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updated 1:51 PM CET, Jan 25, 2020

SENZA TRACCIA: GIUSEPPE RUGGIERO

ruggiero giuseppe

Una catena di solidarietà e affetto, da due anni unisce un paese nella ricerca di una brava persona. 

Giuseppe Ruggiero, ottantatreenne conosciuto dai suoi compaesani anche come “Zio Peppuccio”, è scomparso il 15 Maggio 2011 da Coreno Ausonio, in provincia di Frosinone.

L'uomo si era recato a una funzione civile e religiosa, che da anni si svolge in una vallata di montagna, e fu visto da almeno un centinaio di persone fino alle ore 14:30 quando si persero le sue tracce.

In serata venne ritrovata la sua motocicletta, una MV Augusta 125 cc. degli anni ’60, con la quale si era recato all'evento. La zona della scomparsa, è impervia e in condizioni meteorologiche particolari, risulta essere pericolosa.

Quella sera, la vallata era avvolta da una fitta nebbia, perciò il pensiero iniziale dei familiari e delle autorità, fu quello che l'anziano si fosse perduto e avesse trovato riparo in una cavità naturale. Con il passare dei giorni iniziarono a sorgere dei dubbi relativi alla scomparsa di Giuseppe Ruggiero.

I cani molecolari, utilizzati per la ricerca, indicarono un percorso ben preciso, che andava dal luogo del ritrovamento della motocicletta, a una cisterna. In due anni è stata setacciata tutta la vallata, ma nulla è stato ritrovato.

Giuseppe Ruggero è sempre stato benvoluto dai suoi compaesani, tutti hanno avuto a che fare con lui nell’arco della sua lunga vita e ognuno ha ricordi positivi di questa persona per bene. I familiari prendono dunque in considerazione l'ipotesi che qualcuno possa aver, anche involontariamente, fatto del male a “Zio Peppuccio” e chiedono, all'eventuale responsabile, di fargli ritrovare i resti dell'uomo, per dargli una degna sepoltura.

Si tratta di un “giallo”, con dei colpi di scena.

Un viaggio alla ricerca della verità, che però l'anziana moglie di Giuseppe Ruggiero, Maria Civita Di Vito, non riesce più a fronteggiare. Per questa ragione, il figlio, Tonino Ruggiero, invita chi è a conoscenza della verità, a farsi coraggio e parlare, perché la vita dei suoi familiari è rimasta sospesa da quel giorno.

Intervista a Tonino Ruggiero:

Dove si è recato suo padre il giorno della scomparsa?
La seconda domenica di maggio, come ogni anno, a Coreno Ausonio si ricorda la liberazione del paese dall'occupazione tedesca durante la seconda guerra mondiale. C'è un monumento in montagna, a circa 4 km dal centro cittadino, e in questa ricorrenza avviene una marcia per la pace: si raggiunge la statua e poi si prosegue con la Santa Messa, si tratta, infatti, di una funzione civile e religiosa. Mio padre amava prendere parte alla commemorazione, non è mai mancato, ed era solito salire con la sua moto in montagna. Lui non usava più il mezzo da quando uscì la legge sul casco obbligatorio, ma la rispolverava per queste occasioni e raggiungeva la montagna, disdegnando la navetta che il Comune mette a disposizione di tutte le persone. Molti, non conoscendo bene i fatti, potrebbero pensare che un vecchietto potrebbe aver subito perdite di memoria, ma mio padre non era affetto da patologie mentali, non aveva mai avuto vuoti di memoria e non era affetto da Alzheimer. Era in perfetta salute e quella mattina, quando raggiunse il luogo della commemorazione con la sua moto, parlò con tante persone. Perché in paese ci conosciamo tutti, e gli hanno anche scattato una fotografia, per fortuna, così sappiamo con certezza che si trovava lì e sappiamo esattamente ciò che indossava.

Come era vestito Giuseppe Ruggiero al momento della scomparsa?
Aveva un maglione rosso vivo e un berretto giallo con visiera.

Non è certo un abbigliamento mimetico, anzi, è abbastanza appariscente.

Quando è stato visto per l'ultima volta?
Dopo la funzione religiosa le persone si fermano a fare pranzo al sacco in zona e mio padre è stato visto spostarsi con la sua moto sulle strade di montagna di Vallauria, fino alle ore 14:30. Interloquiva con le persone del paese e lo hanno visto tutti, oltre un centinaio di persone, fino a quell'orario. Da quel momento però si sono perse le sue tracce.

