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updated 1:03 PM CEST, Oct 23, 2019

"Il coraggio di una madre orfana: "Ti prego, tesoro, fatti trovare"

davideDavide Barbieri, 27 anni, è scomparso da Orvieto il 27 luglio 2008. 

Un incidente con conseguente trauma cranico in età infantile e diverse esperienze difficili durante l'adolescenza, unite alla mancanza di una figura paterna, hanno reso la personalità di Davide fragile, tanto da aver bisogno di supporto. 

Per questo motivo, il 16 luglio 2008, viene affidato alle cure di una comunità di recupero umbra.

Gli vengono tolti i documenti e il cellulare e inizia quello che avrebbe dovuto essere il percorso terapeutico.

Dopo pochi giorni, però, Davide manifesta l'intenzione di andare via.

Esce dal cancello della struttura – quel giorno aperto per consentire le visite dei parenti – e si allontana dopo esser stato seguito per qualche metro dal personale della comunità e quindi abbandonato a se stesso in aperta campagna.

È un normale pomeriggio d'estate quello che ingoia Davide in un silenzio assordante. 

La madre Laura viene informata poco dopo dell'accaduto e rassicurata dai membri della comunità sul fatto che Davide sarebbe giunto a casa in qualche modo, come aveva già fatto in occasione di altre fughe.

Aspetta quindi a sporgere denuncia, ma poi, allarmata dalla prolungata attesa, si reca dalle forze dell'ordine.

Anche loro, però, tardano a far partire le ricerche e così di Davide non si troverà alcuna traccia per anni, fino allo scorso agosto.

davide2ok Estate 2012, Napoli.

Un signore come tanti incontra per strada un ragazzo che chiede qualche soldo per mangiare.

Il giovane si presenta, dice di chiamarsi Davide, ma soprattutto colpisce il cuore del passante che, tornato a casa, spinto solo dalla curiosità, si mette a esaminare attentamente il sito della trasmissione “Chi l'ha visto?” fino a trovare la foto di Davide Barbieri.

Cerca ulteriori informazioni su internet, trovando così il sito web creato dalla madre (www.cerchiamodavide.org), vede altre foto e poi, convinto, manda via mail la sua segnalazione.

Passano i giorni, arriva settembre e per altri strani avvenimenti casuali continuano ad arrivare messaggi di persone sconosciute, che dicono di aver riconosciuto Davide a Napoli.

Quello che poteva essere un caso isolato, diventa forse più di una coincidenza: il padre di Davide, che lui a lungo ha cercato, abita proprio da quelle parti.

Che il ragazzo si sia messo sulle tracce della figura paterna? Laura non può ignorare questi messaggi e così parte per ben due volte per Napoli.

Sporge di nuovo denuncia ai Carabinieri, gira per la Stazione Centrale, poi piazza Garibaldi, via Nazionale, piazza Nazionale, mostrando la foto del figlio ai passanti, lasciando il volantino ad alcuni negozianti, chiedendo loro l'accortezza di tenerlo un po' nascosto, perché altrimenti il figlio potrebbe spaventarsi.

Raccoglie diversi racconti e c'è chi addirittura va in Caserma a rilasciare la propria testimonianza.

 Dopo qualche settimana la polizia chiama Laura: un ragazzo di nome Davide, davvero molto somigliante al figlio, è stato rintracciato, ma non è il suo Davide. 

È un ragazzo originario del nord Italia che da qualche anno ha deciso di vivere per la strada. Accetta di parlare al telefono con Laura e le augura di trovare il figlio.

Lui, invece, tornerà per strada in mezzo agli altri invisibili.

davidelaura Passa ancora altro tempo, arriva l'anno nuovo e alcune trasmissioni televisive ospitano nei loro studi Laura per pochi minuti, sufficienti, però, affinché le persone giuste vedano la foto di Davide.

è così quindi che arrivano ancora altre segnalazioni, di nuovo da Napoli e provincia.

Laura non può ignorarle neanche stavolta: un padre di famiglia è andato dai carabinieri a presentare un esposto.

Ha dato coordinate precise di luogo e di tempo e ha rivelato al telefono a Laura particolari della sua vita familiare che estranei non potrebbero conoscere e che questo ragazzo, invece, gli ha riferito.

Possibile che quindi oltre al sosia già individuato ci sia davvero il giusto Davide a Napoli?

 A fine febbraio ecco Laura prendere di nuovo il treno, scendere alla Stazione Centrale ancora una volta, parlare con i responsabili della Caritas e altri volontari che distribuiscono bevande calde, ai senza tetto, la sera.

Gira di notte Laura per cercare il figlio in mezzo ai clochard che cercano riparo nella galleria Umberto o tra i giovani che animano le piazze simbolo della movida notturna.

Bussa ai dormitori comunali entra delle mense dei poveri ma anche in paninoteche e friggitorie.

Laura non riesce a immaginare il figlio in contesti religiosi.

Pensa piuttosto che possa chiedere ai negozi qualcosa da mangiare. L'istinto materno non sbaglia: il proprietario di un chiosco è convinto di aver dato una vaschetta di patate al forno a Davide.
davide3

Uomini, donne, giovani, adulti... sono tante le persone che incontra Laura e diverse quelle che forniscono segnalazioni attendibili.

Purtroppo, però, anche stavolta dopo tre giorni di ricerca, questo ragazzo somigliante a Davide Barbieri non è stato trovato.

Laura deve tornare a Roma, alla sua casa, al suo lavoro, alla sua quotidianità.

Ma come possono essere i giorni di una mamma che aspetta da quattro anni e mezzo di riabbracciare il proprio figlio?

Ogni squillo di telefono potrebbe portare la telefonata giusta, l'annuncio giusto: “È lui, è Davide!”.

 La speranza di questa mamma è viva ora più che mai e viaggia principalmente tramite il web.

“Ti prego tesoro, fatti trovare”.

Questo è il semplice ma accorato appello che Laura lancia forte e che noi vogliamo far  arrivare fino a Napoli, alle persone giuste, a quelle che, scendendo per strada per andare a vivere la propria quotidianità, potrebbero restituire il fiato oggi ancora sospeso a una mamma coraggiosa, oggi ancor orfana del figlio.

Ultima modifica ilDomenica, 19 Aprile 2015 18:27

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