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updated 8:59 PM CET, Feb 27, 2020

Formula 1, Verstappen vince un rocambolesco Gran Premio del Brasile

(Verstappen - Fonte Immagine f1.com)

 Gara pazza, con l’unica certezza del primato dell’olandese, troppo veloce anche per Hamilton. Dalla seconda posizione in poi la classifica è cambiata più volte durante la corsa, specie nel finale. Alla fine il podio è completato da Gasly, secondo su Toro Rosso, e da Sainz su McLaren, partito ultimo. Penalizzato Hamilton per l’incidente con Albon nel finale. Le Ferrari si autoeliminano, con un contatto tra Vettel e Leclerc. Ottime le Alfa Romeo. Il giro veloce è di Bottas, ma essendosi ritirato non gli è stato assegnato il punto addizionale.
Una corsa infinita.

Ci sono stati talmente tanti ribaltamenti, contatti, penalità, strategie diverse che ricordare tutto diventa quasi impossibile.
L’unica cosa certa è che Max Verstappen vince con merito il Gran Premio del Brasile, al termine di un weekend da assoluto protagonista, comprensivo di pole position. Il primato dell’olandese, tra l’altro, è una delle poche cose che, anche se in bilico in certi momenti della gara, è da subito sembrato fuori discussione.

Il pilota della Red Bull scatta bene dalla prima casella, mentre Sebastian Vettel, dopo un buono spunto, vede la propria Ferrari pattinare prima di curva uno, scoprendo il fianco all’attacco di Lewis Hamilton, unico in grado di creare grattacapi al rivale dei Paesi Bassi.
Ottimo scatto anche dell’altra Red Bull, quella di Alexander Albon, che rimane in quarta posizione, seguito da Valtteri Bottas su Mercedes.
Impressionanti i primi quattro giri di Charles Leclerc che da quattordicesimo, a seguito della penalità di 10 posizioni inflittagli dai commissari per aver sostituito la power unit, rimonta sino alla sesta piazza.
Vettel prova a resistere il più possibile, ma il duo di testa scappa via, con Hamilton che si sforza parecchio nel tentativo di riprendere Verstappen, le cui gomme sembrano in difficoltà.
Ai box, intanto, i top team studiano le strategie, che risulteranno diverse per ognuno dei due piloti della medesima scuderia.
Hamilton, infatti, si ferma per primo e monta un set di gomme soft, obbligandolo così a dover effettuare una seconda sosta. Bottas, più avanti, monterà pneumatici duri per tentare di arrivare fino in fondo.
Qualche giro dopo risponde la Red Bull che monta coperture morbide sul bolide di Verstappen. Il pit stop sarebbe molto veloce, tanto da consentire all’olandese di rimanere davanti alla Mercedes, ma ci si mette di mezzo Robert Kubica. Il polacco, penalizzato in seguito di 5 secondi, riparte dalla propria piazzola di sosta senza accorgersi dell’arrivo del collega, causando un unsafe release e facendo perdere il primato al pilota orange.
Al rientro, Hamilton e Verstappen si ritrovano davanti Charles Leclerc, ancora senza pit stop all’attivo, il quale rallenta l’inglese, ricompattando il duo e, sul rettilineo principale, la Red Bull sfrutta l’ottima velocità di punta con il DRS per rimettersi a comandare il GP del Brasile.
A nulla porta il tentativo del campione del mondo in carica sul rettilineo successivo.
Intanto, Vettel si ritrova leader della gara, ma il ritmo indiavolato dei due dietro, porta la scuderia di Maranello a far rientrare il proprio pilota per montare gomme medie, nel tentativo di provare ad andare in fondo. Non molti giri dopo effettuerà un secondo stop per rimettere coperture soft.
Per Albon e Leclerc, invece, vengono scelti pneumatici rispettivamente medi e duri.
Il passo con gomme hard, mai usate in prova dai team nel weekend, è buono solo nelle prime tornate, tanto che Bottas sarà costretto a contrastare il ritorno dell’anglo-tailandese della Red Bull con una sosta aggiuntiva, per montare coperture medie.
Al rientro in pista, il finlandese è veloce ma non abbastanza sul dritto per impensierire la Ferrari di Leclerc.
Passano i giri e Bottas entra in crisi con la temperatura del motore nel tentativo di rimanere incollato agli scarichi del monegasco. La logica conseguenza è la rottura della power unit Mercedes
Lo scandinavo, autore del giro veloce ma senza punto addizionale per essersi ritirato, parcheggia la macchina in curva 4, causando l’ingresso della Safety Car che ricompatta il gruppo.
Un team radio a Hamilton fa pensare ad una sosta ulteriore per l’inglese per montare gomme soft per il finale, ma a rientrare per lo stesso motivo sarà Verstappen e non il britannico, che rimane su pneumatici medi usurati.
Viene richiamato dentro anche Leclerc, unico ad avere a disposizione un set di coperture soft nuove.
Alla ripartenza, Hamilton compatta il gruppo ma non riesce a resistere all’attacco all’esterno in curva uno di Verstappen, con l’olandese che tiene bene sul contrattacco nel rettilineo successivo.
Alle loro spalle Vettel viene beffato da Albon, mentre Leclerc rimane leggermente più staccato.
Dopo qualche giro, il tedesco della Ferrari tenta di restituire il favore al pilota della Red Bull, non riuscendo a completare la manovra, mentre il compagno di squadra monegasco si fa sempre più veloce e ingombrante negli specchietti retrovisori.
Nonostante il ritmo migliore di Leclerc, dai box non arrivano ordini di scuderia. Così il pilota del Principato di Monaco si mette in proprio e con un gran sorpasso all’interno si libera di Vettel in curva uno.
Il teutonico, però, non ci sta e con il DRS sfrutta la scia dell’altra Rossa per riprendersi la quarta posizione, ma nel farlo si sposta troppo verso Leclerc, finendo per colpirlo e per mettere fine alla gara di entrambi in un solo colpo.
Altra Safety Car, con Hamilton che ne approfitta per montare gomme soft e cercare il tutto per tutto, dopo essere stato passato da Albon.
Alla ripartenza, Verstappen accelera solo sotto il traguardo con l’inglese che tenta disperatamente di sopravanzare la prima delle due Red Bull che lo precedono.
L’irruenza, però, non paga e Hamilton colpisce Albon in curva undici, facendo scivolare l’anglo-tailandese in quattordicesima posizione e venendo scavalcato da Pierre Gasly, che si ritrova incredibilmente secondo su Toro Rosso.
Nell’ultimo giro si evince tutta la mancanza di potenza sul dritto della Mercedes, che affianca la macchina di Faenza senza riuscire a sopravanzarla sotto la bandiera a scacchi.
Verstappen vince il Gran Premio del Brasile davanti a Galsy, secondo, e Hamilton, terzo almeno sulla carta.
Il britannico, infatti, è stato penalizzato di cinque secondi sul tempo di gara per l’incidente con Albon e relegato in settima posizione.
Dunque, sale in terza piazza Carlos Sainz, autore di una rimonta strepitosa dall’ultima posizione. Per lo spagnolo si tratta del primo podio in carriera, peccato non averlo potuto celebrare sul palco.
Ottime le Alfa Romeo Racing di Kimi Raikkonen, quarto, e Antonio Giovinazzi, quinto.
Chiudono la zona punti Ricciardo su Renault, sesto nonostante i 5 secondi di penalità, Lando Norris su McLaren, ottavo, Sergio Perez su Racing Point, nono, e l’altra Toro Rosso di Daniil Kvyat, decimo.
Oltre ai succitati Bottas, Vettel e Leclerc, si è ritirato Lance Stroll su Racing Point.
In classifica costruttori fanno un balzo in avanti proprio la scuderia di Faenza, che dalla prossima stagione cambierà nome in Alpha Tauri, e l’Alfa Romeo Racing.
Nel mondiale piloti, invece, Verstappen ipoteca la seconda posizione, con 11 punti di vantaggio su Leclerc ad una gara dal termine.
Prossimo e ultimo appuntamento con il circus della Formula 1 è tra due settimane, con il Gran Premio di Abu Dhabi.
Lo spegnimento dei semafori, sullo Yas Marina Circuit, è previsto per le ore 14:10 italiane di domenica 01 dicembre 2019.
La gara sarà trasmessa in esclusiva da Sky sul canale Sky Sport F1 (numero 207 del satellite).
Inoltre, per gli abbonati alla piattaforma satellitare la corsa sarà visibile in Streaming attraverso l’applicazione SkyGo.

