei bambini.

Un altro problema è anche lo stato dello spazio antistante la scuola con il parcheggio che, dopo diversi anni e tre giunte municipali di differenti colori, continua ad essere ancora non completamente asfaltato. Nei vialetti interni dovrebbero essere posizionati dei dossi, così da migliorare la sicurezza dei pedoni, così come dovrebbero essere poste delle sbarre alle rampe, per evitare che si introducano veicoli estranei alla scuola. 

Esposto all’Anticorruzione, alla Guardia di Finanza e alla Corte dei Conti sull’ordinanza balneare a Roma

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Il 29 aprile scorso il Comune di Roma ha approvato l’ordinanza che regola l’utilizzo delle aree demaniali in occasione della prossima stagione balneare, nella quale ci sono certamente alcuni aspetti positivi.

La gratuità dell’accesso al bagnasciuga anche per la balneazione non è una novità introdotta dall’ordinanza, però nel provvedimento si stabilisce che i cartelli apposti dai concessionari non devono essere ambigui circa la gratuità dell’accesso e del transito.

Sono introdotte anche alcune norme per facilitare le persone con disabilità e i bambini fino a 3 anni, con la previsione di fasciatoi nei bagni e appositi percorsi per le carrozzine.

Si fa chiarezza su quali siano le spiagge libere e si stabilisce che i gestori devono consentire l’utilizzo dei bagni, almeno ai disabili e ai bambini fino a 3 anni, anche se non clienti.

Però sono sorti dubbi circa la competenza del sindaco a emanare l’ordinanza, dato che la materia del demanio marittimo dal 2011 è demandata ai Municipi, e quindi, per il X che è commissariato, all’apposita commissione straordinaria, per questo l’associazione Labur – Laboratorio di Urbanistica, lo scorso 2 maggio, ha presentato un esposto all’Autorità Anticorruzione, alla Guardia di Finanza e alla Corte dei Conti.

TENTATA RAPINA AL SUPERMERCATO EMMEPIU’ DI SAN PAOLO

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Oggi 21 aprile, a Roma, intorno alle 15.30, un uomo ha cercato di rapinare le casse del supermercato Emmepiù di via Chiabrera nel quartiere di San Paolo.

Fortunatamente, grazie alla prontezza del personale, uno dei dipendenti è riuscito a bloccare il malfattore ed evitare il peggio, tuttavia l’uomo è riuscito a fuggire prima dell’arrivo dei Carabinieri della Stazione Roma San Paolo, accorsi immediatamente sul posto dopo la segnalazione.

Arrivata prontamente anche un’ambulanza per soccorrere la cassiera in stato di shock minacciata con una lama per unghie dall’aggressore.

Secondo una prima ricostruzione, sembrerebbe che l’ assalitore avesse come arma solo la lama e, dopo lo scontro dove ha avuto la peggio, oltre a non essere riuscito a portare via nulla, ha anche lasciato lo zainetto che aveva con sé.

In via Gaspare Gozzi, hanno ritrovato anche la sua giacca.

Sulla vicenda ora saranno aperte le dovute indagini, ma, paura a parte, tutto è andato per il meglio.

Selva Candida e dintorni: buche e strade dissestate in attesa della funivia urbana

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La bretella di via Cremolino a “Chi l’ha visto”.

Nel mese di aprile dello scorso anno la Total Erg ha presentato la sua “macchina tappabuche” a Malagrotta, un dispositivo capace di pulire le buche delle strade cittadine, di spargervi e compattare bitume e altro materiale per chiudere in maniera definitiva le numerose buche delle nostre strade.

La macchina è stata pensata soprattutto per le strade della Capitale, che da sempre sono dissestate e piene di buche.

Allora c’era ancora il sindaco Marino, e si cominciava a parlare di questa prodigiosa macchina, che è stata provata per la prima volta ufficialmente a ottobre su via Appia Nuova, pochi mesi dopo l’insediamento della nuova Giunta.

Da allora sono passati altri 6 mesi e non si hanno notizie di un ulteriore utilizzo di questa macchina, le buche però sono rimaste, specie in strade di periferia, come Via di Selva Candida, una lunga striscia di buche, alcune delle quali solo male rattoppate.

La strada qui è molto pericolosa, non solo per i pedoni, dato che mancano i marciapiedi e pensiline protette per le fermate delle autobus, ma anche per motociclisti e automobilisti, a causa della presenza di buche e avvallamenti.

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Dalla zona, molto trafficata, è molto difficile raggiungere il centro cittadino, a portata di mano sarebbe il raccordo anulare, se non fosse che la famosa bretella di via Cremolino non viene mai realizzata.

Sembrerebbe ci siano notizie sul fronte della funivia urbana tra Battistini e Casal Selce, un originale progetto di Casalottilibera che potrebbe essere risolutivo, e che la precedente giunta non ha fatto in tempo a studiare e verificare, e che potrebbe essere fatto proprio dall’attuale Giunta, ma anche qui i tempi non sembrano brevi.

Con la prossima campagna elettorale, esauriti gli argomenti, ci proporranno direttamente il teletrasporto.

