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updated 8:25 AM CEST, May 21, 2019

Formula 1, Hamilton vince il GP di Russia

Grandi polemiche per l’ordine di scuderia dato a Bottas, con il finlandese che rallenta di colpo e fa passare il compagno di team.

 

Terza e quarta le Ferrari di Vettel e Raikkonen.

Bella rimonta di Verstappen che rimonta dall’ultima fila e chiude quinto.

Sesto Ricciardo con l’altra Red Bull.

Da Austria 2002 a Russia 2018.

Gli ordini di scuderia rovinano una gara intensa e che Valtteri Bottas, come allora Rubens Barrichello, avrebbe meritato di vincere sin dalle qualifiche di ieri.
Ma che ci fosse gioco di team si è capito dal via, quando Sebastian Vettel riesce ad affiancare e quasi a sopravanzare Lewis Hamilton in seconda posizione.

Ma Bottas, partito in pole position, si sposta all’interno in curva 1, permettendo al britannico di prenderne la scia e rimettere il ferrarista alle sue spalle.
Il duello è acceso per tutto il primo giro, ma la Mercedes rimarrà davanti alla monoposto di Maranello.
Nelle retrovie, intanto, inizia la rimonta impressionante di Max Verstappen, con una Red Bull perfettamente bilanciata con le gomme di mescola soft, le più dure portate in Russia.
Dopo qualche giro, l’olandese si ritrova già dietro i primi quattro, seppur staccato di una ventina di secondi.
Il primo a rompere il ghiaccio nei pit stop è Bottas, cercando di creare qualche scompiglio in casa Ferrari.

Ma gli uomini in rosso aspettano qualche giro e richiamano dentro Vettel per tentare l’undercut su Hamilton.
Al rientro in pista, il pilota teutonico è una furia e mette a segno un tempo da qualifica.

La strategia è quella giusta: Hamilton si ferma la tornata successiva ma, complice la presenza davanti a lui di una Williams nelle ultime curve, perde tempo prezioso e, all’uscita dalla pit lane, si ritrova dietro la vettura del rivale.
Davanti a loro viene chiesto a Bottas di rallentare per permettere al campione del mondo di attaccare Vettel, cosa che accade il giro successivo, al termine di curva 3.

L’attacco era stato tentato anche prima da Hamilton sfruttando il DRS, ma il ferrarista si era difeso con una manovra ai limiti del regolamento, cambiando traiettoria in staccata, come fatto da Kevin Magnussen qualche tornata prima: nessuna penalità per i due piloti.
Davanti al terzetto c’è Verstappen che, con gomme usate ma in ottimo stato, riesce a tenere dietro gli inseguitori e, se non fosse esistita la regola dell’utilizzo obbligatorio di almeno due mescole diverse, avrebbe potuto lottare per la vittoria.
Al 25esimo giro il ritorno al passato.
La regia internazionale pizzica Toto Wolff, team leader Mercedes, nel box mentre tiene premuto il bottone Tactic per dare delle comunicazioni al muretto. Poco prima di curva 13, la Mercedes di Bottas rallenta di botto, facendo passare quella di Hamilton, che riconquisterà la leadership del gp alla 43esima tornata, grazie al pit stop di Verstappen.
L’olandese della Red Bull, nonostante le gomme di mescola ultra soft, non riuscirà più a tenere un ritmo scatenato e si dovrà accontentare della quinta posizione, davanti al compagno di squadra Daniel Ricciardo, sesto, e dietro alla Ferrari di Kimi Raikkonen, quarto.
Hamilton porta a termine la gara senza ulteriori patemi d’animo, nonostante Bottas avesse chiesto al muretto come sarebbe finita la corsa.
Per tutta risposta arriva al finlandese prima questo team radio all’ultimo giro: “Resta in quella posizione, ne parliamo dopo la corsa”. Poi, dopo la bandiera a scacchi, è Toto Wolff a parlare al pilota: “Valtteri, mi dispiace, abbiamo avuto problemi, dopo ne parliamo”.
Sul circuito di Sochi, dunque, vince Hamilton, davanti a Bottas e Vettel, autore di una gara tirata, in cui ha cercato di rimanere sulla scia delle frecce d’argento, senza riuscire ad avere quel guizzo per riprenderle o per restare davanti al campione del mondo in carica dopo l’uscita dai box.
Da sottolineare i fischi ai piloti della casa tedesca sia durante le interviste, sia sul podio, dove i due compagni di squadra si sono affiancati sul gradino del vincitore, un po’ come Michael Schumacher e Barrichello nel 2002, anche se in quel caso il tedesco scese su quello riservato al secondo arrivato.

La Ferrari pagò una multa da 1 milione di euro, cosa che dovrebbe capitare anche alla Mercedes, e la FIA decise per qualche anno di bandire gli ordini di scuderia.

