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updated 5:30 PM CET, Feb 17, 2019

Ipnosi ed ecografia: nuova metodica

usg-1-262481-mSindrome da intestino irritabile: dolorosa patologia che colpisce il 10-20% della popolazione occidentale con un'incidenza doppia sul sesso femminile (in Italia 7 donne su 10).

Se finora la terapia, data la difficoltà nel determinare gli elementi concorrenti alla patogenesi, è stata di soli antispastici e miolitici, d'ora in poi un aiuto verrà dalla pratica ipnotica unitamente alle ecografie, un protocollo diagnostico terapeutico in fase di sperimentazione.

Avanguardista l'ospedale Brotzu di Cagliari, in cui il nuovo protocollo è operativo da marzo scorso.

L'inventore della metodica, il radiologo nonché medico Ipnologo del Centro Italiano Di Ipnosi Clinico-Sperimentale di Torino Danilo Sirigu spiega: "L’ipnosi Clinica è già utilizzata nella terapia di diverse patologie, sia in psicoterapia, sia in medicina interna in diversi campi, dall’odontoiatria all’analgesia fino all’ostetricia e ginecologia. Tuttavia, non era mai stata sperimentata nessuna tecnica che la integrasse con l’ecografia: sono due mondi che potrebbero sembrare distanti, ma in realtà non lo sono”.

Alla base della metodica vi sono le prese di coscienza, la visualizzazione della patologia, grazie agli strumenti ecografici.

Con queste premesse si può partire con la pratica ipnotica.

Una seduta settimanale di due ore per quattro mesi, con tanto di questionario in cui i pazienti esprimono i loro sintomi così da poterli confrontare in corso d'opera: "Il paziente acquisisce una maggiore capacità di gestire sé stesso e il suo male”, continua Sirigu.

"Infatti, di solito il paziente ha un rapporto conflittuale con l’organo, che è causa di una patologia e quindi di un disagio. Con questa metodologia il malato ha la possibilità di imparare a gestire e cambiare il rapporto col proprio corpo, somatizzando positivamente la malattia. Talvolta la medicina cura la malattia e non il malato, invece in questo caso il paziente stesso non delega la sua cura a medici o strumenti: è lui l’attore principale, è lui che dà il massimo per guarire".

Questo è il punto forte del nuovo protocollo: se la metodologia si rivelerà funzionale, non è escluso che possa essere utilizzata in altri ambiti della medicina specialistica. 

Ultima modifica ilDomenica, 17 Agosto 2014 15:06

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