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updated 10:57 PM CEST, Aug 13, 2019

RIFUGIO GALASSI – PRIMA PARTE

galassiQuell’escursione al rifugio Galassi, fu decisa seduti davanti a un buon boccale di birra fra tre amici in cerca di avventura.

Spicciolo, mio grande amico, attore, presentatore, animatore, camaleonte delle scene, Leo, mio nipote, esperto di montagna fino a che non si arrivi a un bivio e io, con la mia già inoltrata età che limitava la possibilità di affrontare come avrei voluto un’escursione di quella difficoltà, ma non mi impediva di sfidare ugualmente la mia data di nascita e praticare quello sport fra le righe che può darti molto anche e non solo per la vera e propria prova fisica.

Alzarsi presto per il mio amico romano era come fargli un dispetto, al primo tentativo di svegliarlo, mi rispose con un muggito, il secondo, con il ricatto di lasciarlo a casa, brontolando, brontolando si alzò completamente rincitrullito.

-         Che ore sono? – mi chiese, anzi rantolò .

-         Le sette e qualche minuto –

-         Le sette ? ma sei impazzito ? E’ notte fonda –

-         Già, è per questo che portiamo le torce elettriche -

-         Ma dove diavolo si deve andare, sull’Everest -

-         Non proprio, ma è sempre saggio avere a disposizione più tempo del necessario, per affrontare con la calma eventuali contrattempi o ostacoli imprevisti –

Alle sette e quindici due colpi di clacson ci avvertono che Leo, puntualissimo, ci sta già aspettando. Alle sette e trenta arriviamo al posteggio auto per la risalita in seggiovia che ti porta a 1500 m. dove lo Scotter, simpatico e accogliente rifugio, diventa il campo base per le escursioni con direzione rifugio San Marco, per poi proseguire fino alla ferrata del Sorapis, dove aggirando a mezza parete il lato sud del monte, arrivi al rifugio Vandelli a pochi metri da quel laghetto azzurro dalla tonalità fiabesca.

Inforcando invece il sentiero alla destra dello Scotter, hai due possibilità di risalita per arrivare al rifugio Galassi, il sentiero all’estrema destra più breve ma più impegnativo e ripido e quello che scegliemmo noi, più lungo ma meno impegnativo per le nostre gambe non ancora completamente allenate.

stambeccosulsentieroperilrifugiogalassiIl sentiero si arrampica, salendo a zig zag su uno dei ghiaioni dell’Antelao, inoltrandosi all’inizio in una distesa di pini mugo, per uscirne e trovarti sul ghiaione, dove tracce di sentiero e intuito da esperienza ti conducono alla Forcella Piccola valico estremo, per poi ridiscendere dalla parte opposta e raggiungere il Galassi.

Da una mia personale valutazione, la salita non si può definire impegnativa, ma non è certamente una escursione per tutti e quando arrivi in forcella, girandoti per guardare a valle ti rendi conto del perché.

Leo in testa, “Spicciolo” il soprannome del mio amico attore in mezzo e io, come spesso accade, chiudevo la breve colonna.

-         Hei ragazzi che ne dite di una sosta per bere? – chiese Spicciolo con un timbro di voce supplichevole.

-         Siamo appena partiti amico mio, se iniziamo a fermarci dopo centro metri dobbiamo pernottare al Galassi –

-         Ma quel pino tugo, com’è che si chiama? –

-         Mugo, pino mugo –

-         Ecco appunto, beh quel pino mugo mi ha completamente azzerato la salivazione –

-         Non sarebbe forse più giusto imputare la causa a tutto quello che hai bevuto e mangiato ieri sera? - chiese Walter sorridendo.

-         Ma che dici? Se ho mangiato pochissimo –

-         Perdonami ma i nostri due metri di valutazione non sono compatibili fra loro –

-         Ma come diavolo parli, non siamo mica in uno dei tuoi romanzi, scribacchino da quattro soldi –

Leo iniziò a ridere.

-         E tu che cavolo hai da ridere, la vicinanza e frequentazione di tuo zio ti stanno rovinando, mannaggia a te e a quando hai avuto quest’idea -

Adesso ridevo anch’io.

-         Eccoli li, guardateli, i due caprioli delle Dolomiti, non bevono, non fumano, non fanno un accidenti di niente, però ridono   -

-         Non è da tutti i giorni vedere un grosso bue sul ghiaione dell’Antelao - dissi aumentando la risata.

-         Pensa per te stanbecco. Almeno mi tiri fuori la borraccia così posso bere come i ciclisti camminando anziché pedalando –

-         Coraggio ancora pochi metri e facciamo una breve sosta –

-         Che significa breve sosta? -

-         Significa il tempo di bere e far pipì per chi ne ha bisogno e poi di nuovo in marcia –

-         Senti un po’ falco della notte, non avrai per caso intenzione di farmi scalare tutte le Dolomiti spero –

-         No di certo, anche perché con sto passo è già molto se arriviamo al Galassi –

-         Ma quando siamo la che si fa si mangia come al ristorante? –

-         Più o meno – rispose Leo.

-         Che significa più o meno? – chiese preoccupato Spicciolo.

-         Beh! Non i tutti i ristoranti mangi pappardelle al sugo di capriolo, formaggio fuso con funghi porcini, salsicce e spiedini alla brace, torta di mirtilli neri, e……-

-         Ok Leo ricevuto, ditemi è proprio necessario che ci fermiamo per la pipì? –

Questa volta ridemmo tutti e tre,

-         Sei proprio un bue – confermai, strizzando l’occhio al mio migliore amico di sempre.

ARRIVEDERCI AL GALASSI AMICI!

Ultima modifica ilMercoledì, 20 Agosto 2014 14:43

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