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updated 8:46 PM CET, Nov 10, 2019

Ladri in azione alle scuole di via Boccea 590

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Roma, 14 ottobre. Sicuramente il paragone con la scuola di Amatrice non regge perché in quel caso l’oltraggio è stato fatto a popolazioni già duramente ferite dal terremoto, ma l’atto perpetrato la scorsa notte alla scuola di via Boccea 590 a Casalotti rimane comunque grave.

Rubare gli zaini agli studenti delle elementari, rubare i computer e le stampanti della scuola e l’unica lavagna elettronica comprata con i soldi dei genitori è sicuramente un’azione vigliacca e inqualificabile.

Eppure anche questo succede a Roma oramai, e dire che già nel passato ladri lestissimi avevano colpito le auto degli ignari genitori nei pochi minuti necessari per salire le scale e riprendere i propri figli: vetri rotti e portiere scassinate e rubato il rubabile. Proprio negli ultimi giorni erano ripresi questi furti, ad opera di ladri velocissimi e noncuranti perfino della presenza dei carabinieri.

Questi episodi gravi, perché diretti a persone indifese come i bambini, hanno spinto i genitori a chiedere maggiore sicurezza nella scuola, da garantire anche mediante la chiusura delle rampe in orario non scolastico, dato che prima della loro costruzione l’unico cancello rimaneva chiuso. I genitori e il personale scolastico chiedono anche di valutare la possibilità di incaricare una ditta di sorveglianza, almeno per le ore notturne.

Sottopasso Aurelia: dopo 3 giunte è ancora un fantasma

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Da molti anni gli abitanti del quartiere Aurelio, in particolare quelli di via Gregorio XI, chiedevano la realizzazione di un  collegamento fra la via Aurelia e via Gregorio XI, onde risparmiare tempo e denaro per raggiungere la via Aurelia.

I lavori dovevano partire nel gennaio 2013, ma ancora nel 2015 non si aveva notizia del loro inizio, dato che mancava ancora l’autorizzazione all’utilizzo del suolo pubblico da parte del limitrofo Municipio XII e il progetto di modifica della viabilità da parte della ditta aggiudicataria.

Una volta acquisiti questi documenti, è stato nuovamente annunciato l’avvio dei lavori alla fine di agosto 2015 e c’è stato anche un sopralluogo del Presidente del Municipio Mancinelli alla fine di ottobre, onde verificare lo stato di avanzamento dell’opera.

A tutt’oggi, però, da un sopralluogo effettuato nell’area dello scavo del sottopasso, risulta che i lavori siano ancora fermi, tanto che il cantiere è stato di nuovo ricoperto dalla vegetazione, dalla terra e da scarichi abusivi di materiali, e non si hanno notizie sulla data di ripresa dei lavori.

I cittadini, dopo che alla guida del Comune e del Municipio si sono succedute ben tre giunte di diversi colori, ancora attendono la realizzazione di questa importante opera: ora la palla passa al Movimento 5 stelle e alla sindaca Raggi e alla Presidente del XIII Municipio Castagnetta. 

Altro incendio al Parco di Monte Ciocci

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Roma, Valle Aurelia, 4 settembre, Ennesimo incendio in un parco cittadino di Roma ieri pomeriggio: questa volta a farne le spese è stato il Parco di Monte Ciocci, sopra Valle Aurelia, e tutti i cittadini delle vie limitrofe, che hanno dovuto respirare miasmi tossici per tutto il pomeriggio e la serata, quando finalmente le fiamme sono state domate.

L’incendio, secondo il locale Comitato per il parco, è stato causato sicuramente da fuochi accesi da parte di persone che, di continuo, si insediano abusivamente all’interno del Parco, e riversano all’interno del Parco materiali, che poi bruciano causando l’emissione di gas tossici con notevole danno a tutti gli abitanti, per non parlare del degrado causato dalle baracche e dalle conseguenti tonnellate di immondizia.

Il problema è analogo a quello del Pineto, non c’è alcun controllo sugli accessi di questi parchi, dove vengono continuamente costruite baracche, versata immondizia e accesi fuochi, in barba a tutti i cittadini che pagano tasse altissime e hanno diritto, se non altro, a non morire avvelenati. I ripetuti e costosissimi sgomberi non servono a nulla, dato che il giorno dopo, queste persone senza fissa dimora, disperate anche loro, tornano a rifare le loro baracche nello stesso posto dove erano state cacciate il giorno prima.

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Un incontro, recentemente avvenuto tra il Comitato, i vertici del XIV Municipio, alla presenza di numerosissimi cittadini e altri comitati locali, non ha finora portato ai risultati sperati e i residenti, sempre più esasperati, chiedono maggiori controlli e una forte indagine su questo fenomeno e sullo sfruttamento che c’è dietro.

Le associazioni del XIII e XIV Municipio scrivono al futuro Sindaco e ai futuri Presidenti dei Municipi

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In vista dei ballottaggi previsti per domenica prossima, le Associazioni Casalottilibera, Comitato Futuro Ponderano, Comitato per il Parco della Cellulosa e Comitato Selva Candida, operanti nelle zone di Casalotti e Selva Candida, hanno preso carta e penna e scritto al futuro sindaco e ai futuri Presidenti dei competenti municipi XIII  e XIV, chiunque essi siano, per chiedere la soluzione di alcuni problemi dei quartieri.

Da sempre attenti alle esigenze del territorio, in realtà, non è la prima volta che questi organismi scrivono appelli agli amministratori, sia in carica, sia in procinto di insediarsi.

