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updated 10:57 PM CEST, Aug 13, 2019

“TODIS4CHILDREN” Todis con la fondazione bambino Gesù a sostegno delle famiglie dei bambini ricoverati.

todis for children azAnche per il 2019 in tutti i punti vendita TODIS basterà acquistare un prodotto contraddistinto da “I4Children” nel reparto frutteria, per sostenere la FONDAZIONE BAMBINO GESÙ ONLUS, per il progetto di accoglienza delle famiglie dei piccoli pazienti ricoverati.

Semplice, no? Acquistando uno dei prodotti contraddistinti da “I4Children”, TODIS continuerà a sostenere l’iniziativa sociale per tutto il 2019, donando parte del ricavato dei prodotti prescelti a sostegno del progetto sociale. Presso i suoi reparti ortofrutta, TODIS assicura sempre prodotti freschi e di qualità.

La FONDAZIONE BAMBINO GESÙ ONLUS, nata nel 2000, sostiene i progetti di crescita dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Dalle Cure Umanitarie alla Ricerca Scientifica, dalle Attività Internazionali all’Accoglienza, per dare calore e forza alle tante famiglie dei piccoli pazienti provenienti da tutta Italia e dai Paesi più poveri del mondo.

“FAI LA SCELTA GIUSTA, NON SOLO PER TE!”

Ricorda: TODIS ti aspetta in frutteria per sostenere i bambini ricoverati e le loro famiglie

Guarda il video dell’iniziativa: https://youtu.be/aWs-d9x-ej4

 

L'Associazione CasAmica Onlus e la campagna solidale #comeacasa

CasAmica cartello ambasciatoriAutunno all’insegna della solidarietà e del sostegno alle persone in difficoltà: fino al 30 settembre è attiva la campagna sms solidale #comeacasa di CasAmica Onlus, associazione impegnata da oltre 30 anni ad offrire accoglienza e supporto ai “pendolari della salute” e ai loro familiari.

Quando i bambini fanno “ooh!”

smoke 298243 960 720Dietro lo spaccio di essenze tossiche si adoperavano soprattutto dei minori, i quali genitori erano i diretti pedinati, celando abilmente il materiale proibito allo scopo di scansare le verifiche da parte dei gendarmi.

A Brindisi le guardie si sono attivate catturando più di una dozzina d’individui che incitavano al traffico di sostanze illecite, metà di codesti sono stati portati subito in prigione, gli altri invece non possono uscire di casa.

GIOCO IN SCATOLA

immagine gioco in scatolaSettimana del gioco in scatola, sfide in famiglia e con gli amici alla casina di Raffaello a Villa Borghese dal 22 al 29 novembre 2015.

Roma: settimana del gioco in scatola dal 22 al 29 novembre

immagine gioco in scatola 1Il gioco aiuta la mente stimolando creatività e ingegno.

Il gioco da sempre ha accompagnato il percorso dell’individuo nelle sue diverse età dall’infanzia all’adolescenza, dalla giovinezza alla maturità, inclusa la vecchiaia, così da fargli sperimentare l’entusiasmo di questa attività da considerarsi non solo strumento di svago, ma anche strumento per migliorare le proprie prestazioni. Sono molti tra l’altro i giochi studiati per migliorare le capacità psicofisiche.

Diversi sono stati i giochi intesi come passatempo che hanno caratterizzato epoche e culture fin dall’antichità: dai greci a romani, e poi in età medioevale e on il Rinascimento l’arte del gioco ha permesso di realizzare nuove strategie ludiche e diversi modi e occasioni per divertirsi unendo anche a volte il lato ginnico e sportivo.

Con il passare dei secoli in sintonia con le trasformazioni socio culturali che hanno visto in particolare con il XXI secolo l’avanzare del progresso scientifico e tecnologico, anche il modo e gli spazi deputati al gioco sono cambiati. L’avvento del digitale e di internet hanno dato vita a contesti nuovi in cui creare la dinamica del gioco spesso simulando la vita reale.

Il gioco in scatola di società, però, desta sempre il suo fascino anche oggi che dominano le playstation e i giochi di ruolo on line.

Il gioco in scatola di società oltre a mantenere alto il livello di attenzione e indurre a trovare soluzioni, aiuta grazie anche alle regole, a gestire i rapporti con gli altri migliorando il dialogo, l’ascolto e l’interazione, fondamentali per creare collaborazione e spirito di gruppo.

I classici giochi in scatola da portare in vacanza, da utilizzare durante le feste o semplicemente durante una giornata di pioggia, restano sempre i più affascinanti forse perché più legati alla tradizione o perché consentono più direttamente di creare punti di incontro e di discussione tra i partecipanti.