Il 4 aprile si riunisce il Comitato Valle Aurelia

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Il prossimo 4 aprile si terrà l’assemblea del Comitato Valle Aurelia alle ore 19,00 presso la Parrocchia Sant'Ambrogio in via G. Vitelli, 23.

Già nello scorso mese di marzo si era tenuta un’assemblea molto partecipata del Comitato, recentemente nato per tentare, per quanto possibile, di limitare i danni della ingente opera pubblica che sta per essere posta in essere in un luogo storico del quadrante di Roma Nord Ovest.

Dalla fine del 2015 sono partiti i lavori per la realizzazione di un mega centro commerciale e altre opere nell’area che fu della Fornace Veschi, di cui rimane una limitata vestigia, con la torre oramai quasi dimezzata a testimonianza di un quartiere operaio in cui gran parte della popolazione era dedita alla fabbricazione dei mattoni nelle varie fornaci che, fino alla prima metà del ‘900 erano in funzione.

A parte la cementificazione di un’ulteriore zona di Roma, i cittadini da tempo lamentano rumori dovuti al cantiere, anche nelle ore serali e nei giorni festivi, riduzione di spazi per i parcheggi, attraversamenti pedonali pericolosi, il cedimento di parte della strada della settimana scorsa è solo uno degli ultimi episodi negativi legati al cantiere le cui alte gru in mezzo alle case fanno venire i brividi.

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Per questo il 4 aprile il neonato Comitato di quartiere si riunisce in un’assemblea aperta a tutti, finalizzata a stendere un documento comune da presentare alle Istituzioni, e mettere i paletti su vari aspetti, tra cui anche quello della preservazione di quello che rimane dell’antica fornace.

E’ sicuramente gradita una ampia partecipazione per portare nuove idee e per chiedere alle Istituzioni preposte di vigilare affinchè l’opera non vada soltanto ad avvantaggiare gli operatori economici, ma tutta la cittadinanza.

(nella foto a fianco i lavori per la realizzazione del "Ponte del Papa")

Ripartono di nuovo i lavori della Via Boccea

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Roma, 7 marzo. Come anche segnalato da Casalottilibera, che ha più volte sollecitato le Istituzioni comunali, dopo uno stop durato oltre un anno e mezzo, interrotto da una falsa ripartenza alla fine della scorsa estate, ripartono i lavori sulla via Boccea.

Il 7 marzo è stato registrato il contratto firmato il 2 marzo dall’ing. Fabio Pacciani, Direttore della Direzione Urbanizzazioni Primarie del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana e la rappresentante legale della Prima Appalti s.r.l. per il completamento dei lavori di raddoppio della via Boccea, iniziati quasi 5 anni or sono.

La sospensione era stata causata dall’ennesimo atto dell’interminabile contenzioso giudiziario fra le due ditte che avevano partecipato alla gara di appalto, nonché dall’attività delle Soprintendenze archeologiche, a seguito del ritrovamento di reperti romani ed etruschi nell’area.

Il contratto appena firmato potrebbe rappresentare l’ultimo capitolo di una storia molto lunga che dovrebbe portare alla realizzazione di un’opera fondamentale per la viabilità della zona, afflitta da vari decenni dalle conseguenze di un intenso traffico veicolare, soprattutto nelle ore di punta e all’uscita dalle scuole.

Già nella mattinata odierna sono stati segnalati movimenti nell’area dove dovrebbe sorgere la rotatoria tra via di Casalotti e via Boccea, il Dipartimento assicura che i lavori termineranno entro 6 mesi, si spera in tempo per l’apertura delle scuole dopo la pausa estiva.

ETERNAL CITY BREWING: LA SFIDA DI 5 RAGAZZI DI CORVIALE

IMG 20170228 WA0023 2Eternal City Brewing è un birrificio artigianale romano arrivato a produrre 6000 bottiglie mensili e 700 ettolitri l’anno. Il nome richiama il mito della città eterna ed i giovani ragazzi, Maurizio, Giacomo, Enzo, Simone e Alessandro sono spronati ogni giorno ad essere all’altezza di questo nome. Il progetto Eternal City Brewing è nato nel 2013 come un birrificio senza un impianto proprio che si appoggia ad altri birrifici utilizzando le proprie ricette. Due anni dopo viene acquistato lo stabilimento di produzione attuale in via Ponte Pisano 84 ed ECB inizia a produrre con due fermentatori fino a diventare il più grande birrificio artigianale all’interno del GRA. « L’obiettivo è quello di essere riconosciuti come il birrificio di Roma - spiega Giacomo Mondini in una intervista su La Repubblica - riprendendo la tradizione americana un po’ campanilistica che vuole che gli americani si riconoscano nel birrificio della loro città». Una identità che è cercata attraverso nomi come Urbe, Lupa, Tiber e Bulla ma soprattutto grazie alle etichette che raccontano la storia della città. Gran parte delle birre seguono lo stile inglese e americano, ricche di luppolo che soddisfano la sete dei romani e non solo. Tra queste spicca appunto l’Urbe che ha ottenuto il riconoscimento Grande Birra da Birre d’Italia 2017 di Slow Food e si è classificata terza nella categoria American e India Pale Ale nel concorso indetto da Unionbirrai. Non manca il riferimento alla tradizione birraia belga, come la Tre Scrocchi in cui ai malti viene aggiunto miele proveniente dalla vicina Tenuta dei Massimi. All’interno del birrificio è presente una piccola tap room dall’ambiente informale dove sono presenti alcune spine e dove è possibile dialogare con il mastro birraio Maurizio. Il locale di mescita è aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 a mezzanotte per non far concorrenza ai locali romani a cui il birrificio distribuisce i fusti. A breve aprirà anche la cucina che punterà ad utilizzare malti e luppoli anche nei piatti e a recuperare prodotti di risulta, come i malti esausti per fare il pane.

