logorcb

updated 10:57 PM CEST, Aug 13, 2019

SENZA TRACCIA: Mirko Margiotti

MirkoIl 5 novembre 2011 Mirko Margiotti, 35 anni, terminava di lavorare in una pasticceria del quartiere Primavalle di Roma nel primo pomeriggio, andava a comprare una bombola di gas e una di schiuma espansa e tornava nella casa di Ostia dove da qualche tempo conviveva con la fidanzata.

Tempo di farsi una doccia e di cambiarsi gli abiti, poi Mirko usciva di nuovo a bordo del suo Fiorino, facendo perdere le sue tracce. 

Perché oggi parliamo ancora di Mirko Margiotti?

Di fatto Mirko non fa più parte del mondo degli scomparsi, è stato ritrovato dopo un anno, ma la sua storia deve essere ancora raccontata.

Potrei partire dal finale, dal titolo accattivante “Scomparso viene ritrovato senza vita nel suo furgone dopo un anno”, per catturare l'attenzione dei lettori, ma io voglio partire dall'inizio e raccontarvi la storia di un ragazzo qualunque.

mirko2Tutti a Primavalle, quartiere popolare della Capitale, descrivono Mirko come un ragazzo tra i più solari, sempre pronto a una battuta, con un bel sorriso stampato sul volto.

Ha due grandi passioni, la “Maggica” Roma e Renato Zero, tanti amici e una famiglia numerosa e unita: due sorelle e tre fratelli, oltre a mamma Marcella, papà Bruno e tanti nipoti.

Mirko è un ragazzo tanto giocoso, quanto serio: nella sua vita ha avuto solo due storie d'amore importanti.

Storie vissute con molta intensità, durate otto anni ciascuna e che, per questo, una volta terminate, hanno causato profonde ferite dentro di lui.

Cosa nascondeva Mirko dietro quel sorriso così coinvolgente, così presente?

Fragilità e insicurezza.

Mirko sapeva mascherare bene le sue debolezze, ma dopo la fine della sua seconda storia, il crollo psicologico è stato così grande, da richiedere l'intervento medico.

Nonostante la sua bellezza, la sua giovinezza e quel modo di fare così brillante, Mirko non si sentiva all'altezza di varie situazioni: aveva paura di non saper gestire una nuova esperienza lavorativa che aveva deciso di mettere in piedi, temeva di non essere in grado di avere una nuova storia...

mirko3Questo mostro, chiamato depressione, aveva già provato a vincere su Mirko in un paio di occasioni, ma, alla fine, quel ragazzo di Primavalle ce l'aveva fatta a rimettersi in piedi.

Aveva anche trovato una nuova compagna con cui progettare il futuro e così aveva lasciato il suo quartiere natale per trasferirsi da lei a Ostia.

Ogni mattina Mirko prendeva l'auto della fidanzata, raggiungeva la pasticceria di Primavalle, saliva a bordo del suo Fiorino chiamato Ruzzone e iniziava i giri per consegnare la merce.

Finite tutte le mansioni, parcheggiava di nuovo il vecchio furgone, riprendeva l'auto e tornava al suo nido d'amore.

Il 5 novembre 2011 il senso di inferiorità, di incapacità e di fallimento torna prepotente nella mente di Mirko che lucidamente decide di scomparire con il suo amato Fiorino.

La sera stessa partono le ricerche, viene presentata denuncia di scomparsa ai Carabinieri, vengono presentati i certificati medici che parlano di depressione e di farmaci da assumere, di una situazione di pericolo per la persona stessa.

Mirko però ha 35 anni, è maggiorenne e può decidere di andar via spontaneamente.

Per questo, secondo le forze dell'ordine, quello di Mirko è un allontanamento volontario e non merita maggiori approfondimenti o ricerche.

Alla famiglia, che ne fa richiesta, non vengono consegnati i tabulati telefonici, né viene detto dove si spegne il cellulare.

Viene consigliato ai parenti di nominare un tutore per le questioni economiche, ma nulla più. Iniziano così le “ricerche self service”, quelle che viaggiano sul web, tramite social network. Facebook viene invaso dalle foto di “Mirko Margiotti scomparso” e di quelle del “Fiat Fiorino bianco, con una scritta IsoThermic di lato e un'evidente ammaccatura sul paraurti”.

Arrivano anche un paio di segnalazioni, da Assisi e da Orte.

Si spera che, in un periodo di forte disagio, Mirko si sia affidato alla fede e stia girando per santuari.

Mirko tornaÈ il 3 novembre dello scorso anno, quando la famiglia Margiotti, per ricordare il proprio caro, indice una manifestazione a Montecitorio, a cui prenderanno parte anche altre famiglie di scomparsi, condannate a vivere il proprio dramma nell'oblio e nell'indifferenza.

Quello che la famiglia Margiotti però non sa, è che Mirko è già stato ritrovato!

A settembre 2012, infatti, una pattuglia di Vigili Urbani interviene in un parcheggio del quartiere Malafede, vicino Acilia, per controllare un'auto.

In questo frangente, un agente si guarda attorno e nota un altro veicolo sospetto: un Fiorino con l'assicurazione scaduta.

Viene effettuato immediatamente un controllo sulla targa, ma non esce nulla: alla polizia locale risultano solo le denunce dei veicoli rubati... “Ruzzone” è “ricercato”, sì, ma non rubato!

