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Caos Edilizia Agevolata, la nuova delibera del Comune aumenta la conflittualità

Non si placano le polemiche e non scema la preoccupazione di centinaia di migliaia di famiglie coinvolte nel caos dei Piani di Zona nella capitale. Il Comune ha votato e approvato una nuova delibera che si sperava potesse dare certezze e soluzioni al problema, ma secondo gli esperti del settore non fa altro che acuire il contenzioso. Per saperne di più abbiamo incontrato il rappresentante del Comitato di Quartiere di Torraccia, Francesco Musumeci, e gli avvocati Andrea Lamonaca e Stefano Di Santo, che con il loro studio si occupano di questo caso sociale ormai da anni.
Queste le loro parole:

Francesco Musumeci, da quanto il suo comitato si occupa del caos riguardo l’Edilizia Agevolata?
Noi ci occupiamo sin dalla nascita dell’edilizia agevolata per quanto riguarda il nostro comparto, quindi parliamo degli anni Novanta. Abbiamo seguito tutta la filiera, dall’inizio della scrittura delle convenzioni fino alla canterizzazione, sia all’urbanizzazione, sia quant’altro. Quindi siamo dentro anche come presidenti e consigli all’interno delle nostre cooperative e abbiamo seguito tutto lo sviluppo. Con la sentenza di Casal Brunori ci siamo visti mettere i concetti fondamentali dell’edilizia popolare per ceti meno abbienti con delle somme e delle pratiche orientative, che poi sono diventate vessative, che mettono a repentaglio le nostre sicurezze base di famiglia e di sostentamento finanziario. Sostanzialmente mette in gioco la nostra sicurezza e la nostra economia.
Il 23 ottobre è stata votata una delibera comunale che si sperava potesse portare ad una soluzione del caos intorno all’edilizia agevolata. È davvero così? Ci può spiegare il documento in parole semplici?
Certamente. Dopo tanto tempo e dopo una serie di delibere, si è giunti a questa conclusiva, che non fa altro che consolidare tutte le nostre richieste al contrario. Questa delibera, infatti, consolida soltanto l’economia in entrata per il Comune e l’economia in uscita per noi. Non dà chiarezza, è molto fumosa. Sostanzialmente declina in maniera negativa il futuro dei nostri appartamenti, dei nostri immobili perché ci ritroviamo con atti firmati da notai e Comune che dicono una cosa e la nuova delibera che dice tutt’altro, obbligandoci ancor più a economia in negativo per espletare le funzioni di normalizzazioni delle case.

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