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COPPA D’ORO DELLE DOLOMITI

coppa-d-oro-delle-dolomiti-2013Ciao a tutti.

Vi ho già accennato tempo fa che anche l’automobilismo può considerarsi uno sport a tutti gli effetti.

Pensate all’impegno fisico del pilota per esempio, a come     sollecitazioni di circa due ore di gara su una ” formula1 “ possano mettere a dura prova la sua resistenza, e non da meno il superlavoro della mente, o se preferite l’assoluto impegno del sistema nervoso, sottoposto a una continua  concentrazione alla guida di un bolide che in certi tratti di percorso supera abbondantemente i 300 km. l’ora.

Come in tutte le cose però, esiste sempre l’altra faccia della medaglia, che, in questo caso, scivola verso una competizione automobilistica che si svolge a Cortina d’Ampezzo, una gara soft e sicuramente snob, patinata d’oro per intenderci, si tratta, infatti,

 dell’esclusiva e sempre più conosciuta Coppa d’Oro delle Dolomiti, prova di regolarità dal sapore retrò, in quanto possono partecipare solo auto fabbricate entro il 1961.

La corsa, segue gli itinerari che Ernest Hemingway percorreva con la sua Buik, facendo girare i passanti incuriositi, ammirati e sognanti nel vedere quell’auto enorme sfrecciare sulle nostre strade.

Hemingway, innamorato di Cortina, superava passi e valichi, attraversava paesi e spesso si fermava per ammirare la magnificenza unica al mondo delle Dolomiti.

Quelle fermate erano spunti per i suoi romanzi, erano attimi tonificanti per la sua mente, erano ricordi da portare nel cuore.

Ma torniamo a parlare della gara automobilistica.

La Coppa d’Oro delle Dolomiti è nata nell’immediato dopoguerra da un’idea di Ferruccio Gidoni, allora presidente dell’Automobile Club di Belluno.

Per  dare il via alla gara,  un  ospite d’eccezione, il pilota che da solo era la storia dell’automobilismo, mi riferisco al mito, al grande Tazio Nuvolari.

La competizione inizialmente consisteva in una prova di velocità su percorso fisso, con partenza e arrivo a Cortina.

La stagione delle garndi corse durò a lungo con un interesse crescente e un pubblico sempre più numeroso fino al disastroso incidente del maggio 1957, dove persero la vita numerosi spettatori.

Fu l’immediato declino e sospensione di tutte le gare, Coppa d’oro compresa.

Trascorsero circa quarant’anni di calma piatta fino a quando l’Automobile Club di Belluno decise di ripresentare la gara proponendola con le varianti necessarie alla sicurezza, così fu deciso di passare da gara di velocità a gara di regolarità.

Il rigoroso anno limite di fabbricazione delle auto, 1961 garantisce uno spettacolo romantico/sportivo molto apprezzabile, con delle auto “mito” di famose marche identificabili in Ferrari, Maserati, Alfa Romeo, Bugatti, Porsche, Aston Martin, Mercedes, Fiat, e avanti così.

La gara è un avvenimento modano in crescita anno dopo anno, non è una pura competizione sportiva è un salotto su quattro ruote, dove ostenti la tua potenza economica con auto storiche il cui costo, o valutazione,  è davvero elevato.

Inoltre, se ti avvicini ai vari gruppetti di pseudo piloti e loro accompagnatori, ti accorgi che tutti parlano con la stessa  monotona cadenza da scazzo che li differenzia dall’uomo comune, intendo quello con due braccia, due gambe, una testa, ecc.  

Ma eccoci all’abbigliamento, dove puoi spaziare dal completo anni quaranta, al giaccone di pelle in abbinamento al casco di pelle e occhialoni di protezione rigorosamente rivestiti in pelle pure loro.

Dal classico impermeabile Burerry con cappellaccio in feltro, al cappellino e giacca di famosi college.

 E’ necessario sostenere il personaggio fino in fondo, altrimenti che ci vai a fare a Cortina, per la gara automobilistica? Ma non se ne parla proprio.

La cosa però che mi manda veramente in bestia è il comportamento dei vari piloti nei confronti di noi umani.

Non esisti!

Non ci sei, sei un’entità astratta per loro, sei come la nebbia, da attraversare con fastidio, oppure, se vuoi che si accorgano della tua presenza, devi arrivare a Cortina con una Rolls Royce Phantom del 1939 e forse, dico forse, ti rivolgono la parola.

E’ davvero uno strano comportamento che non li rende certo simpatici e investire tanto denaro in un’auto d’epoca per rendersi antipatici, mah!

Per concludere vi comunico che l’iscrizione alla gara è di alcune migliaia di Euro che vanno a sommarsi a due notti in albergo a Cortina, trasporto auto, carburante e varie, che ne dite niente male vero?

Adesso capisco perché la chiamano Coppa D’oro.

E’ giusto, per onestà di cronaca, ammettere che  non è colpa loro se sono ricchi, però… che culo!

Ciao!                                                                    

Ultima modifica ilMercoledì, 20 Agosto 2014 14:36

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