Viene così messo in moto il normale iter applicato in questi casi: parte la convocazione al comando dei Vigili del proprietario del mezzo.

Arriviamo dunque a novembre 2012, la manifestazione a Montecitorio è già avvenuta, quando la raccomandata viene recapitata a casa Margiotti.

Il padre di Mirko si precipita subito a chiedere informazioni, spiegando che il figlio è scomparso, portando con sé la denuncia, ma viene rimandato a casa a mani vuote, in quanto esiste la legge sulla privacy e non possono essere rivelati fatti inerenti a terzi.

2012-11-29 12.36.42Al signor Bruno viene consigliato di rivolgersi a un avvocato, ma poco dopo trova  un'anima pia che gli rivela il motivo della convocazione del figlio: il furgone è stato ritrovato!

È il 29 novembre 2012 e con il cuore colmo di angoscia e speranza, la famiglia Margiotti si reca alla caserma dei Carabinieri, dove aveva presentato denuncia di scomparsa, per comunicare la notizia importante.

Per tutta risposta, ottiene: “Non avete copia delle chiavi del furgone?

Andate e controllate!

Oppure arrivate sul posto, chiamate il 112 e dite che c'è attenzione mediatica.”.

Fortunatamente quando i familiari giungono in Via Mario Carotenuto, trovano una pattuglia dei vigili urbani ad attenderli.

Era stata allertata dalla stessa anima pia che poco prima aveva messo fine alla loro attesa.

Il signor Margiotti dà l'assenso per aprire il furgone e così, con il retro di una torcia, il vetro posteriore di “Ruzzone” viene spaccato.

È un attimo: gli agenti capiscono di aver ritrovato Mirko e bloccano i familiari prima che possano avvicinarsi a ciò che rimane di lui.

In pochi istanti termina l'incertezza durata 389 giorni.

Sopraggiungono i Carabinieri, altri parenti, alcuni amici e infine il medico legale.

Il furgone viene aperto e ciò che rimane di Mirko viene adagiato al suolo per il riconoscimento. L'abbigliamento e i documenti non lasciano alcun dubbio: il 29 novembre 2012 Mirko Margiotti, il ragazzo scomparso da Ostia l'anno precedente, viene ritrovato privo di vita all'interno del suo furgone.

Suicidio.

Poteva forse avere un esito diverso la storia di Mirko?

Chissà.

L'autopsia non è stata in grado di definire con esattezza la data della morte, ma il foglio con le ultime parole di Mirko ai familiari riporta la scritta “5 novembre 2011”.

Possiamo quindi presumere che Mirko, quel pomeriggio, dopo essere uscito dalla casa di Ostia, abbia raggiunto quel parcheggio a Malafede, abbia messo una catena allo sterzo del suo Fiorino, si sia chiuso nel vano posteriore, abbia sigillato le fessure con la schiuma espansa, abbia scritto il suo ultimo messaggio, abbia aperto la bombola di gas e si sia messo sotto una coperta a dormire.

C'è qualcosa però che ancora non è stato detto di questa storia: tutto ciò è avvenuto in un parcheggio condominiale, a pochi passi da una scuola, accanto a un giardinetto con giostre per bambini.

Nessuno da fuori poteva notare Mirko, ma un furgone fermo da un anno sì.

La storia di Mirko ci insegna che la depressione è un brutto male e può colpire chiunque, ma ci insegna che anche l'indifferenza lo è e può fare danni allo stesso modo: dopo il suo ritrovamento, alla famiglia Margiotti sono giunte foto risalenti al febbraio precedente; a inviarle sono stati alcuni inquilini del condominio di via Carotenuto e volevano testimoniare che quel furgone era presente lì già da mesi.

Qualcuno lo aveva notato, forse si era anche insospettito, ma nessuno ha fatto una segnalazione. Mirko è stato ritrovato solo per caso, solo grazie a un'assicurazione scaduta.

Mirko poteva essere trasportato all'interno del suo Fiorino a un deposito giudiziario e rimanere lì ancora altro tempo, se qualcuno non avesse infranto le regole, rivelando ai suoi genitori il motivo per cui era stato convocato.

Mirko Margiotti ha fatto parte della terra degli scomparsi per più di un anno, ma poteva tornarci anche dopo un giorno, evitando alla famiglia un calvario di angoscia e incertezza.

Oggi di Mirko però vogliamo ricordare anche quel sorriso contagioso, che alla luce dei fatti accaduti si dimostra essere forse più coraggioso e più forte di quanto si potesse immaginare.

Mirko dentro era a pezzi, urlava, lottava, ma c'era sempre per tutti, per regalare al prossimo un po' di spensieratezza.

Forse Mirko ha avuto coraggio nel terminare così la sua vita o forse lo ha avuto ogni giorno che l'ha vissuta pienamente.

Accanto al dolore per la sua perdita, c'è la gioia per la sua presenza, per quell'energia che il suo pensiero riesce ancora a tirar fuori a chi l'ha conosciuto o a chi semplicemente lo ha cercato e aspettato per conoscerlo.

Ultima modifica ilMartedì, 19 Agosto 2014 16:24

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Roma

Massimo Lo Monaco
Editore CEO IT
Manuela Rella
Direttore Responsabile
Emiliano Frattaroli
Direttore Editoriale
Alessandro Ranieri
Giornalista
Silvana Lazzarino
Giornalista
Lorenzo Sambucci
Collaboratore
Vincenzo Calò
Collaboratore