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La Basilica di Sant’Agostino

s. agostinoLa basilica di Sant’Agostino, situata nella piazza omonima, è stata costruita fra il 1479 e il 1483, e deve le sue origini alla precedente chiesa di S. Trifone in Posterula, costruita dagli agostiniani.

 

L’attuale basilica è stata costruita perpendicolarmente alla chiesa preesistente e la sua facciata s’ispira a quella di Santa Maria Novella a Firenze.

La basilica è dedicata a Sant’Agostino che, nato nel 354, dopo una vita dissoluta, ha deciso di convertirsi nel 386, divenendo sacerdote e poi vescovo, e sua madre Monica, santa anche lei, è stata tumulata all’interno della basilica.

Per alcuni versi la vita di Sant’Agostino ricorda quella di Caravaggio, la cui celebre opera, la Madonna di Loreto, è custodita proprio nella basilica, ma anche la stessa basilica mescola sacro e profano, tanto che nel XVII secolo erano ivi ammesse le “cortigiane”, e di alcune di queste è presente addirittura la tomba, insieme a quelle di santi e cardinali.

La genesi della Madonna di Loreto è molto particolare, Caravaggio si è ispirato a una figura popolare, utilizzando la sua “concubina” (allora si chiamavano così) Lena come modella, e ha costruito questa figura di Madonna che un po’ deviava dai canoni consueti delle rappresentazioni divine.

Le stesse figure adoranti sono rappresentate in tutta la loro umile umanità, e la Madonna appare come una qualsiasi donna sull’uscio di una qualsiasi casa, con i piedi nudi, con il Cristo in braccio che appare come un qualsiasi bambino, in un certo senso le figure si umanizzano e appaiono con tutti i loro difetti e le loro debolezze.

Nella chiesa possiamo trovare altri capolavori del Guercino, di Raffaello, altre due figure di Madonne, la scultura della Madonna del Parto, di Jacopo Sansovino, che pare sia ispirata alla figura di Agrippina che tiene in braccio Nerone.

Questa stessa figura, che si richiama a Nerone e Agrippina potrebbe sembrare fuori posto all’interno della basilica, così come le cortigiane, che normalmente venivano sepolte nei pressi del Muro Torto, così come si dice sia stato sepolto lo stesso Nerone.

Molto particolare è anche l’organo a canne, restaurato da poco, che ha più di un secolo, ed è l’ultimo di una serie di organi, il primo dei quali del XV secolo, man mano sostituiti nel corso dei secoli.

Bibliografia: Claudio Rendina,Le chiese di Roma, Newton & Compton Editori, Roma 2000

Ultima modifica ilMercoledì, 05 Agosto 2015 15:17

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