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La sezione ANPI Aurelio Cavalleggeri colloca una pietra d’inciampo dedicata a Luigi Grassi

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Roma, 11 gennaio 2016. La sezione ANPI Aurelio Cavalleggeri “Giuliano Tabarini” ha collocato una pietra d’inciampo in Via delle Fornaci, 51, in memoria di Luigi Grassi, militare antifascista e deportato politico delle Fornaci.

C’è stata una nutrita partecipazione dei cittadini del Quartiere e dei ragazzi della Scuola Media “2 Ottobre” e dell’Istituto “Luigi Einaudi”, di Via delle Fornaci, che da anni seguono la sezione nel suo lavoro sulla Memoria. Erano presenti anche la Presidente del Municipio XIII, Giuseppina Castagnetta e l’artista tedesco Gunter Demning.

Quella posta stamattina è la terza pietra d’inciampo che la Sezione colloca dal 2012 ed è una delle 24 nuove pietre che oggi e domani saranno collocate in diversi Municipi della città. Con queste 24 ultime le pietre d’inciampo collocate a Roma sono, ad oggi, 250.  

Ugo Fanti, il segretario della sezione afferma: “Con questa pietra d’inciampo continuiamo il nostro percorso, seminando “schegge di memoria” per il Quartiere affinché – soprattutto nelle giovani generazioni – resti e si consolidi il ricordo di ciò che è stato e a loro passi il testimone di questo importante lavoro di “scavo” nella storia recente delle Fornaci. Nell’anno del 70° Anniversario della promulgazione della Carta Costituzionale ci sembra importante continuare ad essere i promotori di questa forma di arte e di Memoria”.

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Fiamme all’Auditorium Aurelio

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I Vigili del Fuoco da ore tentano di domare un terribile incendio nel caratteristico edificio di Circonvallazione Cornelia

Uno scenario da guerra quello che si presentava oggi all’uscita della metro Cornelia, un fumo tanto denso che non si riusciva a vedere oltre pochi metri, odore di bruciato e gran dispiegamento di mezzi dei Vigili del Fuoco: nella tarda mattinata è andato a fuoco l’Auditorium Aurelio e nel tardo pomeriggio i pompieri ancora faticavano a spegnere le fiamme.

La struttura, la cui costruzione era iniziata nel 2003 era costata milioni di euro e non era stata ancora inaugurata, in attesa di un soggetto cui affidarne la gestione a seguito di apposito bando di gara.

Da alcuni giorni gli operai stavano lavorando al rifacimento della copertura del tetto, per la stesura e la sigillatura di una guaina impermeabile, e nell’area in cui stavano lavorando è divampato l’incendio.

Fortunatamente nessuno è rimasto ferito, e anzi, gli operai hanno tentato di spegnere l’incendio, ma questo ha avuto modo di propagarsi a causa dell’assenza di estintori all’interno del complesso, che sono stati reperiti presso il vicino benzinaio, perdendo, però tempo prezioso, che ha causato una ulteriore propagazione delle fiamme.

Quando sono arrivati i Vigili del Fuoco tutta la copertura era già irrimediabilmente compromessa, e ci sono volute ore per avere ragione delle fiamme.

I danni sono ingentissimi, quasi tutta la struttura risulta scoperta e ciò renderà necessaria un’ulteriore spesa per un opera che, dopo tanti anni, ancora non ha prodotto alcuna utilità per i contribuenti.

Curva pericolosa a Via del Forno Saraceno

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La piazza del Castello di Porcareccia, con la Chiesa e il Borgo di Santa Gemma, ha origini che si perdono nella notte dei tempi: qui, come in altre località del nostro Paese, si sono stratificate testimonianze storiche e archeologiche che partono dall’epoca preromana per arrivare a secoli vicini all’attuale. In questo caso si parte addirittura da insediamenti dei Veienti, provenienti da Veio, importante città etrusca nata nel IX secolo a.C.

Questo luogo fa parte del nostro patrimonio archeologico ed è tuttora utilizzato, specie per quanto riguarda la chiesa, dove vengono praticate le normali attività religiose, ed è praticata anche da minori, che frequentano l’oratorio e le lezioni di catechismo.

Via del Forno Saraceno, che immette alla piazza, come tante vie delle periferie romane è priva di marciapiedi, tanto che i pedoni rischiano di essere investiti, in particolare lungo la curva della via, che le automobili percorrono a velocità sostenuta.

I cittadini che la frequentano, a tal proposito, hanno promosso una petizione per chiedere che siano istituite strisce pedonali e vengano costruiti dei marciapiedi a salvaguardia dell’incolumità dei pedoni.

La petizione è reperibile a questo indirizzo: https://www.change.org/p/comune-di-roma-sicurezza-a-santa-gemma-miglioriamo-la-viabilita?recruiter=85550759&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_for_starters_page&utm_term=des-lg-google-no_msg

La richiesta è anche rivolta alla Presidente del XIII Municipio Giuseppina Castagnetta, a quello del XIV Alfredo Campagna, e alle loro Giunte, in particolare agli Assessori alla Mobilità, affinchè si facciano carico del problema.