Degrado al Parco di Monte Ciocci

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Dopo quasi 4 anni dall’apertura al Parco di Monte Ciocci molti problemi rimangono irrisolti.

La fontana panoramica con i getti di acqua nebulizzata che formavano un suggestivo arcobaleno con San Pietro sullo sfondo è stata utilizzata una sola volta e subito vandalizzata: rimangono solo delle buche pericolose malamente coperte con delle tavole, mentre le solite scritte con le bombolette decorano l’ambiente qua e là.

Il chiosco che doveva essere dato in gestione per un bar o un punto di ristoro è ancora abbandonato e ridotto a una latrina, con le immondizie tutte intorno.

L’ingresso alle vecchie trincee della seconda guerra mondiale, ripulite e sistemate qualche tempo fa, è sempre aperto, e chissà cosa c’è ora là sotto.

Gli accessi non sono minimamente sorvegliati e i motorini entrano indisturbati, la scorsa settimana, come anche denuncia il Comitato Monte Ciocci, ha fatto apparizione anche un’auto verde dei Carabinieri, in realtà il vecchio Corpo Forestale, ora accorpato all’Arma, che ha fatto il suo breve giro sul belvedere ed è andata via.

Intanto gli accampamenti abusivi degradano i versanti del parco, con baracche e vere e proprie discariche di materiali, ogni tanto qualche incendio ad ammorbare l’aria.

E così uno dei posti più belli di Roma, una terrazza su San Pietro con un affaccio su un panorama sognato in tutto il mondo, è mortificato dal degrado, nella noncuranza delle Istituzioni.

Il distaccamento dei Vigili del fuoco ‘’Nomentano 6A’’: tra passato e presente, la storia della sede di Via Ettore Romagnoli 39

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Il primo nucleo abitativo della zona di Montesacro viene costruito nel 1919 per iniziativa degli impiegati delle Ferrovie dello Stato. Qui l'architetto Gustavo Giovannoni progetta e realizza, ponendosi per quegli anni indubbiamente all'avanguardia e fuori del Piano Regolatore di Roma, una "Città Giardino", orientata alla tipizzazione della "garden city" d'oltremanica, composta da costruzioni con struttura "a villini" inseriti nel verde, e con servizi indipendenti: scuola, chiesa, ufficio postale, parco pubblico.

Negli anni '30 e '40 sorgono le borgate di Valmelaina, Cecchina e Tufello, mentre tra gli anni '40 e '50 viene realizzato il Grande Raccordo Anulare. Nel periodo tra gli anni '50 e '60 il fenomeno dell'edilizia intensiva coinvolge la stessa "garden city", il menzionato quartiere del Tufello, ma anche la Bufalotta, Vigne Nuove.

Alla fine del secondo conflitto mondiale per arginare il fenomeno della disoccupazione dilagante lo Stato interviene con piani di sviluppo dell'edilizia mediante una politica di sgravi fiscali per i costruttori e di abolizione delle tasse sulle aree fabbricabili. L'obiettivo è quello di edificare dei nuovi quartieri popolari nelle zone periferiche demolendo le numerose baracche presenti sulle principali arterie di Roma.

Nella prima metà degli anni ’60 nasce il distaccamento Nomentano dei vigili del fuoco e per circa venti anni la sede è quella di un locale cantinato in via Renato Fucini. Successivamente viene approvato il progetto per la realizzazione della sede definitiva che ricade su un terreno precedentemente appartenuto all’ex Inpdap. Nel 1993 viene inaugurato il Distaccamento Nomentano 6° di via Ettore Romagnoli 39.

Questo, costituito da circa 90 operatori suddivisi per turni, si è rivelata una delle sedi più operative e i dati parlano chiaro: 6000 interventi l’anno, circa 16 interventi al giorno; dispone di un settore logistico, di caricamento e di una sezione prevenzione incendi e offre corsi di formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro secondo D. lgs. 9 aprile 2008, n. 81 insieme a “open day” dedicati ai più piccoli.

Tra i meriti va sicuramente menzionato il tempestivo intervento nella notte del 6 aprile 2009 dove un devastante sisma ha colpito la città de L’Aquila, e quello del 27 novembre del 2001 in via Ventotene, durante il quale hanno perso la vita quattro civili e quattro vigili del fuoco in una esplosione.

Un ringraziamento particolare va al capo-sede Piero Gonini e all’ing. Luigi Liolli per la loro disponibilità e per le preziose informazioni.

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