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updated 1:51 PM CET, Jan 25, 2020

SENZA TRACCIA: Sergio Isidori, la storia di un bambino scomparso 34 anni fa

1239699780380Sergio Isidori

Pensate solo per un attimo a quanto male si prova, quando un parente, un amico scompare nel nulla e adesso, immaginate se a volatilizzarsi è un bambino.  Il dolore diviene insopportabile. 

Eppure, quanti casi fino a oggi abbiamo sentito di bambini che sono scomparsi nel nulla? I dati parlano di cifre impressionanti, a conferma di un fenomeno quanto mai esteso, che sembra non conoscere fine. Nonostante i mezzi delle polizie di tutto il mondo, i casi di minori spariti nel nulla sono in aumento. Alcuni sono entrati nelle pagine di cronaca dei media, diventando storie seguite con ansia e apprensione da milioni di persone. La maggior parte però finisce nel limbo, poco o per nulla conosciuti dai più. Si parla di una stima di 8 milioni di bambini che scompaiono ogni anno nel mondo, quasi 22 mila al giorno. Solo nel 2011 i minori scomparsi in Italia sono 78. Bambini scomparsi di recente che si uniscono a quelli di cui non si sa nulla da anni. 

Ecco perché è giusto non dimenticarli. Dietro a una foto ingiallita, c’è una storia e una famiglia che non ha mai smesso di sperare e di cercare. 

Questo è anche il caso di Sergio Isidori di cui il 23 aprile ricorrono ben 34 anni dalla sua scomparsa. 

Era il 1979 e Sergio Isidori aveva soltanto 5 anni, viveva a Villa Potenza, frazione di Macerata, con la sua famiglia.

 Il pomeriggio del 23 aprile verso le ore 15.30 Sergio Isidori andò a giocare dietro casa con alcuni amici. Prima di uscire, il bambino disse alla madre che sarebbe andato sotto casa per giocare con il fratello Gianmaria, che era sceso da solo verso le ore 15:00. La madre ha successivamente spiegato che il figlio era solito uscire da solo dal portone di casa per andare a giocare a lato della casa o sotto l’abitazione stessa, dove si trovava l'officina di famiglia. 

A Villa Potenza, quel pomeriggio del 23 aprile 1979, c'era molta gente, perché si celebravano i funerali del parroco don Ennio Salvadei appena venuto a mancare. La chiesa era gremita e chi non aveva trovato posto al suo interno, si era sistemato all'esterno o lungo la strada.

 Nelle ore corrispondenti alla cerimonia del funerale e al corteo funebre, Sergio Isidori si sarebbe dovuto trovare nello spiazzo di fronte alla sua casa, dove c'era l'officina del padre. Invece, il gestore della pompa di benzina che all'epoca si trovava accanto alla casa degli Isidori disse di non aver visto il piccolo quel giorno. Anche lo zio del bambino Giuseppe Isidori, che lavorava nell'officina di famiglia, e la fioraia, successivamente spiegarono di aver visto altri bambini, ma non Sergio.

 Quando Gianmaria Isidori, il fratello di Sergio, rientrò in casa da solo, la madre gli chiese subito notizie del fratello, domandandogli se fosse rimasto fuori o nell'officina, ma Gianmaria rispose che non l'aveva visto quel pomeriggio. Appena rientrato il padre dal lavoro, la moglie lo avvertì subito della scomparsa del bambino.

 Un primo testimone (un camionista, conoscente della famiglia Isidori) disse invece di averlo visto giocare davanti casa con altri ragazzini. Una seconda testimonianza è quella di un amico del piccolo, che dirà di averlo notato prima davanti casa, poi, al passaggio del corteo funebre, lo avrebbe visto allontanarsi verso una vicina strada in salita, in compagnia di “ Un bambino poco più grande di lui, dai capelli biondi e con un cappello a visiera”. A queste dichiarazioni si aggiunge quella resa e verbalizzata da una donna che confermerebbe l'allontanamento di Sergio Isidori insieme a un altro bambino.

 Gli inquirenti si posero la domanda se veramente si potesse trattare di un altro bambino, o di un uomo molto basso. E se fosse così, chi era? Sergio Isidori lo conosceva e si fidava, tanto da seguirlo?

 Non bastò la disperazione in cui cadde la famiglia, il giorno dopo, una donna del paese ricevette una telefonata anonima che, pur sbagliando numero, fece una richiesta di ben 50 milioni di lire per riavere il bambino. (La signora, all'epoca, aveva un numero telefonico molto simile a quello della famiglia Isidori, e differiva soltanto per un numero).

 Chi effettuò quella telefonata?

 In seguito i familiari ricevettero altre telefonate anonime e poi un susseguirsi di veggenti e cartomanti che, nel corso delle indagini, apparirono alla famiglia cercando di carpirne del denaro. Alcune di queste persone, sono state indagate e rinviate a giudizio per estorsione.

 Naturalmente la speranza per la famiglia non si è mai spenta e difatti nel 1991 nuove vicende sono apparse in un libro, scritto da Don Mario Buongarzoni, un sacerdote molto conosciuto in città. Il parroco di Macerata che in quell’anno scrisse un racconto che ricalcava la vicenda, ipotizzando che il bimbo fosse finito nelle mani di un pedofilo.

 Il suo nome è saltato fuori durante una trasmissione televisiva sulle persone scomparse, «Quarto Grado». Una giornalista, con l’aiuto di Domenico Mazza dell’associazione Penelope Marche, aveva rintracciato il “famoso libro”, che conteneva una raccolta di racconti. Uno di questi, «Il bambino scomparso», descrive una storia con tantissimi punti di contatto con quella del piccolo Sergio Isidori. Per questo la famiglia Isidori, ha chiesto alla magistratura di invitare don Mario a dare dei chiarimenti su quel racconto, prima di archiviare il fascicolo delle indagini. 

In quell’epoca, il reverendo era presente al momento del funerale e forse vide qualche cosa, oppure, un’altra ipotesi, è che possa aver saputo qualcosa sulla scomparsa del piccolo durante la confessione.

 Quale sarà la verità?

 Comunque sia, alla fine siamo giunti al 2013 e alla vigilia dei suoi 34 anni di scomparsa.

 Troppi punti sono rimasti oscuri, troppe domande senza risposte e troppi inquietanti personaggi girano attorno alla storia.

 Com’è normale però, la famiglia di Sergio Isidori, non si dà per vinta e non smetterà mai di cercare quel bambino che oggi forse è un uomo e che vive magari dall’altra parte del mondo, senza sapere che a Villa Potenza (Macerata) ci sono le sue origini e le persone a lui più care.

Ultima modifica ilLunedì, 22 Aprile 2013 16:20
Dora Millaci

Poetessa e scrittrice, prolifica in modo particolare di racconti brevi. Grazie alla sua innata sensibilità e amore per il prossimo, riesce a scuotere la coscienza del lettore sui temi della sofferenza, della morte, della comprensione, della tolleranza e dell'amicizia. Ogni sua opera è unica e la sua “impronta” la si ritrova e la si riconosce anche nelle favole, poiché in ogni racconto c'è sempre una profonda morale. Col suo modo di scrivere semplice riesce a raggiungere il cuore del lettore, lasciandone alla fine un segno profondo.

Attualmente collabora con diverse riviste on-line e cartacee, oltre che condurre una piccola trasmissione radio sul web: Una voce per un aiuto.

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