Dal prossimo 22 novembre 2015 torna a Roma alla Casina di Raffaello a Villa Borghese la settimana dedicata al GIOCO IN SCATOLA. Promossa da Roma Capitale in collaborazione con Zetema Progetto Cultura, la 5 edizione di questa iniziativa sarà inaugurata alle ore 10.30 del 22 novembre con una cerimonia di apertura che vedrà il mitico Mr. Monopoly, girare una clessidra gigante (emblema della gara di solidarietà più divertente e coinvolgente d’Italia) con cui darà il via alla Settimana del gioco in scatola. A gareggiare saranno diversi comuni che dovranno aggiudicarsi il titolo di “Città del Gioco” e poi vi sarà una valanga di giochi da donare in beneficienza, lanciata negli ultimi cinque anni da Hasbro, il leader mondiale dei giochi di società.

In queste giornate, con protagonisti i bambini, a sfidarsi saranno amici e famiglie nei giochi da tavolo forse più conosciuti come: Monopoli, Twister, Indovina chi , l’Allegro Chirurgo, Forza 4 e molti altri. Ad ospitare le competizioni ludiche sarà lo spazio della ludoteca di Villa Borghese dedicata in particolare ai bambini dai 3 ai 10 anni.

In famiglia e con amici si gareggerà il più possibile per amministrare alberghi e terreni evitando la bancarotta, restare in equilibrio su bolle colorate o identificare buffi personaggi dalle finestre degli avversari.

Oltre alla giornata inaugurale di domenica 22 novembre con sfide fino alle ore 13.30), sono previsti altri due appuntamenti; sabato 28 e domenica 29 novembre, dalle ore 14.00 alle 17.00 sempre ad . ingresso gratuito.

Alla vittoria di Roma potranno contribuire i piccoli e grandi ospiti della ludoteca collezionando il maggior numero di ore di gioco, fotografando ogni singola partita e condividendo gli scatti su Hasbrogaming.it, sulla pagina Facebook Hasbro Gaming e sul profilo Twitter @hasbrogaming utilizzando l’hashtag #SDG15

Un’opportunità per riscoprire e apprezzare il valore del tempo passato in compagnia di amici, parenti o conoscenti e riappropriarsene. Questo grazie al potere educativo e un po’ magico del gioco nel creare sinergie emotive tra integrazione e condivisione. Riguardo l’aspetto educativo è infatti riconosciuto ufficialmente il potenziale formativo educativo - comportamentale dei giochi in scatola in termini di socializzazione, sviluppo della creatività e delle capacità strategiche dei bambini e dei ragazzi, tenendo sempre a mente il rispetto per l’altro sia esso compagno (di squadra) sia avversario.

MUNICIPIO IX: NUOVA AREA GIOCHI PER BAMBINI

ANDREA-SANTORO PRESIDENTE-PER-UN-GIORNOMUNICIPIO IX, SANTORO: NUOVA AREA GIOCHI PER BAMBINI NEL GIARDINO ZERIAV A GIULIANO-DALMATA

«Altalene, scivoli, castelletti e giochi a molla tornernno a disposizione dei bambini che frequentano il Giardino Zeriav, nel quartiere Giuliano-Dalmata. Questa mattina il Servizio comunale ai giardini ha avviato i lavori per l'installazione delle nuove strutture ricreative, donate da un esercente commerciale della zona».

Il mercato delle adozioni internazionali

adozione-internazionaleQuello delle adozioni internazionali è un settore che riguarda più persone di quello che si pensa.

Non tutti sono a conoscenza però delle mille insidie e difficoltà che si nascondono dietro a questo settore.

Non sempre, infatti, finisce tutto liscio, perché se da un lato abbiamo le trafile lunghissime della burocrazia, da un altro troviamo Onlus fantasma che truffano malcapitati che si rivolgono a loro.

Per non parlare dei costi elevatissimi per adottare un bambino all'estero: tra viaggi, tasse, soggiorni si spendono almeno 20-25mila euro, ma in alcuni casi si possono superare i 30mila.

Così ci sono famiglie con reddito "normale", che pur di coronare il sogno di avere un bambino ricorrono sempre più spesso alle banche che hanno studiato finanziamenti agevolati, senza spese di istruttoria e senza richieste di garanzie (credito chirografario) come per i mutui per la casa.

Dal 2007 al 2011 la domanda di adozioni internazionali in Italia è purtroppo scesa del 22%. In anni di crisi come questi, difatti di fronte a uno sforzo economico come quello richiesto per un'adozione internazionale sono in molti a gettare la spugna. 

Giorno della memoria – i bambini di Terezin

download 1 2Il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, è il  “Giorno della Memoria”: il ricordo della Shoah, delle leggi razziali, della persecuzione dei cittadini ebrei e della deportazione.

