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updated 3:56 PM CEST, Oct 20, 2019

SPORT FRA LE RIGHE: UN’ESCURSIONE IN COMPAGNIA DEI CUCCIOLI

BECCO DI23706835Nello sport, un buon allenamento è indispensabile.

è la base necessaria per la vittoria finale, e non intendo solo vincere una gara e salire sul gradino più alto di quel piedistallo con dislivelli di merito.

Intendo la nostra personale capacità di compiere imprese sportive regolate da allenamenti adeguati sia al tipo di sport praticato, sia a quella fastidiosa data di nascita che molte volte condiziona il possibile risultato, con imprevisti sia piacevoli che sgraditi.

Il percorso di questa nostra nuova escursione, lo avevamo controllato e approvato io e mio nipote Leo, dissolvendo i vari dubbi sulle possibili difficoltà che potevamo incontrare.

Il gruppo comprendeva due adulti io e Leo e quattro cuccioli, due femmine, Micol e Chiara e due maschi Jack, figlio di Leo, e Andrea un amico.

250px-Passo di GiauIl sentiero 436 ci avrebbe condotto da passo Giau, base di partenza, fino al valico della forclla Giau, a 2360 m.s.m. da quella quota saremmo ridiscesi alla forcella Ambrizzola e ancora giù al rifugio Palmieri che si specchia presuntuoso nel lago di Federa ai piedi della Croda da Lago 2042 m.s.m. sovrastato e controllato dal Becco di Mezzodì, curiosa enorme roccia che indica la mezza giornata e ovviamente il sud ai Cortinesi.

Lì, in attesa del nostro arrivo, nonni e parenti, saliti in fuoristrada per ovvi motivi.

L’euforia dell’inizio escursione con i ragazzi allegri ed eccitati, iniettava allegria, quell’allegria naturale che ti prende per mano e ti rammenta quanto sia importante saper ridere, saper affrontare le difficili prove di vita che spesso logorano la tua resistenza, con un sorriso, con briciole di ottimismo capaci di cambiare nel tuo cuore il grigio, in un allegro color pastello.

Inforcati gli zaini dopo una controllata riassuntiva eccoci in cammino.

Leo capo cordata, io a chiudere.

Il sentiero tagliava varie montagne, variando  nel suo percorso verso il lago la natura stessa del tragitto, attraversando tratti rocciosi e impegnativi contrapposti a immensi prati e aperture da sogno, dove potevi ammirare le cime dei tremila, regalo che le Dolomiti ti donavano per il tuo impegno.

La notte un violento temporale aveva scaricato tutta la sua furia, e in molti tratti trovammo ancora il sentiero bagnato, elemento che purtroppo non aiutava sicurezza  e  tranquillità.

Dopo qualche centinaio di metri dalla partenza il primo ostacolo, un pezzo di sentiero era franato trasformando quel breve tratto da facile a impegnativo, ma con molta concentrazione e l’aiuto di Leo le due fanciulle si ritrovarono dall’altra parte, io usai solo la mia esperienza, ma  a volte non basta.

Per i due maschi nessuna difficoltà, da parte mia solo un’affettuosa invidia per quell’età che ti permette tutto, quella naturale sicurezza destinata purtroppo a diminuire con l’aumentare degli anni.

Percorremmo il tratto in discesa senza particolari ostacoli per arrivare a un passaggio di circa 50 metri ancora coperto di neve, ovviamente fu subito battaglia con palle di neve che volavano da ogni parte e i ragazzi che si muovevano come molle schivando i colpi e io, divertito che osservavo facendo da bersaglio fisso.

Altro breve tratto in compagnia di mucche al pascolo con la felicità di Chiaretta che fotografava a ripetizione.

Eccoci alla salita per la forcella Giau, il tratto più faticoso che ci permette di recuperare quota portandoci a 2360 e condurci alla forcella ambrizzola a 2277   di altitudine.

La salita mi spezzò letteralmente le gambe, arrivai alla forcella in riserva fiato e mi resi conto di predicare bene e razzolare male.

Non era stata da parte mia una scelta giusta, dovevo prima allenarmi con percorsi più brevi ma regolari e poi affrontare questo tragitto che non aveva nulla di particolarmente impegnativo ma era maledettamente lungo.

In vetta alla forcella una breve sosta per bere, riposarci e consumare uno spuntino.

Micol, premurosa, con una piccola spatola spalmò la sorella Chiaretta di crema per il sole con fattore 2000, in modo tale che non si scottasse ma, onestamente non potevi starle vicino senza prendere raggi riflessi

250px-Pelmo da PalafaveraIl panorama, non per essere monotono, era bellissimo, si apriva in una vallata immensa dominata dal monte Pelmo, una visione fiabesca.

Riprendemmo la marcia.

Eravamo nettamente fuori media, ma molti imprevisti ci avevano fatto perdere del tempo prezioso.

Adesso il sentiero si snodava in mezzo a questi prati infiniti e ancora una volta incontrammo mucche e asini, Chiaretta felicissima scattava foto mentre Micol redarguiva i due maschietti che ridevano come dei matti guardando certi particolari anatomici di un asino.

In quest’atmosfera di serenità e armonia giungemmo alla forcella Ambrizzola iniziando la discesa verso il lago, il rifugio Palmieri, i parenti in attesa ma, soprattutto, la squisita focaccia con la cipolla  di zia Grazia.

Quarantacinque minuti di discesa per arrivare al lago che sembrava lì vicino, ma in montagna le valutazioni ottiche spesso ti ingannano.

Rifugio palmieriArrivammo infine stremati dalla stanchezza alla postazione occupata da nonni e parenti, la focaccia naturalmente era buonissima.

Mi avvicinai al lago osservando quanto era bello perdendomi nei miei pensieri.

$1-          Allora come và – mi chiese Leo alle mie spalle

$1-          Ho visto giorni migliori – risposi con tutta la sincerità che il nostro affetto mi garantiva.

$1-          Perché zio, che succede ? –

$1-          Niente, solo che mi sono reso conto che è arrivato il momento di passare lo scettro –

$1-          Che vuoi dire ? –

$1-          Voglio dire che adesso tocca a te, metti in pratica tutte le esperienze e ciò che ti ho insegnato, io passo –

Leo mi guardò dritto negli occhi.

$1-          Sai una cosa zio? Tu per me sei come il Pelmo, eterno, puoi sgretolarti un po’ d’accordo, ma niente e nessuno può distruggerti -

$1-          Grazie! – risposi commosso.

$1-          Grazie a te, lupo solitario –

Ci stringemmo la mano commossi, gli altri non capivano, ma non dovevano capire, erano discorsi sussurrati dai monti.

Ciao,   walter.

Ultima modifica ilMercoledì, 20 Agosto 2014 14:37

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