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Il Colosseo, simbolo della romanità: dalle origini al restauro

COLOSSEO efIl Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio, è stato recentemente restaurato a cura del gruppo Della Valle. Sono terminati i lavori di ripulitura, ottenuta mediante acqua nebulizzata a temperatura ambiente, senza solventi, per rimuovere croste e depositi senza alterare il materiale lapideo, preservando la patina del tempo e i segni di lavorazione dell’epoca.

Dopo il restauro ora si progetta il ripristino del piano dell'arena, mentre è stato ricostruito il montacarichi delle belve, quest’ultimo a cura del produttore di un documentario che vi è stato girato.

Vediamo com’è nato il monumento: nell’area in cui precedentemente si trovava un laghetto artificiale realizzato da Nerone, Vespasiano inizia, nel 72 d.C. l’edificazione di questo importante anfiteatro, il più grande del Mondo, inaugurato da Tito nell’80 d.C. Deve il suo nome sia alle dimensioni, sia all’originaria presenza del colosso di Nerone, la cui base fu eliminata solo negli anni ’30, insieme ai resti della fontana Flavia, detta anche Meta sudans, per il modo in cui usciva l’acqua e perché era il punto di svolta, la meta, del giro dei cavalli nei circhi.

L’anfiteatro, di forma ellissoidale, ha un perimetro di oltre 500 m., e i due assi misurano, uno circa 190, l’altro oltre 150 metri, la sua attuale altezza è di circa 48 metri, ma originariamente arrivava a 52 metri, esistono poi i vari spazi ipogei.

I lavori di costruzione andarono avanti negli anni, e già prima della fine furono tenute nella struttura alcune naumachie, giochi con imbarcazioni, dopo la realizzazione dei vari livelli furono costruiti gli edifici di servizio per i gladiatori e per la preparazione dei giochi.

Fino al V-VI secolo furono tenuti “giochi” che consistevano in combattimenti fra gladiatori, fra gladiatori e animali e vere e proprie esecuzioni di condannati a morte, che venivano fatti sbranare da animali feroci, durante queste rappresentazioni furono uccisi migliaia e migliaia di animali e di esseri umani.

Nel VI Secolo l’edificio cadde in disuso e fu adibito agli usi più disparati, dal cimitero alla cava di materiali, al suo interno fu costruito addirittura un palazzo, poi demolito, e nei secoli subì anche i danni di alcuni terremoti. Il palazzo era dei Frangipane, come la torre costruita dentro il Circo Massimo: curiosa questa tendenza dell’epoca di costruire edifici all’interno di monumenti, edifici che oramai, quando conservati, sono monumenti anch’essi.

Dopo un lungo periodo di decadenza e di spoliazioni attuate per costruire altre strutture, nel XIX Secolo iniziarono i primi restauri a opera di vari architetti, fra cui Valadier, e lo Stern, che aggiunse uno sperone in laterizio per contenere le arcate adiacenti alle parti che avevano ceduto nei secoli precedenti. I lavori proseguirono poi per diversi decenni fino al secolo successivo, in cui furono realizzati dei completamenti in laterizio e travertino, utilizzando anche catene e tiranti.

Al di sotto della struttura esistevano un complesso sistema di sotterranei e di attrezzature e l’argano per il sollevamento del montacarichi degli animali, simile a quello presente nell’anfiteatro di Pozzuoli.

È anche interessante notare che dal recente restauro sono emersi i segni delle indicazioni dei vari settori dell’edificio, che aveva più di settanta ingressi, il che ci fa supporre che fosse organizzato in maniera similare a un moderno stadio.

Lettura consigliata: Ada Gabucci, Filippo Coarelli et al., Il Colosseo, Milano, Electa, 1999

Ultima modifica ilMercoledì, 05 Agosto 2015 15:34
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