Terezin è considerato un luogo simbolo, vediamo perché.

A Terezin, su un’area che aveva contenuto in precedenza 6-7.000 abitanti, fu stipata, per ondate successive, una popolazione che raggiunse, nel 1942, più di  87.000 persone.

Terezin è una città della Cecoslovacchia che servì da ghetto tra il 1941 e il 1945, per circa 140.000 ebrei ivi deportati dai nazisti dall’Europa Centrale e Orientale.

Fra i prigionieri del ghetto di questa città ci furono all’incirca 15.000 bambini, compresi i neonati. Erano in prevalenza bambini degli ebrei cechi, deportati insieme ai genitori, in un flusso continuo di trasporti fin dagli inizi dell’esistenza del ghetto. La maggior parte di essi morì nel corso del 1944 nelle camere a gas di Auschwitz. Dopo la guerra non ne ritornò nemmeno un centinaio e di questi molti avevano meno di quattordici anni.

I bambini sopportarono il destino del campo di concentramento assieme agli altri prigionieri di Terezin.

Tutti i piccoli soffrirono assieme agli altri le misere condizioni igieniche e abitative e la fame. Soffrirono anche per il distacco dalle famiglie e per il fatto di non poter vivere e divertirsi come bambini. Per un certo periodo i prigionieri adulti riuscirono ad alleviare le condizioni di vita dei ragazzi facendo sì che venissero concentrati nelle case per i bambini.

50497-1In queste, operarono educatori e insegnanti prigionieri che riuscirono, nonostante le infinite difficoltà e nel quadro di limitate possibilità, a organizzare per loro una vita giornaliera e perfino l’insegnamento clandestino. Sotto la guida degli educatori i bambini frequentavano le lezioni e partecipavano a molte iniziative culturali preparate dai detenuti. E non furono solo ascoltatori: molti di essi divennero attivi partecipanti a questi avvenimenti, fondarono circoli di recitazione e di canto, facevano teatro per i bambini. Dei ragazzi di Terezin scrivevano anche poesie. Una parte di questa eredità letteraria si è conservata.

L’educazione figurativa veniva organizzata nelle case dei bambini secondo un piano preciso. Le ore di disegno erano dirette dall’artista Friedl Dicker Brandejsovà che nel blocco L417 creò una classe di disegno e pittura destinata ai ragazzi, che erano spinti a lavorare seguendo la loro fantasia.

giornata della memoria 27 gennaioIl risultato di questa attività furono migliaia di disegni; la Dicker-Brandeis ne nascose oltre 4.000 in due valigie prima di essere deportata ad Auschwitz. Questa raccolta riuscì a scampare alle ispezioni naziste e venne riscoperta al termine del conflitto, dopo oltre dieci anni. Questi disegni ora fanno parte delle collezioni del Museo Statale Ebraico di Praga.

I ragazzi utilizzavano i più vari tipi e formati della pessima carta di guerra, ciò che potevano trovare, spesso utilizzando i formulari già stampati di Terezin, le carte assorbenti. Per il lavoro figurativo i sussidi a disposizione non bastavano e i bambini dovevano prestarseli a vicenda.

Sotto l’aspetto tematico i disegni si possono suddividere in due gruppi fondamentali: da una parte di disegni a tematica infantile, in cui i piccoli autori tornavano alla loro infanzia perduta. Disegnavano giocattoli, piatti pieni di cose da mangiare, raffiguravano l’ambiente della casa perduta.

Disegnavano e dipingevano prati pieni di fiori e farfalle in fiore e farfalle in volo, motivi di fiaba, giochi di bambini. La maggior parte della collezione comprende questo tipo di disegni. Il secondo gruppo è formato da disegni con motivi del ghetto di Terezin.

Raffigurano la cruda realtà in cui i bambini erano costretti a vivere. Qui incontriamo i disegni delle caserme di Terezin, dei blocchi e delle strade, dei baraccamenti con i letti a tre piani e i guardiani. Ma i bambini disegnavano anche i malati, l’ospedale, il trasporto, il funerale o un’esecuzione.

images 2Nonostante tutto però i piccoli di Terezin credevano in un domani migliore. Espressero questa loro speranza nei loro disegni in cui hanno raffigurato il ritorno a casa. Sui disegni c’è di solito la firma del bambino, talvolta la data di nascita e di deportazione a Terezin e da Terezin. La data di deportazione da Terezin è anche in genere l’ultima notizia del bambino. Questo è tutto quanto sappiano sugli autori dei disegni, ex prigionieri bambini del ghetto nazista di Terezin. La stragrande maggioranza di loro morì. Ma è rimasto conservato il  lascito letterario e figurativo che a noi parla delle sofferenze e delle speranze perdute.

E noi per questo, non dobbiamo dimenticarli.

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