La motocicletta è stata ritrovata?
L'ho trovata io di sera, quando mi sono messo alla ricerca di mio padre, dopo aver ricevuto una chiamata di mia sorella, la quale mi disse che non era rientrato a casa. Inizialmente ho pensato che la moto potesse aver avuto un guasto meccanico, perché durante la mattinata, mio padre aveva dovuto ripararla dato che non si era accesa immediatamente, per questa ragione partì con un po' di ritardo. Mi sono precipitato a cercarlo con la macchina per aiutarlo, proprio perché avevo associato il fatto che non fosse ritornato a casa per un probabile problema al mezzo. Arrivato sul posto, ho trovato la moto, ma non nel posto dove era solito parcheggiarla. L'ultima volta che andò lì, per prendere dei tronchi di legno con i quali effettuava lavori di bricolage, nel mese di ottobre del 2010, l'aveva sistemata in un altro luogo. In quell'occasione andai a cercarlo per dargli una mano e la motocicletta era parcheggiata in un altro punto, a una quarantina di metri di distanza. Il giorno della scomparsa, quando scoprii che il mezzo non era stato fermato nel solito posto, pensai che forse la moto non partisse e che probabilmente si era fatto aiutare da qualcuno a sistemarla lì, in un punto sicuro. Era geloso del veicolo e si era rifiutato di venderlo nonostante gli avessero chiesto di farlo. Pensai dunque che mio padre fosse rientrato in paese con qualche amico e avesse lasciato lì la moto a seguito di un guasto.

Com'erano le condizioni metereologiche quando si è recato in montagna? Il mezzo di suo padre era effettivamente guasto?
C'era molta nebbia, questo mi spaventò molto. Cinque anni fa mi sono smarrito, nonostante fossi in compagnia, proprio per le condizioni metereologiche: è una zona montuosa, una vallata molto alta che attualmente è a uso pastorizzo, anche se in precedenza era coltivata a grano. Vedendo quella fitta nebbia ho pregato il Signore che mio padre fosse già arrivato in paese. Ho subito provato ad accendere la motocicletta per verificare se c'era qualche guasto, prima di allarmarmi. Sapevo che lui era solito lasciare le chiavi nascoste in un cassettino coperto da qualche straccio, le trovai e accesi la moto: partiva senza alcun problema. In quel momento capii che il mezzo era stato lasciato lì da lui e che probabilmente non era rientrato in paese. Erano le ore 19:00 e per una quarantina di minuti ho provato a chiamarlo nei pressi del punto in cui era parcheggiato il veicolo. Non riuscendo a trovarlo ho allertato il Sindaco di Coreno, Domenico Corte, perché conosco il valore della persona e sapevo che chiamando lui si sarebbe attivato, e chiamai anche mia sorella, dicendo che avevo trovato la moto, ma che nostro padre non c'era. Le dissi che sarei rimasto lì e di portare il suo cane, poiché, pensavo, se fosse caduto, l'avrebbe trovato.

Le ricerche iniziarono immediatamente?
Il Sindaco ha organizzato subito i soccorsi, alle ore 21.00 c'erano già quaranta persone sul posto, poco dopo sono arrivati i Carabinieri di Ausonia al comando del Maresciallo Muscatiello e verso le ore 22:00 ci hanno raggiunto i Vigili del Fuoco di Cassino, che ci hanno dato manforte. La luna piena, in quel frangete, ci aiutò moltissimo e, fino alle ore 2:00 di notte, abbiamo cercato anche con l'aiuto del cane di mio padre. Arrivò poi un violento temporale, per cui abbiamo dovuto sospendere le ricerche.

Le autorità vi sono state vicine nelle prime ricerche?
E' stata la cosa più grandiosa che potesse capitarci in una situazione come questa: papà è stato cercato per due settimane da circa tremila persone, anche dai volontari del Cai, dalla Protezione Civile, dalle unità cinofile che venivano da fuori città e dalle persone del paese efficienti, cioè che potevano raggiungere la montagna. Si è allestita una tendopoli e la gente “faceva a gara” per portare le cibarie e le bevande. C'è stata una solidarietà totale da parte di tutti e non li ringrazierò mai abbastanza. Il Maresciallo di Ausonia ha coordinato le ricerche e la zona è stata battuta tutta.