Vedremo se accadrà anche stavolta.
Chiudono la zona punti un eccezionale Charles Leclerc su Alfa Romeo Sauber, settimo, la Haas di Kevin Magnussen, ottavo ma con una guida ai limiti del regolamento, e le due Racing Point Force India di Esteban Ocon, nono, e Sergio Perez, decimo.
Anche questi ultimi hanno avuto ordini di scuderia, con il francese che ha prima ceduto la posizione al messicano e poi se l’è vista restituire qualche giro dopo.
Hamilton allunga di altre 10 lunghezze il suo vantaggio su Vettel in classifica piloti.

Ora il distacco, a cinque gare dal termine, è di 50 punti.

Stessa cosa accade nella graduatoria dei costruttori, con Mercedes che guadagna ulteriore terreno sulla Ferrari, in clamorosa regressione dal GP di Monza.
Prossimo appuntamento con la Formula 1 è per il Gran Premio del Giappone settimana prossima. Lo spegnimento dei semafori, infatti, è previsto per domenica 7 ottobre alle ore 07:10 italiane.

Ordine d'arrivo Gran Premio di Russia
Pos Pilota (Scuderia) Distacco Pti
1 Hamilton (Mercedes)
1:27:32:054 25
2 Bottas (Mercedes)
+2:545 18
3 Vettel (Ferrari)
+7:487 15
4 Raikkonen (Ferrari)
+16:543 12
5 Verstappen (Red Bull)
+31:016 10
6 Ricciardo (Red Bull)
+1:20:451 8
7 Leclerc (Alfa Romeo Sauber)
+1:38:390 6
8 Magnussen (Haas)
+1 Giro
4
9 Ocon (Racing Point Force India)
+1 Giro
2
10 Perez (Racing Point Force India)
+1 Giro 1
11 Grosjean (Haas)
+1 Giro 0
12 Hulkenberg (Renault)
+1 Giro 0
13 Ericsson (Alfa Romeo Sauber)
+1 Giro 0
14 Alonso (McLaren)
+1 Giro 0
15 Stroll (Williams)
+1 Giro 0
16 Vandoorne (McLaren)
+2 Giri
0
17 Sainz (Renault)
+2 Giri 0
18 Sirotkin (Williams)
+2 Giri
0
19 Gasly (Toro Rosso)
Ritirato
0
20 Hartley (Toro Rosso)
Ritirato 0

Classifica Mondiale Piloti F1

Pos Pilota (Scuderia) Punti (Differenza)
1 Hamilton (Mercedes) 306 (0)
2 Vettel (Ferrari) 256 (-50)
3 Bottas (Mercedes)
189 (-117)
4 Raikkonen (Ferrari)
186 (-120)
5 Verstappen (Red Bull) 158 (-148)
6 Ricciardo (Red Bull) 134 (-172)
7 Hulkenberg (Renault) 53 (-253)
8 Magnussen (Haas)
53 (-253)
9 Alonso (McLaren)
50 (-256)
10 Perez (Racing Point Force India)
47 (-259)
11 Ocon (Racing Point Force India) 47 (-259)
12 Sainz (Renault)
38 (-268)
13 Gasly (Toro Rosso) 28 (-278)
27 Grosjean (Haas)
27 (-279)
15 Leclerc (Alfa Romeo Sauber) 21 (-285)
16 Vandoorne (McLaren) 8 (-298)
17 Stroll (Williams)
6 (-300)
18 Ericsson (Alfa Romeo Sauber) 6 (-300)
19 Hartley (Toro Rosso) 2 (-304)
20 Sirotkin (Williams) 1 (-305)

Classifica Mondiale Costruttori F1

Pos Scuderia Punti (Differenza)
1 Mercedes 495 (0)
2 Ferrari  442 (-53)
3 Red Bull 292 (-203)
4 Renault 91 (-404)
5 Haas 80 (-415)
6 McLaren 58 (-437)
7 Racing Point Force India*
35 (-460)
8 Toro Rosso
30 (-465)
9 Alfa Romeo Sauber
27 (-468)
10 Williams 7 (-488)
*La Force India è passata in settimana dall'ex proprietario Vijay Mallia a Lawrence Stroll, padre di Lance che guida per la Williams.
Il cambio di proprietà ha fatto sì che la FIA decidesse di levare i punti in classifica costruttori al team, lasciando solo quelli ai piloti.
Ultima modifica ilLunedì, 01 Ottobre 2018 17:53

Commenti   

0 #1 ziannetti 2018-10-01 17:57
Anche nel 1999 nel GP di Germania, la Ferrari diede ordine a Mika Salo (sostituto di Michael Schumacher) di farsi da parte per far vincere Eddie Irvine (cui non servì quella vittoria). Almeno Irvine regalò il trofeo di primo arrivato a Salo, chissà se Hamilton ha fatto lo stesso con Bottas.
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