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updated 6:25 PM CEST, Jun 17, 2019

"MAI PIÙ UN BAMBINO" L’INCONTRO PER I DIRITTI DEI MINORI

istnazpedIl 21 dicembre presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini si è tenuto l’incontro, promosso dall’Istituto nazionale di pedagogia familiare intolato “Mai più un bambino”, primo spunto per un’analisi sociale sul fenomeno dei bambini abusati, sottratti alle famiglie, abbandonati. L’Istituto nasce con la finalità di fornire supporto e consulenza alle famiglie per la soluzione dei problemi che possono insorgere nei rapporti interfamiliari, per evitare la psichiatrizzazione di problemi di apprendimento dei bambini, nonché l’assunzione di psicofarmaci da parte di minori, sostenendo i diritti umani dei minori.

 L’incontro del 21 dicembre, particolarmente ricco di interventi, è stato molto utile per apprendere una realtà per lo più ignota per chi non era a conoscenza dei problemi e delle situazioni che possono sorgere all’interno delle famiglie, ma soprattutto degli interventi ancora inadeguati e talvolta dannosi delle Istituzioni. Abbiamo ascoltato interventi della prof. Vincenza Palmieri, Presidente dell’Associazione, che ha descritto le storture e gli abusi dell’attuale sistema di recupero dei minori, che vengono allontanati dalle famiglie dai giudici dei tribunali minorili anche per motivi futili, sulla base delle sole relazioni degli assistenti sociali e affidati alle case-famiglia che spesso hanno a cuore soltanto il proprio profitto. Questo causa disagi e danni psichici che, se non riparati immediatamente, portano il minore a una situazione di patologia psichica, alla necessità di assunzione di psicofarmaci, se non al ricovero in istituto terapeutico o alla bruttura dei trattamenti sanitari obbligatori (cosiddetti TSO), che in un Paese civile non dovrebbero esistere, specie nei confronti dei minori. Occorre invece, intervenire presso le famiglie, l’allontanamento deve essere veramente l’estrema ratio, specie quando avviene per motivi economici, e qui sta l’assurdo: alle casse pubbliche l’affidamento in casa-famiglia dei bambini costa da 200 a 400 euro al giorno, con molto meno si potrebbero aiutare le famiglie ed evitare di sottrarre i bambini ai loro genitori. Quanto ai disturbi dell’apprendimento, spesso viene confusa la diagnosi finale con il sintomo, i disturbi di apprendimento come disgrafia, dislessia, vengono sanitarizzati, questo prevede la legge n. 170 del 2010, e ciò rappresenta un’altra violenza nei confronti dei minori, la legge va cambiata. Altro abuso nei confronti dei minori è quello perpetrato con la prescrizione facile di psicofarmaci, che dovrebbero essere l’ultima spiaggia anche per gli adulti, figuriamoci per i bambini, insomma, in Italia abbiamo avuto nell’anno 70 casi di TSO nei confronti dei minori, 6.000 minori in ospedali psichiatrici e 30.000 in case-famiglia, è evidente che c’è qualcosa che non va, e che occorre intervenire presso le famiglie, il sistema va riformato. Maria Bisegna poi ricorda l’impegno dell’associazione Nonne e nonni di genitori separati Onlus, di cui è Presidente, nella soluzione dei problemi dei genitori separati, specie i padri, che si trovano a dipendere da genitori anziani, magari per pagare il mutuo di una casa affidata alla moglie, oltre agli alimenti per i figli e non ce la fanno ad arrivare a fine mese, o magari di nonni che sono stati denunciati solo per avere visto i propri nipoti all’uscita della scuola. L’Avv. Francesco Miraglia, esperto di diritto di famiglia, che collabora con l’istituto, ha raccontato casi pratici di figli allontanati dai genitori per motivi discutibili, magari perché una madre è troppo amorevole, di genitori considerati dai servizi sociali prima troppo ansiosi, poi troppo calmi, e non parliamo se si chiede un sussidio: entrano gli assistenti sociali in casa e il pericolo di perdere i bambini diventa concreto. La sua esperienza nel campo lo ha portato a vedere le cose più bizzarre: da genitori considerati inidonei perché lavorando non possono seguire i figli, o inidonei per il motivo opposto, per la possibilità che manchino le risorse economiche. Le case-famiglia gestiscono milioni di soldi pubblici, senza l’obbligo di presentare bilanci, i tribunali spesso dispongono l’allontanamento dei figli senza sentire i genitori, e né gli stessi figli, il giusto processo nel tribunale minorile non esiste, questo causa notevoli ingiustizie e situazioni assurde di bambini allontanati dalle famiglie e segnati per sempre. Il giudice Francesco Morcavallo, del Tribunale Minorile, ammette le carenze dei tribunali in materia, racconta di figli allontanati dalle famiglie per meri problemi economici, situazioni paradossali di provvedimenti emessi quasi sempre inaudita altera parte, o magari sentendo i genitori 7 o 8 mesi dopo che il figlio è stato sottratto e sono stati fatti danni irreparabili. I diritti dei figli coincidono quasi sempre con quelli dei genitori, salvo casi eccezionali e conclamati di violenze, e solo in questi casi occorre intervenire con l’allontanamento, ma spesso questo viene disposto anche soltanto per un pericolo di violenze che non è concreto, è un mero sospetto, il giudice deve chiedersi seriamente se sia necessario l’intervento autoritativo. Stefania Petrera, dirigente del MIUR, pedagogista, giudice onorario, evidenzia come la scuola sia un ambiente in cui avviene la formazione del minore, non solo per quanto riguarda la cultura, ma anche per quanto riguarda la personalità, e quindi deve essere un luogo in cui mettere in atto azioni finalizzate ad una crescita sana ed equilibrata, onde stimolare il pensiero critico, l’autodifesa e l’autorealizzazione. Cosa manca per fare questo? Così come evidenziato dalla professoressa Palmieri per quanto riguarda i database degli eventi di abuso, alla scuola manca un raccordo con la famiglia, mancano le informazioni per operare, non potendo queste ridursi ai colloqui sul profitto scolastico, la scuola non riceve informazioni nemmeno dagli assistenti sociali, dai servizi sociali. Gabriella Maffioletti, consigliere comunale a Trento, presenta il punto di vista delle istituzioni politiche riguardo a queste delicate tematiche. Dalla sua esperienza ravvisa gli eccessi dei servizi sociali negli allontanamenti dei minori per ragioni di indigenza dei genitori, o per una loro presunta pericolosità, senza alcun riscontro oggettivo, manca inoltre una reale possibilità di sentire i genitori nei casi in cui i figli vengano sottratti ai genitori. Insomma, tanta strada rimane da compiere nel campo dei diritti umani dei minori, l’impressione che si rinviene dalle testimonianze di queste persone esperte e coinvolte nelle tematiche è che proprio le istituzioni che dovrebbero tutelare i minori, per l’inadeguatezza degli strumenti messi in campo, per la scarsa conoscenza del fenomeno, finiscano involontariamente con l’essere le prime a violarne i diritti. 

Alessandro Ranieri

 

 

Ultima modifica ilDomenica, 17 Agosto 2014 16:14

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