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Soluzione VINCIente

TENNIS RACCHETTA E PALLE FREEIl tennis si è evoluto con un ritmo negli scambi di palla tra donne che non si reputano assolutamente inferiori agli uomini, tocca seguirlo e rendere merito a un gioco controllato sempre più alla moviola come pochi, al minimo sfioramento di riga di campo, dopo un colpo di genio, curato prevedendo all’istante le mosse dell’avversario, con conferme sagacemente sponsorizzate che nel loro insieme si ripropongono dedicando particolarmente attenzione alla Disciplina portata poi singolarmente al compimento fino in fondo.

Ci si sente, in talune occasioni, in dovere di recuperare fiducia per prestazioni agonistiche, sotto un aspetto fisiologico che può restituire mirabolanti promesse di conquista, ma di un orgoglio presto ingrigito per l’uso strumentale che farà tornare al rischio di bearsi dello show/business, del doping, senza una condizione di pareggio tra i protagonisti e il pubblico.

Gli allenamenti procedono nonostante la deteriorata componente centralizzante, rappresentata dai coach che trasmigrano richiedendo poco o nulla a dei budget di sistema, ma quando ti aggreghi a un team nazionale cambia tutto, in primis lo scopo di un’intera carriera tra le classifiche che ne derivano, con la gloria da giustificare tramite un carisma messo alle strette dovendo confidare cattivi gusti come prerogativa per sbarcare il lunario.

Eppure passando a dei contenuti si ruota attorno a una continuità, una stabilità d’impegno dai più disparati banchi di prova. Il patimento, per una situazione da rovesciare come poche, è stato sciolto dalla coppia più bella del tennis mondiale in gonnella, composta da Sara Errani e Roberta Vinci. In un contesto stracolmo d’entusiasmo ricomincia la storia di un’immedesimazione nel soggetto sicuro di conoscere la sua Verità, quello sforzo, talvolta d’erotico richiamo, dalle qualità ben evidenti, che vanno precisate per attribuirsi così un risultato indelebile, sportivo, che è fantastico condividerlo per l’anelito di crescita socio/culturale, lungo un passatempo per i più, ordinario.

La Vinci ha tenuto salda la concentrazione contribuendo in maniera epica alla vittoria sulle americane (naturalizzate) Liezel Huber e Varvara Lepchenko con un doppio 6-2, provata personalmente dalla sconfitta del giorno prima poi riscattata in una Domenica bestiale, passando sull’Hampton per 6-2 4-6 6-1.

C’è bisogno d’esempi come quello di Roberta, che per amor suo è un bagno di sudore, ottenuto raffinando il potenziale tecnico verso un traguardo (punta ad essere una delle prime dieci tenniste del mondo, come lo è già Sara, entro l’anno) migliorato in silenzio, anno dopo anno. Parlasi in questo caso di match singolari dai destini alterni pure per la sua compagna di doppio, ma, ad un parziale che vedeva la squadra azzurra di Federation Cup in svantaggio complessivamente sulle statunitensi per 1-2, la tarantina è andata oltre le più rosee aspettative, trascinandoci letteralmente sul calar del tramonto alle semifinali del torneo per nazioni per il quinto anno di fila e sbaragliando il primato d’imbattibilità relativo (mica tanto) alla storia della competizione, di 18 incontri di doppio vinti, di cui 5 determinanti per le sorti azzurre.

Lanciare la carica a un’atleta, una Donna che non smette di mantenere l’equilibrio psicofisico per scendere in campo e lottare, è un’idea propositiva che si lascia curiosare per destare un giorno, finalmente, attività di viva dipendenza, da promuovere ai più piccoli soprattutto, affinché non vengano assorbiti da fenomeni di un limite conflittuale, privato, in ragione dell’arricchimento di nozioni che non siano più strane da spiegare.

Fonte: “Roby cuore e classe, è grand’Italia” – Nuovo Quotidiano di Br / Lunedì 11 Febbraio 2013

Ultima modifica ilMartedì, 19 Agosto 2014 15:33

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