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updated 8:59 PM CET, Feb 27, 2020

SENZA TRACCIA: Tutti in “campo” per ricordare Roberto Straccia

images 5Chi non ricorda la tragica storia di questo ragazzo 24enne, residente in un paesino in provincia di Fermo, uscito da casa il 14 dicembre 2011 intorno alle 15 per fare jogging e mai più tornato.

I genitori riceveranno una telefonata il 7 gennaio 2012, ma non quella che speravano. I carabinieri avviseranno del ritrovamento del suo cadavere.

Iniziano così le indagini sulla morte di Roberto Straccia che, secondo la Procura di Pescara è un suicidio. Troppe però sono le cose che non quadrano, la famiglia vuole la verità, brama giustizia e comincia una battaglia legale.

La famiglia Straccia presenta opposizione: per loro Roberto è stato ucciso.8468 120688614805983 1060140095 n

E’ trascorso più di 1 anno dalla morte di suo fratello Roberto e soltanto grazie al nuovo medico legale, da voi citato, sono state rinvenute alcune ecchimosi alla schiena e alla tempia compatibili con un’aggressione.

Come si spiega che prima non erano state notate? Forse il caso era stato sottovalutato? Oppure, hanno voluto chiuderlo velocemente?

E' trascorso esattamente un anno 5 mesi e 24 giorni di dolore profondo, di assenza fisica, perché Roberto è sempre con noi, cammina sopra i nostri passi e respira il nostro respiro. Questa certezza allevia un po’ le nostre sofferenze, ma di certo non placa il nostro diritto di sapere cosa è successo a Roberto quel 14 dicembre.

A oggi non abbiamo ancora ricevuto risposte, siamo in attesa del giudizio del GIP sulla riapertura del caso di mio fratello e proprio in occasione dell'udienza con il GIP tenutasi il 19 marzo scorso, abbiamo presentato le nostre domande, i nostri dubbi, abbiamo chiesto una nuova consulenza medico legale. Fino a quel momento, ci è stato detto di metterci il cuore in pace perché probabilmente quello che è successo a Roberto non si saprà mai. Nessuno ha visto, nessuno ha sentito, forse un incidente forse qualcos’altro, ma noi siamo fermamente convinti che qualcuno che ha visto, che ha sentito o, che ha fatto, da qualche parte c'è.

I primi giorni della scomparsa ci siamo sentiti dire: “Ma è un ragazzo di 24 anni, dove volete che sia andato, sarà sicuramente una ragazzata.” ma Roberto non era quel tipo di ragazzo. Purtroppo in quel pomeriggio ci sono troppi buchi che gli inquirenti prima, e noi dopo, non siamo riusciti ancora a riempire di fronte a tantedomande a cui non si riesce a rispondere. La cosa più semplice da fare è chiudere il caso, ma noi non ci arrendiamo, lo dobbiamo a Roberto. 

images 1 4Difatti è stata messa in dubbio anche l’ipotesi dell’annegamento. Come chiarisce questo punto? 

Ci siamo chiesti milioni di volte: “Ma Roberto dov'è caduto? Dal ponte? Impossibile perché avrebbe riportato fratture importanti. Dal porto canale? L'acqua è troppo bassa. Dal molo? Ma poi com'è potuto arrivare a Bari? Dopo 24 giorni, secondo la procura è normale che Roberto fosse perfettamente vestito, con le scarpe scrupolosamente allacciate e una bustina di zucchero in tasca ancora integra nonostante le forti correnti di quei giorni, il Gargano e gli scogli. 

Secondo lei, c’è stata imperizia nelle indagini? 

I giorni importanti per le indagini erano i primi dalla scomparsa di Roberto e io purtroppo ho la convinzione che si sia perso tempo vitale e che non siano state prese in considerazione tutte le strade. Indietro non si torna più ma, ripeto, non ci arrendiamo, la verità va cercata.

Alla luce di tutto quello che è accaduto, lei che idea si è fatta, su tutta la vicenda? images 2 2

Sto facendo i conti con una nuova realtà. Tutto avrei immaginato nella vita, tranne dover fare a meno di mio fratello, senza nemmeno sapere il perché. Questo rende tutto più difficile. Roberto ha bisogno di giustizia e anche noi. Questo non vuol dire accanimento o mancanza di accettazione di verità scomode che ci sono state proposte dalla procura. Ma abbiamo bisogno di avere delle risposte chiare e non di mezze ipotesi comode per qualcuno.

So che quest’anno è uscito anche un libro sulla storia di Roberto, dal titolo: “Roberto Straccia, sogni infranti”, come mai questa decisione? 

La decisione del libro è stata una volontà di mio padre e dello scrittore Antonio G. D'Errico, che noi stimiamo molto, poi condivisa anche da me, mia madre e da tutti gli amici di Roberto, che hanno portato un loro contributo al libro. Mio padre ha fatto questa scelta innanzitutto per far conoscere la storia di Roberto e difendere la sua memoria. “La verità non è venuta fuori in tutto questo tempo e purtroppo, si è data un’immagine diversa di mio figlio, quindi ho voluto descrivere Roberto per quello che realmente era. Lui non aveva alcun motivo per suicidarsi. Era un ragazzo allegro e di sani principi con tanti amici e con la passione sana per lo sport”. 

Domenica 9 giugno ci sarà una manifestazione, per ricordare suo fratello Roberto Straccia. Che cosa vi aspettate?

images 4 1Domenica 9 giugno ci sarà una grande festa al campo Nelson Tomassini di Valmir di Petritoli. Campo che ha visto molte volte Roberto giocare e divertirsi. Sarà una giornata di festa appunto, per stare tutti insieme e non mancherà il gioco del calcio, non mancherà la musica e non mancherà neanche lui, perché sarà più di ogni altro giorno insieme a tutte le persone che tanto l’hanno amato e l’ameranno ancora per sempre. 

Grazie alla collaborazione della Federazione Italiana Gioco Calcio, del Cesena Calcio, del Verona Calcio, della Lube Banca Marche e della Sutor Montegranaro, che hanno messo a disposizione le proprie maglie. Nel corso della manifestazione di domenica 9 giugno saranno raccolti fondi per sostenere giovani che praticano il calcio in maniera regolare, che hanno brillanti risultati sportivi e un reddito familiare basso. 

In un periodo di difficoltà per le famiglie vogliamo promuovere la pratica sportiva, in ricordo di Roberto, per quei ragazzi che riescono a conciliare nel migliore dei modi lo sport e lo studio, proprio come faceva lui. Crediamo questo sia il migliore dei modi per ricordare mio fratello Roberto Straccia, contribuendo alle spese per l’istruzione e per la partecipazione alle attività sportive di un giovane della sua stessa squadra.

Ultima modifica ilVenerdì, 07 Giugno 2013 14:32
Dora Millaci

Poetessa e scrittrice, prolifica in modo particolare di racconti brevi. Grazie alla sua innata sensibilità e amore per il prossimo, riesce a scuotere la coscienza del lettore sui temi della sofferenza, della morte, della comprensione, della tolleranza e dell'amicizia. Ogni sua opera è unica e la sua “impronta” la si ritrova e la si riconosce anche nelle favole, poiché in ogni racconto c'è sempre una profonda morale. Col suo modo di scrivere semplice riesce a raggiungere il cuore del lettore, lasciandone alla fine un segno profondo.

Attualmente collabora con diverse riviste on-line e cartacee, oltre che condurre una piccola trasmissione radio sul web: Una voce per un aiuto.

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