I residenti di Massimina chiedono al Comune e al XII Municipio di ripristinare la viabilità della zona

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Sono quasi 2 anni che via Gioele Solari, nel quartiere Massimina a Roma, è chiusa per una frana, a seguito delle piogge abbondanti dell’inverno 2015.

A gennaio 2015, infatti, all’angolo con via Schiavone, una parte della sovrastante collina è franata, trascinandosi alcuni blocchi di cemento che erano stati posti proprio per contenerla, e di fatto la strada è bloccata da allora.

Nessun intervento è stato posto ancora in essere, e una interrogazione presentata dai consiglieri Giovanni Picone e Marco Giudici al Presidente del XII Municipio e all’assessore competente, a fine settembre 2016, ha ricevuto la seguente risposta: è stato fatto uno studio geologico e di monitoraggio dal Dipartimento SIMU (Sviluppo Infrastrutture e manutenzione urbana) del Comune di Roma, ma bisogna aspettare l’approvazione del bilancio di previsione e il relativo stanziamento delle somme necessarie.

Intanto anche la parallela via Tomasino D’Amico, nella parte più lontana a via del Casale Lumbroso, per un contenzioso fra un residente e il locale Consorzio stradale, risulta chiusa, non permettendo di utilizzare la via per uscire dalla Massimina, e costringendo i residenti a un complicato giro, reso ancora più difficoltoso dalla chiusura di via Gioele Solari.

E’ facile comprendere che, data la viabilità della zona, fatta di vie che si perdono nel nulla, se si verificasse una ulteriore frana nella parallela via Pericoli, centinaia di persone sarebbero impossibilitate ad uscire di casa.

Tale situazione appare inaccettabile e i residenti della zona chiedono al Municipio e al Comune di fare presto e di ripristinare un loro diritto fondamentale: quello alla mobilità.

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I problemi del Parco di Monte Ciocci rimangono sempre quelli

Parco di Monte Ciocci Poesia Romana

Più di tre anni fa è stato inaugurato il Parco di Monte Ciocci, ed è stata una bella conquista per i quartieri Balduina, Trionfale e Valle Aurelia, che hanno acquistato un’area verde liberandola da rifiuti e degrado, ma ancora oggi rimangono delle criticità non risolte.

Ci riferiamo agli insediamenti abusivi sul lato di Valle Aurelia e via Anastasio II, più volte sgomberati e sempre riformatisi, con grande spesa per la rimozione dei rifiuti.

I cestini dei rifiuti poi non bastano mai, occorrerebbe maggiore civiltà da parte dei frequentatori del parco, che spesso rompono le bottiglie per terra, e i cestini andrebbero svuotati più spesso.

Poi l’impianto per l’acqua nebulizzata, mai utilizzato e che è da tempo rotto, con una certa quantità di rifiuti che si cominciano ad accumulare sotto le lastre frantumate.

Il chiosco vicino all’area giochi dei bambini è ancora abbandonato, e purtroppo viene utilizzato come latrina.

Di sera e di notte, ma certe volte anche di giorno, purtroppo, entrano nel parco motorini e scooter, questo non deve essere consentito, e per questo devono essere installate delle apposite barriere che non permettano l’ingresso da via Domizia Lucilla.

Per evitare vandalismi e imbrattamenti poi, servirebbero maggiori controlli e pattugliamenti, andrebbe anche chiusa l’inferriata che porta al camminamento sotterraneo dalla parte di via Domizia Lucilla da poco restaurato, per evitare che diventi una discarica o che vi si insedi dentro qualcuno, sempre che ciò non sia già successo.

Protesta contro Il centro di accoglienza dell’Hotel Gelsomino a Via Aurelia

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Dopo le proteste di Fabrizio Santori, consigliere regionale e di Marco Giovagnorio, consigliere del XIII Municipio per i Fratelli d’Italia, anche il consigliere Daniele Giannini scende in campo contro l’istituzione del centro di accoglienza per i migranti presso l’Hotel Gelsomino, ai confini tra il XII e il XIII Municipio.

Nell’Hotel, situato su via Aurelia vicino via Gregorio XI, sarebbe già evidente la presenza dei profughi, con vestiti e coperte stese sui davanzali, secondo quanto lamentato da alcuni residenti.

A questo proposito, sabato scorso, il consigliere Giannini ha organizzato una manifestazione con il gruppo di “Alternativa civica” a via Aurelia, angolo via Faggella, insieme ai cittadini, per protestare contro il centro di accoglienza da poco istituito.

Giannini aveva più volte protestato contro la presenza delle prostitute nella zona, e ha invitato tutti i cittadini a far sentire la propria voce contro il degrado di questa parte della città.

Le lamentele dei cittadini sono state rivolte contro i presidenti del XII e XIII Municipio, Crescimanno e Castagnetta, del Movimento 5 stelle, e contro la sindaca Raggi che, secondo le persone intervenute, non hanno informato i cittadini della nuova destinazione dell’hotel.