Ordine d'arrivo Gran Premio del Brasile:

Pos Pilota (Scuderia) Distacco Pti
1 Verstappen (Red Bull) 1:33:14:678 25
2 Gasly (Toro Rosso)
+6:077 18
3 Sainz (McLaren) +8:896 15
4 Raikkonen (Alfa Romeo) +9:452 12
5 Giovinazzi (Alfa Romeo)
+10:201
10
6 Ricciardo (Renault) +10:541 8
7 Hamilton (Mercedes) +11:139 6
8 Norris (McLaren) +11:204 4
9 Perez (Racing Point) +11:529 2
10 Kvyat (Toro Rosso)
+11:931 1
11 Magnussen (Haas)
+12:732 0
12 Russel (Williams)
+13:599 0
13 Grosjean (Haas) +13:599 0
14 Albon (Red Bull) +14:927 0
15 Hulkenberg (Renault) +18:059 0
16 Kubica (Williams)
+ 1 Giro 0
17 Vettel (Ferrari) Ritirato 0
18 Leclerc (Ferrari)
Ritirato 0
19 Stroll (Racing Point) Ritirato 0
20 Bottas (Mercedes) Ritirato 0

Classifica Mondiale Piloti F1

Pos Pilota (Scuderia) Punti (Differenza)
1 Hamilton (Mercedes) 387
2 Bottas (Mercedes) 314 (-73)
3 Verstappen (Red Bull)
260 (-127)
4 Leclerc (Ferrari) 249 (-138)
5 Vettel (Ferrari)
230 (-157)
6 Gasly (Toro Rosso) 95 (-292)
7 Sainz (McLaren) 95 (-292)
8 Albon (Red Bull) 84 (-303)
9 Ricciardo (Renault) 54 (-333)
10 Perez (Racing Point) 46 (-341)
11 Norris (McLaren)
45 (-342)
12 Raikkonen (Alfa Romeo) 43 (-344)
13 Hulkenberg (Renault) 37 (-350)
14 Kvyat (Toro Rosso)
35 (-352)
15 Stroll (Racing Point) 21 (-366)
16 Magnussen (Haas) 20 (-367)
17 Giovinazzi (Alfa Romeo)
14 (-373)
18 Grosjean (Haas)
8 (-379)
19 Kubica (Williams)
1 (-386)
20 Russell (Williams)
0 (-387)

Classifica Mondiale Costruttori F1

Pos Scuderia Punti (Differenza)
1 Mercedes 701 (0)
2 Ferrari  479 (-222)
3 Red Bull 391 (-310)
4 McLaren 138 (-563)
5 Renault 91 (-610)
6 Toro Rosso 83 (-618)
7 Racing Point 67 (-634)
8 Alfa Romeo Racing
57 (-644)
9 Haas 28 (-673)
10 Williams 1 (-700)
Ultima modifica ilDomenica, 01 Dicembre 2019 16:53

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