Le richieste sono quelle di avere quartieri più vivibili, e quindi basta cemento, ma piuttosto un censimento degli edifici pubblici esistenti in zona, per verificarne la possibilità di riuso, e qui il pensiero va soprattutto all’ex ISPRA, grande complesso sito all’interno del Parco della Cellulosa.

Quando Il copia e incolla…

IMG 20160508 WA0004IMG 20160508 WA0006Il Tempo pubblica per i suoi lettori l’elenco delle liste e dei candidati che si confronteranno per sedere lo scranno della Capitale, attribuendo alla Lista Marchini e alla lista del PD gli stessi nominativi.

Sembra solo un copia incolla di troppo, ma ha generato una ridda di messaggi incandescenti, i social network hanno pullulato di foto del giornale e di lamentele che hanno rischiato di far scoppiare battaglie infuocate tra coloro che ritenevano essere stati esclusi (trombati) non trovando il proprio nome tra i candidati.

Lo sdegno è talmente cocente che addirittura si paventano querele al giornale, con la parola già delegata agli avvocati.

Non c’è che dire la campagna elettorale a Roma è finalmente e ufficialmente iniziata.

Dai primi passi sembra che sarà una lotta dura, attenta, diversa dalle solite commediole elettorali, ma forse è solo una speranza.   

Roma ha solo una vera aspettativa, quella di vedere emergere tra un elenco di nomi, molti dei quali sconosciuti ai più, qualche brava e preparata persona che abbia a cuore le sorti di una popolazione stremata dai disagi e dalle vessazioni.

Governare Roma con il cuore è quello che si merita il cittadino, sia della Capitale sia del mondo intero.

Roma è il gioiello che racchiude la storia e la cultura dell’uomo e deve essere curato con rispetto.

Open City: per due giorni il Forte Boccea apre le porte ai cittadini

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Il 7 e 8 maggio il Forte Boccea apre le sue porte alla cittadinanza: le visite sono organizzate da Open City con la collaborazione di Progetto Forti e del Comitato Forte Boccea. Circa 250 persone, divise in gruppi da 30 possono visitare il compendio e il Forte. Il Forte Boccea fa parte dell’antico sistema di fortificazione, composto di 15 avamposti militari, eretto dopo l’Unità d’Italia a protezione della Capitale da eventuali tentativi di incursione nemica, che in realtà non ci sono mai stati.

Pochi anni dopo la loro costruzione, nei primi anni del ‘900, ci si è resi conto che tali enormi complessi, costati parecchi milioni dell’epoca, erano già obsoleti: la minaccia militare dell’epoca veniva dall’alto, con l’aviazione, e non più con cannoni a terra. E così già dopo la prima guerra mondiale queste costruzioni sono diventate inutili, così come lo erano diventare le Torri di avvistamento medievali con l’avvento della polvere da sparo, ma in maniera molto più repentina e prematura.

Dopo un primo periodo in cui fu utilizzato come magazzino, il Forte Boccea divenne carcere militare, fino alla definitiva chiusura una decina di anni fa, quando l’unico detenuto era Erik Priebke, di cui si è potuta visitare la cella, un bilocale di una trentina di metri quadri, con bagno, doccia e televisione.

Appena varcato il portone di ingresso si rimane colpiti dalla rigogliosità della vegetazione, che è cresciuta indisturbata per oltre un decennio, che andrebbe riordinata, ma anche dalla maestosità di decine di alberi di alto fusto che sono un patrimonio della Città e che vanno assolutamente preservati, qualunque sia il futuro utilizzo di questa area.

Rispetto al complesso la cui costruzione è terminata prima del 1890, numerosi sono i cambiamenti, alcuni meno evidenti, come l’apertura di una porta ulteriore al posto della finestra nel lato sinistro della porta principale, ad altri più evidenti, come la sparizione del fossato e del ponte levatoio, o del terrapieno nella parte retrostante, fino ad arrivare a superfetazioni più recenti, come le addizioni interne alle piazze d’armi, che risalgono agli anni ’60.

Il Centro Anziani di Casal Bruciato

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Numerose le attività organizzate dal Centro Anziani di Casal Bruciato per i propri iscritti, nella sede di Via Luigi Cesana, 30).

Si organizzano tutte le feste da Calendario a partire dal capodanno, al carnevale, il Primo maggio, il Ferragosto e tutti i compleanni dei nostri tanti iscritti, inoltre tutti i sabati sera viene suonata anche musica dal vivo.

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AL VOTO! AL VOTO! “SEMPRE SE CI ARRIVI!”

12985598 1048018871934808 9114201838560537960 nREFERENDUM 17 APRILE 2016 TUTTI AL VOTO!

Qualcuno deve aver preso troppo sul serio l’invito di non andare a votare e ha deciso che dove non arrivava l’invito, doveva arrivare l’ostacolo fisico, la barriera architettonica come strumento di induzione al non-voto.
Scuola Angeli della Città - Via Monte Cardoneto Municipio III – Roma (culla della civiltà).
Il solito rompicogl… ehm… diversamente abile che vuole andare a votare… e no eh... E che mò volete pure votare? Vabbè va… facciamoli contenti, facciamoli votare.
“Prego signore entri pure”
“Fornisca il documento”
“Ecco la sua scheda e la sua matita”
“Prego, si accomodi alla cabina n. 2”.
Si certo… com’era? In Finlandia forse… in Svizzera forse…  ma da noi no!

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