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I cittadini hanno avviato la protesta con lo slogan “il centro di accoglienza non lo voglio”: per il prossimo futuro si prevedono altri sit-in, perché i cittadini si dicono preoccupati per l’ordine pubblico e per il decoro del quartiere.

Ladri in azione alle scuole di via Boccea 590

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Roma, 14 ottobre. Sicuramente il paragone con la scuola di Amatrice non regge perché in quel caso l’oltraggio è stato fatto a popolazioni già duramente ferite dal terremoto, ma l’atto perpetrato la scorsa notte alla scuola di via Boccea 590 a Casalotti rimane comunque grave.

Rubare gli zaini agli studenti delle elementari, rubare i computer e le stampanti della scuola e l’unica lavagna elettronica comprata con i soldi dei genitori è sicuramente un’azione vigliacca e inqualificabile.

Eppure anche questo succede a Roma oramai, e dire che già nel passato ladri lestissimi avevano colpito le auto degli ignari genitori nei pochi minuti necessari per salire le scale e riprendere i propri figli: vetri rotti e portiere scassinate e rubato il rubabile. Proprio negli ultimi giorni erano ripresi questi furti, ad opera di ladri velocissimi e noncuranti perfino della presenza dei carabinieri.

Questi episodi gravi, perché diretti a persone indifese come i bambini, hanno spinto i genitori a chiedere maggiore sicurezza nella scuola, da garantire anche mediante la chiusura delle rampe in orario non scolastico, dato che prima della loro costruzione l’unico cancello rimaneva chiuso. I genitori e il personale scolastico chiedono anche di valutare la possibilità di incaricare una ditta di sorveglianza, almeno per le ore notturne.

Sottopasso Aurelia: dopo 3 giunte è ancora un fantasma

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Da molti anni gli abitanti del quartiere Aurelio, in particolare quelli di via Gregorio XI, chiedevano la realizzazione di un  collegamento fra la via Aurelia e via Gregorio XI, onde risparmiare tempo e denaro per raggiungere la via Aurelia.

I lavori dovevano partire nel gennaio 2013, ma ancora nel 2015 non si aveva notizia del loro inizio, dato che mancava ancora l’autorizzazione all’utilizzo del suolo pubblico da parte del limitrofo Municipio XII e il progetto di modifica della viabilità da parte della ditta aggiudicataria.

Una volta acquisiti questi documenti, è stato nuovamente annunciato l’avvio dei lavori alla fine di agosto 2015 e c’è stato anche un sopralluogo del Presidente del Municipio Mancinelli alla fine di ottobre, onde verificare lo stato di avanzamento dell’opera.

A tutt’oggi, però, da un sopralluogo effettuato nell’area dello scavo del sottopasso, risulta che i lavori siano ancora fermi, tanto che il cantiere è stato di nuovo ricoperto dalla vegetazione, dalla terra e da scarichi abusivi di materiali, e non si hanno notizie sulla data di ripresa dei lavori.

I cittadini, dopo che alla guida del Comune e del Municipio si sono succedute ben tre giunte di diversi colori, ancora attendono la realizzazione di questa importante opera: ora la palla passa al Movimento 5 stelle e alla sindaca Raggi e alla Presidente del XIII Municipio Castagnetta. 

Altro incendio al Parco di Monte Ciocci

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Roma, Valle Aurelia, 4 settembre, Ennesimo incendio in un parco cittadino di Roma ieri pomeriggio: questa volta a farne le spese è stato il Parco di Monte Ciocci, sopra Valle Aurelia, e tutti i cittadini delle vie limitrofe, che hanno dovuto respirare miasmi tossici per tutto il pomeriggio e la serata, quando finalmente le fiamme sono state domate.

L’incendio, secondo il locale Comitato per il parco, è stato causato sicuramente da fuochi accesi da parte di persone che, di continuo, si insediano abusivamente all’interno del Parco, e riversano all’interno del Parco materiali, che poi bruciano causando l’emissione di gas tossici con notevole danno a tutti gli abitanti, per non parlare del degrado causato dalle baracche e dalle conseguenti tonnellate di immondizia.

Il problema è analogo a quello del Pineto, non c’è alcun controllo sugli accessi di questi parchi, dove vengono continuamente costruite baracche, versata immondizia e accesi fuochi, in barba a tutti i cittadini che pagano tasse altissime e hanno diritto, se non altro, a non morire avvelenati. I ripetuti e costosissimi sgomberi non servono a nulla, dato che il giorno dopo, queste persone senza fissa dimora, disperate anche loro, tornano a rifare le loro baracche nello stesso posto dove erano state cacciate il giorno prima.

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Un incontro, recentemente avvenuto tra il Comitato, i vertici del XIV Municipio, alla presenza di numerosissimi cittadini e altri comitati locali, non ha finora portato ai risultati sperati e i residenti, sempre più esasperati, chiedono maggiori controlli e una forte indagine su questo fenomeno e sullo sfruttamento che c’è dietro.

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