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Sport fra le 'Righe' di Walter Fabbri

Sport fra le 'Righe' di Walter Fabbri (18)

Uno spettacolo unico, un’esperienza indimenticabile

tumblr m8gji6WcKa1r2ws74o1 1280Ciao amici, quando lavoravo come skyman alla Scuola Italiana Sci Cristallo di Cortina, una delle mie mansioni, oltre alla preparazione e noleggio sci, era quella di accompagnatore clienti, che in pratica s’identificava nel servizio navetta per  l’andata e il ritorno dalle piste da sci.

Era un bel lavoro, dove avevi la possibilità d’incontrare famosi personaggi dello spettacolo, importanti rappresentanti dell’industria, campioni dello sport, della cultura, dell’arte, persone totalmente diverse fra loro ma con un unico scopo in comune, divertirsi.

 Erano in vacanza a Cortina per la festa più importante dell’anno, diventava d’obbligo divertirsi assimilando il più possibile frammenti di quello splendido paradiso bianco chiamato Dolomiti.

In occasione delle festività natalizie, la scuola organizzava gare di slalom per i propri clienti, divisi in fasce d’età e di categoria dai ragazzini agli adulti, con tanto di podio e premiazione, coppe, medaglie e attestati che, appesi al muro o appoggiati su qualche mensola o scrivania, assumevano l’importanza di prova concreta delle capacità sciistiche e quindi atleticosportive di chi li aveva conquistati.

Il pesce delle Dolomiti

Dolomiti Brenta e lago MolvenoCiao amici, come ho già accennato è mia opinione che anche tra gli sport praticati “fra le righe” esistono quelli così detti passivi, cioè uno sport che ti porta ugualmente beneficio, ma che non prevede un esercizio fisico tale da poterlo considerare un vero e proprio impegno con allenamenti e continuità.

  Fra questi la “Pesca Sportiva” rientra nella categoria, anche se chi l’ha provata deve ammettere che l’impegno non manca e abilità nel gestire la preda, esca giusta, materiale idoneo, resistenza  al freddo e alla pioggia contrapposti a caldo e umidità, conferiscono alla Pesca Sportiva un posto d’onore negli sport passivi.

  Borca di Cadore, il paese dove io abito, è divisa dal torrente Boite, un corso d’acqua sinuoso e capriccioso, mai domo, con tratti nervosi dove si formano rapide controllabili ma da non sottovalutare.

PEDALATA IN ROSA

banner pedalata rosa 300Ciao amici,

dopo due rinvii dovuti al tempo perturbato finalmente eccola la tanto sospirata “ Pedalata in Rosa “

Non lasciatevi trarre in inganno, non si tratta di una gara ciclistica  solo femminile, è aperta a tutti, non è competitiva e può considerarsi un validissimo esempio di Sport fra le Righe.

Lo scorso anno, se ricordate, San Vito di Cadore splendido paese situato nella valle del Boite, una conca dolomitica a pochi chilometri da Cortina, grazie a un Sindaco ricettivo e intraprendente, centrò il bersaglio mettendo a segno un punto importante nella giungla dei risultati turistici, la partenza di una tappa del Giro d’Italia, regalando a turisti, sportivi e gente comune due giorni di divertimenti, bancarelle, spettacoli e l’immancabile tendone dove poter gustare in allegria le specialità alimentari tipiche del posto.

COPPA D’ORO DELLE DOLOMITI

coppa-d-oro-delle-dolomiti-2013Ciao a tutti.

Vi ho già accennato tempo fa che anche l’automobilismo può considerarsi uno sport a tutti gli effetti.

Pensate all’impegno fisico del pilota per esempio, a come     sollecitazioni di circa due ore di gara su una ” formula1 “ possano mettere a dura prova la sua resistenza, e non da meno il superlavoro della mente, o se preferite l’assoluto impegno del sistema nervoso, sottoposto a una continua  concentrazione alla guida di un bolide che in certi tratti di percorso supera abbondantemente i 300 km. l’ora.

SPORT FRA LE RIGHE: UN’ESCURSIONE IN COMPAGNIA DEI CUCCIOLI

BECCO DI23706835Nello sport, un buon allenamento è indispensabile.

è la base necessaria per la vittoria finale, e non intendo solo vincere una gara e salire sul gradino più alto di quel piedistallo con dislivelli di merito.

Intendo la nostra personale capacità di compiere imprese sportive regolate da allenamenti adeguati sia al tipo di sport praticato, sia a quella fastidiosa data di nascita che molte volte condiziona il possibile risultato, con imprevisti sia piacevoli che sgraditi.