Come si è svolta la prima fase di ricerca?
I cani ci dicevano qualcosa, forse questo è stato sottovalutato, forse perché inizialmente pensammo che mio padre, che conosceva bene la montagna, dato che da ragazzo si recava lì nel periodo estivo, potesse essersi perso con la nebbia e aver trovato rifugio in qualche anfratto per passare la notte. Il violento temporale avrebbe poi potuto colpirlo nel punto in cui si era nascosto, forse seppellendolo vivo. In quel momento avremmo dovuto cercare non solo più una persona in difficoltà o il maglione rosso, avremmo dovuto tenere in considerazione il fatto che potesse essere rimasto sepolto vivo. Per questo abbiamo poi fatto anche dei tentativi durante l'estate alla quale hanno partecipato i familiari, i paesani, i cacciatori. Quando si chiuse la fase iniziale delle ricerche, dopo due settimane, organizzammo squadre, il Cai aveva mappato tutta la zona con le loro tecnologie e Gps satellitari, ma quando è emerso che mio padre poteva trovarsi sotto terra, ci dissero che non potevano verificarlo. Abbiamo così esplorato tutti gli anfratti e le cavità naturali della zona, purtroppo lui però non c'era.

Cosa è stato sottovalutato? Cosa vi indicavano i cani?
Per prima cosa, la moto era stata parcheggiata in un punto in cui non era solito lasciarla. La seconda cosa, sono gli indizi rilevati dai cani molecolari: tutti hanno fatto lo stesso percorso. Partivano dalla motocicletta, percorrevano circa trecento metri e giravano intorno alla prima cisterna, poi ritornavano al punto di partenza, facendo esattamente lo stesso percorso dell'andata. In quei momenti, secondo me, ci stavano dicendo qualcosa di importante. Il cane di mio padre, la prima notte di ricerca, quando il territorio era vergine a livello olfattivo, non penso che non ne avrebbe sentito l'odore se lui si fosse trovato nei paraggi, anche se abbiamo esplorato una piccola fetta, ma era quella più importante, perché in prossimità della moto. Mio padre aveva un unico problema: la gamba destra di due centimetri più corta in seguito a un incidente sul lavoro, dunque era claudicante. Per questa ragione, presumiamo che non avrebbe potuto camminare troppo a lungo, anche se era una persona sportiva, che coltivava i suoi campi ed era attivo. Aggiungendo il fattore nebbia, abbiamo quindi pensato che si sarebbe potuto trovare nella zona in cui ho rinvenuto la moto. Per questo la sera della scomparsa fu esplorata una porzione di territorio su cui una persona normale avrebbe potuto essere.

La cisterna attorno alla quale giravano i cani molecolari è stata controllata?
Sì, quella è stata svuotata subito. Il giorno dopo i vigili sopraggiunti con il fuoristrada, trovarono all'interno la carcassa di una capra, e misero in sicurezza la cisterna. Ciò nonostante, il fatto che i cani indicassero unicamente quel punto, mi fa pensare: forse abbiamo esplorato in un posto in cui mio padre non è mai arrivato, cioè oltre quella cisterna. Probabilmente per via della sua età, ottantatre anni al momento della scomparsa, è convenuto tacere.

Come sono proseguite le indagini? La motocicletta è stata analizzata?
Dal punto di vista investigativo, a livello “d'ufficio”, non si è potuto procedere in nessuna direzione. La moto non è stata analizzata perché per la prima settimana tutti avevamo sposato l'idea che si fosse smarrito con la nebbia, quindi dovevamo trovare una persona che si era persa, poi una persona che era rimasta colpita da un malore in seguito al temporale e infine un uomo rimasto sepolto in qualche grotta o anfratto. Dopo aver esplorato tutto questo territorio, siamo arrivati alla conclusione che lì, mio padre non c'era. Dunque abbiamo iniziato a pensare che avemmo dovuto prendere in considerazione altre ipotesi.

Le indagini sono attualmente chiuse?
Il fascicolo è stato archiviato dopo quattordici mesi, il 31 Luglio del 2012, e la motivazione è alquanto “sinistra” per noi, perché l'archiviazione è avvenuta poiché non sussiste reato ed è stato scritto che “Il mancato ritrovamento dell'anziano Ruggiero Giuseppe fa ritenere che lo stesso sia in qualche crepaccio della zona”. Noi, però, non abbiamo lasciato inesplorato alcun crepaccio.

Vi siete rivolti a organi di stampa per diffondere la notizia: vi è mai arrivata qualche segnalazione?
No, mai. E' solo arrivata una lettera anonima il 15 Settembre 2012, ma oltre questa, non abbiamo avuto alcuna sua notizia.

In questa lettera anonima è stato scritto che suo padre si trovava da qualche parte?
Ci è arrivata circa due mesi dopo l'archiviazione del fascicolo ed è stata inviata in triplice copia, tutte e tre scritte a mano. Una è stata recapitata a me, un'altra al Sindaco Domenico Corte, un'altra al parroco Don Andrea. Per questa ragione, il 4 Ottobre 2012 abbiamo esposto denuncia contro ignoti e in Procura ci hanno detto che le indagini sono ancora in fase preliminare. Volevamo capire se chi ha scritto la missiva è un mitomane, oppure se si tratta di qualcuno che sa qualcosa riguardo alla scomparsa di mio padre.

