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La basilica di Santa Cecilia in Trastevere

santa cecilia internoLa storia della basilica di Santa Cecilia in Trastevere inizia con Papa Urbano I, che trasformò la casa della martire Cecilia in una chiesa. Cecilia fu martirizzata nel 220 d.C. a seguito della morte del marito, che era stato convertito al cristianesimo proprio da Urbano I.

Si narra che la martire sopravvisse a tre colpi di ascia per ben tre giorni, dopo essere sfuggita a un tentativo di annegamento e a un incendio. Dapprima sepolta nelle catacombe di San Callisto, all’inizio del IX Secolo la sua salma fu traslata da papa Pasquale I nella basilica a lei dedicata.

Nel 1599, il 20 ottobre, il suo corpo fu rinvenuto, miracolosamente intatto, dal Cardinale Paolo Emilio Sfondrati, nipote del Papa, che commissionò allo scultore Maderno la realizzazione di una statua che tuttora si trova all’interno della basilica.

La scultura raffigura Cecilia distesa, nella esatta posizione in cui fu trovata, e a distanza di centinaia d’anni, sembra ancora che dorma, le pieghe della veste danno naturalità e umanità alla figura, è come se il suo corpo fosse restituito ancora una volta, dopo quasi duemila anni, miracolosamente intatto, a tutte le generazioni che la ammirano.

La basilica originariamente era costituita da una navata centrale sorretta da 12 colonne, poi consolidate all’inizio del XIX Secolo con la loro chiusura dentro pilastri di mattoni, il soffitto era a capriate, poi chiuse entro un controsoffitto in legno nel XVIII Secolo.

Dentro la basilica è custodito anche l’affresco del Giudizio universale di Pietro Cavallini, realizzato nel XIII secolo e il Ciborio di Arnolfo di Cambio, costruito nel 1293.

La basilica fu oggetto di numerosi abbellimenti e ampliamenti nel corso dei secoli, tra cui ricordiamo, oltre il Ciborio, la costruzione del campanile, a cura di Papa Pasquale II nel XII Secolo, alcuni lavori di ristrutturazione nel XVII e XVIII Secolo, tra cui l’innalzamento del presbitero e la sostituzione dei pavimenti cosmateschi.

Ai primi del ‘700 il cardinale Francesco Acquaviva d’Aragona aveva commissionato all’architetto Francesco Fuga la realizzazione del prospetto monumentale dell’entrata e ampliamenti e nuove costruzioni.

Successivi scavi all’inizio del ‘900 per l’ampliamento della cripta hanno portato alla scoperta di una domus romana del II Secolo a.C. e il relativo ampliamento che la portò a divenire un’insula, dotata di un cortile, di una strada di accesso, di un complesso termale.


Ultima modifica ilMercoledì, 05 Agosto 2015 15:12

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