Onda anomala

20083867Ero all’inzio del quinto anno scolastico quando, per un accumulo di stress infantile dovuto al mio stato fisico, ero magrissimo e sempre scartato dagli altri coetanei per la mia scoordinata interpretazione del gioco del calcio unito alla completa repulsione per la scuola, la logica conseguenza fu un forte esaurimento nervoso.

Si può facilmente immaginare che cosa significa un esaurimento nervoso a quell’età, inappetenza, incubi, insonnia e un completo sprezzo del pericolo, tanto da rischiare la vita in due occasioni, salvato all’ultimo istante una volta da mio padre e l’altra da un caro amico.

A UN PASSO DAL CIELO

cortinaCarissimi amici di Sport fra le Righe, questa volta voglio raccontarvi una delle giornate più belle della mia vita, spero vi coinvolga e vi soddisfi.

A quel tempo mio figlio aveva vent’anni, quindi dodici anni fa e frequentava un nostro carissimo amico di professione guida alpina e scalatore in estate, maestro di sci nella stagione invernale.

Diego Stefani, questo il suo nome, aveva portato con se mio figlio Michael in più di un’occasione alla palestra di roccia di San Vito, insegnandogli tutto quello che doveva conoscere della montagna, dalle soddisfazioni che poteva regalarti ma anche i pericoli che potevi incontrare, insistendo sul rispetto e umiltà nei confronti di queste colossali sculture della natura.

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Motori, gioie e dolori 2 parte

pierre de coubertinDopo la mia affermazione, devo ammettere un po’ pesante, il cugino di mia moglie sembrava che all’improvviso si fosse rammentato di un’importante impegno, perché iniziò con nervosismo a darmi le ultime indicazioni e dettagli vari su quel piccolo bolide a due ruote.

Finalmente ecco il momento tanto atteso, la messa in moto!

Non fu una manovra semplice, accompagnata dalle solite scuse, è da molto che non la uso, sarà un po’ ingolfata, probabilmente è la candela, a me venne un preoccupante sospetto, svitai il tappo del serbatoio e scrollai la motocicletta per controllare quanta benzina contenesse, niente, nessuna risposta, il vuoto assoluto.

-          Questa moto è senza benzina – dissi già abbastanza innervosito.

-          E’ vero mi sono dimenticato di metterla –

Non commentai, ma stranamente con un minimo di benzina nel serbatoio il motore, tossendo, finalmente partì.

Motori, gioie e dolori 1 parte

pierre de coubertinI motori, siano essi di motocicletta o automobile, motoscafo o aereoplano ecc. se portati al limite delle loro prestazioni e usati per competere fra loro, possono di diritto essere chiamati sport, lo sport motoristico appunto.

In realtà non si tratta proprio di sport come quello pensato dal barone Pierre de Cubertin, ma bisogna ammettere che in quanto a concentrazione, velocità di decisione e notevoli sollecitazioni a livello fisico, i piloti sono sottoposti a difficili prove di resistenza fisica e mentale, regalando il diritto al loro mezzo e a se stessi, di poter entrare nella grande famiglia dello sport.

Salendo su quel treno alla stazione Brignole di Genova con destinazione Ferrara, non potevo certo prevedere lo svolgersi di quella giornata che, per vari aspetti avrei difficilmente dimenticato.

Ero eccitato come un bimbo la notte di Natale, infatti andavo a ritirare una moto, finalmente una moto, una cilindrata del tutto apprezzabile, 250cc monocilindrica, quindi una notevole compressione e una velocità di punta che poteva raggiungere i 160 km all’ora e nel 1980 erano già molti.

RIFUGIO GALASSI – SECONDA PARTE

P1080069La salita nel ghiaione diventava sempre più dura e faticosa.

Quel continuo scivolare all’indietro di ogni passo a causa dei sassi che non ti permettevano quella stabilità necessaria per una buona progressione, il sole che, se pur amico, ti succhiava tutto il liquido che il tuo corpo poteva dare e lo zaino non completamente carico ma pur sempre un peso estraneo al tuo fisico, permettevano di considerare quell’escursione una buona prova per valutare la tua preparazione e allenamento, rientrabili in quella fascia di sport fra le righe che tutti dovrebbero praticare.    

Il sentiero, o meglio la traccia di sentiero, si arrampicava sul ghiaione a zig zag, ovviamente per diminuirne la pendenza e permettere a tutti, o quasi, di affrontare quell’arrampicata turistica godendo di uno spettacolo unico al mondo.

Non parlavamo più perdendoci in chiacchiere divertenti e in sfottò mirati, la fatica iniziava a intromettersi malignamente nei nostri muscoli costringendoci a qualche breve battuta o commenti sullo spettacolo meraviglioso che la natura, ancora una volta benigna nei nostri confronti, ci regalava senza chiederci nulla in cambio, solo un po’ di rispetto.

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