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Le Donne in Progress tra privacy e Gdpr

Dip direttivo salaPrivacy, Gdpr, trattamento dei dati sono stati i temi del convegno organizzato dall’associazione Donne In Progress, dal titolo “Privacy questa ri…conosciuta”.

Nella splendida cornice del Circolo Antico Tiro a Volo, in una sala gremita di professioniste interessate al tema in oggetto, le Donne In Progress hanno analizzato ed approfondito l’argomento della privacy con esperti del settore.

Ha aperto il convegno la presidente dell’associazione Alessandra Farabullini, che ha illustrato a tutti i presenti la bella realtà dell’associazione, che sta portando avanti convegni e corsi di formazione , puntualizzando l’importanza della funzione sociale delle professioniste.

Poi le altre socie, tutte commercialiste, Paola Piscopello, Daniela Ilacqua e Giuliana Mannino, nei loro interventi, hanno ribadito l’importanza delle competenze digitali per tutte le professioni e della formazione per le  libere professioniste alla luce della trasformazione in chiave 4.0.

Con l’intervento dell’Avvocato Mara Parpaglioni (Avvocato del lavoro e Socio AGI esperto in materia di Privacy) il convegno è entrato nel pieno della sua tematica.

L’avvocato ha spiegato con chiarezza il regolamento generale sulla protezione dei dati (in inglese General Data Protection Regulation),  meglio noto con la sigla GDPR.

Con questo regolamento, la Commissione europea intende rafforzare e rendere più omogenea la protezione dei dati personali di cittadini e dei residenti dell'Unione europea.

Il testo, adottato il 27 aprile 2016, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea il 4 maggio 2016 ed entrato in vigore il 25 maggio dello stesso anno, ha iniziato ad avere definitivamente efficacia il 25 maggio 2018.

In Italia Il Gdpr è entrato in vigore prima che il Governo esercitasse la delega. Ora ha tempo fino al 22 agosto per fare il decreto legislativo di adeguamento della normativa italiana al GDPR, con riguardo unicamente alle materie in cui lo stesso GDPR prevede la competenza delle normative nazionali. 

“Fino a quando non avremo il decreto, il Gdpr in Italia equivale al regolamento europeo. Con il decreto il GDPR sarà esplicitamente e chiaramente integrato anche dalla normativa nazionale nelle materie che la regolazione europea consente agli Stati di regolare. Le sanzioni penali del Gpdr è uno di questi aspetti che arriveranno con il decreto italiano.-ha spiegato l’avvocato Mara Parpaglioni- E’stata infatti introdotta la responsabilizzazione dei titolari del trattamento (accountability) e un approccio che tenga in maggior considerazione i rischi che un determinato trattamento di dati personali può comportare per i diritti e le libertà degli interessati.

Il titolare del trattamento dovrà comunicare eventuali violazioni dei dati personali al Garante”

Il primo adempimento da porre in essere per le imprese italiane è senz’altro l’adozione del Registro dei trattamenti di dati personali, ma prima ancora che alle beghe burocratiche, l’azienda deve comprendere l’importanza e il valore dei dati, nonché agli ingenti danni economici legati a una perdita di informazione

“E’ stata poi prevista la figura del “Responsabile della protezione dei dati” (Data Protection Officer o DPO), incaricato di assicurare una gestione corretta dei dati personali nelle imprese e negli enti e individuato in funzione delle qualità professionali e della conoscenza specialistica della normativa e della prassi in materia di protezione dati.

In realtà, ha puntualizzato l’avvocato, persistono ancora troppi dubbi su cosa sia il DPO. E’ una figura rilevante, ma certamente non è il “centro” del sistema posto in essere dal GDPR, che nel nuovo ordinamento è sempre il Titolare del trattamento. Il DPO deve avere una specifica competenza i in materia di dati personali nonché delle norme e delle procedure amministrative che caratterizzano il settore. Diventa prioritario per ciascuna amministrazione definire internamente quale sia l’ufficio che si occupi stabilmente dell’adeguamento al GDPR, poi definire il DPO (responsabile trattamento dati)”

Le organizzazioni hanno meno di 18 mesi per conformarsi al nuovo regolamento. Ignorare il nuovo regolamento o commettere errori nella sua applicazione può avere conseguenze costose: infatti, alcune violazioni del regolamento sono punibili con sanzioni pecuniarie fino al 4% del fatturato totale annuo dell’azienda o fino ad un massimo di 20 milioni di euro e danneggiare così la reputazione aziendale.

Il Dott. Dino Novello-CEO della Sistemi Informatica Centro Sud Srl, ha parlato di  un software che apporterà agevolazioni nell’ambito operativo sempre in tema di privacy ed ha puntualizzato l’importanza della protezione dei dati attraverso antivirus e sistemi di backup di nuova generazione.

Continua così lo straordinario lavoro delle Donne in Progress, donne professioniste che vogliono valorizzare le proprie professioni e attente all’attualità e a alla trasformazione del lavoro. 

Per info e contatti

Ultima modifica ilMercoledì, 13 Giugno 2018 10:04
Manuela Rella

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