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updated 10:57 PM CEST, Aug 13, 2019

Educare il bambino al sonno

bimbo sonno 1

Il sonno dei bambini è un argomento spinoso con il quale prima o poi tutti i genitori si trovano a confrontarsi.

Tralasciando le varie teorie sulla nanna, oggi parleremo solamente di come favorire il sonno nei bambini, cosicché essi imparino a dormire (e a farci dormire).

Il sonno in fin dei conti non è altro che un bisogno fisiologico importante di ognuno di noi, un corretto rapporto con esso consente ai bambini, sin dalla nascita, di crescere in maniera sana.

 

Il compito dell'adulto è quello di aiutare i bambini ad avere con esso un rapporto sereno.

Il genitore deve fornire al bambino una base sicura, da cui il piccolo possa un giorno, partire per affacciarsi al mondo esterno, confortato se triste, rassicurato se spaventato, ma sicuro di sé e autonomo.

Parlando praticamente, innanzitutto vanno favorite le sane abitudini, e questo non è certo compito di un bambino che magari non sa ancora nemmeno gattonare.

Come per molte altre cose, è compito del genitore fare in modo di assicurare loro una routine perché i bambini nella ripetizione dei gesti e degli eventi si sentono sicuri.

La routine serale della messa a letto deve essere rispettata e messa in atto da subito, solo in questo modo il bambino potrà abbandonarsi serenamente al sonno.

E' importante che il bambino acquisisca delle nozioni abituali fatte di piccoli gesti che gli comunicano che è arrivata l'ora della nanna e si senta rassicurato a riguardo.

Il rito della nanna deve essere mirato al rilassamento, quindi si possono abbassare le luci, fare un bagnetto, sono invece assolutamente da evitare l'utilizzo di tv e videogame e ovviamente  l'assunzione di cibi e bevande eccitanti e stimolanti.

La "bravura" del genitore sta nel non negoziare il momento dell'andare a nanna, solo in questo modo il bambino imparerà a fidarsi dell'invito di mamma e papà a rimettersi a letto, senza entrare in un loop di suppliche infinito e stancante per entrambi.

Rassicurare un bambino non vuol dire stare al suo gioco finché esausto non crolla, ma fare in modo che acquisisca la serenità necessaria per lasciarsi alle spalle la sua movimentata giornata e dedicarsi al giusto riposo.

Potrebbero sembrare frasi fatte, è facile cedere alla stanchezza, ma dobbiamo sempre ricordare che aiutare un bambino a dormire nel suo letto è un dono che stiamo facendo alla sua (e nostra) autonomia e indipendenza.

Lettone sì, lettone no.

Discorso quasi a parte merita la "famigerata" nanna nel lettone. Molto spesso, infatti, sono i genitori che non riescono a staccarsi dal piccolo e non viceversa.

Personalmente faccio parte di quella corrente di pensiero che sconsiglia caldamente l'addormentamento e il sonno dei piccoli nel lettone, soprattutto dal secondo semestre di vita.
Ritengo, infatti, che i genitori sin da subito debbano aiutare il bambino a diventare autonomo.

Questo non vuol dire che non debbano esserci le giuste eccezioni e che se un bambino piange disperato perché vuole la mamma, si debba lasciarlo lì aspettando che prima o poi si faccia una ragione del suo malessere.

Ma dopo averlo rassicurato, è utile ricondurlo nel suo lettino, nel suo posto sicuro, senza che viva questo momento come un abbandono.

Se i genitori sono convinti di questo, potranno trasmettere la loro sicurezza anche al bambino.

Ultima modifica ilDomenica, 17 Agosto 2014 15:28

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