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updated 8:46 PM CET, Nov 10, 2019

Roma: Via Crucis in favore delle donne crocifisse

donne-crocifisse-romaLa donna uscì dalla costola dell'uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore, ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata”, così William Shakespeare parafrasò la figura della donna, figura che troppo spesso viene calpestata, umiliata e svalutata.

A tal proposito, per far sentire ancora una volta la nostra voce, per dire basta a tutto questo,  oggi, venerdì 21 marzo, a Roma, si svolgerà una speciale Via Crucis, di solidarietà e preghiera, in favore delle donne vittime di maltrattamenti, di tratta e di prostituzione coatta.

Il corteo, organizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, in collaborazione con la Pastorale Giovanile della Diocesi di Roma,  partirà alle 19,30, da piazza SS. Apostoli, per concludersi in via della Conciliazione S. Maria Trasportina. In una delle 8 tappe, precisamente alla IV - quella che partirà da piazza del Pantheon per arrivare a piazza Navona - sarà presente anche la Polizia di Stato con dieci donne poliziotto del Gruppo sportivo delle Fiamme oro. Tra loro anche 4 campionesse: Jessica Rossi, tiro a volo, Viviana Bottaro, Michela Pezzetti e Sara Battaglia, karate.

«Ogni giorno in Italia le Forze dell’Ordine scovano e arrestano i criminali dediti allo sfruttamento della prostituzione. Quotidianamente, sia sulle strade che all’interno di locali privé, night, alberghi e appartamenti, vengono eseguite operazioni di polizia esemplari, dimostrando come il fenomeno della prostituzione coatta sia molto diffuso. – scrivono in una nota gli organizzatori- Tuttavia i mercenari e gli schiavisti continuano imperterriti a gestire il traffico di queste giovanissime donne, spesso anche minorenni, beffandosi dello Stato italiano che non considera reato il prostituirsi bensì il costringere l’altro a farlo. Insomma una vera e propria base intoccabile e un covo non così sconosciuto dove mafie albanesi, russe, nigeriane e rumene, con la connivenza di quelle italiane, si spartiscono il bottino ricavato sulla pelle di queste povere ragazze. Sì, perché, di fatto, sono proprio loro a stare di giorno e di notte semi nude, a prendere calci e pugni e a rischiare la vita…quelle donne che molti ancora si ostinano a considerare prostitute per libera scelta! Noi, che sulle strade ci andiamo da oltre 30 anni, sappiamo di trovarci dinanzi a una colossale ipocrisia e falsità».

Secondo i dati raccolti dal Servizio Antitratta della Comunità Papa Giovanni XXIII, il numero totale delle donne vittime di sfruttamento della prostituzione e tratta, nel 2013, è stato di oltre 120.000, di cui il 37% minorenni di un’età compresa tra i 13 e i 17 anni.

Uno studio del 2007, invece, delegato dal Dipartimento delle Pari Opportunità, ha rilevato che sono circa 9 milioni gli italiani che, con cadenze differenti, frequentano prostitute, ma secondo gli organizzatori della manifestazione a oggi questo dato tende a aumentare, per un giro di affari di circa 5 miliardi di euro (fonte: Commissione Affari sociali della Camera).

I clienti, di cui il 70% richiede prestazioni non protette, sarebbero per il 23% celibi e per il 77% sposati. Dati agghiaccianti che segnalano anche come queste donne siano sottoposte a ogni genere di violenze da quella sessuali (56%), a quelle  fisiche (32%) e per finire psichiche(12%). All’iniziativa aderirà anche il Dipartimento Politiche Antidroga che nel suo comunicato ci tiene ad accendere i riflettori anche su un altro fenomeno allarmante quello riguardante l’uso che sta prendendo piede tra le più giovani di procurarsi la droga in cambio di sesso.

«Casi aneddotici, ma molto significativi che, vanno aumentando e che fanno pensare e riflettere soprattutto sui modelli educativi e sui valori di base che vengono oggi trasmessi dalle famiglie, ma anche dai media. – si legge in una nota- Questo comporta a volte che, le ragazze si espongono maggiormente non solo al rischio di contrarre infezione di HIV, i dati in possesso del Dipartimento evidenziano, infatti, come la trasmissione dell'infezione per via eterosessuale colpisca più le donne rispetto ai maschi, ma anche di andare  incontro a violenze sessuali a seguito del consumo droga che, altera la percezione della realtà, la coscienza e di conseguenza inibisce qualsiasi tipo di reazione di difesa».

Per maggiori info: http://donnecrocifisse.it/

Ultima modifica ilVenerdì, 21 Marzo 2014 15:19

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