Cosa vi è stato comunicato nella lettera?
E' stato scritto che quel giorno, l'autore della lettera, si trovava lì e aveva sentito alcuni colpi -forse di fucile, non so- e dunque ci invitava a non dar retta al Procuratore. Noi abbiamo fatto tanti appelli sulla stampa locale, invitando questa persona a uscire allo scoperto, affinché possa dirci qualcosa di più concreto e significativo.

La stampa vi è stata vicina?
Sì, i giornali locali hanno sempre scritto e parlato di mio padre, anche “Il Messaggero” e il “Tempo”. Sta, di fatto, però, che di lui non è stato ritrovato nulla, neanche un oggetto di sua appartenenza o un capo di vestiario.

Qual è l'idea che voi vi siete fatti adesso, a distanza di tempo e dopo la lettera anonima? Suo padre era molto ben voluto in paese, qualcuno avrebbe potuto fargli del male?
A prescindere dalla lettera, pensandoci bene, dato che è passato tutto questo tempo da quando l'abbiamo ricevuta, il 15 Settembre 2012,  riteniamo sia stato un gesto fine a se stesso, quindi ero scettico all'inizio e lo sono anche adesso. Mio padre era benvoluto in paese, ma pensando che nessuno avrebbe potuto fargli del male, abbiamo continuato a cercare oltre l'inverosimile: le persone di Coreno hanno preso settimane di ferie per aiutarci nelle battute, c'è stata una solidarietà impressionante, penso che di mille e settecento abitanti siano pochi quelli a cui mio padre non abbia piantato un albero da frutto, regalato qualche cestino di vimini o piccoli lavoretti che faceva. Adesso, con il senno di poi, dato che di mio padre non è stato trovato nulla, potrebbe essere avvenuta una disgrazia, anche non voluta. Forse qualcuno ha causato la sua morte pur non volendolo e mi auguro che venga a noi comunicato come ritrovare i suoi resti, affinché mia madre possa avere una tomba su cui piangere e portare un fiore. Per noi è indispensabile per poter ripartire, perché la vita è rimasta sospesa a quel giorno.

Ci si può rassegnare alla scomparsa di una persona anziana?
La sua carta d'identità è sempre stata un vanto per lui, che faceva fatica a ricordargli l'età che aveva, ma potrebbe essere una condanna all'oblio. Spesso si pensa: “Ormai ha fatto la sua vita”, ma non ci si può rassegnare davanti a una cosa del genere. Come spesso cerco di far capire alle persone, quando muore una persona cara, dopo tanto tempo si può riuscire a rielaborare il lutto, perché tutti dobbiamo morire. Convivere con qualcosa del genere, invece, è ancora più difficile. Una persona che scompare all'improvviso e viene sradicata dal suo contesto naturale e familiare, non si riesce ad accettare. Mio padre ha lasciato in corso tutto ciò che stava facendo, si è sospesa la vita di un'intera famiglia. Vogliamo che venga fuori la verità, alle istituzioni ho detto: “Se ritenete che il mancato ritrovamento di mio padre significhi che il suo corpo è in un crepaccio, verifichiamolo, mettendo in atto le tecnologie che possono essere utili, visto che la zona è ben delimitata anche se è estesa”. Sappiamo che è stato visto l'ultima volta alle 14:30, conosciamo la meta, poiché lo ha detto sia a mia madre, sia agli amici con cui ha parlato quel giorno. Il Procuratore ha espresso un'opinione che io rispetto moltissimo, però è una sua idea che il mancato ritrovamento possa far pensare che si trovi in un crepaccio. Allora cosa aspettiamo, andiamolo a cercare.

Vuole lanciare un appello?
Sono passati due anni: mia madre è anziana e malata, sta morendo poco a poco, perché una sofferenza del genere ti annulla. Lei mi dice sempre che prima di lasciarci vorrebbe vedere il ritrovamento di mio padre, per potergli dare una degna e cristiana sepoltura. Questo è l'appello che faccio: se c'è qualcuno che sa qualcosa, si metta una mano sulla coscienza e ci dia qualche notizia utile per ritrovare i suoi umili resti. Pensiamo possa essere stato occultato e vorremmo sapere il luogo, attraverso qualsiasi tipo di segnalazione. Una famiglia e un paese intero lo chiedono.

Ultima modifica ilDomenica, 19 Maggio 2013 00:03

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