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updated 7:41 PM CET, Nov 13, 2019

A UN PASSO DAL CIELO

cortinaCarissimi amici di Sport fra le Righe, questa volta voglio raccontarvi una delle giornate più belle della mia vita, spero vi coinvolga e vi soddisfi.

A quel tempo mio figlio aveva vent’anni, quindi dodici anni fa e frequentava un nostro carissimo amico di professione guida alpina e scalatore in estate, maestro di sci nella stagione invernale.

Diego Stefani, questo il suo nome, aveva portato con se mio figlio Michael in più di un’occasione alla palestra di roccia di San Vito, insegnandogli tutto quello che doveva conoscere della montagna, dalle soddisfazioni che poteva regalarti ma anche i pericoli che potevi incontrare, insistendo sul rispetto e umiltà nei confronti di queste colossali sculture della natura.

PomagagnonCosì quando Mike mi propose di salire a Punta Fiames nel gruppo del Pomagagnon subito sopra Cortina, io accettai molto volentieri.

Partimmo presto la mattina per arrivare alla ferrata come primi scalatori, senza l’incubo di essere colpiti da qualche sasso mosso da chi ti precede, situazione molto pericolosa e purtroppo non rara.

Dopo una salita faticosa lungo un sentiero ben segnato in mezzo a mughi e terreno ghiaioso, si arriva alla base della parete ovest, dove una targa metallica indica l’inizio della ferrata.

Punta-Fiames-2300m ferrataDurante la salita solo qualche battuta e indicazioni su quanto fosse bello il panorama che ci accoglieva, ma giunti alla vera e propria ascesa, Mike dopo aver controllata l’imbragatura, anche la mia e l’attrezzatura, mi guardò con affettuosa severità.

-   Pà, te la senti? Ci sono alcuni punti parecchio esposti e passaggi in cui devi pensare molto bene a quello che fai o non lo farai più.

-      Sento che posso farlo, sono in forma e allenato e poi ci sei tu, giusto?

-          Preferisci legarti a me o libero dei tuoi tempi e movimenti?

-          Preferisco libero. – risposi ma non ero convinto totalmente.

-          Bene, allora buona salita, parto io per primo in caso di bisogno.

-          Ok. – risposi sicuro mentre il cuore batteva a mille.

Il primo tratto, con un deciso spostamento verso destra scivolò via senza problemi, poi i primi cavi metallici.

Mi preparai alla grande avventura inspirando una quantità esagerata di aria, per buttarla fuori insieme a eccitazione e un minimo di timore in quello che avrei dovuto affrontare.

MIKE-PUNTA-FIAMESMike naturalmente capì al volo il mio superabile disagio.

-        Hei, vecchietto pensa alla birra fresca che ci aspetta al nostro ritorno.

-          Ma dobbiamo ancora iniziare la ferrata.

-          Appunto, così la desideri di più.

-          E chi paga?

-          Tu naturalmente.

-          Perché te l’ho chiesto?

Lui era già appeso, si voltò verso di me .

-          Basta scherzare, adesso si fa sul serio.

-          Ok. – risposi –

-          Pensa prima di agire e se hai qualche difficoltà chiama, ok?

-          Ok.

-          Stai in campana alpino.

Poi si voltò iniziando a salire come uno scoiattolo.

Anch’io iniziai la salita, ma come un cinquantenne allenato, niente di più.

-         Hei alpino, attento alla roccia scivolosa.

-     Hei alpino, attento a questo passaggio, prima manda avanti la gamba destra poi recupera con la sinistra e sali.

-          D’accordo sto attento.

Punta FiamesQueste raccomandazioni furono l’unico dialogo durante tutta l’ascesa.

Era davvero un piacere guardare mio figlio come si muoveva nell’assoluta padronanza della situazione, che gestiva a suo favore anche nei tratti più difficili.

Ogni volta che si presentava un passaggio impegnativo o pericoloso, subito dopo averlo superato si fermava per darmi indicazioni e per controllare che fosse tutto a posto.

Non è una delle ferrate più difficili, ma neppure una delle più facili, e comunque quei tratti esposti, sono un esame decisamente valido e apprezzabile.

Giunti a una piazzola scavata nella roccia, dopo un minimo di meritato riposo, ecco la seconda e ultima parte di salita per raggiungere la cima.

Superata una fessura a camino e alcuni tratti completamente esposti, si arriva alla base di una ripida parete nera dove, l’aiuto di una scala e poi il cavo metallico ti consentono di aggredire gli ultimi metri fino alle roccette finali, che finalmente ti conducono con facilità alla Punta Fiames.

WALTER-PUNTA-FIAMESQuando posai il piede sulla piccola piazzola in vetta, Michael mi stava aspettando con espressione orgogliosamente commossa.

Non esistevano parole in quel momento, esisteva solo il nostro abbraccio, la nostra soddisfazione, la nostra complicità.

Un padre e un figlio a un passo dal cielo, un affetto inestimabile fra due uomini che avevano la fortuna di conoscere se stessi, uniti da un vincolo di sangue ma soprattutto dalla grande capacità di saper sognare.

Eccoci al finale cari amici, una giornata di Sport fra le Righe colma di puri sentimenti e dall’augurio sincero che tutti quanti voi possiate provare a essere con vostro figlio a “ Un passo dal cielo “

Ciao!

Ultima modifica ilMercoledì, 20 Agosto 2014 14:39

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