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La Piramide Cestia

1225 Roma Piramide CestiaLa singolare costruzione piramidale situata nei pressi della stazione Ostiense è un monumento funebre fatto costruire da Caio Cestio Epulone – da qui il nome di piramide Cestia – nel periodo dal 18 al 12 a.C.

 

Caio Cestio Epulone era un dignitario romano vissuto in quel periodo, che fu tribuno della plebe, pretore e settemviro del collegio degli Epuloni, che si occupavano di organizzare i banchetti in onore degli Dei.

La costruzione misura circa 30 metri di base per 35 di altezza, poggia su una base di travertino in opera cementizia, con paramenti in laterizio, rivestiti di marmo di Carrara, a un certo punto è stata anche inglobata nelle mura aureliane, delle quattro colonne poste ai lati della costruzione ne rimangono solo due.

Caio Cestio voleva fare introdurre arazzi e altri oggetti di pregio all’interno della costruzione, ma non poté per l’emanazione di una decisione contro l’ostentazione del lusso, così ripiegò sulla costruzione di statue bronzee all’ingresso, che purtroppo sono andate perdute.

Nel XVII secolo, papa Alessandro VII, curò il restauro del monumento, dopo moltissimi secoli, allora si presentava parzialmente interrato e inaccessibile, con la punta spezzata, i rivestimenti perduti.

L’opera, fin dall'inizio, appariva in maniera molto suggestiva, e diventò il simbolo della presenza di altre culture, di altre religioni, che gli stessi romani si trovavano a fronteggiare man mano che procedevano le conquiste e l’impero si allargava, ma anche per il sorgere e il diffondersi del cristianesimo, che allora era anch’esso “altra” religione, rispetto ai culti fino allora ammessi.

Questo fece sì che, nel 1700, l’area limitrofa alla piramide fu prescelta per la realizzazione del cimitero acattolico, dove sono sepolti, tra gli altri, molti illustri uomini di cultura stranieri, ma anche personaggi italiani come Gramsci e Gadda.

La particolare prospettiva della piramide è completata dalla costruzione che sorge nei suoi pressi, che pare una specie di castelletto con due torrioni ai lati, ed è invece la porta Ostiense.

Pure molto bella e commovente è la scultura dell’angelo, che costituisce il monumento funebre di una delle tombe del cimitero. La figura sembra avulsa dalla tomba, quasi come se si fosse lasciata andare allo sconforto, appare adagiata sulla base con il volto coperto e le braccia lasciate andare sulle pareti della tomba, come sconsolata e rende molto bene l’idea del dolore del trapasso, che finisce per attanagliare perfino una figura angelica, che dovrebbe essere distaccata dal mondo terreno.

Bibliografia: Le antichità romane – Giovan Battista Piranesi

Ultima modifica ilMercoledì, 05 Agosto 2015 15:14

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